Buoni spesa e acquisto di beni di prima necessità "TREVISO SOLIDALE"

ALIENAZIONE BENI IMMOBILI

(versione stampabile in formato pdf)

COMUNE DI TREVISO
– REGOLAMENTI –

ALIENAZIONE BENI
IMMOBILI

Regolamento per
l’alienazione dei beni immobili di proprietà comunale

Art.
1 – Oggetto del regolamento.. 1

Art.
2 – Definizioni2

Art.
3 – Beni alienabili2

CAPO II – PROGRAMMAZIONE DELL’ATTIVITA’2

Art.
4 – Programmazione delle alienazioni2

Art.
5 – Individuazione del prezzo.. 3

Art.
6 – Pagamento rateizzato del prezzo.. 4

CAPO III – PROCEDURE DI VENDITA.. 4

Art.
7 – Modalità di individuazione del contraente.. 4

Art.
8 – Pubblicazione e pubblicità dei bandi e degli avvisi di vendita.. 5

Art.
9 – Asta pubblica.. 5

Art. 10 – Garanzie e cauzione.. 6

Art. 11 – Offerte per procura o per persona
da nominare.. 6

Art. 12 – Seggio e verbale di gara.. 7

Art. 13 – Asta pubblica – Modalità di
presentazione delle offerte e di svolgimento della gara.. 7

Art. 14 – Aste deserte.. 8

Art. 15 – Approvazione verbale di gara.. 9

Art. 16 – Stipulazione dell’atto di
compravendita.. 9

Art. 17 – Trattativa privata mediante gara
ufficiosa.. 9

Art. 18 – Trattativa privata diretta.. 10

Art. 19 – Procedure deserte.. 12

Art. 20 – Permuta.. 12

CAPO IV – DISPOSIZIONI SPECIALI. 12

Art.
21 – Prelazione.. 12

Art.
22 – Alienazione di beni immobili congiuntamente all’esecuzione di
lavori pubblici12

Art.
23 – Gare esperite.. 13

Art.
24 – Spese contrattuali13

CAPO V – DISPOSIZIONI FINALI. 13

Art. 25 – Disposizioni finali13

NOTE.. 13


CAPO I – DISPOSIZIONI GENERALI

Art.   1 – Oggetto del regolamento

1. Il presente regolamento si conforma ai principi di
economicità, efficacia, imparzialità,pubblicità, trasparenza, proporzionalità, ragionevolezza, adeguatezza,
sussidiarietà e ad altri principi dell’ordinamento comunitario.
2. Il presente regolamento disciplina ai sensi dell’articolo 12, comma 2, della
legge 15 maggio 1997 n. 127, le alienazioni dei beni immobili e dei diritti
immobiliari appartenenti al Comune di Treviso, anche in deroga alle norme di
cui alla legge 24 dicembre 1908 n. 783 e successive modificazioni e al
regolamento approvato con Regio Decreto 17 giugno 1909 n 454 e successive
modificazioni e integrazioni, nonché alle norme sulla contabilità  generale degli enti locali, fermi restando iprincipi generali
dell’ordinamento giuridico contabile.
3. Il regolamento assicura adeguati criteri di trasparenza ed adeguate forme di
pubblicità finalizzati ad acquisire e valutare concorrenti proposte di acquisto
di immobili, anche al fine di accelerare i tempi e rendere più snelle le
procedure di alienazione.

Art.   2 – Definizioni

Ai fini del presente regolamento, si
intende:
– per “Ente”, il Comune di Treviso;
– per “Dirigente del Settore competente”, il soggetto al quale competono gli
atti e i provvedimenti di cui all’art. 107 e seguenti del decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 267, in base al Regolamento nuovo sistema di direzione del
Comune di Treviso e al Regolamento di disciplina degli atti dei dirigenti.

Art.   3 – Beni alienabili

1. Sono alienabili
a titolo esemplificativo:
a) i beni immobili appartenenti al patrimonio disponibile dell’ente;
b) i beni immobili appartenenti al patrimonio indisponibile dell’ente, per i
quali sia cessata la destinazione a pubblico servizio;
c) i beni immobili appartenenti al demanio dell’ente, previa
sdemanializzazione;
d) i diritti reali costituiti sui beni immobili di cui alle precedenti lettere
a), b) e c);
e) gli alloggi di edilizia residenziale pubblica, alle condizioni stabilite
dalle fonti normative regionali vigenti in materia.
2. L’inserimento degli immobili nel Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni
Immobiliari di cui all’art. 4 ne determina la conseguente classificazione come
patrimonio disponibile, fatto salvo il rispetto delle tutele di natura
storico-artistica, archeologica, architettonica e paesaggistico-ambientale.
3. Sono altresì alienabili i beni immobili la cui costruzione risalga ad oltre
settanta anni, per i quali sia concluso con esito negativo il procedimento di
verifica dell’interesse culturale di cui all’art. 12 del D.Lgs. 22 gennaio 2004
n. 42 e ss.mm. e ii..
4. I beni immobili appartenenti al demanio culturale, non rientranti tra quelli
elencati nell’art. 54,  commi 1 e 2 del
D.Lgs. n.42/2004, non possono essere alienati senza l’autorizzazione del  Ministero per i beni e le attività
culturali.

