SI RACCOMANDA DI RECARSI PRESSO GLI UFFICI COMUNALI SOLO PER INDEROGABILI URGENZE
ORARIO DEGLI UFFICI COMUNALI

CANONE OCCUPAZIONE SPAZI E AREE PUBBLICHE

(versione stampabile in formato pdf)

COMUNE DI TREVISO
– REGOLAMENTI –

CANONE OCCUPAZIONE SPAZI E
AREE PUBBLICHE

 

Regolamento
per l’applicazione del canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche
(C.O.S.A.P.)

 

INDICE

INDICE.. 1

PARTE I – DISPOSIZIONI GENERALI1

PARTE II – DISCIPLINA DELLE
CONCESSIONI1

PARTE III – ISTITUZIONE E
DISCIPLINA DEL CANONE DI CONCESSIONE.. 1

PARTE IV – DISPOSIZIONI FINALI E
TRANSITORIE.. 1

Art. 1 – Oggetto del regolamento. 3

Art. 2 – Contenuto del regolamento. 3

Art. 3 – Tipologia delle
occupazioni3

Art. 4 – Occupazioni abusive. 3

Art. 5 – Occupazioni di estrema
urgenza. 4

Art. 7 – Occupazioni escluse dal
provvedimento di concessione. 4

Art. 8 – Domanda di concessione. 5

Art. 15 – Disdetta e rinuncia alla
concessione. 8

Art. 16 – Modifica, sospensione e
revoca della concessione. 8

Art. 19 – Criteri per la
determinazione del canone. 10

Art. 28 – Esenzioni dal canone per
occupazioni di suolo pubblico. 14

Art. 28bis – Riduzioni del canone. 15

Art. 32 – Sanzioni, penalità,
indennità e interessi17

 

Art. 1 – Oggetto del regolamento

1. Il presente regolamento, adottato a norma e per gli
effetti rispettivamente degli artt. 52 e 63 del D.Lgs.n.446 del 15/12/1997 e
successive modificazioni, disciplina:

a) il rilascio di concessioni riguardanti le occupazioni di
qualsiasi natura e tutti gli altri provvedimenti inerenti e/o conseguenti
relativi alle occupazioni di suolo, sottosuolo e soprassuolo pubblico
appartenente al demanio e al patrimonio indisponibile del Comune di Treviso,
nonché alle aree asservite all’uso pubblico;

b) le occupazioni di aree di proprietà privata sulle quali
risulti regolarmente costituita, nei modi e termini di legge, una servitù di
pubblico passaggio;

c) l’applicazione del canone, previsto dall’art. 63 del
D.Lgs.n.446/1997, che grava sulle aree di cui alle precedenti lettere a) e b),
a carico delle aziende erogatrici di pubblici servizi nonché da quelle
esercenti attività strumentali ai servizi medesimi.

Art. 2
– Contenuto del regolamento

1. Ai fini dell’applicazione del presente regolamento sono
disciplinate:
a) le modalità per la richiesta, il rilascio, il rinnovo, la revoca e la
decadenza dell’atto di concessione per le occupazioni di spazi ed aree
pubbliche;

b) la classificazione in categorie delle strade, aree e
spazi pubblici;

c) la misura delle tariffe in relazione alla tipologia di
occupazione ed alla categoria dell’area o dello spazio occupato;

d) i criteri di applicazione del canone per l’occupazione di
spazi ed aree pubbliche;

e) le modalità ed i termini per il pagamento e la
riscossione, anche coattiva, del canone;

f) i casi di esclusione ed esenzione dal canone;

g) l’attività di controllo, verifica, accertamento e
irrogazione delle sanzioni;

h) i rimborsi e le relative procedure.

Art. 3
– Tipologia delle occupazioni

1. Le occupazioni di spazi ed aree pubbliche in relazione
alla loro durata si distinguono in permanenti o temporanee:
a) sono permanenti le occupazioni di carattere stabile, effettuate a seguito
del rilascio di un atto di concessione, aventi comunque una durata che, senza
interruzioni, risulti pari o superiore all’anno, comportino o meno l’esistenza
di manufatti o impianti;

b) sono temporanee le occupazioni occasionali o d’urgenza, nonché quelle
di durata inferiore all’anno, anche se il periodo di occupazione si ripete
negli anni ed anche se comportano l’utilizzo di manufatti.
Le occupazioni delle aree destinate dal Comune all’esercizio del commercio su
aree pubbliche sono considerate di natura temporanea anche se concesse per
periodi pari o superiori all’anno.

2. Ai fini dell’applicazione del presente regolamento, non
vengono considerate occupazioni di spazi ed aree pubbliche quelle comunque
effettuate da e per il Comune o da parte di altro ente pubblico nell’esercizio
delle proprie funzioni istituzionali.

Art. 4
– Occupazioni abusive

1. Le occupazioni di suolo e sottosuolo  pubblico o di aree e spazi pubblici o aree
private gravate da servitù pubblica ,realizzate senza il necessario  provvedimento di concessione comunale sono
considerate abusive.

2. Sono considerate altresì abusive le occupazioni che:
a) in presenza di una concessione vengono comunque realizzate in modo difforme
da essa per superficie concessa oppure in contrasto con le prescrizioni
regolamentari e legislative inerenti la natura e l’oggetto della concessione
(di carattere edilizio, urbanistico, ambientale e paesaggistico, ecc..);

b) in presenza di una concessione vengono comunque
realizzate secondo modalità difformi da essa, diverse da quelle di cui alla
lettera a), tra le quali il protrarsi dell’occupazione oltre l’orario previsto
nell’atto di concessione;

c) si protraggono oltre il termine di scadenza della concessione,
senza che ne sia intervenuta proroga o rinnovo, ovvero quando questa sia
revocata o dichiarata decaduta o estinta ai sensi degli artt. 15, 16 e 17 del
presente regolamento.

3. Fatta salva ogni disposizione di legge, nel caso di
occupazione abusiva di spazi ed aree pubbliche, il dirigente del settore
competente al rilascio del provvedimento di concessione, previa contestazione
delle relative infrazioni, dispone con propria ordinanza la rimozione dei
materiali o la demolizione dei manufatti, nonché la rimessa in pristino del
suolo, dello spazio e dei beni pubblici, assegnando agli occupanti di fatto un
congruo termine per provvedervi, trascorso il quale si provvederà d’ufficio,
addebitando agli occupanti abusivi le relative spese nonché quelle di custodia.

4. Fermo restando che il pagamento dell’idennità e delle
sanzioni non sana l’irregolarità dell’occupazione, l’occupante di fatto è
responsabile per qualsiasi danno o molestia arrecati a terzi a causa
dell’occupazione.

5. Il verbale di contestazione emesso dal Comando della
Polizia Locale costituisce, a tutti gli effetti, titolo per l’emissione
dell’avviso di contestazione al quale provvede il Servizio Tributario e
Tariffario – Ufficio C.o.s.a.p. dandone notizia all’interessato nei tempi e
modalità previste all’art. 30 del presente regolamento.

6. Costituisce inoltre titolo per il versamento
dell’indennità, delle sanzioni e degli interessi, la dichiarazione di
occupazione abusiva, rilasciata dall’occupante di fatto.

Art. 5
– Occupazioni di estrema urgenza

1. Per far fronte a situazioni di emergenza o quando si
tratti di provvedere all’esecuzione di lavori che non consentono alcun indugio,
l’occupazione può essere effettuata senza la necessità di specifico atto
autorizzativo. L’interessato ha tuttavia l’obbligo di darne immediata
comunicazione al competente ufficio comunale entro e non oltre le ore 12.00 del
primo giorno lavorativo successivo, via e-mail o PEC , indicando la tipologia
dei lavori e la superficie occupata. La durata di tali interventi non può
essere superiore alle 48 ore, salvo quanto disposto al successivo comma 3. il
Servizio tributario e Tariffario provvederà a comunicare all’interessato,
mediante e-mail o PEC, l’eventuale canone da versare.

2. Entro 48 ore dal termine dei lavori di pronto intervento
l’interessato ha l’obbligo di fornire al competente servizio Tributario e
Tariffario copia dell’avvenuto pagamento del canone di occupazione suolo
pubblico, se dovuto.

3. Qualora l’intervento urgente necessiti di un tempo
superiore alle 48 ore, l’interessato dovrà presentare tempestivamente domanda a
sanatoria di occupazione suolo pubblico al competente ufficio comunale,
riferita alla complessiva durata dell’intervento (ivi compresa la durata del
pronto intervento).

4.L’Amministrazione
provvede ad accertare se esistevano le condizioni di urgenza. In caso negativo,
l’occupazione è considerata abusiva a tutti gli effetti, anche sanzionatori,
con l’obbligo dell’immediato sgombero dell’area illegittimamente occupata.

