ASILI NIDO

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COMUNE DI TREVISO
– REGOLAMENTI –

ASILI NIDO

Regolamento asili nido comunali

TITOLO I – ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO.. 2

Art. 1 – Carattere e finalità del servizio. 2

Art. 1 bis – Partecipazione dei genitori2

Art. 2 – Nidi comunali – strutture esterne. 3

Art. 3 – Fruitori del servizio – area d’utenza. 3

Art. 4 – Capienza. 3

Art. 5 – Funzionamento. 4

Art. 6 – Prolungamento di orario. 4

Art. 7 – Iscrizioni – domande. 4

Art. 8 – Graduatorie di ammissione. 5

Art. 9 – Copertura dei posti – graduatorie. 5

Art. 10 – Criteri per l’assegnazione del punteggio ai fini della graduatoria. 6

Art. 11 – Determinazione delle rette di frequenza. 9

Art. 12 – Inserimento – frequenza – rinuncia – dimissioni9

Art. 13 – Rette di frequenza dei bambini ammessi – altri importi10

Art. 14 – Variazioni delle rette di frequenza. 11

Art. 15 – Comunicazioni12

Art. 16 – Privacy. 12

TITOLO II – GESTIONE SOCIALE. 12

Art. 17 – Organismi12

Art. 18 – Gruppo di lavoro. 12

Art. 19 – Collettivo internidi educativo. 12

Art. 20 – Comitato di gestione. 13

Art. 21 – Durata e cessazione. 13

Art. 22 – Elezione del presidente. 13

Art. 23 – Riunioni del Comitato di gestione. 13

Art. 24 – Compiti del Comitato di gestione. 13

Art. 24 bis – Comitato internidi13

Art. 24 ter – Compiti e riunioni del Comitato internidi13

Art. 25 – Elezione dei rappresentanti dei genitori o di chi ne fa le veci e degli operatori del nido nel Comitato di gestione. 13

Art. 26 – Assemblea dei genitori utenti13

Art. 27 – Servizio sanitario e vigilanza igienico-sanitaria. 13

TITOLO III – ORDINAMENTO DEL PERSONALE. 13

Art. 28 – Compiti del personale educatore. 14

Art. 29 – Stato giuridico e trattamento economico. 14

Art. 30 – Preparazione professionale. 14

Art. 31 – Orario di lavoro. 14

Art. 32 – Il coordinatore psicopedagogico. 14

Art. 33 – Compiti del coordinatore psicopedagogico. 14

Art. 34 – Il direttore dei nidi15

Art. 35 – Compiti del direttore. 15

Art. 36 – Personale addetto ai servizi15

Art. 37 – Refezione. 16

Art. 38 – Bambini portatori di handicap – insegnanti di appoggio. 16

Art. 39 – Formazione professionale permanente. 16

Art. 40 – Supplenza. 17

Art. 41 – Vestiario. 17

Art. 42 – Mobilità. 17

Art. 43 – Alimentazione. 17

Art. 44 – Rinvio. 17

NOTE:17

TITOLO I – ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO

Art.1 – Carattere e finalità del servizio

L’asilo nido è un servizio socio-educativo di interesse pubblico volto a favorire la crescita dei bambini fino a tre anni e a sostenere la famiglia nei suoi compiti di educazione e cura del bambino.
L’obiettivo del servizio è di predisporre un ambiente sereno e idoneo a favorire ed incentivare la socializzazione, la crescita emotiva e cognitiva del bambino nel rispetto delle varie fasi e dei ritmi personali di sviluppo.
Il nido costituisce centro di esperienza che deve essere in grado di promuovere, all’interno del gruppo sociale, iniziative ed interventi a favore della prima infanzia, rivolti non solo a bambini inseriti, ma a fasce più ampie della popolazione infantile.
Il servizio persegue una assonanza fra gli obiettivi educativi individuati e gli strumenti operativi concreti.
L’azione degli operatori del nido è volta, da un lato a guidare lo sviluppo emotivo dei primi anni e dall’altro ad offrire occasioni di esperienza e proposte educative che favoriscano la maturazione globale del bambino, negli anni in cui si formano le strutture di base della personalità, dell’affettività e dell’intelligenza future, in collaborazione con la famiglia.
I nidi comunali adottano il sistema di gestione per la qualità e la relativa certificazione; è inoltre incentivata l’acquisizione di analoga certificazione da parte delle strutture private. Sono perseguite inoltre politiche rivolte ad ampliare l’offerta del servizio.
Sono promossi scambi ed interventi educativi fra il “servizio nidi”, comunali e privati, e la scuola dell’infanzia, per la ricerca di una linea pedagogica comune e di coerenti modelli organizzativi.
Sono predisposti annualmente progetti pedagogici per sezione e per struttura ed una adeguata programmazione delle attività.

Art. 1 bis – Partecipazione dei genitori

L’asilo nido, nel proprio ambito di competenza, si propone di sostenere le famiglie nella cura dei figli e nelle scelte educative, mediante un costante e organico rapporto con i genitori dei bambini frequentanti e con le figure parentali di riferimento, riconosciute protagoniste del progetto educativo.
Vengono proposte e valorizzate forme di incontro, confronto e relazione, mediante incontri formali e informali, momenti aggregativi, spazi di confronto individuale e di gruppo, o attraverso altre forme di scambio comunicativo tra operatori e genitori, mirati alla partecipazione di questi ultimi alla vita del nido.