Sono esclusi dalla
disciplina prevista nel presente regolamento le alienazioni delle aree dei
Piani di Edilizia Economica e Popolare (P.E.E.P.).

CAPO II – PROGRAMMAZIONE DELL’ATTIVITA’

Art.   4 – Programmazione delle alienazioni

1. Il Consiglio
comunale approva annualmente il Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni
Immobiliari, quale allegato del Bilancio di Previsione. La relativa
deliberazione deve essere coordinata con la programmazione
economico-finanziaria pluriennale dell’Ente.
2. Nel Piano sono indicati:
– i beni immobili, le categorie di beni immobili e/o i diritti reali di
godimento che si prevede di alienare;
– una descrizione delle loro caratteristiche principali (ubicazione,
superficie, destinazione urbanistica ed altri eventuali elementi rilevanti per
l’alienazione);
– l’indicazione del valore di massima attribuito ai singoli beni.
3. Fermo restando quanto previsto dai commi precedenti, il Piano delle
Alienazioni e Valorizzazioni Immobiliari può essere modificato o integrato
all’occorrenza anche prima della sua scadenza. In particolare, il Consiglio
comunale può stabilire, anche in via puntuale ed in qualsiasi momento, di
procedere all’alienazione di un determinato bene ancorché non compreso in detto
Piano, mediante contestuale aggiornamento dello stesso.
4. All’alienazione dei beni immobili prevista nel programma triennale dei
Lavori Pubblici si applicano le disposizioni di cui agli artt. 191, e 21 del
D.Lgs. 18 aprile 2016 n. 50.

Art.   5 – Individuazione del prezzo

1. I beni comunali vengono alienati nello stato
di fatto e di diritto in cui si trovano al momento dell’alienazione.
2. I beni da alienare vengono preventivamente valutati mediante perizia di
stima redatta da personale interno del competente ufficio, con riferimento ai
valori correnti di mercato per i beni di caratteristiche analoghe, sulla base
delle metodologie e delle tecniche estimative più coerenti con la natura del
bene da valutare e alla sua appetibilità all’acquisto astratta e concreta.
3. Per la stima di beni aventi complesse caratteristiche il Dirigente del
Settore competente può motivatamente avvalersi anche di tecnici esterni, oppure
di una commissione di tecnici comunali, oppure dell’Agenzia delle Entrate ai
sensi di legge; le funzioni dei tecnici comunali prescelti per la commissione
di cui sopra sono da annoverarsi tra i compiti d’ufficio.
4. Anche le permute immobiliari devono essere precedute da apposita perizia di
stima.
5. La perizia estimativa deve contenere:
a) l’ubicazione del bene e la sua consistenza;
b) una relazione tecnico-illustrativa del bene e del suo stato di
conservazione;
c) i criteri e le motivazioni tecniche che hanno portato alla determinazione
del valore di mercato dell’immobile;
d) la potenziale destinazione d’uso del bene.
6. Il valore di stima costituisce il prezzo di riferimento per l’alienazione
dell’immobile.
7. A tale valore, come sopra determinato, dovranno essere aggiunte, a carico
dell’aggiudicatario le spese tecniche sostenute o da sostenere (frazionamento,
aggiornamento catastale, costo della perizia estimativa se affidata ad un
tecnico esterno) per poter procedere alla cessione del bene.
8. La validità della stima ha durata pari a 6 (sei) mesi salvo che intervengano
fattori diversi che inducano a modificare la stima in un momento antecedente.
Successivamente al decorso dei 6 (sei) mesi, il Dirigente del Settore
competente può in ogni caso confermare anche per relationem la stima già data,
avvalendosi anche in questo caso dei soggetti di cui al punto 2.
9. E’ possibile richiedere, come corrispettivo dell’alienazione, la cessione di
immobili da realizzare secondo caratteristiche prestabilite oltre ad una
eventuale somma in denaro.

Art.   6 – Pagamento rateizzato
del prezzo

1. Fatte salve
diverse e specifiche disposizione di legge, qualora ragioni di opportunità lo
richiedano e comunque per importi superiori a € 500.000,00 (euro
cinquecentomila/00), il Dirigente del Settore competente potrà accordare
all’acquirente la rateizzazione parziale o totale del pagamento, in rate
comprensive degli interessi di legge e della rivalutazione monetaria. In tal
caso l’acquirente dovrà obbligatoriamente stipulare, prima della firma del
contratto, apposita polizza fidejussoria in favore del Comune a garanzia
dell’esatto adempimento dei pagamenti rateizzati unitamente alle somme relative
agli interessi e rivalutazione monetaria. Tutte le spese relative alla
rateizzazione sono comunque a carico dell’acquirente.
2. Dell’eventuale rateizzazione del prezzo, sarà data esplicita informazione
nel bando di gara con l’indicazione delle condizioni, dei termini e delle modalità.