PARTE II – DISCIPLINA DELLE CONCESSIONI

Art. 6 – Necessità dell’atto di concessione

1. Qualsiasi occupazione di spazi o aree di cui ai
precedenti articoli, in via temporanea o permanente, è assoggettata, fatti
salvi i casi di cui al successivo art. 7, ad apposita preventiva concessione
comunale rilasciata, su domanda dell’interessato, dal settore competente, come
individuato all’art. 12 del presente regolamento.

2. Nel caso di lavori di edilizia, impalcature, cantieri e
scavi vari o posa tubature sono ammesse le occupazioni di natura temporanea
prima del conseguimento del formale provvedimento concessorio, previo rilascio,
da parte del dirigente del settore competente, di apposita concessione
temporanea di durata non superiore a 30gg. La concessione provvisoria non
attribuisce al concessionario il diritto di ottenere il rilascio del successivo
provvedimento concessorio.

3. La concessione consente al richiedente un uso esclusivo del bene
occupato con conseguente limitazione del diritto di godimento generalizzato
sullo stesso da parte della collettività.

Art. 7
– Occupazioni escluse dal provvedimento di concessione

1. Sono escluse dall’obbligo del preventivo provvedimento di
concessione:

a) le occupazioni effettuate da autoveicoli negli appositi
spazi adibiti dal Comune a parcheggio a pagamento , per le quali si considera
sostitutiva l’apposita ricevuta numerata attestante l’avvenuto pagamento del
canone;

b) le occupazioni effettuate da autoveicoli negli appositi
spazi adibiti dal Comune a parcheggio libero;

c) le occupazioni occasionali di durata inferiore ad un
giorno, nelle aree pubbliche o aree private gravate da servitù pubblica diverse
dagli spazi adibiti dal Comune a parcheggio,
previo apposito nulla osta scritto rilasciato dal competente ufficio
comunale.

Art. 8
– Domanda di concessione

1. Chiunque intenda occupare, in via permanente o
temporanea, nel territorio comunale, gli spazi o le aree di cui all’art. 1,
deve presentare un’istanza, per via telematica allo Sportello Unico per
Attività Produttive o per via cartacea almeno 45gg. prima dell’inizio
dell’occupazione, con allegate le marche da bollo necessarie, redatta
sull’apposito fac-simile predisposto dall’ufficio competente e indirizzata
all’Ufficio Protocollo del Comune di Treviso, al fine di ottenere il rilascio
del provvedimento concessorio.

2. Il richiedente è tenuto a presentare, unitamente alla
domanda di concessione, tutta la documentazione richiesta dal settore
competente al rilascio del provvedimento concessorio in relazione alla natura e
tipologia dell’occupazione e a fornire tutti i dati ritenuti necessari
all’esame della domanda stessa.

3. Qualora l’occupazione sia richiesta per l’esercizio di
attività che comportino specifiche autorizzazioni rilasciate anche da altro
Ente pubblico (es: Sovrintendenza alla tutela del paesaggio,ecc.), il
richiedente deve dichiarare di esserne in possesso. E’ facoltà del settore
competente al rilascio della concessione richiederne la dimostrazione a
comprova.

4. Per gli attraversamenti del suolo pubblico con condutture
elettriche e altri impianti, ferme restando le norme contemplate dalle vigenti
disposizioni di legge, il settore competente al rilascio della concessione
potrà richiedere, oltre a quanto sopra, a corredo della domanda, tutti gli
elementi relativi alla linea, alla struttura e alla stabilità dei supporti.
Potrà, inoltre, imporre l’adozione di speciali dispositivi ritenuti necessari
per meglio salvaguardare la sicurezza stradale.

5. Il settore competente al rilascio del provvedimento
concessorio, in relazione alla particolare tipologia e natura dell’area oggetto
di domanda di concessione, si riserva la facoltà di richiedere ulteriori
documenti o informazioni.

Art. 9 – Istruttoria della domanda e procedimento

1. Le domande di concessione sono assegnate al settore
competente al rilascio del provvedimento concessorio, come specificato nel
successivo art. 12, per l’istruttoria e la definizione delle stesse.

2. Le domande di concessione devono contenere apposita
autocertificazione del richiedente attestante l’assenza di eventuali sospesi.

3. Il settore competente rilascia il provvedimento
concessorio per l’occupazione permanente o temporanea, oppure il suo rinnovo o
proroga, solo dopo avere verificato con il servizio Tributario e Tariffario che
a carico del richiedente non esistano motivi ostativi a detto rilascio.

4. In caso di riscontrata irregolarità, il procedimento
concessorio viene sospeso fino alla completa regolarizzazione della situazione
debitoria.

5. Costituiscono motivo ostativo al rilascio di nuove
concessioni o al rinnovo o proroga di quelle già in essere:

– l’omesso o parziale pagamento, nei termini stabiliti nel
presente regolamento, del canone dovuto;

– i reiterati ritardi (superiori a due) nel pagamento del
canone relativo a provvedimenti di concessione precedenti o in essere;

– l’avviso di contestazione emesso dal Servizio Tributario e
Tariffario, non ancora pagato, anche se iscritto a ruolo;

– l’avviso di contestazione emesso dal Servizio Tributario e
Tariffario, non pagato, oggetto di contenzioso;

– l’accertamento, da parte degli organi preposti al
controllo (art. 30), della sussistenza di occupazioni abusive.

6. La sussistenza delle pendenze, di cui al comma 5, dovrà
essere comunicata al debitore per iscritto, compresa la determinazione
dell’indennità, delle sanzioni, delle penalità e degli interessi dovuti. Da
tale comunicazione l’utente ha 30gg. per provvedere a regolarizzare la propria
situazione.

7. Il Servizio, che rilascia la concessione, potrà, qualora
lo ritenesse opportuno, richiedere all’utente la presentazione di apposita
fidejussione bancaria o assicurativa a garanzia del debito.

8. Salvo quanto previsto dall’art. 5, il termine massimo per
la conclusione del procedimento è di 45gg. decorrenti dalla data in cui la
domanda, regolare e completa dei documenti richiesti, è stata presentata
all’ufficio protocollo, ovvero dalla data in cui la stessa è pervenuta a mezzo
posta all’ente o trasmessa per via telematica .

9. Tale termine è sospeso nei casi di richiesta da parte del
responsabile del procedimento di integrazione o regolarizzazione per
incompletezza o carenze nella domanda di concessione e riprenderà a decorrere
dalla data di ricevimento della documentazione richiesta.

10. Qualora, entro il termine di 60gg. dalla richiesta di
integrazione o regolarizzazione, non pervenga al settore competente la relativa
documentazione, la domanda verrà archiviata.

11. Nel caso siano necessarie autorizzazioni di altri enti,
il termine predetto viene sospeso e riprenderà a decorrere dalla data di
ricevimento delle autorizzazioni stesse o, in alternativa, delle relative
autocertificazioni.

12. In caso di presentazione di più domande riguardanti
l’occupazione della medesima area, fatta salva la possibilità per il Comune di
non concederla, verrà data preferenza alla domanda con data di presentazione
anteriore (farà fede il timbro postale in caso di trasmissione tramite servizio
postale o la data di ricevimento apposta dall’ufficio protocollo, se consegnata
a mani a tale ufficio o la data di ricevimento della PEC). In caso di domande
presentate contemporaneamente, si darà preferenza alla richiesta con durata
maggiore di occupazione.

13. Sono, comunque, rigettate le richieste di concessione
per l’esercizio di attività non consentite dalle vigenti disposizioni di legge
o in contrasto con il decoro cittadino, oppure non conciliabili con le esigenze
della sicurezza stradale, dei pubblici esercizi, dell’ordine pubblico o della
quiete pubblica.

Art. 10 – Concessione delle piazze del centro storico

1. L’atto concessorio rilasciato dal competente ufficio
comunale in ordine all’allocazione dei mezzi pubblicitari temporanei nelle
piazze del centro storico, comprende sia l’autorizzazione per l’applicazione
dell’imposta comunale sulla pubblicità che l’autorizzazione dell’occupazione
suolo pubblico.  Nelle piazze del centro
storico è consentita la concessione di
suolo pubblico per  l’effettuazione di
eventi significativi che valorizzano la città e rispondono ad un interesse
diffuso della comunità quali cerimonie religiose, civili e militari,
manifestazioni politico-sindacali, ovvero nel campo della cultura, dello sport,
del sociale e della promozione del territorio, di norma organizzate
direttamente dal Comune o dallo stesso patrocinate.

E’ inoltre compito della
giunta comunale valutare, di volta in volta, la compatibilità con le
caratteristiche intrinseche delle aree pubbliche oggetto di concessione.

Art. 11 – Rilascio e contenuto del provvedimento di
concessione

 

1. Il provvedimento di concessione o di diniego, in base ai
risultati dell’istruttoria, emesso dal dirigente del settore competente, deve
essere consegnato al richiedente che lo dovrà conservare ed esibire a richiesta
del personale incaricato dall’Amministrazione. Una copia di tale provvedimento
verrà inviata anche al Servizio Tributario e Tariffario – Ufficio C.o.s.a.p.
per il calcolo del canone dovuto.