Art. 2 – Nidi comunali – strutture esterne

La gestione e l’organizzazione degli asili nido del Comune è disciplinata dal presente regolamento che viene applicato, in quanto compatibile, anche ai posti convenzionati presso strutture private esterne; si applicano inoltre le norme di legge e di regolamento in materia.
I rapporti con le strutture private esterne sono disciplinati da apposite convenzioni, anche per quanto riguarda le modalità di acquisizione, gestione e coordinamento dell’offerta di posti, approvate dal dirigente responsabile, secondo direttive della Giunta comunale.
La collaborazione con le strutture private convenzionate si realizza anche mediante l’erogazione di incentivi economici di miglioramento, la condivisione sul piano educativo e didattico, il coordinamento delle norme organizzative e tariffarie.
L’Amministrazione promuove iniziative mirate a migliorare la qualità generale dei servizi di nido, potenziare e coordinare l’offerta di posti, attivare servizi innovativi e complementari, alla luce di quanto disposto dalla vigente normativa regionale in merito agli asili nido e all’accreditamento delle strutture socio sanitarie e assistenziali.
Potranno essere attivati, sulla base di indicazioni programmatiche degli organi consiliari o giuntali, percorsi di sostegno anche a carattere economico a favore di privati e/o associazioni che gestiscono servizi educativi o per la realizzazione di nuove strutture.
La Giunta comunale verifica costantemente gli obiettivi generali sopra esplicitati; all’esito delle verifiche potranno essere progettati e realizzati, anche in modo sperimentale, nuovi modelli organizzativo-gestionali.
Ampliamenti del servizio nidi comunali e l’attivazione di interventi alternativi potranno essere deliberati dalla Giunta comunale in riferimento all’analisi della domanda, in relazione alle norme legislative regionali in materia e nel rispetto delle compatibilità di bilancio.

Art. 3 – Fruitori del servizio – area d’utenza

Il servizio degli asili nido è destinato alle famiglie genitoriali residenti nel territorio comunale.
Sono ammessi al servizio bambini di età da tre mesi a tre anni, sulla base di quanto previsto dalla vigente normativa.
Sono accolte domande presentate da madri in gravidanza, per le quali l’evento del parto è previsto prima del 31 maggio (il bambino deve avere 3 mesi alla data del 1° settembre).
Per nucleo familiare si intende quello costituito da entrambi i genitori, conviventi con il proprio figlio/i, con o senza vincolo di coniugio.
Qualora i genitori risiedano in luoghi diversi, la domanda dovrà essere prodotta dal genitore con residenza a Treviso, nel cui nucleo anagrafico risiede anche il figlio/i per il quale/i viene presentata domanda.

Art. 4 – Capienza

La capienza degli asili nido comunali attualmente esistenti è determinata in numero di 50 posti per ciascun nido, con aumento del numero di ammissioni fino al 20%, rispetto alla capienza complessiva del nido, sulla base della autorizzazione regionale, per complessivi 60 utenti in ogni nido.
Per specifiche esigenze organizzative e/o per motivate esigenze, con disposizione della Giunta comunale, potrà essere effettuata una redistribuzione del numero dei bambini ammessi annualmente, senza incidere sull’offerta complessiva di posti.
L’organizzazione dei locali, dei servizi, degli spazi interni ed esterni, degli arredi è disposta in conformità alle norme della legge regionale e dei regolamenti comunali in materia.

Art. 5 – Funzionamento

Il calendario annuale delle attività degli asili nido comunali è stabilito con determinazione dirigenziale, tenuto conto di quanto previsto dalla normativa del C.C.N.L. nonché del calendario scolastico regionale.
Il servizio di asilo nido inizia – di norma – il primo giorno non festivo del mese di settembre e termina decorse quarantadue settimane effettive, entro la seconda settimana del mese di luglio.
Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 7.30 alle ore 15.30.
Le attività sono sospese nel periodo delle festività (Natale e Pasqua) e inoltre, per un periodo di sette settimane, durante l’estate, in correlazione con le vacanze scolastiche.
Eventuali modificazioni della durata giornaliera, settimanale o annuale del servizio saranno decise dalla Giunta comunale per motivate esigenze organizzativo-gestionali.
Modifiche transitorie, determinate da cause contingenti, saranno disposte dal dirigente responsabile.

Art. 6 – Prolungamento di orario

Su domanda della famiglia, per accertate necessità di lavoro di entrambi i genitori, o per altre temporanee imprescindibili esigenze, potrà essere concesso un prolungamento dell’orario giornaliero dalle ore 15.30 alle ore 17.00.
Per tale prolungamento di orario sarà corrisposta una quota aggiuntiva mensile in quota fissa, non superiore ad euro 20.00 (in prima applicazione) indipendentemente dai giorni e dalle ore di effettivo utilizzo. La misura della quota viene determinata annualmente dalla Giunta.

Art. 7 – Iscrizioni – domande

Il periodo di presentazione delle domande è, di norma, dal 1° febbraio e fino alla metà di marzo di ogni anno; i termini potranno essere modificati per motivate esigenze organizzative.
Nella domanda di iscrizione, redatta su apposito modello, sono inserite le informazioni e le dichiarazioni da redigere con le modalità previste dalla normativa in materia, necessarie alla attribuzione dei punteggi, delle priorità e alla formazione delle graduatorie.
La domanda è sottoscritta da uno dei genitori, o dall’esercente la potestà genitoriale, o dall’affidatario o da persona avente titolo a’ sensi delle specifiche disposizioni di legge in materia, tenuto conto di quanto previsto all’art. 3.
Nella domanda l’utente indica la struttura prescelta con facoltà di indicarne anche una seconda, nella quale inserire il bambino in ordine di priorità.
Sono ammesse domande di inserimento di madri in gravidanza, purché la nascita avvenga almeno tre mesi prima l’avvio del nuovo anno scolastico, come previsto all’art. 3.
L’utente – in allegato alla domanda, o successivamente in congruo termine – è tenuto a produrre su richiesta la documentazione comprovante le dichiarazioni. In mancanza o in caso di irregolarità o incompletezza non sanabili, non si farà luogo all’ammissione al servizio e, se già avvenuta, l’utente sarà dimesso dal servizio con incameramento della cauzione versata.