CAPO III – PROCEDURE DI VENDITA

Art.   7 – Modalità di individuazione del
contraente

1. Alle alienazioni immobiliari contemplate dal
presente regolamento si procede mediante:
a) asta pubblica;
b) trattativa privata preceduta da gara ufficiosa;
c) trattativa privata diretta.
2. L’asta pubblica viene indetta con determinazione del Dirigente del Settore
competente, con la quale è individuato il bene con il relativo valore di stima,
approvato il bando pubblico  ed
impegnata la spesa per le pubblicazioni ed eventuale pubblicità.
3. Qualora si proceda mediante trattativa privata previa gara ufficiosa,
con  determinazione del Dirigente del
Settore competente è approvato l’avviso pubblico contenente le informazioni
essenziali relative al bene, alle modalità e ai termini di presentazione delle
offerte.
4. Nella scelta del contraente è assicurato il rispetto di criteri di
trasparenza e sono osservate le forme di pubblicità di cui al successivo art.
8.
5. I componenti degli organi di governo dell’Ente (Sindaco, Giunta e Consiglio)
non possono essere acquirenti, nemmeno in sede di asta pubblica, né
direttamente né per interposta persona, dei beni dell’Ente. Si applica in ogni
caso l’art. 1471 C.C..
6. L’eventuale atto di acquisto stipulato in violazione del divieto di cui al
comma 5 è nullo.

Art.   8 – Pubblicazione e pubblicità dei bandi e
degli avvisi di vendita

1. I bandi e gli
avvisi riguardanti le procedure di vendita sono soggetti, in via generale, alle
seguenti forme di pubblicazione: Albo Pretorio comunale e sito internet del
Comune.
2. La pubblicazione non può essere inferiore a giorni quindici.
3. Al fine di dare adeguata pubblicità alla vendita potranno essere comunque
utilizzati, a discrezione del Dirigente del Settore competente, anche altri
canali ritenuti idonei e di volta in volta identificati nella determinazione di
approvazione del bando o dell’avviso pubblico.
4. Nei casi di dichiarata e motivata urgenza i termini di cui sopra possono
essere ridotti, da parte del Dirigente competente, sino alla metà.

Art.   9 – Asta pubblica

1. Alle alienazioni
immobiliari contemplate dal presente regolamento si procede di norma mediante
asta pubblica con il metodo delle offerte segrete da confrontarsi con il prezzo
posto a base d’asta, indicato nel relativo bando, senza alcuna prefissione di
limiti di aumento e con esclusione delle offerte in diminuzione.
2. Il bando pubblico deve contenere le seguenti informazioni minime:

a) la descrizione,
la consistenza, l’individuazione catastale e la destinazione urbanistica del
bene da alienare;
b) l’indicazione degli oneri, vincoli, passività e pesi comunque gravanti sul
bene;
c) i dati relativi al possesso dell’immobile;
d) il prezzo estimativo posto a base di gara;
e) i termini e le modalità di presentazione dell’offerta;
f) l’anno, il mese, il giorno ed il luogo in cui si procederà alla gara;
g) l’indicazione dei documenti e delle dichiarazioni obbligatorie;
h) l’indicazione delle cause che comportano l’esclusione dalla gara, ovvero di
quelle che comportano l’incapacità a contrattare con la Pubblica
Amministrazione;
i) il nominativo del responsabile del procedimento e l’ufficio presso cui sono
visibili gli atti di gara;
j) l’ammontare della cauzione richiesta e le
modalità di versamento;
k) l’ammontare delle spese tecniche sostenute dall’Ente di cui all’art. 5 punto
7 e le modalità di versamento;
l) l’avvertenza che la gara avverrà ad unico e definitivo incanto senza
possibilità di offerte in aumento in sede di gara, fatta salva la possibilità
di migliorare le offerte aventi il medesimo importo;
m) l’indicazione che si farà luogo all’aggiudicazione anche in presenza di una
sola offerta che sia superiore al prezzo posto a base d’asta;
n) i termini e le modalità di pagamento del corrispettivo.
3. Con uno stesso bando pubblico si può disporre l’alienazione di più beni, che
in tal caso potranno anche essere divisi in lotti.
4. ll bando pubblico disciplina tutti gli aspetti dell’alienazione non
riconducibili espressamente al presente regolamento.