 

2. Gli effetti della concessione, compresa la durata,
decorrono dalla data di inizio dell’occupazione indicata nell’atto di
concessione.

 

3. La concessione può:

prescrivere particolari accorgimenti o limitazioni;

prevedere l’uso di apposite ed idonee attrezzature-tipo
(come chioschi, tende, ombrelloni, etc.);

prevedere l’uso di dispositivi per la sicurezza della
circolazione (come recinzioni, transenne o altro);

imporre al concessionario particolari controlli o
disposizioni qualora finalizzati al mantenimento del decoro, della pulizia e
dell’ordine cittadino e/o dell’area occupata. In caso di violazione il
concessionario ne risponde in prima persona.

4. Nel caso di occupazioni analoghe per tipologia e periodo
e richieste dal medesimo concessionario, è possibile il rilascio di un unico
atto di concessione ferma restando la possibilità di prorogare, revocare o
disdire una o più occupazioni presenti nella concessione.

5. La concessione è strettamente personale ed è
conseguentemente vietato il trasferimento, la subconcessione o la cessione a
terzi. E’ valida esclusivamente per la durata, per il suolo, per lo spazio, per
lo scopo e per i mezzi in essa specificati. E’ ammesso l’utilizzo del bene
concesso tramite persona autorizzata e indicata dal titolare della concessione
stessa, previa comunicazione agli uffici che hanno rilasciato il provvedimento
concessorio.

 

 

6. In particolare, nell’atto dovranno essere necessariamente
indicati:
a) la durata della concessione e la frequenza dell’occupazione, che verranno
determinate con riferimento alla destinazione funzionale dell’area;
b) la superficie concessa, comprendente tutte le occupazioni accessorie e/o
strumentali;
c) le condizioni di carattere tecnico e amministrativo alle quali è subordinata
la concessione,  con particolare
riferimento alle norme dei vigenti regolamenti di polizia urbana, edilizio e
ambientale applicabili;

d) l’obbligo di osservare quanto previsto dal successivo art.
13;
e)l’espressa riserva che l’Amministrazione comunale non assume nessuna
responsabilità per violazione di diritti di terzi a seguito dell’occupazione;

f) l’indicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie
e/o accessorie in caso di mancato rispetto delle disposizioni della
concessione;

g) il nominativo del responsabile del procedimento,
l’ubicazione, i numeri di telefono e gli orari dell’Ufficio C.o.s.a.p., al
quale il concessionario dovrà rivolgersi per la determinazione del canone
dovuto, il termine entro il quale effettuare il pagamento, o la richiesta di
rateazione, e le modalità di versamento (come previsto dal successivo art. 29).

7. Se, per una qualsiasi ragione, il titolare non dovesse
presentarsi per il ritiro della concessione il Servizio competente in merito al
rilascio potrà inviare, a mezzo raccomandata con ricevuta o a mezzo PEC, entro
10gg. dall’emissione del provvedimento concessorio, l’originale dell’atto
bollato al concessionario.

 

8. In base a quanto previsto dal comma 1, il mancato invio
del provvedimento di concessione al Servizio Tributario e Tariffario comporta
responsabilità patrimoniale in capo al Funzionario Responsabile del Servizio
che lo concede se ciò prescrive l’azione accertativa del comune.

Art. 12 – Organi preposti al rilascio della concessione

 

1. L’individuazione dei settori e servizi deputati al
rilascio del provvedimento concessorio, distinti per tipologia, avviene a mezzo
di specifica conferenza di servizi, le cui risultanze sono fatte proprie dalla
Amministrazione mediante determinazione del direttore generale sentita la
giunta comunale, cui spetta la fissazione delle direttive da seguire
nell’attribuzione delle competenze secondo un criterio funzionale.

 

Art. 13 – Obblighi del titolare della concessione

 

1. Il canone è dovuto dal titolare della concessione. Nel
caso di pluralità di titolari della concessione o degli occupanti di fatto, il
canone è dovuto dagli stessi con vincolo di solidarietà.

 

2. Le concessioni si intendono rilasciate senza pregiudizio
dei diritti dei terzi, con obbligo, da parte del concessionario, di rispondere
in proprio di tutti i danni, senza riguardo alla natura e all’ammontare dei
medesimi, che possono derivare al Comune o a terzi per effetto dell’occupazione
medesima.

3. Il concessionario è tenuto ad osservare tutte le
disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia nonché quelle
specificate nell’atto di concessione ed in particolare ha l’obbligo di:

a) provvedere al ritiro del provvedimento concessorio prima
dell’inizio dell’occupazione di suolo pubblico. Il mancato ritiro rende
l’eventuale occupazione sanzionabile;
b) occupare il suolo pubblico esclusivamente con quanto indicato in concessione
e svolgervi le attività esplicitate nella stessa (rispettando anche eventuali
limitazioni imposte nell’orario);

c) eseguire a propria cura e spese tutti i lavori occorrenti
per la rimozione delle opere installate e per rimettere il suolo, lo spazio o i
beni pubblici in pristino alla scadenza della concessione di occupazione,
qualora la stessa non sia stata rinnovata o prorogata. In mancanza vi provvede
il Comune con addebito delle spese al concessionario. L’Amministrazione
comunale, a copertura di eventuali danni derivanti dalle occupazioni, si
riserva di richiedere polizza fideiussoria assicurativa o bancaria, con le
modalità individuate dalla giunta comunale;

d) esibire, su richiesta degli addetti alla vigilanza urbana
o addetti autorizzati dall’Amministrazione, l’atto e i documenti comprovanti la
legittimità dell’occupazione e le ricevute attestanti il pagamento
dell’eventuale canone;

e) mantenere in buone condizioni di ordine e pulizia l’area
concessa e le eventuali aree limitrofe indicate nel provvedimento concessorio e
rispettare le norme igienico-sanitarie, di sicurezza e di tutela
dall’inquinamento acustico;
f) disporre i lavori sullo spazio occupato in modo da non danneggiare le opere
esistenti e, in caso di necessità, richiedere autorizzazione
all’Amministrazione comunale per ogni modifica alle opere già in atto, restando
inteso che le conseguenti spese faranno carico al titolare della concessione;
g) comunicare entro 30gg. eventuali variazioni anagrafiche della ragione
sociale o di altri dati riportati nella concessione;
h) rispettare il divieto di subconcessione o di trasferimento a terzi della
concessione;

i) pagare il canone di concessione o, nel caso di importo
pari o superiore ai limiti previsti dall’art. 29, commi 2 e 4, versare lo
stesso alle scadenze stabilite nel provvedimento concessorio;
l) accettare gli eventuali aggiornamenti del canone derivanti da provvedimenti
generali adottati dall’Amministrazione.

4. L’atto di concessione per l’occupazione di suolo pubblico
non abilita il concessionario all’installazione di manufatti, qualora a tal
fine sia prescritto apposito provvedimento abilitativo ai sensi della normativa
vigente, né ad allacciamenti a pubblici servizi per i quali sia richiesta
espressa autorizzazione.

Art. 14 – Proroga della concessione

 

1. Il titolare della concessione per occupazione temporanea,
prima della sua scadenza, può chiedere la proroga della concessione in essere
all’ufficio comunale competente con le modalità e i tempi previsti dallo stesso
con appositi provvedimenti amministrativi.

2. La concessione per occupazione permanente non è soggetta
né a proroga né a rinnovo. Il concessionario dovrà presentare, prima della
scadenza della concessione in essere, nuova richiesta.

Art.
15 – Disdetta e rinuncia alla concessione

1. Qualora il richiedente, durante la fase istruttoria della
domanda e, comunque, prima che l’occupazione abbia inizio, non sia più
interessato ad ottenere il provvedimento concessorio, deve comunicare per
iscritto, a mezzo e-mail o PEC, al Comune di Treviso, la disdetta, almeno 24
ore prima dell’inizio dell’occupazione indicata nella domanda, per consentire
l’attività di accertamento da parte dei competenti uffici comunali.

La presentazione della comunicazione oltre i termini
suddetti comporta l’obbligo del pagamento di un importo pari all’ammontare del
canone dovuto considerando come periodo di occupazione quello intercorso dalla
data di inizio dell’occupazione indicata dal richiedente nella domanda fino al
giorno della comunicazione di disdetta.
La mancata presentazione della comunicazione comporta l’obbligo del pagamento
di un importo pari all’ammontare del canone dovuto per l’intero periodo
indicato nel provvedimento concessorio.

In ogni caso non si fa luogo ad alcun rimborso delle spese
eventualmente sostenute dal richiedente per il rilascio del provvedimento
concessorio.

2. La rinuncia volontaria e/o la cessazione anticipata del
rapporto concessorio, qualora sia già cominciato il periodo di occupazione,
devono essere tempestivamente comunicate dal concessionario per iscritto o a
mezzo e-mail o PEC indirizzato al Comune di Treviso, al fine di consentire
l’attività di accertamento da parte dei competenti uffici comunali. In mancanza
della comunicazione di cui sopra, sorge l’obbligo del pagamento di un importo
pari all’ammontare del canone dovuto per l’intero periodo indicato nella concessione.