Art. 8 – Graduatorie di ammissione

L’Ufficio Asili nido predispone sulla base dei criteri e dei punteggi indicati al successivo art. 10, due distinte graduatorie di ammissione, per la 1° scelta e per la 2° scelta.
Le graduatorie sono utilizzate per l’inserimento dei bambini nei posti annualmente disponibili, anche per le strutture esterne in base alle convenzioni in essere e alle norme di organizzazione proprie.
Per la programmazione degli inserimenti si considera l’età dei bambini all’inizio dell’anno scolastico, per i bambini ammessi e inseriti successivamente si considera l’età a quella data.
Ogni graduatoria rimane in vigore fino all’adozione della successiva.
Le graduatorie sono affisse presso la sede dell’Ufficio Asili nido e pubblicate nel sito internet del Comune.

Art. 9 – Copertura dei posti – graduatorie

Il dirigente responsabile procede alla formazione, approvazione, pubblicazione delle graduatorie, all’attribuzione dei posti secondo l’ordine di priorità indicato nelle domande, agli inserimenti, alle sostituzioni ed ad ogni altra operazione o adempimento conseguenti.
L’ammissione al servizio riferita al mese di settembre (data di inizio delle attività didattiche) è comunicata per iscritto ai genitori – di norma entro il mese di giugno – i quali hanno l’onere di produrre l’accettazione scritta entro un congruo termine (di norma 15 giorni dalla comunicazione di ammissione), allegando la documentazione necessaria; nello stesso termine dovranno provvedere agli altri adempimenti e ai pagamenti previsti per la frequenza al nido, salvo diverse indicazioni. Per gli inserimenti in corso d’anno si applica quanto sopra descritto, fatta salva la diversa indicazione temporale.
In caso di mancata produzione dei documenti entro i termini o non veridicità dei documenti o delle dichiarazioni rese, o di mancato pagamento di quanto dovuto, l’utente decade dalle graduatorie e, se già inserito, viene dimesso, con trattenuta della cauzione versata e con applicazione delle sanzioni previste.
Per incompletezza della documentazione raccolta o per irregolarità sanabili, verrà concessa la possibilità di posticipare il termine di presentazione dell’accettazione.
In caso di non accettazione del posto, l’utente viene tolto dalla singola graduatoria.
Le graduatorie sono utilizzate fino ad esaurimento.
In caso di insufficienza in una graduatoria per una determinata struttura, i posti possono essere resi disponibili ad altri utenti in possesso dei requisiti, attingendo alle domande presentate nei termini.
Per la copertura dei posti non assegnati con le modalità sopra definite, infine, potranno essere utilizzate le domande pervenute successivamente alla scadenza del termine di presentazione, purchè in regola con i requisiti, secondo l’ordine cronologico di presentazione.
Qualora – infine – il numero delle domande di ammissione dei bambini residenti risultasse ancora insufficiente alla disponibilità di posti sarà possibile inserire anche bambini che risiedano fuori Comune, previa stipula di apposite convenzioni con i Comuni di residenza.

Art. 10 – Criteri per l’assegnazione del punteggio ai fini della graduatoria

Le graduatorie di ammissione vengono formate mediante attribuzione dei seguenti punteggi e priorità:

PRIORITÀ PER PARTICOLARI SITUAZIONI FAMILIARI

A) Bambini appartenenti a famiglie in gravi condizioni socio-ambientali, o che si trovino in situazioni di affidamento educativo-assistenziale o quando un genitore sia affetto da impedimento fisico permanente certificato (invalidità superiore ai 2/3), nei casi predetti l’inserimento al nido costituisce elemento necessario al progetto individuale di tutela predisposto dal Servizio sociale;
B) Bambini con minorazioni psico-fisiche o sensoriali in relazione a quanto prevede la legge n. 104/1992;

Le condizioni di salute definite ai punti A) e B) devono risultare da idonea certificazione medico-sanitaria rilasciata dai servizi della A.U.S.S.L. o da altri organi o strutture abilitati per legge.
A ciascuna delle due priorità sono riservati due posti per graduatoria; per le strutture esterne, fino ad un massimo del 5 per cento dei posti complessivamente convenzionati.
Qualora le domande con diritto di priorità siano in numero maggiore, la precedenza per la priorità A) sarà attribuita in via comparativa dal Servizio sociale, secondo l’intensità del bisogno assistenziale-educativo; la precedenza per la priorità B) sarà attribuita in base alla data di presentazione della domanda; in caso di parità di data la precedenza sarà assegnata secondo apposita valutazione del Servizio sociale.

ALLEGATO

La graduatoria per l’ammissione agli asili nido viene definita sulla base dell’attribuzione dei seguenti punteggi:
1. Punteggio per reddito
2. Punteggio per situazione familiare
3. Punteggio per attività di lavoro
4. Punteggio per la residenza

in relazione al reddito ISEE familiare:

Punti 4 reddito ISEE da €. 0 a €. 10.000
Punti 3 reddito ISEE da €. 10.001 a €. 15.000
Punti 2 reddito ISEE da €. 15.001 a €. 25.000
Punti 1 reddito ISEE superiore a €. 25.001

La Giunta comunale può rideterminare annualmente le fasce di reddito per l’attribuzione dei punteggi.

in relazione alla situazione familiare:

