DIRITTO DI ACCESSO E PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO

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COMUNE DI TREVISO
– REGOLAMENTI –

DIRITTO DI ACCESSO E PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO

Regolamento per il diritto di accesso alle informazioni, agli atti e ai documenti amministrativi, alle strutture e ai servizi e per il procedimento amministrativo

TITOLO I – I DIRITTI DI ACCESSO.. 2

CAPO I – DISPOSIZIONI GENERALI2

Art. 1 – Oggetto e finalità. 2

CAPO II – SOGGETTI DEI DIRITTI DI ACCESSO.. 2

Art. 2 – Soggetti del diritto di accesso alle informazioni e agli atti dell’Amministrazione comunale. 2

Art. 3 – Oggetto del diritto di accesso ai documenti amministrativi3

TITOLO II – L’ESERCIZIO DEI DIRITTI DI ACCESSO.. 3

CAPO I – L’ORDINAMENTO DELL’ESERCIZIO DEI DIRITTI DI ACCESSO.. 3

Art. 4 – Responsabile del procedimento di accesso. 3

CAPO II – L’ESERCIZIO DEI DIRITTI DI ACCESSO.. 3

Art. 5 – Domanda di accesso. 3

Art. 6 – Procedure per l’accesso e la visione. 4

Art. 7 – Termini4

CAPO III – ESCLUSIONI DAL DIRITTO DI ACCESSO.. 5

Art. 8 – Atti temporaneamente esclusi dal diritto di accesso. 5

Art. 9 – Atti sottratti al diritto di accesso. 5

Art. 10 – Differimento dell’accesso. 7

Art. 11 – Esclusioni e limitazioni dall’accesso. 7

Art. 12 – Silenzio-rifiuto. 7

TITOLO III – IL DIRITTO DI ACCESSO ALL’INFORMAZIONE.. 8

CAPO I – ESERCIZIO DEL DIRITTO.. 8

Art. 13 – Garanzie del diritto. 8

Art. 14 – Oggetto del diritto. 8

CAPO II – INIZIATIVE PER L’INFORMAZIONE DEI CITTADINI9

Art. 15 – Programma di interventi diretti per l’informazione. 9

Art. 16 – Pubblicazioni all’albo pretorio. 9

Art. 17 – Pubblicazioni nel territorio comunale. 10

TITOLO IV – IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI E AI DOCUMENTI10

CAPO I – ESERCIZIO DEL DIRITTO DI RILASCIO DI COPIE.. 10

Art. 18 – Modalità. 10

CAPO II – DIRITTI DI ACCESSO STABILITI DA NORME SPECIALI10

Art. 19 – Accesso agli atti del procedimento amministrativo. 10

TITOLO V – IL DIRITTO DI ACCESSO ALLE STRUTTURE E Al SERVIZI11

CAPO I – ESERCIZIO DEL DIRITTO DI ACCESSO.. 11

Art. 20 – Finalità e termini11

Art. 21 – Strutture e servizi11

TITOLO VI – IL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO.. 11

CAPO I – DISPOSIZIONI GENERALI11

Art. 22 – Ambito di applicazione. 11

Art. 23 – Individuazione dei procedimenti amministrativi11

Art. 24 – Attività amministrativa informale. 12

CAPO II – PROCEDIMENTI D’UFFICIO.. 12

Art. 25 – Iniziativa. 12

Art. 26 – Decorrenza del termine iniziale. 12

CAPO III – PROCEDIMENTI AD INIZIATIVA DI PARTE.. 13

Art. 27 – Soggetti dell’iniziativa. 13

Art. 28 – Decorrenza del termine iniziale. 13

Art. 29 – Domanda – Modalità di redazione. 13

CAPO IV – RESPONSABILITA’ DEL PROCEDIMENTO.. 13

Art. 30 – Unità operativa responsabile del procedimento. 13

Art. 31 – Assegnazione dei procedimenti per l’adozione dei provvedimenti14

Art. 32 – Compiti del responsabile del procedimento. 14

CAPO V – PARTECIPAZIONE AL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO.. 14

Art. 33 – Inizio dell’attività procedimentale. 14

Art. 34 – Comunicazione dell’inizio del procedimento. 15

Art. 35 – Facoltà di intervento nel procedimento. 15

Art. 36 – Criteri e modalità di intervento. 15

Art. 37 – Assistenza del Difensore civico. 16

CAPO VI – ISTRUTTORIA DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO.. 16

