Contenimento dell’uso del suolo


Per consumo di suolo si intende l’incremento della superficie naturale e seminaturale interessata da interventi di impermeabilizzazione del suolo, o da interventi di copertura artificiale, scavo o rimozione, che ne compromettano le funzioni eco-sistemiche e le potenzialità produttive. Il calcolo del consumo di suolo si ricava dal bilancio tra le predette superfici e quelle ripristinate a superficie naturale e seminaturale.

La Regione del Veneto con l’approvazione della legge 06 giugno 2017 n. 14, entrata in vigore il 24 giugno 2017, ha introdotto misure per favorire il graduale contenimento dell’uso del suolo, in linea con l’obiettivo dell’Unione Europea di azzerarlo entro il 2050.

Dalla data di entrata in vigore della legge, sono vietati gli interventi che comportano consumo di suolo (con alcune eccezioni), in attesa che la Regione, entro 180 giorni da tale data, stabilisca con apposito provvedimento la quantità massima di consumo di suolo ammesso nel territorio regionale, sulla base di dati forniti dai singoli comuni.

La legge prevede misure per favorire interventi di riqualificazione urbana e rigenerazione urbana sostenibile. Tali misure comprendono:

  • la demolizione integrale di opere incongrue o di elementi di degrado;
  • la demolizione di manufatti ricadenti in aree a pericolosità idraulica e geologica, o nelle fasce di rispetto stradale, con ripristino del suolo naturale o seminaturale;
  • il recupero, la riqualificazione e la destinazione ad ogni tipo di uso compatibile con le caratteristiche urbanistiche ed ambientali del patrimonio edilizio esistente, mediante il miglioramento della qualità architettonica e paesaggistica; delle caratteristiche costruttive, dell’impiantistica e della tecnologia; efficientamento energetico e riduzione dell’inquinamento atmosferico; eliminazione o riduzione delle barriere architettoniche; incremento della sicurezza sotto il profilo, statico e antisismico, idraulico e geologico.

Per incentivare tali interventi la legge istituisce uno specifico fondo regionale.

Gli interventi di riqualificazione urbana possono essere attuati mediante:

  • piani urbanistici attuativi;
  • comparti;
  • permessi di costruire convenzionati;

Gli interventi di rigenerazione urbana sostenibile sono subordinati all’individuazione dei relativi ambiti nella strumentazione urbanistica comunale, e sono approvati mediante la procedura dell’accordo di programma.

E’ introdotta inoltre la possibilità di riuso temporaneo di volumi dismessi o inutilizzati ubicati in zona diversa da quella agricola, con esclusione dell’uso ricettivo.

Il riuso temporaneo è consentito anche nel caso in cui l’uso richiesto sia diverso dal precedente o da quello previsto dallo strumento urbanistico, per una sola volta e per un periodo di tempo non superiore a tre anni, prorogabili di altri due, dalla data di agibilità degli immobili oggetto di intervento.

La proposta di riuso, rappresentata dal progetto di riuso e da una convenzione che ne disciplini le modalità e condizioni, può essere presentata dei proprietari o dei soggetti aventi titolo, ed è approvata mediante deliberazione Comunale.

Finché la Regione Veneto non emetterà il provvedimento contenente la quantità massima di consumo di suolo ammesso nel territorio regionale, sono consentiti gli interventi comportanti consumo di suolo negli ambiti inedificati nella misura del 30 per cento della capacità edificatoria complessivamente assegnata dal Piano di assetto del territorio.

Sono inoltre fatti salvi i procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della legge (24 giugno 2017) relativi:

  • ai titoli abilitativi edilizi aventi ad oggetto interventi comportanti consumo di suolo;
  • ai piani urbanistici attuativi la cui realizzazione comporta consumo di suolo;
  • gli accordi tra soggetti pubblici e privati di cui all’articolo 6 della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11, per i quali, alla data di entrata in vigore della presente legge, sia già stata deliberata dalla giunta o dal consiglio comunale la dichiarazione di interesse pubblico;
  • gli accordi di programma di cui all’articolo 7 della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11, relativamente ai quali entro la medesima data la conferenza decisoria abbia già perfezionato il contenuto dell’accordo.

Le disposizioni della legge sul contenimento dell’uso del suolo non si applicano ai seguenti interventi, che sono dunque sempre consentiti:

  • interventi di riqualificazione edilizia ed ambientale e di riqualificazione urbana;
  • lavori e le opere pubbliche o di interesse pubblico;
  • interventi di cui al Capo I della legge regionale 31 dicembre 2012, n. 55 “Procedure urbanistiche semplificate di sportello unico per le attività produttive e disposizioni in materia urbanistica, di edilizia residenziale pubblica, di mobilità, di noleggio con conducente e di commercio itinerante”;
  • interventi di cui all’articolo 44 della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11, e, comunque, tutti gli interventi connessi all’attività dell’imprenditore agricolo;
  • attività di cava ai sensi della vigente normativa;
  • interventi di cui alla legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 “Intervento regionale a sostegno del settore edilizio e per favorire l’utilizzo dell’edilizia sostenibile e modifiche alla legge regionale 12 luglio 2007, n. 16 in materia di barriere architettoniche” – PIANO CASA;
  • interventi attuativi delle previsioni contenute nel piano territoriale regionale di coordinamento (PTRC), nei piani di area e nei progetti strategici di cui alla legge regionale 23 aprile 2004, n. 11;
  • interventi previsti dallo strumento urbanistico generale ricadenti negli ambiti di urbanizzazione consolidata.

Gli ambiti di urbanizzazione consolidata sono stati individuati con Deliberazione di Giunta comunale n. 215 del 02/08/2017.

Normativa di riferimento:

Legge Regionale del Veneto 06 giugno 2017, n. 14 “Disposizioni per il contenimento del consumo di suolo e modifiche della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 “Norme per il governo del territorio e in materia di paesaggio”.