Art. 10 – Garanzie e
cauzione

1. L’Ente assume
nei confronti dell’acquirente tutte le garanzie di legge e dichiara la
sussistenza o meno di iscrizioni ipotecarie e trascrizioni pregiudizievoli, di
privilegi anche fiscali e di diritti reali parziali a favore di terzi.
2. La parte acquirente viene immessa nel possesso legale del bene alienato a
tutti gli effetti utili e onerosi dalla data di stipulazione del contratto,
fatte salve particolari esigenze dell’Ente e disposizioni di legge specifiche
(esempio: beni dichiarati di interesse storico artistico ai sensi del D. Lgs.
42/2004) da indicare negli atti di gara.
3. Nessun offerente può partecipare all’asta pubblica o alla gara ufficiosa se
non comprovi di aver depositato, presso la Tesoreria Comunale, nei modi e tempi
stabiliti negli atti di gara, la cauzione provvisoria richiesta, pari al 5% del
prezzo a base di gara. La cauzione potrà essere costituita a mezzo quietanza
attestante il deposito in contanti presso il Tesoriere del Comune di Treviso,
specificando al Tesoriere che trattasi di deposito cauzionale provvisorio,
oppure assegno circolare non trasferibile intestato al Comune di Treviso,
oppure fideiussione bancaria o polizza fideiussoria assicurativa rilasciate da
aziende di credito o imprese di assicurazione debitamente autorizzate oppure
fideiussione rilasciata da un intermediario iscritto nell’albo di cui all’art.
106 del D.Lgs. n. 385/93 che svolge in via esclusiva o prevalente attività di
rilascio di garanzie e che è sottoposto a revisione contabile da parte di una
società di revisione iscritta nell’albo previsto dall’art. 161 del D.Lgs. n.
58/1998.
4. La cauzione prestata dal concorrente aggiudicatario sarà restituita
svincolata al momento della sottoscrizione del contratto. Agli altri
concorrenti la restituzione avverrà, senza corresponsione di interessi,
successivamente all’aggiudicazione definitiva.
5. La cauzione sarà ritenuta a favore dell’Ente nel caso in cui
l’aggiudicatario sia dichiarato decaduto dall’aggiudicazione per inadempienze
rispetto al bando pubblico o avviso o lettera di invito.
6. A titolo esemplificativo e non esaustivo, la cauzione sarà ritenuta in
favore dell’Ente:
a) qualora, a seguito dei controlli effettuati, emerga la non veridicità del
contenuto delle dichiarazioni rese dall’aggiudicatario, con conseguente
decadenza dal provvedimento di aggiudicazione provvisoria;
b) nel caso in cui l’aggiudicatario, senza giustificato motivo, non intenda
stipulare il contratto di compravendita ovvero non proceda alla stipulazione
nei termini, nella sede e con le modalità allo stesso comunicate.

Art. 11 – Offerte per
procura o per persona da nominare

1. Sono ammesse offerte per procura e possono
essere ammesse anche offerte per persona da nominare ai sensi dell’art. 1401 e
segg. C.C.. La procura deve essere speciale, redatta per atto pubblico o per
scrittura privata con firma autenticata dal notaio.
2. In caso di offerte presentate o fatte a nome di più persone, queste si
intendono obbligate in solido.
3. L’offerente per persona da nominare, che dovrà egli stesso possedere i
requisiti necessari per l’ammissione all’asta e la cauzione provvisoria dovrà
essere a lui intestata, ad avvenuta aggiudicazione provvisoria dovrà dichiarare
la persona per la quale ha agito ed attestare che è sempre garante solidale con
la medesima.
4. Tale dichiarazione deve essere fatta dall’offerente ed accettata dalla
persona dichiarata, nonché fatta pervenire al Comune, entro quindici giorni
dalla data del verbale di aggiudicazione in via provvisoria, mediante atto
pubblico o scrittura privata con firma autenticata dal notaio.
5. Q
ualora l’offerente non faccia la dichiarazione nei termini e/o modi
prescritti o dichiari persona incapace di obbligarsi o di contrarre o non
legittimamente autorizzata o la persona dichiarata non accetti
l’aggiudicazione, l’offerente sarà considerato, a tutti gli effetti di legge,
come vero e unico aggiudicatario.
6. La cauzione prestata dall’offerente per persona da nominare risultato
aggiudicatario rimane vincolata anche quando la dichiarazione sia stata resa ed
accettata.

Art. 12 – Seggio e
verbale di gara

1. L’asta viene
effettuata da apposito seggio di gara composto dal Dirigente del Settore
competente, con funzioni di presidente, e da due dipendenti comunali nominati
dallo stesso in qualità di testimoni, uno dei quali svolgerà altresì le
funzioni di segretario verbalizzante.
2. In caso di assenza/impedimento di uno/entrambi i componenti, il Presidente
nomina i sostituti.
3. Dello svolgimento e dell’esito della gara è redatto apposito verbale, che
non tiene luogo del contratto. Il passaggio di proprietà del bene avviene con
la stipula del contratto, successivo all’aggiudicazione definitiva.
4. Quando non siano pervenute offerte nei termini oppure le offerte non siano
accettabili per qualsiasi ragione, viene redatta la determina attestante l’asta
deserta.