Art. 38 – Acquisizione di pareri da organi del Comune. 16

Art. 39 – Pareri obbligatori di organi ed enti esterni16

Art. 40 – Valutazioni tecniche. 17

CAPO VII – CONCLUSIONE DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO.. 18

Art. 41 – Accordi con gli interessati – Condizioni e modalità. 18

Art. 42 – Adozione del provvedimento conclusivo – Motivazione. 18

Art. 43 – Termine complessivo e finale del procedimento. 19

Art. 44 – Comunicazione del provvedimento al destinatario. 19

TITOLO VII – DISPOSIZIONI FINALI19

Art. 45 – Attività non soggette al presente regolamento. 19

Art. 46 – Rinvio alla normativa vigente. 20

Art. 47 – Applicazione, pubblicità ed entrata in vigore. 20

Art. 48 – Comunicazione alla Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi20

AVVERTENZA:20

NOTE:20

TITOLO I – I DIRITTI DI ACCESSO

CAPO I – DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1 – Oggetto e finalità

1. Il presente regolamento disciplina e rende effettivi i diritti di informazione e di accesso dei cittadini agli atti e ai documenti del Comune, secondo i principi e con le modalità stabiliti dalle disposizioni di legge vigenti in materia e dallo statuto del Comune di Treviso.
2. I diritti di informazione e di accesso si intendono realizzati con la pubblicazione, il deposito o altra forma di pubblicità, comprese quelle attuabili mediante strumenti informatici, elettronici o telematici, dei documenti cui sia consentito l’accesso secondo le modalità stabilite dalla legge o dal presente regolamento.

CAPO II – SOGGETTI DEI DIRITTI DI ACCESSO

Art. 2 – Soggetti del diritto di accesso alle informazioni e agli atti dell’Amministrazione comunale

1. Tutti i cittadini hanno diritto di accedere agli atti e documenti soggetti a pubblicazione, ai sensi dell’art. 7, comma 4, della legge 8 giugno 1990, n. 142.
2. L’esercizio del diritto di accesso agli atti e documenti amministrativi non soggetti a pubblicazione è invece riconosciuto a chiunque vi abbia interesse per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti, in conformità a quanto stabilito dall’art. 22 della legge 7 agosto 1990, n. 241.
3. Un apposito ufficio istituito nell’ambito del Servizio Informazioni ai cittadini e denominato “Ufficio proposte e reclami, visione e rilascio copie atti” fornisce informazioni di carattere generale relative alle attività dei settori e servizi comunali oltre che alle attività dei Consigli circoscrizionali.

Art. 3 – Oggetto del diritto di accesso ai documenti amministrativi

1. Il diritto di accesso dei soggetti di cui al presente articolo si esercita relativamente ai documenti amministrativi nonché alle informazioni dagli stessi desumibili.
2. E’ considerato “documento amministrativo” ogni rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni, formati dagli organi del Comune, o di atti di altre pubbliche amministrazioni stabilmente detenuti dal Comune e dallo stesso utilizzati ai fini della propria attività amministrativa.

TITOLO II – L’ESERCIZIO DEI DIRITTI DI ACCESSO

CAPO I – L’ORDINAMENTO DELL’ESERCIZIO DEI DIRITTI DI ACCESSO

Art. 4 – Responsabile del procedimento di accesso

1. Il dirigente del Servizio “Informazioni ai cittadini” è responsabile dell’Ufficio proposte e reclami, visione e rilascio copie atti, ferma restando la responsabilità dei dirigenti dei singoli settori per i procedimenti di accesso di rispettiva competenza.