– Punti 4: bambino convivente con un solo genitore o adulto esercente la potestà genitoriale, (vedova/o, separato/divorziato con affidamento del minore, madre sola con figlio non riconosciuto dall’altro genitore).
– Punti 4: quando il bambino riconosciuto da entrambi i genitori appartenga ad una famiglia monogenitoriale e l’altro genitore – diverso da quello che ha presentato la domanda di ammissione e con cui vive il bambino, non contribuisca né all’educazione, né al mantenimento, in questo caso deve essere presentata una dichiarazione formale di “affido esclusivo”;
– Punti 3: Genitore con invalidità riconosciuta non inferiore a 2/3 o dichiarazione di handicap ai sensi della L. 104/92, o malattia permanente di un genitore comportante grave incapacità o riduzione delle funzioni psico-fisiche;
– Punti 2: quando uno dei genitori lavori stabilmente oltre 200 km dalla residenza, con permanenza diurna e notturna nel luogo di lavoro; o quando uno dei genitori lavori in trasferta fuori regione per periodi continuativi non inferiori a sei mesi in un anno, entrambe le situazioni da attestare con idonea documentazione.
– Punti 2: Nucleo familiare che richiede l’inserimento contemporaneo al nido di più figli.
– Punti 1: Stato di gravidanza (per altro figlio) della madre del minore per cui viene presentata domanda.
– Punti 1: stato di disabilità/invalidità certificato di altro figlio minore convivente nel nucleo del minore per cui viene presentata domanda.

Le situazioni su descritte si considerano con riferimento alla data di presentazione della domanda, su presentazione di idonea documentazione o certificazione medico-sanitaria, prodotta dall’interessato.

in relazione alla attività lavorativa:

– Punti 5: bambino con entrambi i genitori che svolgono attività lavorativa a tempo pieno (con orario settimanale di almeno 36 ore).
– Punti 4: bambino con entrambi i genitori lavoratori, di cui uno svolge attività lavorativa a tempo pieno, e l’altro svolge attività lavorativa a tempo parziale (per almeno 18 e su almeno 3 giorni settimanali) , o in modo occasionale o saltuario (purchè per almeno 6 mesi nell’anno).
– Punti 3: bambino con entrambi i genitori, di cui uno svolge attività lavorativa a tempo pieno e l’altro svolge attività di praticantato, tirocinio, borsa di studio, stages di tipo lavorativo, oppure non lavori.
– Punti 2: bambino con entrambi i genitori lavoratori a part time o entrambi non occupati/disoccupati.
– Punti 1: bambino con uno dei genitori che sia studente con obbligo di effettiva frequenza giornaliera in corsi regolari per l’ottenimento di un titolo di studio con valore legale.

Qualora il genitore contemporaneamente lavori e frequenti corsi di studio o stages/tirocini, si attribuisce il punteggio di maggior favore.

Le situazioni su descritte si considerano con riferimento alla data di presentazione della domanda, su idonea documentazione prodotta dall’interessato.

in relazione alla residenza:

– Punti 5: bambini che abbiano uno o entrambi i genitori residenti nel Comune di Treviso da almeno 10 anni (alla data di presentazione della domanda, senza discontinuità).
– Punti 3: bambini che abbiano uno o entrambi i genitori residenti nel Comune di Treviso da 5 anni (alla data di presentazione della domanda, senza discontinuità).

ATTRIBUZIONE DI PRIORITÀ

A) Priorita’ per bambini con minorazioni psico-fisiche o sensoriali in relazione a quanto prevede la legge n. 104/1992, la cui condizione di disabilità risulti da idonea certificazione medico-sanitaria rilasciata dai servizi dell’A.U.S.S.L. o da altri organi o strutture abilitati per legge;
B) Priorità per bambini con famiglie in gravi condizioni socio-ambientali, o che si trovino in situazioni di affidamento educativo-assistenziale, per i quali l’inserimento al nido costituisce elemento necessario al progetto individuale di tutela predisposto dal Servizio sociale.

A ciascuna delle due situazioni viene attribuita priorità all’ammissione al nido, mediante riserva di due posti per graduatoria; per le strutture esterne, fino ad un massimo del 5 per cento dei posti complessivamente convenzionati.
Qualora le domande con diritto di priorità siano in numero maggiore, la precedenza per la priorità A) sarà attribuita in via comparativa dal Servizio sociale, secondo l’intensità del bisogno assistenziale-educativo; la precedenza per la priorità B) sarà attribuita in base alla data di presentazione della domanda; in caso di parità di data la precedenza sarà assegnata secondo apposita valutazione del Servizio sociale.

PRECEDENZA

A parita’ di punteggio è data precedenza alla domanda con data di presentazione anteriore; in caso di parita’ di data, precede il richiedente con reddito ISEE inferiore.

RECLAMI – RICORSI

Avverso le decisioni e i provvedimenti inerenti la formulazione delle graduatorie potranno essere presentati reclami-ricorsi entro 10 giorni dalla pubblicazione.
Sui reclami-ricorsi il dirigente responsabile provvede entro 10 giorni,comunicando entro i successivi 5 giorni la decisione.
E’ fatta salva la facoltà di correggere d’ufficio, anche su richiesta degli interessati, gli eventuali errori materiali.

Art. 11 – Determinazione delle rette di frequenza

Gli importi delle rette di frequenza sono stabiliti in proporzione al reddito familiare.
Le rette di frequenza sono calcolate per fasce crescenti di reddito; alla prima fascia di reddito è applicato un importo fisso.
Gli importi delle rette sono aggiornati annualmente con determinazione dirigenziale, in base alla variazione percentuale verificatasi al marzo di ogni anno rispetto al marzo dell’anno precedente, dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati.
La Giunta comunale può modificare annualmente i parametri reddituali e gli importi delle rette di frequenza, con effetto dall’anno scolastico successivo, tenuto conto anche del costo del servizio, delle rette praticate dai nidi privati, delle finalità sociali e di sostegno alla famiglia.
Le norme in materia di determinazione ed applicazione delle rette di frequenza e le altre previste dal presente regolamento sono estese – in quanto compatibili – agli utenti dei posti convenzionati esterni.