Art. 13 – Asta pubblica
– Modalità di presentazione delle offerte e di svolgimento della gara

1. I plichi
contenenti l’offerta e la documentazione per l’ammissione alla gara devono
pervenire, all’indirizzo indicato dal bando, mediante consegna a mano o
mediante servizio postale pubblico o privato, all’Ufficio Protocollo dell’Ente,
entro il termine perentorio indicato dal bando. Oltre tale termine non sarà
valida alcun’altra offerta, anche se sostitutiva o aggiuntiva rispetto a quella
già presentata. La spedizione del plico avviene ad esclusivo rischio dei
concorrenti.
2. Per l’osservanza del termine vale la data del ricevimento e l’ora di arrivo
apposti dall’Ufficio Protocollo dell’Ente sulla busta contenente l’offerta pervenuta.
3. Il plico a pena di esclusione:
a) deve essere chiuso e sigillato dall’offerente sui lembi di chiusura;
b) deve recare all’esterno l’indicazione della procedura cui si riferisce e la
ragione sociale dell’offerente;
c) deve contenere l’offerta sottoscritta per esteso dall’offerente in busta
chiusa e sigillata nella quale non devono essere inseriti altri documenti
richiesti dal bando;
d) deve contenere la documentazione richiesta dal bando con particolare
riguardo alla cauzione.
4. Il Presidente del seggio di gara, nel giorno ora e luogo fissati, dichiara
aperta la gara che si svolge in seduta pubblica. Di seguito apre, uno alla
volta, i plichi pervenuti secondo l’ordine di arrivo risultante dal protocollo,
facendo constatare ai testimoni del seggio ed ai presenti, la data in cui sono
pervenuti e la loro integrità o meno. Il seggio esamina, per ciascuno, la
regolarità e completezza della documentazione, provvedendo all’ammissione e
alle eventuali esclusioni; nei casi controversi il Presidente può sospendere la
gara e in tal caso ai concorrenti verrà comunicata la data e l’ora di ripresa
dei lavori con lettera raccomandata con avviso di ricevimento o Posta
Elettronica Certificata da inviare almeno tre giorni prima; vengono quindi
aperte le buste relative alle offerte; al termine il Presidente aggiudicaprovvisoriamente la procedura di alienazione a colui che ha presentato
l’offerta più alta rispetto al prezzo fissato nel bando d’asta.
5. L’aggiudicazione ha luogo anche quando sia stata presentata una sola offerta
purché sia valida e non sia inferiore al valore stabilito a base d’asta.
6. Non sono ammesse offerte condizionate o con riserva o comunque contenenti
termini destinati a prolungare il tempo per la stipula del contratto.
7. Nell’eventualità che siano state presentate due o più migliori offerte di
uguale importo, si procederà a richiedere in sede di gara ai relativi
offerenti, ove essi siano presenti all’asta, un’offerta migliorativa in busta
chiusa; ove gli offerenti non siano tutti presenti, si provvede con apposita
comunicazione scritta a richiedere una nuova offerta dando termine breve di
almeno tre giorni. Se risultassero ancora migliori offerte uguali, ovvero gli
offerenti tutti presenti non vogliano migliorare l’offerta ovvero ancora non
pervengano nuove offerte nel termine fissato, si procederà mediante estrazione
a sorte.
8. Le offerte sono immediatamente vincolanti per l’offerente, mentre ogni
effetto giuridico nei confronti dell’Ente consegue alla stipula del contratto a
seguito dell’aggiudicazione definitiva.

Art. 14 – Aste deserte

1. Qualora la prima
asta vada deserta, l’Ente ha facoltà di indirne una successiva, anche riducendo
il prezzo fino ad un massimo del 25%. Il nuovo prezzo viene definito dal
Dirigente del Servizio competente previa deliberazione di indirizzo della
Giunta comunale.
2. Nel caso in cui, successivamente all’espletamento di un’asta andata deserta,
dovessero pervenire una o più richieste, l’Amministrazione può vendere il bene
a trattativa privata, previo confronto tra i richiedenti e ad un prezzo
comunque non inferiore a quello fissato a base dell’incanto deserto.
3. Qualora anche la/le successiva/e asta/e andasse/ero deserta/e, l’Ente ha
facoltà di indirne di nuove, ulteriormente riducendo il prezzo. Ai fini della
determinazione del ribasso superiore al 25%, l’Ente può tenere conto, al fine
di definire il successivo reale valore di mercato, del prezzo offerto da
potenziali soggetti acquirenti che abbiano manifestato il proprio interesse
all’acquisto ovvero di quello indicato in eventuali offerte al ribasso rispetto
alla base d’asta pervenute nell’ambito delle procedure già espletate. La
determinazione del ribasso può, altresì, conseguire ad eventuali avvisi
esplorativi.