CAPO II – L’ESERCIZIO DEI DIRITTI DI ACCESSO

Art. 5 – Domanda di accesso

1. Per gli atti soggetti a pubblicazione all’albo pretorio il diritto di accesso si esercita in via immediata dietro semplice richiesta verbale e senza alcuna formalità, a far tempo dalla data di inizio della pubblicazione e per tutta la sua durata presso l’albo pretorio. A pubblicazione avvenuta, detti atti sono accessibili, dietro presentazione di richiesta scritta e motivata all’Ufficio proposte e reclami, visione e rilascio copie atti, secondo la procedura di cui all’art. 6.
2. Per gli atti e i documenti pubblicati dall’Amministrazione comunale, anche a mezzo di strumenti informatici, elettronici o telematici, il diritto di accesso si esercita mediante richiesta scritta all’Ufficio proposte e reclami, visione e rilascio copie atti. La richiesta è soddisfatta senza formalità e mediante indicazione della pubblicazione contenente il documento richiesto, o il suo rilascio ove questa sia disponibile. In tal caso il richiedente è tenuto al pagamento del costo della pubblicazione.
3. I soggetti di cui all’art. 7 della legge 241/1990 e quelli intervenuti nel procedimento ai sensi dell’art. 9 della stessa legge hanno diritto di prendere visione degli atti del procedimento in corso di svolgimento, con i limiti degli artt. 8 e 9 del presente regolamento.
4. Le domande di accesso agli atti e ai documenti amministrativi sono redatte su moduli prestampati a cura dell’Amministrazione comunale disponibili presso l’Ufficio proposte e reclami, visione e rilascio copie atti.
5. L’interessato deve indicare nella domanda di accesso gli estremi del documento oggetto della richiesta, ovvero gli elementi essenziali che ne consentano l’individuazione; specificare e, ove occorra comprovare l’interesse connesso con l’oggetto della richiesta, dimostrare la propria identità e, se necessario, i propri poteri di rappresentanza.
6. La ricerca e la visione di atti e documenti in corso di pubblicazione sono gratuite.

Art. 6 – Procedure per l’accesso e la visione

1. La domanda scritta di accesso o visione va presentata direttamente all’Ufficio proposte e reclami, visione e rilascio copie atti o spedita a mezzo servizi postali o tramite fax.
2. Per l’esercizio del diritto di accesso l’ufficio preposto è aperto al pubblico nell’orario stabilito. Detto ufficio rilascia ai richiedenti ricevuta della domanda.
3. Gli atti e i documenti, di cui è chiesta copia, sono resi disponibili per il richiedente presso l’Ufficio proposte e reclami, visione e rilascio copie atti. Nel caso in cui è richiesta la semplice visione, questa avviene presso i settori competenti.
4. In riferimento alle richieste di copie e visione di atti e di documenti, l’Ufficio proposte e reclami, visione e rilascio copie atti invia comunicazione del momento a decorrere dal quale sarà possibile prendere visione o ritirare copia degli atti o documenti richiesti; tale comunicazione viene fatta nel rispetto di quanto previsto dall’art. 5, comma 2, del D.P.R. 27 giugno 1992, n. 352, fatta salva la possibilità di una comunicazione verbale, contestuale alla presentazione dell’istanza.
5. Quando per ragioni organizzative si richiedano particolari modalità per l’esame dei documenti o la consultazione dei medesimi debba essere effettuata in una sede specializzata, l’Ufficio proposte e reclami, visione e rilascio copie atti entro il termine di 10 giorni comunica per iscritto le modalità, i tempi e il luogo dove potrà avvenire l’accesso, previa acquisizione di informazioni presso il settore responsabile dell’istruttoria degli atti.
6. Per l’accesso ad atti e documenti informatici si osservano le disposizioni di cui sopra, se compatibili; l’ufficio competente indica la particolare modalità di accesso alla documentazione richiesta entro il termine di 10 giorni.

Art. 7 – Termini

1. La domanda di accesso agli atti e ai documenti è soddisfatta nel più breve tempo possibile, tenuto conto delle esigenze di funzionalità, organizzative e di buon andamento delle attività amministrative. Il termine per la risposta non può, comunque, essere superiore a 20 giorni, che decorrono dalla data di presentazione della richiesta all’ufficio. Nei casi di urgenza, da motivarsi nell’istanza, il termine è ridotto a 10 giorni.
2. Nel caso che, per l’individuazione di quanto richiesto, si rendano necessari chiarimenti, specificazioni ed elementi integrativi conseguenti ad errori, omissioni o imprecisioni nelle notizie fornite nella scheda di accesso, l’Ufficio proposte e reclami, visione e rilascio copie atti invia all’interessato, prima della scadenza del termine previsto per l’accesso, richiesta dettagliata a mezzo posta raccomandata o telefax, assegnandogli 15 giorni dal ricevimento per provvedere. Trascorso tale termine senza che sia pervenuta risposta, verrà disposta la chiusura e l’archiviazione del procedimento.
3. I termini ricominciano a decorrere dalla data di acquisizione al Protocollo della risposta contenente gli elementi richiesti.