MODALITÀ DI CALCOLO DELLA RETTA

Le rette di frequenza del nido sono determinate in base all’ISEE della famiglia.
Le fasce tariffarie sono stabilite annualmente dalla Giunta.
Per la compilazione dell’ISEE le famiglie possono rivolgersi gratuitamente ai CAAF.
Ai fini della determinazione dell’ISEE, la composizione del nucleo familiare viene allargata nel senso di comprendere i genitori del bambino anche con diversa residenza anagrafica.
L’ISEE ha validità, ai fini del calcolo della retta, per l’anno scolastico di riferimento.
Nel caso non venga presentata la documentazione ISEE, viene applicata d’ufficio la retta più alta.
Si precisa che la tariffa include – per i soli nidi comunali – il costo del pasto, la fornitura di pannoloni, fornitura e servizio di lavaggio di materiale a perdere quali bavagli, asciugamani, manopole… L’accesso al servizio di prolungamento orario comporta una maggiorazione, come meglio definita nell’art. 6. La retta decorre dal giorno di inserimento.

Art. 12 – Inserimento – frequenza – rinuncia – dimissioni

L’inserimento del bambino avviene di norma con la presenza del genitore o di una persona per lui significativa secondo tempi e modi concordati tra famiglia e asilo nido.
I bambini, una volta ammessi, possono frequentare il nido fino al compimento del terzo anno di età; la dimissione verrà effettuata in concomitanza alla chiusura delle attività nel periodo estivo dell’anno in cui il bambino raggiunge detto limite di età (3 anni), salvo variazione delle condizioni e presupposti necessari all’inserimento nella graduatoria. In ogni caso la residenza deve rimanere invariata per il primo anno di frequenza. In caso di variazione della residenza, verrà applicata la retta massima fino al termine.
In caso di assenza del bambino, a qualsiasi causa dovuta, i genitori devono informare tempestivamente la direzione del nido.
Per assicurare una presenza significativa nel servizio e la coesione nel gruppo, il bambino potrà essere ammesso a frequentare il nido per la prima volta anche nel corso del terzo anno di età, purchè per un periodo non inferiore a sei (6) mesi. In caso di assenza, dovuta a malattia certificata dal medico o per cause diverse dalla malattia stessa e comunque giustificata, il bambino conserva il diritto al posto, fino a tre mesi consecutivi, purchè in regola con i pagamenti.

Art. 13 – Rette di frequenza dei bambini ammessi – altri importi

I) Pagamento delle rette
Le rette di frequenza sono dovute per l’intero anno scolastico, a decorrere dalla data fissata per l’inserimento, indipendentemente dalla effettiva presenza al nido dell’utente, salvo quanto specificato all’articolo successivo.
Le rette sono versate in via anticipata, entro il decimo giorno lavorativo di ogni mese; le ricevute di versamento sono esibite dai genitori entro il giorno successivo lavorativo. Altre modalità possono essere stabilite dal dirigente responsabile.
II) Ricalcolo rette
L’importo delle rette dei bambini che proseguono la frequenza nell’anno successivo è ricalcolato sulla base dell’aggiornamento annuale dei redditi.
Viene altresì verificata la permanenza dei presupposti e delle condizioni di ammissione e frequenza al nido.
III) Ritardo nel pagamento delle rette
In caso di ritardo nel pagamento di una mensilità, decorsi inutilmente cinque giorni da apposito invito scritto, la frequenza è sospesa; sono eccettuati i casi documentati di forza maggiore o di giustificato motivo.
IV) Dilazione del termine di pagamento
Il dirigente responsabile può concedere, nei casi particolari che la giustificano, su domanda motivata, una dilazione temporanea del termine di pagamento mensile, previa valutazione dei motivi esposti.
V) Dimissione per mancato pagamento della retta
Per il mancato pagamento di due mensilità consecutive di retta di frequenza, viene inviato un apposito invito-diffida; decorsi inutilmente 15 giorni, l’utente viene definitivamente dimesso; viene inoltre incamerata a titolo di penale la cauzione versata.
VI) Rinuncia al posto in corso d’anno
E’ possibile rinunciare al posto in corso d’anno per giustificati motivi, purché ne venga data comunicazione scritta con almeno tre mesi di preavviso.
In caso di mancato o insufficiente preavviso verrà incamerata la cauzione, eccettuati i casi di malattia del bambino che non consenta la frequenza, e nei casi documentati di forza maggiore.
VII) Dimissione per assenze
Nel caso di assenza non giustificata, o in mancanza di comunicazioni al riguardo, protratta per oltre 30 giorni continuativi, il bambino viene dimesso d’ufficio, previa comunicazione scritta alla famiglia, viene inoltre incamerata a titolo di penale la cauzione versata.