Art. 15 – Approvazione
verbale di gara

1. Proclamata
l’aggiudicazione provvisoria, il verbale di gara, con tutti i relativi
documenti, viene approvato dal Dirigente del Settore competente con apposito
provvedimento.
2. Il verbale di aggiudicazione e il provvedimento di approvazione sono
comunicati all’aggiudicatario.

Art. 16 – Stipulazione
dell’atto di compravendita

1. Entro il termine
stabilito dal bando o avviso pubblico o comunicato dall’Amministrazione,
l’acquirente deve provvedere al pagamento del prezzo presso la Tesoreria
comunale, che ne rilascia quietanza.
2. Il contratto di compravendita è di regola stipulato in forma pubblica
amministrativa, salva la possibilità di ricorrere ad un notaio rogante a scelta
dell’acquirente, previa determinazione del Dirigente del Settore competente su
parere dell’Ufficio contratti dell’ente.
3. La stipula deve avvenire comunque entro e non oltre il termine perentorio
previsto dal bando o avviso pubblico o comunicato dall’Amministrazione. Scaduto
tale termine senza giustificato motivo il Dirigente del Settore competente
considera l’aggiudicatario rinunciatario all’acquisto, salva diversa motivata
valutazione; a seguito di tale inadempimento/rinuncia il Dirigente del Settore
competente provvede ad incamerare la cauzione; in tal caso, il Dirigente del
Settore competente, seguendo l’ordine della graduatoria, chiederà
successivamente ai vari offerenti se accettino di concludere il contratto alle
condizioni della migliore offerta. E’ sempre fatto salvo il risarcimento del
danno.
4. Dal giorno della sottoscrizione del contratto di compravendita, l’acquirente
subentra nel possesso di diritto e di fatto del bene acquistato, ed in tutti i
diritti, obblighi ed azioni spettanti all’Ente nonché nell’obbligazione del
pagamento di imposte e di ogni altro onere, salvo casi particolari. Eventuali
eccezioni vanno indicate e motivate nel bando.

Art. 17 – Trattativa
privata mediante gara ufficiosa

1. La trattativa
privata mediante gara ufficiosa è ammessa quando il Dirigente del Servizio
competente ritenga che:
– il valore del singolo immobile da alienare sia pari o inferiore a €
200.000,00 (euro duecentomila/00) e/o l’immobile rivesta interesse per pochi
soggetti predeterminati, con riguardo alla zona di ubicazione dell’immobile o
per determinate categorie di soggetti (frontisti, confinanti, ecc.) e che
comunque costituisca bene residuale, di difficile o oneroso utilizzo per l’Ente
(ad esempio reliquati stradali, porzioni di terreno residuali di opere
pubbliche, modesti appezzamenti di terreno, fondi interclusi o parzialmente
interclusi, verde pubblico, ecc.);
– in caso di precedente esperimento di asta andato deserto.
2. In tali fattispecie l’Ente procederà all’alienazione del bene previa
pubblicazione di avviso, nelle forme indicate dall’art. 8.
3. Con uno stesso avviso si può disporre l’alienazione di più beni, che in tal
caso verranno divisi in lotti.
4. La trattativa si può anche sviluppare in due fasi distinte:
– la prima, di carattere esplorativo, consente di ottenere una serie di offerte
da parte dei soggetti interessati; in questa fase le offerte dovranno pervenire
nei modi e nel termine fissato nell’avviso di vendita in modo da assicurare i
caratteri della segretezza ed imparzialità;
– una seconda eventuale fase, in cui si tratta direttamente e separatamente con
i due concorrenti le cui offerte siano risultate più vantaggiose.
5. L’alienazione del bene è possibile anche in presenza di una sola offerta di
valore pari o superiore al prezzo posto a base delle offerte. La vendita non
può in ogni caso avvenire ad un prezzo inferiore a quello fissato a base
dell’incanto deserto (art. 14 comma 2), posto a base delle offerte da
presentare.
6. Per le garanzie, la cauzione e il caso di offerte migliori pari si applica
quanto disposto rispettivamente dagli artt. 10 e 13.
7. Una Commissione costituita ai sensi dell’art. 12 procederà all’apertura
delle buste contenenti le offerte.
8. Si applicano in quanto compatibili le disposizioni stabilite per l’asta
pubblica in relazione all’aggiudicazione provvisoria e all’aggiudicazione
definitiva a favore del migliore offerente.
9. Le offerte sono immediatamente vincolanti per l’offerente, mentre ogni
effetto giuridico nei confronti dell’Ente consegue alla stipula del contratto.