CAPO III – ESCLUSIONI DAL DIRITTO DI ACCESSO

Art. 8 – Atti temporaneamente esclusi dal diritto di accesso

1. Ai sensi dell’art. 7, comma 3, della legge 142/1990, l’esercizio del diritto di accesso agli atti dell’Amministrazione comunale può essere temporaneamente escluso per effetto di una motivata dichiarazione del Sindaco che ne vieti l’esibizione, conformemente a quanto previsto dal presente regolamento, quando la loro diffusione può pregiudicare il diritto alla riservatezza delle persone, dei gruppi e delle imprese.
2. L’esclusione temporanea di cui al precedente comma è disposta per l’accesso agli atti e alle informazioni dagli stessi desumibili quando riguardino:
a) gli atti e i documenti relativi a controversie legali;
b) gli atti preparatori a procedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti;
c) gli atti preparatori normativi, amministrativi generali, di pianificazione e programmazione;
d) i procedimenti tributari, per i quali restano ferme le particolari norme che li regolano;
e) gli atti inerenti lo svolgimento delle procedure concorsuali relative all’assunzione del personale.
3. Qualora sussista il pericolo di pregiudizio del diritto alla riservatezza delle persone, dei gruppi e delle imprese e ricorrano i casi previsti dal comma 2, il Sindaco, di propria iniziativa o su proposta del Segretario comunale o del dirigente del settore competente, può procedere all’esclusione temporanea dall’accesso di determinati atti e delle informazioni dagli stessi desumibili.
4. La dichiarazione di esclusione dall’accesso deve precisare i motivi per i quali la stessa è stata disposta. Nella stessa deve essere stabilito il periodo per il quale vige l’esclusione, che deve essere definito con un termine certo.
5. Deve comunque essere garantita agli interessati la visione degli atti relativi ai procedimenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i loro interessi giuridici.