Art. 14 – Variazioni delle rette di frequenza

1. Alle famiglie che si trovino in comprovate situazioni di grave disagio socio-economico, risultante da apposita presa in carico socio-assistenziale, la retta mensile potrà essere ridotta, anche in via temporanea, sentita la Commissione di assistenza, istituita con deliberazione della G.C. n. 3508 reg. del. n. 74 del 6.2.1997.
2. In caso di contemporanea frequenza di più figli, al solo figlio inserito come secondo la retta viene ridotta del 20 %.
3. Qualora non venga prodotta l’attestazione ISEE, viene applicata d’ufficio la retta massima.
4. Per assenze dovute a malattia del bambino o dovute a documentate cause di forza maggiore che si protraggono per periodi di almeno 15 gg. continuativi riferiti alle giornate di apertura del servizio calcolata sul mese di riferimento, viene applicata una riduzione pari ad 1/30 di ogni giornata non frequentata.
5. Fatto salvo quanto indicato al punto precedente, Le rette sono dovute in misura intera nei periodi di apertura del servizio. Per la sola sospensione natalizia la retta viene ridotta per 1/30 di ogni giorno lavorativo.
6. Le rette dell’ultimo mese dell’anno scolastico (luglio) sono conteggiate per i giorni di effettivo funzionamento del nido.
7. Le rette non sono dovute per sospensioni o interruzioni dovute a fatto o disservizio addebitabile all’Amministrazione, a condizione che le stesse abbiano avuto durata non inferiore a tre ore in una giornata.
8. Le rette non sono dovute nel periodo di chiusura estiva dei nidi.
9. Qualora nel corso dell’anno scolastico si verifichino situazioni socio familiari tali da comportare una comprovata e/o certificata riduzione della capacità reddituale da parte di uno o entrambi i genitori, previa valutazione del Dirigente, è possibile la riduzione della retta.
10. I conguagli fra le rette versate e i giorni di effettiva presenza–assenza, come per la regolazione di altre ragioni di debito-credito, sono effettuati alla conclusione dell’anno scolastico e comunque di norma entro i 5 mesi successivi. Non si farà luogo a pagamento, o rimborso a conguaglio finale per importi inferiori a euro 20,00; detto importo potrà essere rideterminato annualmente.
11. Calcolo rette – Deposito cauzionale. Gli importi delle rette di frequenza per l’ammissione al servizio saranno determinati in base alle certificazioni presentate dagli utenti; sarà conseguentemente corrisposto dagli utenti ammessi, a conferma della domanda di ammissione ed a garanzia degli obblighi derivanti dall’ammissione al nido, un importo cauzionale pari ad una mensilità della retta; detto importo sarà detratto dal pagamento dell’ultima retta dell’ultimo anno scolastico e per i conguagli attivi e passivi finali.
12. Quota di iscrizione. Per l’ammissione al nido comunale è dovuta una quota fissa di iscrizione da versare entro il 31 luglio, a rimborso forfettario delle spese amministrative, il cui importo è stabilito annualmente dalla Giunta comunale; in prima applicazione l’importo è determinato in euro 50,00, non restituibili.
13. Arrotondamenti. Tutti gli importi delle rette mensili sono arrotondati all’unità superiore.
14. Oneri. Gli oneri, anche fiscali, i costi comunque relativi ai pagamenti degli importi dovuti restano a carico esclusivo degli utenti.

Art. 15 – Comunicazioni

Le comunicazioni relative al funzionamento, all’organizzazione e alla gestione generale del servizio, come pure quelle rivolte agli utenti sono effettuate mediante servizio postale ordinario, telegrafico, o per vie telematiche: telefax, internet; inoltre, con il consenso preventivo espresso degli utenti, per posta elettronica, senza e con firma certificata, in questi casi le comunicazioni saranno reciprocamente valide ed equipollenti alle altre forme e modi di comunicazione, anche di posta raccomandata con avviso di ricevimento.

Art. 16 – Privacy

Nella gestione amministrativa dei nidi vengono applicate le norme in materia di protezione dei dati personali e sensibili.
Il trattamento dei dati è consentito per le finalità istituzionali; la comunicazione dei dati a terzi è consentita per esigenze di applicazione di norme e disposizioni, specificamente di carattere sanitario e fiscale.

TITOLO II – GESTIONE SOCIALE

Art. 17 – Organismi

La gestione sociale degli asili nido, nello spirito della legge regionale, è affidata ai seguenti organismi:
– gruppo di lavoro (art. 18);
– collettivo internidi (art. 19);
– comitato di gestione (artt. 20-24 e 25);
– comitato internidi (artt. 24 bis e ter);
– assemblea dei genitori (art. 26).

Art. 18 – Gruppo di lavoro

Si configura come gruppo di lavoro l’insieme del personale del nido: educatori, cuoca, operatori ausiliari.
Il gruppo di lavoro costituisce un fondamentale momento di riflessione e di proposizione sulla programmazione educativa e sugli aspetti organizzativi connessi all’attività del nido.
In particolare:
– individua ed elabora progetti educativi che possono essere tradotti in singoli programmi di lavoro nelle sezioni;
– realizza un costante confronto e verifica delle esperienze, dei problemi, dei progetti delle sezioni, della programmazione in atto e di tutti i momenti previsti di incontro con i genitori (colloqui, incontri di sezione, iniziative varie);
– garantisce lo scambio dei contenuti relativi a momenti specifici di aggiornamento ed a particolari esperienze didattico-pedagogiche.

Art. 19 – Collettivo internidi educativo

II collettivo del personale educativo è formato da tutte le educatrici dei nidi comunali e dal coordinatore psicopedagogico.
Si riunisce una volta al mese per:
– programmare e verificare l’attività educativa e l’organizzazione interna dei nidi;
– formulare proposte di formazione ed aggiornamento del personale;
– attuare incontri e scambi con altre esperienze educative.
Il collettivo del personale educativo collabora con i Comitati di gestione nel rispetto delle reciproche competenze.

Le norme in materia di Comitato di gestione e di Comitato internidi, contenute in modo specifico nei successivi articoli dal 20 al 25, non sono applicabili per effetto della deliberazione di Consiglio comunale n. 59 del 27.6.2003, la quale ha soppresso tali organismi.