3. Il canone cessa di essere dovuto a decorrere dalla data
di presentazione della rinuncia volontaria e/o della cessazione anticipata
indirizzata al Comune di Treviso.
Ai fini del calcolo dell’eventuale rimborso del canone anticipatamente versato,
verrà applicata la tariffa, permanente o temporanea, in relazione al periodo di
effettiva occupazione.

Non si procede in ogni caso a rimborsi per periodi inferiori
ad una settimana.

Art.
16 – Modifica, sospensione e revoca della concessione

1. Il dirigente di settore competente al rilascio, con atto
motivato, può modificare, sospendere o revocare, in qualsiasi momento, la
concessione rilasciata, ovvero imporre nuove condizioni per sopravvenuti motivi
di interesse pubblico che non rendano più possibile la realizzazione o il
mantenimento dell’occupazione, senza essere tenuto a corrispondere alcun
indennizzo, ferme restando le previsioni dell’art. 21-quinquies della
L.n.241/90 e s.m.i. in tema di revoca.

2. Qualora ragioni di pubblico interesse richiedessero la
sospensione della concessione in occasione di fiere, mercati, manifestazioni o
altro, il concessionario deve lasciare libera l’area occupata su semplice
richiesta del Comune o ordine anche verbale della polizia locale per il tempo
strettamente necessario e senza che ciò costituisca motivo di richiesta di
indennizzo alcuno. Tale sospensione dà diritto esclusivamente alla riduzione
del canone in misura proporzionale alla durata della sospensione. In caso di
inerzia dell’interessato a liberare l’area occupata, vi provvederanno d’ufficio
il competente settore comunale o la polizia locale con addebito delle relative
spese alla parte inadempiente.

3. La revoca della concessione dà diritto al rimborso
proporzionale del canone, se già pagato, a decorrere dalla data del
provvedimento di revoca e in misura proporzionale al periodo della mancata
occupazione, senza interessi ed esclusa qualsiasi altra indennità. Il rimborso
delle somme versate e non dovute deve essere richiesto dal contribuente entro
il termine di 5 anni dal giorno del versamento, ovvero da quello in cui è stato
accertato il diritto alla restituzione e si provvederà con atto dirigenziale
alla restituzione delle somme entro il termine di 180gg. dalla data di
presentazione della richiesta o dalla data in cui è stato accertato il diritto
alla restituzione stessa.

Non si fa luogo a rimborsi per importi, relativi al solo
canone, inferiori a Euro 12,00.

4. Cessate le cause di interesse pubblico che hanno dato
luogo alla sospensione o revoca della concessione, questa potrà essere
rilasciata, per la medesima area, ad altri soggetti soltanto a seguito di
rinuncia da parte del precedente occupante.

5. In caso di cessione, a qualsiasi titolo, del bene che
occupa il suolo pubblico o dell’attività svolta dal concessionario è necessario
che il nuovo titolare richieda la concessione.

6. Di tale cessione deve essere data apposita comunicazione
entro 30gg. all’ufficio competente.

7. Fino al momento della presentazione della comunicazione
di cui al precedente comma 6 resta in vigore la concessione originaria.

Art. 17 – Decadenza ed estinzione della concessione

 

1. Sono causa di decadenza della concessione:
a) il mancato versamento del canone o di eventuali altri diritti dovuti
stabiliti nella concessione entro i termini fissati nell’apposito provvedimento
o nell’avviso di contestazione previsto dal successivo art. 30;
b) reiterate violazioni (almeno due nel corso dell’anno) del concessionario,
anche tramite i suoi collaboratori o dipendenti, e più precisamente:


violazioni alle condizioni e agli obblighi imposti con
l’atto di concessione o alle norme di legge o alle norme del presente
regolamento (es. pagamento del canone oltre i termini fissati nell’atto di
concessione);


qualora si faccia un uso improprio o diverso da quello
per il quale è stata rilasciata la concessione del suolo, spazio pubblico o
bene pubblico;


nel caso di violazioni di cui all’art. 32 comma 7 del
presente regolamento;

c) la mancata occupazione dello spazio, senza giustificato
motivo, nei 30gg. successivi alla data iniziale prevista nell’atto di
concessione;

d) la mancata presentazione della comunicazione di cui
all’art. 16, comma 6, entro 30gg. dalla cessione del bene o dell’attività.

2. Sono causa di estinzione della concessione:
a) la scadenza del termine di durata ove la concessione non venga rinnovata;
b) la rinuncia del concessionario nei modi stabiliti dall’art. 15;
c) la morte o la sopravvenuta incapacità giuridica del concessionario, fatti
salvi gli eventuali diritti degli eredi legittimi;
d) la sentenza dichiarativa di fallimento o di liquidazione coatta
amministrativa del concessionario.

3. La decadenza è dichiarata dal dirigente del settore
competente al rilascio della concessione, con provvedimento motivato che
dispone i termini e le modalità di sgombero e ripristino del suolo oggetto
della concessione.

4. La decadenza non comporta restituzione, nemmeno parziale,
del canone versato, né esonera da quello ancora dovuto relativamente al periodo
di effettiva occupazione.

5. In caso di estinzione della concessione, l’eventuale
rimborso è dovuto solo previa verifica della rimessa in pristino dell’area
oggetto del provvedimento concessorio.

PARTE III – ISTITUZIONE E DISCIPLINA DEL CANONE DI
CONCESSIONE

Art. 18 – Istituzione e ambito di applicazione del canone
di concessione

 

1. A decorrere dal 1° gennaio 2000 è istituito ed applicato,
ai sensi dell’art. 63 del D.Lgs.n.446/1997, il canone di concessione per
l’occupazione di spazi ed aree pubbliche come individuate al precedente art. 1.

 

 

2. E’ obbligato al pagamento del canone il titolare della
concessione in relazione all’entità dell’area risultante dal medesimo
provvedimento amministrativo.

3. E’ obbligato al pagamento dell’indennità l’occupante di
fatto, abusivo, in relazione allo spazio occupato risultante dal verbale di
accertamento della violazione.

4. Nel caso di uso comune dell’occupazione, oltre al
titolare della concessione, sono responsabili in solido del pagamento del
canone gli altri occupanti.

Art.
19 – Criteri per la determinazione del canone

1. I criteri per la determinazione della tariffa del canone
per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche sono individuati dal Comune sulla
scorta degli elementi di seguito indicati:

a) classificazione delle strade e degli spazi ed aree pubbliche
secondo i criteri individuati al successivo art. 20;
b) entità dell’occupazione, calcolata in base ai criteri indicati al successivo
art. 21;

c) durata dell’occupazione, calcolata in base ai criteri
indicati al successivo art. 22;

d) valore economico dell’area in relazione al tipo di
attività esercitata dal concessionario, nonché del sacrificio imposto alla
collettività per la sua sottrazione all’uso pubblico e ai costi sostenuti dal
Comune per la salvaguardia dell’area stessa, calcolata in base ai criteri
indicati ai successivi artt. 24 e 26;

e) tariffa base determinata ai sensi dei successivi artt. 23
e 25.

2. Le tariffe sono aggiornate annualmente in base all’indice
ISTAT dei prezzi al consumo.

3. Per le occupazioni permanenti effettuate dalle aziende
erogatrici di pubblici servizi con cavi, linee aeree e sotterranee, pozzetti,
centraline, tubature e impianti in genere, cabine, pali e tralicci di sostegno,
nonché quelle realizzate nell’esercizio di attività strumentali connesse a tali
servizi, dalle medesime aziende o da imprese appaltatrici di opere e lavori per
conto delle stesse, si applica l’art. 63, comma 2, lett. f), del D.Lgs.n.446/97
e s.m.i.

Art. 20 – Classificazione delle strade e degli spazi e
aree pubbliche

 

1. Ai fini dell’applicazione del canone, sia per le
occupazioni di suolo che per gli spazi soprastanti e sottostanti, il territorio
comunale è suddiviso in tre categorie in base alla loro importanza, ubicazione,
centralità, intensità abitativa, flusso turistico, attività e densità di
traffico pedonale e veicolare.

2. La classificazione degli spazi e delle aree pubbliche,
determinata secondo i criteri fissati al comma 1, è parte integrante del
presente regolamento come allegato.

3. Nel caso in cui l’occupazione ricada su spazi ed aree
pubbliche classificate in differenti categorie, ai fini della applicazione del
canone si fa riferimento alla categoria nella quale ricade la maggiore porzione
(almeno il 50%) di area occupata.

4. Dalla suddetta classificazione sono escluse le occupazioni
di cui al comma 3 dell’art. 19.

Art. 21 – Entità dell’occupazione

 

1. Il canone è commisurato all’occupazione delle aree o
spazi pubblici espressa in metri quadrati, con arrotondamento delle frazioni al
metro quadrato superiore. In caso di occupazione di soprassuolo (es.
occupazioni a sbalzo) il canone verrà calcolato con riferimento alla superficie
della proiezione a terra della sporgenza o soprassuolo occupato.