Art. 9 – Atti sottratti al diritto di accesso

1. Sono esclusi dal diritto di accesso i documenti amministrativi formati dall’Amministrazione comunale o dalla stessa detenuti che sono riservati per espressa disposizione di legge.
2. I documenti amministrativi sono inoltre sottratti all’accesso quando rientrino in una delle categorie indicate nel comma 3, in quanto suscettibili di recare pregiudizio concreto agli interessi di cui all’art. 24, comma 2, della legge 241/1990.
3. Le categorie di documenti amministrativi formati o comunque detenuti dal Comune da sottrarre all’accesso per la tutela degli interessi richiamati dal precedente comma sono le seguenti:
a) categorie di documenti inaccessibili per motivi di ordine e sicurezza pubblica ovvero ai fini di prevenzione e repressione della criminalità:
a.1) relazioni di servizio e altri atti o documenti, compresi gli esposti di privati concernenti l’adozione di provvedimenti delle autorità di pubblica sicurezza nonché degli ufficiali e agenti di pubblica sicurezza;
a.2) relazioni di servizio, informazioni e altri atti o documenti, compresi gli esposti di privati, inerenti ad adempimenti istruttori per licenze, concessioni, permessi, autorizzazioni o altro atto di consenso comunque denominato, che contengono notizie relative a situazioni di interesse per l’ordine e la sicurezza pubblica e dell’attività di prevenzione e repressione della criminalità;
a.3) atti e documenti concernenti l’organizzazione e il funzionamento del corpo di Polizia municipale e l’impiego dei relativi addetti relativamente alle operazioni che vengono effettuate, previa disposizione del Sindaco, in collaborazione con le forze di polizia ai sensi della legge 7 marzo 1986, n. 65;
a.4) atti e documenti concernenti la sicurezza delle infrastrutture, la protezione e la custodia delle armi in dotazione del corpo di Polizia municipale;
a.5) documentazione relativa alla descrizione progettuale di edifici adibiti ad installazioni militari o sedi di organi e corpi con compiti di tutela dell’ordine pubblico e repressione della criminalità;
a.6) documenti relativi alla descrizione progettuale di edifici destinati all’attività di imprese a rischio di incidente rilevante e alla descrizione progettuale della sede del corpo dei Vigili del Fuoco e di edifici destinati all’esercizio dell’attività creditizia, limitatamente alle parti la cui conoscenza può agevolare la commissione di atti penalmente illeciti;
b) categorie di documenti inaccessibili per assicurare la riservatezza di terzi, persone, gruppi e imprese, garantendo peraltro agli interessati la visione degli atti relativi ai procedimenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o difendere i loro interessi giuridici:
b.1) domande, dichiarazioni, comunicazioni, certificazioni di servizio, accertamenti medico legali, documentazione sanitaria, lettere e corrispondenza privata in genere, che contengono notizie attinenti allo stato di salute e alla condizione psicofisica di persone, all’uso di sostanze stupefacenti, alle relazioni e stati familiari, ai rapporti economici tra coniugi e alimentandi;
b.2) documenti relativi a processi produttivi di imprese;
b.3) accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori;
b.4) documentazione relativa all’attività professionale, commerciale e industriale, nonché alla situazione finanziaria, economica e patrimoniale di persone, gruppi e imprese comunque utilizzata ai fini dell’attività amministrativa;
b.5) accertamenti medico-legali e relativa documentazione attinente ai provvedimenti di dispensa dal servizio;
b.6) documentazione concernente situazioni private dei dipendenti;
b.7) denunce alla Corte dei Conti e alle competenti autorità giudiziarie ove siano nominativamente individuati i soggetti eventualmente responsabili;
b.8) questionari e simili atti contenenti in forma non aggregata dati raccolti nell’ambito di rilevazioni statistiche dell’ufficio statistica, quando contengano riferimenti individuali.
4. E’ esclusa la consultazione diretta da parte dei richiedenti dei protocolli generali o speciali, dei repertori, delle rubriche e dei cataloghi di atti, salvo il diritto di accesso alle informazioni, alla visione e all’estrazione di copia delle registrazioni effettuate negli stessi per singoli atti, ferme restando le preclusioni stabilite dal precedente comma 2.
5. Le richieste relative alla consultazione di serie periodiche o di registri di atti, relativi ad un periodo particolarmente esteso o ad un numero di atti rilevante, possono essere accolte solo se hanno per fini studi e ricerche storiche, statistiche e scientifiche. Tali finalità devono essere documentate nella richiesta e l’ammissione è subordinata alle condizioni poste per evitare difficoltà al regolare funzionamento degli uffici. La consultazione e il rilascio di copie per comprovati motivi di studio è effettuata gratuitamente e in esenzione dall’imposta di bollo.

Art. 10 – Differimento dell’accesso

1. Il Sindaco può disporre il differimento dell’accesso agli atti, ai documenti e alle informazioni quando risulti necessario per assicurare, per un periodo limitato, la tutela degli interessi di cui al precedente art. 8.
2. Il differimento dei termini per l’esercizio del diritto d’accesso può essere inoltre disposto, ai sensi dell’art. 24, comma 6, della legge 241/1990, quando lo svolgimento dell’azione amministrativa risulta essere gravemente ostacolato dalla conoscenza degli atti o documenti per i quali il diritto stesso è stato attivato nonché quando si verificano difficoltà per l’acquisizione di documentazioni da altre unità operative o in presenza di esigenze eccezionali che determinano un flusso di richieste alle quali non è possibile dare esito entro i termini prescritti. Il differimento non può essere superiore a 25 giorni utili dal termine ordinario stabilito dal regolamento ed il tempo complessivamente necessario per l’esercizio dell’accesso non può comunque superare il limite di 45 giorni. Il provvedimento, per i motivi di cui al presente comma, è emesso dal Sindaco, su proposta del Segretario comunale o del dirigente del settore competente, prima della scadenza del termine stabilito per l’accesso.
3. I provvedimenti di cui ai precedenti commi devono essere motivati e sono comunicati ai richiedenti mediante lettera raccomandata o notifica, spedita o effettuata entro il termine stabilito per l’accesso.
4. Con la comunicazione del differimento, l’interessato deve essere informato della sua possibilità di ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale entro 30 giorni, ai sensi dell’art. 25, comma 5, della legge 241/1990.