Art. 20 – Comitato di gestione

Art. 21 – Durata e cessazione

Art. 22 – Elezione del presidente

Art. 23 – Riunioni del Comitato di gestione

Art. 24 – Compiti del Comitato di gestione

Art. 24 bis – Comitato internidi

Art. 24 ter – Compiti e riunioni del Comitato internidi

Art. 25 – Elezione dei rappresentanti dei genitori o di chi ne fa le veci e degli operatori del nido nel Comitato di gestione

Art. 26 – Assemblea dei genitori utenti

L’Assemblea è composta dai genitori dei bambini che frequentano l’asilo o da chi ne fa le veci.
L’Assemblea dei genitori è convocata dal Presidente del Comitato di gestione ogni qualvolta lo ritenga opportuno e comunque almeno una volta l’anno o su richiesta scritta e motivata dal gruppo di lavoro di cui all’art. 18.
La convocazione dell’assemblea può altresì avvenire su richiesta scritta motivata di almeno 1/3 dei suoi componenti.
L’Assemblea dei genitori, oltre alla funzione elettiva dei rappresentanti in seno al Comitato di gestione, discute ed esprime il proprio parere sull’andamento del servizio in ogni suo aspetto.

Art. 27 – Servizio sanitario e vigilanza igienico-sanitaria

La normativa relativa alla assistenza sanitaria, riguardante sia i bambini che il personale, viene definita da un apposito accordo tra l’Amministrazione comunale e la U.S.S.L. competente, tenendo come riferimento le disposizioni sanitarie vigenti.

TITOLO III – ORDINAMENTO DEL PERSONALE

Art. 28 – Compiti del personale educatore

Il personale educatore deve:
– realizzare condizioni ambientali e modalità di realizzazione del servizio conformi all’armonioso sviluppo dei bambini in rapporto alle loro esigenze specifiche;
– garantire ai bambini la risposta ai loro bisogni emotivi attraverso una particolare attenzione ai problemi dell’inserimento e dell’articolarsi dei rapporti con gli adulti e gli altri bambini;
– favorire l’integrazione tra gli aspetti emotivi e cognitivi dello sviluppo attraverso un’attenta e collegiale programmazione;
– provvedere alle cure quotidiane dei bambini valorizzando gli aspetti di relazione in momenti quali il cambio, il pasto, il sonno e curando la continuità del rapporto adulto/bambino anche in essi;
– nell’ambito della programmazione collegiale, mantenere rapporti sistematici con le figure familiari al fine di favorire la continuità e gli scambi tra l’ambiente familiare e quello del nido.

Art. 29 – Stato giuridico e trattamento economico

Il personale è inquadrato nei ruoli del personale del Comune e il suo stato giuridico ed economico è regolato in conformità ai contratti collettivi di lavoro. Eventuali ampliamenti del servizio o servizi alternativi potranno essere attuati anche con il ricorso a forme di convenzione o di appalto.

Art. 30 – Preparazione professionale

Il personale educativo degli asilo nido deve essere in possesso di specifica preparazione in conformità alle disposizioni emanate in materia dalla Regione del Veneto.

Art. 31 – Orario di lavoro

L’orario di lavoro del personale del nido (educativo ed ausiliario) viene determinato in conformità ai contratti collettivi di lavoro, con provvedimento del Dirigente, tenuto conto delle esigenze del servizio.
In particolare l’orario di lavoro del personale educativo viene così suddiviso:
1) lavoro svolto a diretto contatto con i bambini articolato in turni;
2) attività destinate alla gestione (aggiornamento, rapporti con le famiglie, gestione sociale e programmazione pedagogica).
Sono previste per le attività di cui al punto 2):
a) una settimana alla riapertura del servizio dopo la chiusura estiva;
b) un monte ore distribuito nel corso dell’anno.

Art. 32 – Il coordinatore psicopedagogico

Il coordinatore psicopedagogico è scelto dalla Giunta comunale e dev’essere in possesso di diploma di laurea in scienze dell’educazione o psicologia, con una particolare preparazione in materia educativa, di formazione di gruppi e di tecniche della comunicazione di gruppo.

Art. 33 – Compiti del coordinatore psicopedagogico

Il coordinatore psicopedagogico promuove lo sviluppo educativo del servizio ed in particolare:
– programma, insieme ai collettivi degli educatori, l’attività educativa, elaborando le ipotesi pedagogiche, definendo le linee metodologiche e individuando gli strumenti di verifica;
– propone e gestisce la formazione permanente del personale, la programmazione e la realizzazione dei programmi di aggiornamento;
– è responsabile della realizzazione degli obiettivi educativi del servizio;
– cura i rapporti con le altre istituzioni per l’infanzia presenti nel territorio, per la parte concernente gli aspetti educativi e formativi;
– è referente educativo per il personale dei nidi.

Art. 34 – Il direttore dei nidi

Il direttore dei nidi è unico, viene nominato dal Dirigente del Settore Servizi Sociali tra gli educatori di ruolo e dura in carica 2 anni rinnovabili. Il Dirigente può in qualsiasi momento revocargli l’incarico, previa motivata comunicazione al Segretario/Direttore generale e all’Ufficio personale.
Il direttore è esonerato dall’incarico di educatore, potendolo svolgere solo in caso di estrema necessità ed urgenza.