2. L’entità dell’occupazione, è rilevata come segue:
a) per le occupazioni per le quali è previsto, ai sensi del presente
regolamento, il rilascio di apposita concessione, quella che risulta
quantificata nello stesso atto concessorio;
b) per le occupazioni per le quali non è previsto, ai sensi del presente
regolamento, il rilascio di apposita concessione, quella che risulta di fatto
occupata;
c) per le occupazioni abusive, quella che risulta dal verbale emesso dal
competente pubblico ufficiale in merito alla contestazione del comportamento
abusivo o, in mancanza, quella dichiarata dall’occupante di fatto, ferma
restando la verifica da parte del competente pubblico ufficiale.

3. Sono escluse dall’applicazione del canone le occupazioni
che, in relazione alla medesima area di riferimento, siano complessivamente
inferiori al mezzo metro quadrato.

4. La superficie eccedente i mille metri quadrati, per le
occupazioni sia permanenti che temporanee, è calcolata in ragione del 10%.

5. Per le occupazioni realizzate con installazione di
circhi, attrazioni, giochi e divertimenti dello spettacolo viaggiante, le
superfici sono calcolate in ragione del 50% fino a 100 metri quadrati, del 25%
per la parte eccedente i 100 metri quadrati e fino a 1.000 metri quadrati, del
10% per la parte eccedente i 1.000 metri quadrati.

6. Per le occupazioni con impianti per la distribuzione dei
carburanti, la superficie di riferimento per la determinazione del canone è
quella corrispondente all’intera area di esercizio dell’attività risultante dal
provvedimento di concessione. Non hanno autonoma rilevanza le occupazioni realizzate
con le singole colonnine montanti ed i relativi serbatoi sotterranei nonché le
occupazioni con altre strutture ed impianti di servizio.

 

Art. 22 – Durata dell’occupazione

 

1. La durata dell’occupazione è misurata:
a) per le occupazioni soggette all’obbligo della concessione, in base alla
durata indicata nel provvedimento di concessione;

b) per le occupazioni esenti da concessione, in base alla
durata effettiva;

c) per le occupazioni abusive, in base al verbale di
contestazione redatto dal competente Pubblico Ufficiale o alla dichiarazione
dell’occupante di fatto, verificata dal competente pubblico ufficiale, o dal
verbale di sopralluogo redatto ai sensi dell’art. 30 comma 2;

2. La durata dell’occupazione è calcolata:
a) per le occupazioni permanenti, in rapporto ai mesi, considerando per intero
le eventuali frazioni di mese superiori a 15gg.;

b) per le occupazioni temporanee in rapporto ai giorni;

3. Ai fini della certezza dell’applicazione del canone,
eventuali proroghe della concessione vengono considerate singoli periodi
indipendenti.

4. Salvo prova contraria, le occupazioni abusive sono
considerate permanenti quando sono realizzate con impianti o manufatti di
carattere stabile mentre le occupazioni abusive temporanee si presumono
effettuate dal trentesimo giorno antecedente la data del verbale di
accertamento redatto dal competente pubblico ufficiale.

5. Si presumono altresì effettuate il solo giorno di
emissione del verbale di contestazione, redatto dal competente pubblico
ufficiale, le occupazioni abusive di carattere temporaneo ai sensi dell’art. 4
comma 2 lettera b) del presente Regolamento (in tale caso il coefficiente
applicato per la determinazione del canone sarà comunque quello più elevato).

6. Se relativamente alla medesima occupazione abusiva sono
redatti distinti verbali di contestazione o sopralluogo in tempi diversi, il
periodo intercorrente tra la data del primo verbale e quella del successivo si
computa comunque al fine della determinazione del periodo di occupazione
abusiva, previo parere favorevole da parte del Comando della Polizia Locale.

Art. 23 – Tariffa base per occupazioni permanenti

 

1. La tariffa per le occupazioni permanenti è determinata su
base annuale, per metro quadrato.

2. La tariffa base per l’applicazione del canone è
determinata come segue:

– I^ categoria: euro 51,00
– II^ categoria: euro 33,00
– III^ categoria: euro 22,00.

3. Per le occupazioni permanenti realizzate con cavi,
condutture, impianti o con qualsiasi altro manufatto da aziende di erogazione
di pubblici servizi o da quelle esercenti attività strumentali ai servizi
medesimi, la tariffa base viene fissata in euro 0,65 per ogni singola utenza
attiva, nel territorio comunale, al 31 dicembre dell’anno precedente a quello
per cui è dovuto il canone, indipendentemente dalla zona di ubicazione, fermo
restando che l’ammontare complessivo del canone annuo dovuto dalle medesime
aziende non può essere inferiore a Euro 516,46.

4. Le eventuali modifiche alla tariffa base determinata ai
commi 2 e 3, saranno apportate con deliberazione del consiglio comunale, da
adottare entro i termini di approvazione del bilancio di previsione annuale.

5. L’importo della tariffa base di cui al comma 3, qualora
non si proceda con provvedimento alla revisione delle tariffe del canone nei
tempi di cui al comma 4, va annualmente rivalutato in base all’indice ISTAT dei
prezzi al consumo, lasciando invariato il minimo dovuto di Euro 516,46.

Art. 24 – Coefficiente di valutazione economica per
occupazioni permanenti

 

1. La valutazione economica delle attività soggette
all’applicazione del canone è espressa attraverso i seguenti coefficienti
mediante i quali il Comune pondera, in relazione alle diverse tipologie di
occupazioni permanenti, il beneficio economico ritraibile da queste, tenendo conto
anche del sacrificio imposto alla collettività:

N

Descrizione attività od occupazione

Coefficiente

1

Apparecchi distributori automatici vari

1

2

Attività edilizia in genere con occupazione di suolo e
soprassuolo pubblico

2,5

3

Banchi, chioschi, edicole e simili

2,2

4

Distributori di carburante

1,2

5

Griglie, bocche di lupo, gradini, intercapedini, pozzetti
e simili

1,2

6

Tabelle, insegne, cartelloni e simili

3,5

7

Pedane, fioriere e quant’altro insiste sul suolo oggetto
della concessione per l’attività di somministrazione di alimenti e bevande

3

8

Contenitori per il servizio di raccolta smaltimento dei
rifiuti solidi urbani e per lo smaltimento di ogni altro tipo di rifiuti
effettuato da imprese autorizzate

0,1

9

Accesso veicolare e pedonale alle proprietà private,
(passi carrabili) che comportino sottrazione di stalli pubblici di sosta a
pagamento

1,9

10

Occupazione di area demaniale per la realizzazione e
gestione di dehors funzionali all’attività di chiosco-bar

0,7

11

Altre tipologie di occupazione

1

 

Art. 25 – Tariffa base per occupazioni temporanee

 

1. La tariffa per le occupazioni temporanee è determinata su
base giornaliera, per metro quadrato.

2. La tariffa base per l’applicazione del canone è
determinata come segue:

– I^ categoria: euro 5,00
– II^ categoria: euro 3,00
– III^ categoria: euro 2,50.

3. Le eventuali modifiche alla tariffa base determinate al
comma 2 saranno apportate con deliberazione del consiglio comunale da adottare
entro i termini di approvazione del bilancio di previsione annuale.

 

Art. 26 – Coefficiente di valutazione economica per
occupazioni temporanee

 

1. La valutazione economica delle attività soggette
all’applicazione del canone è espressa attraverso i coefficienti, di cui al
comma 2, mediante i quali il Comune valuta, in relazione alle diverse tipologie
di occupazioni temporanee, il beneficio economico ritraibile dalle stesse,
tenendo conto anche del sacrificio imposto alla collettività.

2. Nel caso in cui la contitolarità del provvedimento
concessorio implichi coefficienti diversi, si applicherà quello maggiore.

N

Descrizione attività od occupazione

Coefficiente

1

Commercio ambulante posto fisso:
fino a 8 ore
da 9  a 16 ore
da 17 a 24 ore

0,050
0,068
0,077

2

Attività commerciali (vendita su aree pubbliche con
tavolini, sedie e simili)
fino a 8 ore
da 9  a 16 ore
da 17 a 24 ore

0,055
0,075
0,085

3

Vendita / esposizione da parte di negozianti di frutta,
verdura, ecc. o di altri prodotti commerciali
fino a 8 ore
da 9  a 16 ore
da 17 a 24 ore

0,055
0,075
0,085

4

Luna park e spettacoli viaggianti, circhi, mestieri
girovaghi

0,07

5

Bancarelle in occasione di fiere, ricorrenze, festività,
ecc.