Art. 11 – Esclusioni e limitazioni dall’accesso

1. La comunicazione agli interessati dell’esclusione o della limitazione dell’accesso agli atti, ai documenti amministrativi e alle informazioni di cui ai precedenti artt. 8 e 9 è effettuata mediante lettera raccomandata o notifica, spedita o effettuata entro il termine stabilito per l’accesso.
2. Nel caso in cui l’esclusione dall’accesso riguardi solo una parte dei contenuti di un documento, possono essere esibite in visione o rilasciate copie parziali dello stesso. Le copie parziali devono permettere l’individuazione dell’atto o del documento dal quale sono state estratte.
3. Con la comunicazione dell’esclusione o della limitazione dell’accesso l’interessato dev’essere informato della sua possibilità di ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale entro 30 giorni, ai sensi dell’art. 25, comma 5, della legge 241/1990.

Art. 12 – Silenzio-rifiuto

1. Trascorsi inutilmente 30 giorni dalla richiesta, questa s’intende rifiutata e il richiedente può effettuare, entro i 30 giorni successivi, ricorso contro il silenzio-rifiuto al Difensore civico del Comune o, in assenza di esso per mancata nomina, al Sindaco, ferma restando la possibilità di impugnativa alternativa al Tribunale Amministrativo Regionale, ai sensi dell’art. 25, comma 5, della legge 241/1990.
2. Ricevuta notifica del ricorso contro il silenzio-rifiuto, il Segretario comunale accerta, nel termine di 10 giorni, i motivi per i quali la richiesta dell’interessato non ha avuto tempestiva risposta.
3. Qualora sia accertato che non sussistono motivi di esclusione o differimento dell’accesso, il Segretario comunale dispone, indipendentemente dal ricorso pendente, l’immediata ammissione all’accesso, dandone avviso all’interessato. Copia del provvedimento adottato viene immediatamente depositata nelle forme prescritte presso il Tribunale Amministrativo Regionale, per quanto previsto dall’art. 23, comma 7, della legge 6 dicembre 1971, n. 1034.
4. Nel caso che dagli accertamenti effettuati risulti che, secondo le norme di legge e del presente regolamento, non è consentito l’accesso ai documenti richiesti, il Segretario riferisce al Sindaco per la costituzione a difesa del Comune nel giudizio promosso dall’interessato.
5. Il Segretario comunale riferisce al Sindaco in merito alle cause che hanno determinato la situazione verificatasi e sulle eventuali responsabilità accertate.

TITOLO III – IL DIRITTO DI ACCESSO ALL’INFORMAZIONE

CAPO I – ESERCIZIO DEL DIRITTO

Art. 13 – Garanzie del diritto

1. L’esercizio del diritto dei cittadini di accedere alle informazioni di cui è in possesso l’Amministrazione comunale è promosso e assicurato dal Sindaco e realizzato dall’organizzazione del Comune secondo le norme stabilite dal presente regolamento.
2. L’esercizio del diritto deve assicurare ai cittadini tutte le informazioni sullo stato degli atti e delle procedure, sull’ordine di esame di domande, progetti e provvedimenti che comunque li riguardino.
3. Tutti i cittadini hanno il diritto di accedere alle informazioni di cui dispone l’Amministrazione comunale, relative ad attività da essa svolta o poste in essere da istituzioni, aziende speciali e organismi che esercitano funzioni di competenza del Comune.
4. Il diritto di accedere ai documenti amministrativi per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti, riconosciuto a chiunque vi abbia interesse dall’art. 22, comma 1, della legge 241/1990, comprende tutte le informazioni desumibili dai documenti stessi.
5. L’informazione dev’essere resa assicurando la veridicità, l’esattezza e la completezza dei suoi contenuti.