Art. 35 – Compiti del direttore

Il direttore opera per il buon andamento dell’attività dei nidi e garantisce la funzionalità del servizio e la realizzazione delle attività. Sono, in particolare, suoi compiti nella gestione dei nidi:
a) l’intera organizzazione del personale in servizio (assegnazione dei turni, richiesta sostituzioni e supplenze, controllo presenze e orari di lavoro);
b) i rapporti con l’ufficio nidi per le manutenzioni, le richieste economali e per ogni altra richiesta relativa alla organizzazione del servizio; al direttore compete l’obbligo della richiesta e la conseguente comunicazione dell’avvenuto intervento o fornitura;
c) il coordinamento degli operatori d’asilo nido e della cuoca per le richieste di quanto necessario al funzionamento del nido, la consegna dei materiali e la tenuta dei relativi registri;
d) ogni comunicazione all’ufficio centrale, relativa ai bambini utenti, e a quanto sia avvenuto all’interno del nido e richieda una conoscenza o un adempimento amministrativo da parte dell’ufficio centrale;
e) la rappresentanza del nido nei rapporti con le organizzazioni esterne in generale e con la sede centrale;
f) convocare e presiedere le riunioni del collettivo internidi e dei gruppi di lavoro;
g) la partecipazione in orario di lavoro al Comitato di gestione;
h) curare i rapporti con le altre istituzioni per l’infanzia presenti nel territorio.
Il direttore, nell’esercizio delle sue funzioni, si avvale della collaborazione di due coordinatori (uno per nido), eletti ogni due anni dal personale di ruolo, ai quali può delegare specifici incarichi o compiti.

Art. 36 – Personale addetto ai servizi

L’organico del personale addetto ai servizi per ciascun nido comprende le seguenti unità:
– un cuoco;
– personale addetto ai servizi vari.
Il personale addetto ai servizi ha un impegno orario, previsto dal contratto di lavoro, organizzato in turni, in relazione alle esigenze di servizio.

Art. 37 – Refezione

Il personale degli asili nido può usufruire della refezione durante il servizio, secondo le norme contrattuali.

Art. 38 – Bambini portatori di handicap – insegnanti di appoggio

L’Amministrazione, in seguito a specifica richiesta, provvede ad assegnare insegnanti di appoggio nella sezione in cui sono inseriti uno o più bambini portatori di handicap. Tale richiesta viene effettuata dai tecnici responsabili dell’U.S.S.L. competenti o da altra struttura riconosciuta competente in materia, al momento della presentazione della domanda oppure in seguito a una esigenza comprovata da parte del personale, previo parere conforme dei tecnici stessi.
Il personale assegnato costituisce un appoggio all’intera sezione e non al singolo bambino con difficoltà e conseguentemente a tutto il personale educativo compete una uguale responsabilità per l’integrazione del bambino nel gruppo di coetanei e dell’elaborazione e realizzazione degli obiettivi educativi che ne conseguono.
Nel caso eccezionale in cui, su specifico parere del tecnico competente, si evidenzi la necessità che l’appoggio debba costituire, per un determinato periodo, un riferimento molto specifico per il bambino, l’insegnante d’appoggio effettuerà un turno fisso comprendente l’orario di frequenza del bambino stesso.
L’assegnazione del personale di sostegno è comunque in relazione al tipo di handicap, condizione per l’inserimento del bambino con difficoltà, qualora restrizioni di legge non consentano l’assunzione di personale di sostegno, l’inserimento di un bambino portatore di handicap determina la contrazione di n. 5 unità dei bambini iscritti.

Art. 39 – Formazione professionale permanente

La formazione e l’aggiornamento di tutti gli operatori che lavorano a contatto col bambino è condizione indispensabile per realizzare gli obiettivi educativi, a tale fine deve essere garantito, in esecuzione a quanto disposto dalla vigente normativa, un progetto di formazione permanente.
La formazione professionale permanente si realizza all’interno dell’orario di lavoro che a tale scopo prevede un monte ore specifico annuale determinato in conformità ai contratti di lavoro con provvedimento del Dirigente.
Si attua attraverso progetti di aggiornamento predisposti dal coordinatore psicopedagogico, previo confronto con i collettivi, articolati in modo differenziato e specifico per le diverse professionalità operanti all’interno delle strutture.
Possono realizzarsi con modalità differenziate in relazione al progetto individuato: incontri di collettivo, gruppi di interesse, gruppi di ricerca e di studio, corsi di aggiornamento e formazione.
La formazione professionale non si esaurisce nella programmazione ed articolazione di specifici corsi di aggiornamento, ma considera formativi anche i momenti istituzionali dell’organizzazione del servizio quali:
– incontri di collettivo,
– incontri di sezione tra operatori,
– incontri di sezione con i genitori,
– colloqui con i genitori.

Art. 40 – Supplenza

La sostituzione del personale assente per motivi di salute o per altre cause accertate dall’Amministrazione va garantita, previa tuttavia una responsabile valutazione da parte del direttore o del personale presente, in accordo con l’Amministrazione, del rapporto complessivo personale-bambini presenti al nido.

Art. 41 – Vestiario

E’ previsto per tutto il personale l’uso in servizio di vestiario apposito, fornito dall’Amministrazione e stabilito in accordo con il personale stesso in relazione alle esigenze del servizio.

Art. 42 – Mobilità

In conformità a quanto disposto dal regolamento comunale sulla mobilità.

Art. 43 – Alimentazione

L’orario dei pasti e le relative tabelle dietetiche vengono fissati dal pediatra preposto al servizio sanitario, cui compete la vigilanza sull’esatto adempimento delle disposizioni impartite.

Art. 44 – Rinvio

Per quanto non contemplato nel presente regolamento, valgono le leggi nazionali e regionali in materia sanitaria e di asilo nido, la legge delle autonomie locali e i regolamenti del Comune di Treviso.

NOTE:

Settore / Servizio responsabile: Settore Welfare
Approvazione / Ultima modifica: Deliberazione di Consiglio comunale n. 59 del 25.11.2009
Contenuto ultima modifica: Modifica titolo I


Data ultima modifica: 26/03/2019