0,055

6

Pubblicità con pannelli, piramidi e simili

0,25

7

Attività edilizia in genere con occupazione di suolo e
soprassuolo pubblico, cantieri edili e lavori attinenti ad essi (I^ e II^
zona)
fino a 30 gg.
da 31 a 180 gg.
da 181 a 364 gg.
Attività edilizia in genere con occupazione di suolo e soprassuolo pubblico,
cantieri edili e lavori attinenti ad essi
(III^ zona)
fino a 30 gg.
da 31 a 180 gg.
da 181 a 364 gg.

0,15
0,12
0,10

0,15
0,09
0,07

8

Esposizioni ad uso commercialeper dimensioni fino a 3.000
mq. e per singola occupazione

0,25

Esposizioni ad uso commerciale
per dimensioni superiori a 3.000 mq.
e per singola occupazione (per la parte eccedente i 3.000 mq.)

0,12

9

Esposizioni ad uso commerciale per attrezzature o prodotti
ad alto contenuto innovativo rivolti alle problematiche ecologiche
(salvaguardia dell’ambiente, risparmio energetico, lotta all’inquinamento,
promozione dell’agricoltura biologica)

0,12

10

Manifestazioni o iniziative culturali, sportive ecc.
concesse a enti commerciali

0,15

11

Scavi e manomissioni stradali, allacciamenti privati a
pubblici servizi

0,10

12

Manifestazioni o iniziative culturali, sportive ecc.
concesse a enti e associazioni senza scopo di lucro per le attività di
statuto loro proprie, qualora comportino svolgimento di attività commerciale

0,04

13

Traslochi superiori a due giorni

0,15

14

Portacicli

0,15

15

Occupazioni di suolo pubblico effettuate da carriaggi,
carovane e/o abitazioni al seguito di luna park, spettacoli viaggianti e
circhi

0,01

16

Aree di cantiere finalizzate all’installazione di antenne
di telefonia mobile o similari

0,25

17

Altre tipologie di occupazione

0,50

3. Per le occupazioni giornaliere realizzate da commercianti
ambulanti senza posto fisso è dovuto un canone così suddiviso:

·
fino a 50 mq il versamento dovuto è di Euro 12,00;

·
oltre i 51 mq il versamento dovuto è di Euro 20,00.

Il canone dovuto è comunque soggetto ad aggiornamenti in
base alla variazione annuale di cui all’art. 27 comma 7.

 

Art. 27 – Determinazione del canone

 

1. La misura del canone, ad eccezione di quanto previsto dal
precedente art. 26 comma 3, è determinata nel modo seguente:

tariffa base  x  superficie occupata  x
durata in giorni (o in mesi, se permanente)  x  coefficiente relativo
all’attività esercitata e alla modalità dell’occupazione più la maggiorazione
dell’indice FOI determinato ai sensi del successivo comma 7.

2. Per le occupazioni permanenti il canone decorre dal mese
dell’anno nel quale è stata rilasciata la concessione e cessa nel mese in cui
la stessa ha termine; a tal fine si considerano per intero le eventuali
frazioni di mese superiori a 15gg.

3. Per le occupazioni temporanee il canone è dovuto dalla
data di decorrenza della concessione ad occupare e fino al termine della
stessa.

4. In deroga a quanto previsto dai precedenti commi 1 e 2,
per le occupazioni  permanenti
realizzate con cavi, condutture, impianti o con qualsiasi altro manufatto da
aziende di erogazione di pubblici servizi e per quelle realizzate
nell’esercizio di attività strumentali ai servizi medesimi, il canone è
determinato nel seguente modo:

tariffa base ad utente
x  numero utenti al 1° gennaio
(come dichiarati dalle aziende)

5. Sulla medesima occupazione il canone determinato ai sensi
del presente articolo è applicabile esclusivamente in alternativa e non in
sovrapposizione ad altri eventuali canoni.

6. Nel caso di occupazioni richieste e concesse ai sensi del
regolamento per l’occupazione di aree pubbliche per spazi di ristoro all’aperto
che sottraggano, in tutto o in parte, uno o più stalli pubblici di sosta a
pagamento, la misura del canone, come determinata ai sensi del comma 1, viene
maggiorata di un importo di Euro 1,70 al giorno per ogni stallo di sosta
sottratto.

7. La misura del canone come determinata ai sensi del comma
1 viene aggiornata annualmente in base alla variazione annuale dell’indice
nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (indice
F.o.i.) al netto dei consumi dei tabacchi, pubblicata nel sito ufficiale
dell’I.S.T.A.T. (www.istat.it) nel corso del
mese di dicembre dell’anno precedente a quello di imposizione.

8. Nel caso di occupazioni richieste e concesse, per
l’accesso veicolare e pedonale alle proprietà private, (passi carrabili) che
comportino sottrazione di stalli pubblici di sosta a pagamento, si applica la
tariffa di riferimento alla superficie corrispondente agli stalli sottratti,
come determinata ai sensi del comma 1, moltiplicata per il coefficiente 1,9.

Art. 28 – Esenzioni dal canone
per occupazioni di suolo pubblico

1. Fermo restando l’obbligo di richiedere ed ottenere l’atto
di concessione, il canone non si applica alle seguenti fattispecie:

Tipologia

Descrizione dell’esenzione

1

Tipologia del

Concessionario

a) le occupazioni realizzate dallo Stato, dalle Regioni,
dalle Province, dai Comuni e loro consorzi, da enti religiosi relativamente
alle attività direttamente o indirettamente funzionali all’esercizio di culti
ammessi nello Stato;

b) le occupazioni effettuate da enti pubblici di cui
all’art. 87, comma 1, lett. c, del testo unico delle imposte sui redditi
(D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917), per finalità di assistenza, previdenza,
sanità, educazione, cultura e ricerca scientifica. L’esenzione è comunque
condizionata alla sussistenza di un rapporto diretto, oggettivamente
verificabile, tra l’occupazione e la finalità specifica;

c) le occupazioni realizzate dalle organizzazioni non
lucrative di utilità sociale (O.N.L.U.S.) di cui all’art. 10 del
D.Lgs.n.460/97 per le attività d’istituto loro proprie e dalle associazioni
con finalità di promozione sociale, purché iscritte nel registro regionale;

d) le occupazioni effettuate da ditte appaltatrici per
l’esecuzione di interventi a favore del Comune di Treviso o di altri Enti
Pubblici Territoriali e ogni altra occupazione richiesta o autorizzata dal
Comune per lavori di manutenzione, su beni del demanio o del patrimonio
indisponibile o su beni privati asserviti ad uso pubblico, connessi alla
funzionalità o alla sicurezza dell’esercizio dell’uso pubblico o del pubblico
passaggio da parte della collettività rappresentata dal Comune;

e) le occupazioni temporanee concesse ad enti commerciali
per le finalità di cui al successivo punto 3 lettere a e c (Tipologia di
Occupazione a carattere “temporaneo”), purché il ricavato di eventuale
vendita o raccolta di denaro venga devoluto in beneficenza o alla causa per
la quale è stata realizzata la manifestazione o iniziativa;

2

Tipologia di Occupazione a carattere “permanente”

a) le occupazioni da parte dei veicoli destinati al
servizio di trasporto pubblico o privato durante le soste o nei posteggi ad
essi assegnati;

b) le occupazioni mediante tabelle indicative delle
stazioni e fermate e degli orari dei servizi pubblici di trasporto, nonché le
tabelle che interessano la circolazione stradale, purché non contengano
indicazioni di pubblicità;
c) l’occupazione con gli orologi funzionanti per pubblica utilità, anche se
privati, e le aste delle bandiere;
d) le occupazioni realizzate per accesso veicolare e pedonale alle proprietà
private (passi carrabili), ad eccezione di quelle comportanti sottrazione di
stalli pubblici di sosta a pagamento, applicando la tariffa di riferimento
alla superficie corrispondente agli stalli sottratti alla sosta a pagamento;

e) le occupazioni realizzate con ponticelli per accessi
carrai, per i quali l’autorizzazione è/può essere compresa nel permesso di
costruire;

f) le occupazioni per la manutenzione del verde effettuata
con mezzi meccanici o macchine operatrici, fino ad un massimo di sei ore;

g) le occupazioni realizzate con innesti o allacci a
impianti di erogazione di pubblici servizi;

h) le occupazioni di qualsiasi tipo effettuate all’interno
delle aree cimiteriali e nelle aree pertinenziali ai cimiteri destinate a
parcheggio veicolare;
i) le occupazioni di soprassuolo effettuate con balconi, verande, bow-windows
e tende solari fisse o retrattili, siano esse di carattere stabile o
temporaneo;

j) le occupazioni effettuate con veicoli in sosta nelle
aree pubbliche regolamentate a parchimetro, individuate sulla base dell’art.
7 del D.Lgs.n.285/92 e conseguenti deliberazioni della giunta che ne
disciplinano modi e tempi di utilizzo, nei giorni festivi e dalle ore 20.00
alle ore 08.30 e dalle ore 12.30 alle ore 14.30 dei giorni feriali;

k) le occupazioni di soprassuolo pubblico con impianti
tecnologici realizzati per l’abbattimento delle emissioni nocive
nell’atmosfera e/o per il risparmio energetico.