Art. 18 – Trattativa
privata diretta

1. Al fine di
agevolare il raggiungimento delle finalità istituzionali dell’Ente e di altri
enti pubblici o di O.N.L.U.S. o di organizzazioni di volontariato di cui alla
legge regionale del Veneto 30 agosto 1993, n. 40 o di enti del c.d. “terzo
settore”, onde promuovere ed incentivare finalità relative ad interessi
sociali, dello sviluppo economico del territorio, nonché di perseguire
l’interesse pubblico, supportando fattivamente attività
e servizi di pubblico interesse e/o di interesse generale (a titolo
esemplificativo e non esaustivo, si indicano i soggetti di cui all’art. 4 c. 6
terzo periodo e c. 8 terzo periodo del D.L. 95 del 06.07.2012 conv. con
modifiche e successive integrazioni in L. 135 del 07.08.2012), ovvero per la
realizzazione di interventi su progetti presentati da cittadini singoli e
associati individuati in relazione a porzioni di territorio comunale da
riqualificare o valorizzare,  si può
procedere a trattativa privata diretta, previa deliberazione di indirizzo da
parte della Giunta comunale, nei seguenti casi:
a) alienazione di beni immobili a favore di enti pubblici di cui all’art.1,
comma 2, del D.Lgs. 165/2001 ed enti loro dipendenti;
b) alienazione di beni immobili a favore di consorzi o società costituite o
partecipate dal Comune almeno al 51% del capitale, necessari per la realizzazione
di impianti o servizi pubblici o di interesse pubblico o per conferimento di
capitali;
c) alienazione di beni immobili a favore di consorzi o società ove gli enti
pubblici risultino proprietari di quote non maggioritarie, purché i soci
privati siano stati scelti con procedure ad evidenza pubblica, necessari per la
realizzazione di impianti o servizi pubblici o di interesse pubblico o per
conferimento di capitali;
d) alienazione di beni immobili a favore di soggetti pubblici o privati
esercenti servizi pubblici locali, purché l’affidamento abbia una durata almeno
quinquennale, necessari per la realizzazione di impianti o per la gestione di
servizi pubblici o di interesse pubblico;
e) alienazione di beni immobili ai soggetti pubblici o privati esercenti
attività di volontariato di cui alla L.R. 40/1993;
f) alienazione di beni immobili ai soggetti pubblici o privati esercenti
attività di pubblico interesse e/o di interesse generale e/o servizi pubblici,
ai sensi di legge;
g) alienazione di beni immobili finalizzata ad operazioni di permuta con altri
beni che l’Ente motivatamente ritenga utile acquisire;
h) alienazioni di beni immobili finalizzata ad operazioni di permuta per la
ricomposizione fondiaria di lotti edificabili;
i) alienazione di beni immobili e/o della potenzialità edificatoria afferente
il demanio/patrimonio anche indisponibile pubblico all’interno di strumenti
urbanistici attuativi e di concessioni convenzionate a favore dei soggetti
attuatori/proprietari dei lotti/appartamenti delle previsioni urbanistiche;
j) cessione del diritto di superficie a favore di altri enti pubblici o
soggetti pubblici o privati che perseguano scopi di pubblico
interesse/interesse generale, finalità sociali, culturali, umanitarie,
ambientali, sportive motivatamente ritenute meritevoli di sostegno;
k) in caso di aste pubbliche andate deserte;
l) alienazione di fondi interclusi e di altri immobili i quali, per evidenti
ragioni dimostrabili (ubicazione, conformazione, dimensione, ecc.), rivestano
esclusivo interesse per un solo soggetto determinato;
m) alienazione di bene immobile a seguito di accordo transattivo a definizione
di una vertenza giudiziaria  nei casi in
cui  il bene da alienare sia in rapporto
con la vertenza stessa.
2. In tutte le suddette ipotesi l’alienazione del bene avviene ad un prezzo
congruo sulla base delle trattative direttamente condotte con l’acquirente e in
caso di aste pubbliche andate deserte, ad un prezzo non inferiore a quello
fissato a base dell’incanto deserto (art. 14 comma 2).
3. Le offerte sono immediatamente vincolanti per l’offerente, mentre ogni
effetto giuridico nei confronti del Comune consegue alla stipula del contratto.
4. Delle motivazioni relative alle alienazioni a mezzo di trattative private
dirette viene dato conto nelle deliberazioni di indirizzo e determinazioni
gestionali; in particolare dei contenuti delle determinazioni quali atti
gestionali, anche per estratto, viene data adeguata pubblicità e trasparenza
(almeno tramite affissione all’Albo Pretorio e pubblicazione nel sito internet
del Comune), prima della definitiva alienazione contrattuale, al fine di
acquisire e valutare eventuali osservazioni, proposte comunque denominate e, in
generale, al fine di garantire il principio di concorrenza, confronto
competitivo, di evidenza pubblica ed onde evitare restrizioni ingiustificate
alla regola generale della libertà di competizione. A tal fine, la
pubblicazione non può essere inferiore a giorni dieci.
Nei casi di dichiarata e motivata urgenza, i termini di cui sopra possono
essere ridotti , da parte del Dirigente competente, sino alla metà.

Art. 19 – Procedure
deserte

1. In caso di procedure
deserte, è fatta salva la facoltà dell’Ente di rivolgersi ad agenzie di
intermediazione immobiliare.