Art. 14 – Oggetto del diritto

1. Il diritto ha per oggetto le informazioni desumibili da atti, documenti, pubblicazioni, registrazioni e dati in possesso del Comune.
2. La legge garantisce espressamente l’accesso alle informazioni relative:
a) ai contenuti delle liste elettorali ed agli atti della revisione semestrale di dette liste (D.P.R. 20.3.1967, n. 223, art. 51);
b) alle concessioni e autorizzazioni edilizie, nonché ai relativi atti di progetto del cui avvenuto rilascio sia stata data notizia al pubblico mediante affissione all’albo pretorio (legge 6.8.1967, n. 765, art. 10 e successive modificazioni ed integrazioni);
c) agli atti sullo stato dell’ambiente (legge 8.7.1986, n. 349, art. 14);
d) allo stato degli atti e delle procedure e sull’ordine di esame di domande, progetti e provvedimenti che comunque riguardino colui che ne fa richiesta (legge 142/1990, art. 7);
e) agli atti del procedimento amministrativo (legge 241/1990, artt. 7, 9 e 10);
f) ai requisiti per l’espletamento di attività economiche varie (D. Lgs. 23.11.1991, n. 391, art. 3);
g) agli iscritti nell’albo dei beneficiari di provvidenze di natura economica (legge 30.12.1991, n. 412, art. 22).
3. La legge 5 luglio 1982, n. 441, così come integrata dall’art. 17, comma 22, della legge 15 maggio 1997, n. 127, garantisce, altresì, l’accesso alle informazioni inerenti la situazione patrimoniale e i redditi dei consiglieri comunali nonché degli altri soggetti dalla stessa individuati. Il Sindaco, entro 15 giorni dalla scadenza dei termini previsti dalla legge, mette a disposizione presso l’ufficio di Segreteria, per una durata di 30 giorni, la relativa documentazione, dando avviso del deposito all’albo pretorio.

CAPO II – INIZIATIVE PER L’INFORMAZIONE DEI CITTADINI

Art. 15 – Programma di interventi diretti per l’informazione

1. Il Comune può promuovere e realizzare interventi diretti per l’informazione dei cittadini secondo il programma stabilito dal Consiglio comunale, nell’ambito delle sue funzioni d’indirizzo politico-amministrativo e attuato dalla Giunta comunale.
2. La scelta degli interventi avviene tenuto conto delle risorse finanziarie che la situazione del bilancio comunale consente di destinare al programma per l’informazione dei cittadini.
3. L’informazione e la documentazione degli organismi rappresentativi della partecipazione popolare viene effettuata dall’Amministrazione comunale nelle forme e con le garanzie particolari stabilite dal relativo regolamento.

Art. 16 – Pubblicazioni all’albo pretorio

1. Nella sede comunale, in luogo accessibile al pubblico, è collocato l’albo pretorio del Comune, costruito in modo da garantire la conoscenza e la lettura degli atti esposti e insieme la loro conservazione senza possibilità di danneggiamenti o sottrazioni.
2. Il Segretario comunale cura l’affissione degli atti e degli avvisi che la legge, lo statuto e i regolamenti prevedono siano portati a conoscenza del pubblico avvalendosi di un dipendente, nell’ambito delle attribuzioni della sua qualifica funzionale, il quale è responsabile della tenuta dell’albo pretorio, dell’affissione e defissione degli atti e della tenuta del registro delle affissioni.
3. L’incaricato del servizio provvede alla tenuta di un registro cronologico degli atti affissi all’albo pretorio, con l’indicazione del periodo di pubblicazione, del giorno del rilascio del certificato di compimento della stessa e della restituzione degli atti. Il registro è vidimato, prima di essere posto in uso, dal Segretario comunale. I registri delle affissioni all’albo pretorio, completati, sono depositati nell’archivio comunale.
4. Il Segretario comunale vigila sulla regolare tenuta dell’albo pretorio e verifica ogni trimestre il registro delle affissioni.

Art. 17 – Pubblicazioni nel territorio comunale

1. Per assicurare ai cittadini, in tutto il territorio comunale, riferimenti prestabiliti e facilmente accessibili per prendere conoscenza dei principali provvedimenti del Comune e degli altri enti pubblici, entro un anno dall’entrata in vigore del presente regolamento l’Amministrazione comunale disporrà l’installazione nel centro urbano ed in ogni frazione di un quadro di adeguate dimensioni, riservato esclusivamente alle affissioni dei manifesti, degli avvisi, dei bandi di concorso, delle ordinanze, degli annunci, delle comunicazioni e dei programmi di manifestazioni disposti dal Comune o, per il suo tramite, dallo Stato e da altri enti pubblici, dal quale i cittadini possono avere tempestiva notizia dei provvedimenti più rilevanti che interessano la vita della comunità.