3

Tipologia di Occupazione a carattere “temporaneo”

a) le occupazioni temporanee realizzate per manifestazioni
o iniziative culturali, celebrative, politiche, sindacali, religiose purché
effettuate da associazioni religiose riconosciute dallo Stato italiano,
umanitarie, assistenziali, sociali, storico-folcloristiche, ricreative e
sportive, promosse da enti e associazioni senza fini di lucro;

b) le occupazioni temporanee effettuate per propaganda
politica o ideologica fino ad un massimo di 2gg.;

c) le occupazioni temporanee effettuate per raccolta di
fondi, firme e/o adesioni per finalità culturali, scientifiche o di ricerca,
umanitarie o assistenziali da enti o associazioni senza scopo di lucro. Le
manifestazioni o iniziative di cui sopra non devono comportare alcuna
attività di vendita o somministrazione di alimenti e bevande, l’accesso deve
essere libero e gratuito e il ricavato di eventuale vendita o raccolta di
denaro deve essere devoluto alla causa per la quale è stata realizzata la
manifestazione o iniziativa. L’esenzione non si applica comunque agli spazi
commerciali eventualmente presenti all’interno delle stesse;

4

Occupazioni esenti per Legge o per Regolamento

a) le occupazioni che, in relazione alla superficie o alla
lunghezza complessivamente indicata nell’atto di concessione, siano inferiori
a mezzo metro quadrato;

b) le occupazioni riconosciute dalla Giunta Comunale di
pubblico interesse e/o connesse alla sicurezza pubblica;

5

Tipologie di Occupazioni a carattere “straodinario”

a) le occupazioni realizzate per l’abbattimento di
barriere architettoniche a vantaggio dei portatori di handicap, ivi compresi
accessi e passi carrabili utilizzati direttamente dagli stessi;

b) le occupazioni di pronto intervento realizzate con
ponti, impalcature, scale, pali di sostegno e simili per piccoli lavori di
installazione, riparazione, manutenzione o sostituzione riguardanti infissi,
pareti, tetti, impianti di condizionamento o riscaldamento, pannelli solari e
convettori termici, sistemi di allarme, antintrusione o videosorveglianza,
faretti, lampioni, antenne paraboliche, ecc., nonché le occupazioni relative
al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani o di ogni
altro tipo di rifiuti, anche speciali, effettuate dalle imprese autorizzate,
purché di durata non superiore alle sei ore;

c) le occupazioni effettuate nelle aree apposite per il
carico e scarico delle merci dai veicoli, per il tempo strettamente
necessario a tali operazioni;

d) le occupazioni effettuate per operazioni di trasloco
fino ad un massimo di 2gg., purché non occupino stalli pubblici di sosta;

e) le occupazioni temporanee di suolo e soprassuolo
pubblico con festoni, addobbi, luminarie e simili, purché prive di messaggi
pubblicitari, realizzate in occasioni di festività civili e religiose, di
ricorrenze e celebrazioni, nonché le occupazioni di suolo con fiori, piante
ornamentali e simili purché debitamente autorizzate, non collocate per
delimitare spazi di attività aventi scopo di lucro e non costituiscano
barriere antintrusione degli immobili;

f) le occupazioni con gli impianti adibiti ai servizi
pubblici, nei casi in cui ne sia prevista, all’atto della concessione o
successivamente, la devoluzione gratuita al Comune di Treviso al termine
della concessione medesima;

g) le occupazioni precedentemente autorizzate, qualora
cause di forza maggiore (es.: rinvenimento di ordigni bellici, ritrovamenti
di natura archeologica o artistica, interventi ostativi di autorità di vario
tipo, ecc.) impediscano l’utilizzo dell’area per le finalità per le quali era
stata concessa, limitatamente al periodo di impedimento;

h) le occupazioni temporanee effettuate da artisti di
strada, come disciplinate dall’art. 52 del regolamento di polizia urbana.

Art. 28bis – Riduzioni del canone

1. Il canone dovuto è ridotto del 30% dal 1° ottobre al 31
marzo nel caso di occupazioni di natura temporanea effettuate a mezzo
plateatici e/o per la vendita su aree pubbliche con tavolini, sedie e simili.

2. Il canone dovuto è ridotto del 50% per le occupazioni di
suolo pubblico effettuate da soggetti privati in conseguenza di manifestazioni,
attività o iniziative:
a) finanziate, patrocinate o comunque sostenute dall’Amministrazione comunale;

b) la cui organizzazione operativa sia stata affidata
dall’Amministrazione comunale, anche totalmente, agli stessi soggetti privati e
per le quali l’Amministrazione sostenga, in tutto o in parte, le spese anche
attraverso contributo.

Art. 29 – Modalità e termini di pagamento del canone ed
accessori

 

1. Il versamento delle somme dovute può essere effettuato
mediante una delle seguenti forme:
a) pagamento tramite conto corrente postale intestato al Comune di Treviso –
Servizio Tesoreria – Versamento Canone O.S.A.P.;

b) versamento diretto all’Ufficio Tributi di Treviso tramite
sistema P.O.S. – Bancomat;

c) pagamento a mezzo Tesoreria comunale.

2. Il versamento del canone per le occupazioni permanenti,
relativamente all’annualità in corso al momento del rilascio, è effettuato entro
15gg. dalla data di notifica del provvedimento di Concessione in un’unica
soluzione. Per le annualità successive a quella del rilascio della concessione,
il versamento del canone va effettuato entro il 31 gennaio di ciascun anno.

3. Qualora l’importo del canone, riferito ad anno, risulti
superiore a euro 800,00, può essere disposto, esclusivamente su richiesta del
concessionario, un pagamento rateale, fino ad un massimo di 4 rate trimestrali
anticipate di uguale importo, secondo le seguenti scadenze: 31 gennaio, 31
marzo, 30 giugno e 30 settembre. La prima rata deve essere sempre versata entro
15gg. dalla data di notifica del provvedimento di Concessione e il pagamento
dell’importo residuo deve essere effettuato prima della cessazione
dell’occupazione.

4. Per le occupazioni temporanee il canone deve essere
versato entro 15gg. dalla data di notifica del provvedimento di Concessione in
un’unica soluzione. Salvo quanto previsto per le occupazioni realizzate da
commercianti ambulanti senza posto fisso di cui al percedente art. 26 commi 3.

5. Qualora l’importo del canone, di cui al comma 4, risulti
superiore a euro 400,00 può essere disposto, esclusivamente su richiesta del
concessionario, un pagamento rateale, fino ad un massimo di 4 rate anticipate
di uguale importo, secondo le seguenti scadenze: 31 gennaio, 31 marzo, 30
giugno, 30 settembre. La prima rata deve essere sempre versata entro 15gg.
dalla data di notifica del provvedimento di Concessione e il pagamento
dell’importo residuo deve essere effettuato prima della cessazione
dell’occupazione.

5.- bis Qualora l’importo del canone, di cui al comma 4,
risulti superiore a euro 800,00 può essere disposto, esclusivamente su
richiesta del concessionario, un pagamento rateale, fino ad un massimo di 6
rate di uguale importo, secondo le seguenti scadenze: 31 gennaio, 31 marzo, 31
maggio,30 giugno, 30 settembre e 31 ottobre. La prima rata deve essere sempre
versata entro 15gg. dalla data di notifica del provvedimento di Concessione e
il pagamento dell’importo residuo deve essere effettuato prima della cessazione
dell’occupazione.

6.
Per le occupazioni giornaliere
realizzate da commercianti ambulanti senza posto fisso il versamento del canone
dovuto, dovrà essere effettuato entro 30 gg. dalla data dell’occupazione. Un
agente del Comando di Polizia Locale assegna il posto e consegna un bollettino
di pagamento predisposto con l’importo dovuto per l’occupazione giornaliera in
base a quanto stabilito nel precedente art. 26 comma 3. Il Servizio tributario
e Tariffario provvederà ad istituire ed aggiornare una black-list degli
ambulanti di mercato morosi. La presenza nella black-list  è motivo ostativo all’assegnazione di un
posteggio libero nei mercati cittadini. La cancellazione dalla black-list da
parte del Servizio Tributario e Tariffario potrà essere chiesta solo previa
regolarizzazione della situazione debitoria.”

7. Non si fa luogo al versamento del canone qualora il suo
ammontare complessivo indicato nella concessione sia inferiore a Euro 12,00.

8. Il termini per il pagamento degli avvisi di
contestazione, previsti dagli artt. 30 e 32, sono di 60gg. entro i quali è
inoltre possibile presentare ricorso avanti l’Autorità Giudiziaria Ordinaria, o
presentare istanza di reclamo o di revisione in autotutela e/o di rateazione
nei modi previsti dal vigente “Regolamento comunale per le Entrate Tributarie e
Patrimoniali”.

9. I termini di pagamento di cui ai commi precedenti sono
subordinati alle prescrizioni dell’art. 9.

10. Se una data di scadenza cade in giorno prefestivo e/o
festivo il versamento può essere effettuato entro il primo giorno feriale
successivo.