Art. 20 – Permuta

1. Nel rispetto dei
vigenti vincoli normativi, quando concorrano circostanze di convenienza o di
pubblica utilità e nei casi previsti dal precedente art. 18 lett. g), h), i), è
possibile procedere alla permuta di beni immobili, mediante trattativa privata
con enti pubblici e soggetti privati, previo inserimento anche puntuale nel
piano delle alienazioni.
2. La permuta può avvenire a parità di valore o con conguaglio in denaro e/o
opere a favore del comune nelrispetto della normativa vigente.

CAPO IV – DISPOSIZIONI SPECIALI

Art.  21 – Prelazione

1. Se il bene oggetto di vendita sia gravato da
diritto di prelazione, tale circostanza deve essere indicata nel bando o
nell’avviso o lettera d’invito e comunque portata a conoscenza dei possibili
acquirenti nel caso di trattativa privata mediante gara ufficiosa o trattativa
privata diretta.
2. L’aggiudicazione dovrà essere comunicata al titolare del diritto nei modi
previsti dalle disposizioni di legge in materia.
3. I soggetti beneficiari devono essere, oltre che in possesso di un valido
titolo, in regola  con il pagamento
degli eventuali canoni dovuti per l’utilizzo dei beni e dei relativi oneri
accessori.
4. L’esercizio della prelazione è consentito al titolare del diritto sulla base
della migliore offerta ottenuta dall’Ente in esito all’esperimento di asta
pubblica o di gara ufficiosa e alle medesime condizioni, entro un termine
perentorio non inferiore a trenta giorni – o entro il diverso termine
perentorio previsto dalla legge per la fattispecie considerata – a decorrere dal
ricevimento della comunicazione della proposta contrattuale contenente le
condizioni essenziali dell’alienazione e ogni altra informazione utile per
l’interessato.
5. Il titolare del diritto di prelazione non può proporre modificazioni, né
integrazioni alla proposta di alienazione.
6. Qualora entro il termine perentorio non sia pervenuta alcuna accettazione,
decade ogni diritto di prelazione sul bene e si procede all’aggiudicazione al
miglior offerente.

Art.  22 – Alienazione di beni immobili congiuntamente
all’esecuzione di lavori pubblici

1. Nell’ambito
delle procedure di appalti pubblici di opere e lavori pubblici, di forniture e
di servizi, il bando di gara può prevedere, a titolo di corrispettivo, totale o
parziale, il trasferimento all’affidatario della proprietà di beni immobili
comunali, già indicati nel programma triennale per i lavori o nell’avviso di
pre informazione per i servizi e le forniture e che non assolvono più, secondo
motivata valutazione dell’amministrazione aggiudicatrice, funzioni di pubblico
interesse.
2. Possono formare oggetto di trasferimento ai sensi del precedente comma anche
i beni immobili già inclusi in programmi di dismissione del patrimonio
pubblico, purché non sia stato pubblicato il bando o avviso per l’alienazione,
ovvero la procedura di dismissione abbia avuto esito negativo.
3. In casi particolari per ragioni di interesse pubblico, adeguatamente
motivate, l’alienazione di beni immobili può prevedere in parte quale
controvalore dell’alienazione, la realizzazione di opere su altri immobili
comunali da parte del soggetto acquirente; tali opere saranno realizzate da
detto acquirente in via diretta o tramite ditte qualificate ai sensi di legge,
se del caso, fungendo il medesimo da stazione appaltante, nei limiti della normativa
vigente.
4. Si applicano, in quanto inerenti, le
disposizioni di cui agli artt. 191 e 21 del
D.Lgs.
50/2016.

Art.  23 – Gare esperite

1. Gli esiti delle gare sono pubblicati all’Albo
Pretorio comunale e sul sito internet dell’Ente.

2. L’avviso di gara esperita descrive il numero delle offerte presentate,
l’aggiudicatario ed il prezzo contrattuale.

Art.  24 – Spese contrattuali

1. Tutte le spese
d’asta e contrattuali, comprese quelle di pubblicazione e di pubblicità del
bando o avviso, nonché quelle da essa dipendenti e conseguenti, nessuna
esclusa, ad eccezione di quelle che per legge gravano sulla parte alienante,
sono a totale carico dell’acquirente, salvo diversa motivata valutazione.

CAPO V – DISPOSIZIONI FINALI

Art. 25 – Disposizioni
finali

1. Il regolamento
entra in vigore alla data di eseguibilità della deliberazione di approvazione.
2. A decorrere dalla data di cui al comma 1 è abrogata qualsiasi altra
disposizione regolamentare con esso in contrasto e/o incompatibile.
3. Per quanto non espressamente disciplinato dal presente regolamento si fa
riferimento alle norme vigenti relative alla materia.

NOTE

Settore/Servizio responsabile: Settore ICT, smart city,
patrimonio
Approvazione: Deliberazione di Consiglio comunale n. 46 del 30.10.2017


Data ultima modifica: 26/03/2019