 

Art. 30 – Organi, prescrizioni e attività preposte
al  controllo sul territorio

 

1. Gli organi preposti all’attività di verifica e controllo
sul territorio delle occupazioni concesse e delle occupazioni abusive sono i
pubblici ufficiali del Comando della Polizia Locale e degli altri corpi di
Polizia.

2. Oltre ai soggetti di cui al comma 1, a ciò individuati da
norma di Legge, il controllo può essere svolto anche dal personale dipendente
dell’Amministrazione Comunale, previo svolgimento di un corso di formazione e
qualificazione, al quale è conferita la potestà di effettuare sopralluoghi o
accessi ed eseguire accertamenti tecnici e non, richiedendo anche l’esibizione
delle concessioni di suolo pubblico e i bollettini di versamento del relativo
canone, previa esibizione dell’apposito tesserino di identificazione come
previsto dalla Legge Finanziaria 2007 n°296 del 27/12/2006 art. 1 commi 159 e
160. Il verbale di accertamento redatto dai suddetti funzionari costituisce
titolo per l’azione di cui ai commi 4 e 5 del presente articolo. Nell’esercizio
di tali funzioni ispettive, al personale sopra specificato, sono attribuite le
stesse qualifiche e prerogative della Polizia Locale.

3. Il Funzionario Responsabile del Servizio Tributario e
Tariffario, in riferimento alle occupazioni temporanee e permanenti oggetto del
presente regolamento, sulla base delle concessioni rilasciate o degli abusi
riscontrati o delle penalità commesse, dispone l’emissione dei relativi avvisi
di contestazione ai sensi del presente regolamento.

4. Nell’avviso di contestazione, di cui al comma 3,
debitamente motivato, sarà inoltre indicato:

a) l’importo del canone o dell’indennità contestati;

b) gli interessi moratori, le sanzioni amministrative
pecuniarie o le penalità dovute;

c) le modalità e condizioni con le quali effettuare il
pagamento dell’intera obbligazione entro il termine di 60gg.;
d) l’organo presso il quale ricorrere.

5. Gli avvisi di contestazione relativi alle violazioni dei
commi precedenti, devono essere notificati, a pena di decadenza, anche a mezzo
servizio postale mediante raccomandata con avviso di ricevimento oppure tramite
ufficiale giudiziario o messo comunale, entro il 31 dicembre del quinto anno
successivo a quello di decorrenza della concessione o a quello della data in
cui il canone è stato versato o avrebbe dovuto essere versato o dalla data di
emissione del verbale di contestazione della Polizia Locale.

6. Le agevolazioni di cui all’art. 28 bis comma 1 non sono
applicate nei casi di occupazioni abusive ai sensi dell’art. 4 commi 1 e 2
lett. c).

7. Il Comando della Polizia Locale provvede ad inviare i
verbali emessi, a seguito di accertate violazioni al presente Regolamento, al
Servizio Tributario e Tariffario entro 180gg. ai fini delle verifiche previste
dall’art. 9. Tale invio deve comunque avvenire entro, e non oltre, quattro mesi
antecedenti il termine prescrizionale dell’attività accertativa del canone.

Art. 31 – Riscossione coattiva

 

1. Le somme dovute a seguito di provvedimenti emessi e
divenuti definitivi, se non versate nei termini previsti, sono riscosse
coattivamente nei modi previsti dalla legge.

2. Con le stesse modalità del comma precedente sono recuperate
le spese sostenute dal Comune per l’eventuale sgombero e ripristino delle aree
occupate da materiali o manufatti relative all’occupazione abusive di cui
all’art. 4 del presente regolamento, nonché le spese per l’espletamento della
procedura coattiva.

Art. 32 – Sanzioni, penalità,
indennità e interessi

1. Sul canone dovuto ma non versato, anche parzialmente, o
tardivamente pagato, sono dovuti gli interessi legali, da computarsi a giorni,
per i seguenti periodi:
a) per gli omessi e parziali versamenti, dal giorno nel quale le somme sono
divenute esigibili sino al giorno di emissione del provvedimento;

b) per i tardivi versamenti, dal giorno successivo alla data
di scadenza del versamento fino alla data di effettivo pagamento.

2. Sull’indennità, applicata nel caso di occupazioni
abusive, sono dovuti gli interessi legali, da computarsi a giorno, a partire
dalla data di accertamento della violazione (es. indicata nel verbale della
P.L.) e comunque dal giorno nel quale le somme sono divenute esigibili.

3. Fermo restando quanto specificato al precedente art. 31,
il mancato versamento delle somme accertate entro i termini fissati nell’avviso
di contestazione comporta la decadenza della concessione, senza ulteriori
formalità.

4. Le penalità calcolate sul canone tardivamente pagato sono
le seguenti:

a) per il pagamento effettuato entro 30gg. dalla scadenza si
applica una penalità pari al 10% del canone dovuto;

b) per il pagamento effettuato dal 31° al 60° giorno si
applica una penalità pari al 20% del canone dovuto;

c) per il pagamento effettuato oltre il 60° giorno si
applica una penalità pari al 30% del canone dovuto.

5. In caso di omissione del versamento, totale o parziale,
del canone di concessione, sarà applicata una penalità pari al 30% del canone
totalmente o parzialmente omesso.

6. L’occupazione abusiva è rilevata a seguito di apposito
verbale di contestazione redatto dal competente pubblico ufficiale e comporta
per il trasgressore l’obbligo di corrispondere:

a) un’indennità pari al canone che sarebbe stato
determinato, se l’occupazione fosse stata autorizzata, aumentato del 50% del
canone dovuto.

b) una sanzione amministrativa pecuniaria il cui importo
coincide con l’ammontare della somma di cui alla lettera a). Tale sanzione è
ridotta ad 1/3 qualora il pagamento venga effettuato entro il termine di 60gg.
dal ricevimento del relativo avviso di contestazione;

c) le sanzioni applicate dal Comando della Polizia Locale
(come specificate nel successivo comma 8);

d) gli interessi legali.

7. Le violazioni alle disposizioni del presente regolamento,
non sanzionabili in base ai precedenti commi o in base all’art. 20, commi 4 e
5, del D. Lgs. 285/1992, sono punite con la sanzione amministrativa nella
misura da euro 25,00 a euro 258,00, con l’osservanza delle disposizioni
previste nelle sezioni I e II del capo I della L. 689/1981.

8. La Polizia Locale, nella sua attività di accertamento
delle violazioni, applica le seguenti sanzioni:

per occupazione abusiva di suolo pubblico in difetto di
Titolo Concessorio: art. 6 e seguenti del “Regolamento di Polizia Urbana”
approvato con DCC n°33300/814 del 03/10/1989 e s.m.i, sanzionato in appendice
(DCC n°11771/7 del 27/02/2004) con importo da Euro 25,00 ad Euro 75,00 per mq
con il limite massimo di 10 mq;

per violazione della prescrizione inerente i limiti di
orario di un dehor: art. 9 comma 4 del “Regolamento per l’occupazione di aree
pubbliche per spazi di ristoro all’aperto” adottato con DCC n°24 del
02/04/2007, sanzionato, all’art. 26 comma 4, con la sanzione amministrativa da
Euro 75,00 ad Euro 500,00.

Art. 33 – Rimborsi

 

1. In caso di rinuncia, modifica, sospensione o revoca della
concessione, il canone eventualmente corrisposto anticipatamente è rimborsato a
seguito di richiesta scritta del concessionario, secondo quanto disposto dagli
artt. 15 e 16, da presentarsi entro il termine di cinque anni dal giorno del
versamento, ovvero da quello in cui è stato accertato il diritto alla
restituzione.

2. Sulle somme dovute a rimborso spettano gli interessi
legali con decorrenza dalla data dell’eseguito versamento.

3. Alla restituzione delle somme di cui ai commi 1 e 2 e per
quelle erroneamente versate dall’occupante a titolo di canone di concessione
provvede il Funzionario Responsabile del Servizio Tributario e Tariffario entro
180gg. dalla data di presentazione della richiesta di rimborso.

4. Per i termini di prescrizione e per gli interessi legali
dovuti, si applicano le disposizioni del codice civile in materia.

5. Nel caso il titolare lo richieda, in luogo al rimborso
del canone maggiormente pagato, è ammessa la compensazione con il canone dovuto
per una concessione futura o in essere.

 

Art. 33bis – Contenzioso

 

1. Le controversie riguardanti il canone O.S.A.P. vanno
presentate all’Autorità Giudiziaria Ordinaria, secondo quanto previsto dalle
norme del codice di procedura civile.

PARTE IV – DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE

Art. 34 – Disposizioni finali e transitorie

1. L’entrata in vigore di nuove direttive comunitarie, di
leggi statali o regionali modificatrici di norme vigenti comporta l’adeguamento
automatico delle disposizioni del presente regolamento.

 


Data ultima modifica: 15/03/2018