TITOLO IV – IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI E AI DOCUMENTI

CAPO I – ESERCIZIO DEL DIRITTO DI RILASCIO DI COPIE

Art. 18 – Modalità

1. Qualora l’interessato lo richieda, la copia viene rilasciata autenticata con le modalità previste dall’art. 14 della legge 4 gennaio 1968, n. 15. Il rilascio delle copie autenticate è assoggettato all’imposta di bollo nelle misure vigenti, salvo le esenzioni di legge.
2. La copia non autenticata ha valore unicamente per memoria personale.
3. Per il rilascio delle copie di atti e documenti, anche non autenticati, è dovuto il rimborso del costo di riproduzione e di ricerca. Le tariffe relative al rimborso del costo di riproduzione e ai diritti di ricerca sono stabilite con deliberazione della Giunta comunale. Nessun diritto di ricerca è dovuto qualora il rilascio della copia sia richiesto per documentati motivi di studio.
4. Quando l’invio delle informazioni e delle copie dei documenti è richiesto per posta, telefax o altro mezzo, sono a carico del richiedente le spese occorrenti per la spedizione o l’inoltro.

CAPO II – DIRITTI DI ACCESSO STABILITI DA NORME SPECIALI

Art. 19 – Accesso agli atti del procedimento amministrativo

1. Nel casi previsti dall’art. 10 della legge 241/1990, la competenza per l’ammissione delle richieste e per gli altri adempimenti del procedimento di accesso è attribuita al responsabile del procedimento di accesso presso l’unità operativa competente.
2. E’ consentito l’accesso ai documenti relativi alla fase istruttoria dei procedimenti amministrativi in corso e ai documenti acquisiti nel corso dell’avanzamento del procedimento prima della sua conclusione, salvo quanto disposto dal precedente art. 9.
3. La visione ed il rilascio di copie dei documenti acquisiti, relativi ad un procedimento amministrativo in corso, vengono assicurati dal responsabile del procedimento entro il quinto giorno successivo.

TITOLO V – IL DIRITTO DI ACCESSO ALLE STRUTTURE E Al SERVIZI

CAPO I – ESERCIZIO DEL DIRITTO DI ACCESSO

Art. 20 – Finalità e termini

1. La Giunta comunale, per rendere effettiva la partecipazione dei cittadini all’attività dell’Amministrazione comunale e per valorizzare gli organismi che tale partecipazione realizzano, assicura l’accesso alle strutture e ai servizi comunali alle organizzazioni di volontariato previste dalla legge 11 agosto 1991, n. 266 e della L.R. 30 agosto 1993, n. 40 ed alle associazioni di partecipazione popolare riconosciute a norma dello statuto comunale.
2. Le associazioni di partecipazione popolare e le organizzazioni di volontariato presentano al Sindaco la richiesta di accesso, precisando la struttura o il servizio al quale la stessa è riferita. L’accesso è disposto, con le modalità di cui al successivo art. 22, entro 20 giorni dalla richiesta.

Art. 21 – Strutture e servizi

1. Alle organizzazioni e associazioni di cui al precedente art. 20 è assicurato l’accesso alle strutture e ai servizi che erogano prestazioni socio-assistenziali, educative, culturali, ricreative e sportive. L’accesso è assicurato, inoltre, alle strutture che effettuano i servizi di igiene urbana, depurazione idrica, tutela ambientale, acquedotti, gas metano, trasporti pubblici, servizi sociali scolastici, servizi per l’assistenza all’infanzia, ai giovani, agli anziani e ai portatori di handicap, gestiti dal Comune.
2. L’accesso avviene in giorni e orari compatibili con le esigenze di funzionamento del servizio ed è preventivamente programmato dal responsabile del servizio con le organizzazioni e associazioni interessate, le quali sono tenute a precisare i nominativi dei propri rappresentanti che vi partecipano.

TITOLO VI – IL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO

CAPO I – DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 22 – Ambito di applicazione

1. Le norme del presente titolo disciplinano i procedimenti amministrativi di competenza dell’Amministrazione comunale, sia che conseguano obbligatoriamente a iniziative di parte, sia che debbano essere promossi d’ufficio.

Art. 23 – Individuazione dei procedimenti amministrativi

1. Il Comune individua in modo specifico e analitico, con apposita deliberazione della Giunta, i provvedimenti di propria competenza, nonché quelli di competenza degli enti da esso dipendenti. Tali procedimenti devono essere conclusi con l’adozione di un provvedimento motivato espresso, per ciascun procedimento, nel termine stabilito dalla Giunta stessa e nel rispetto dei seguenti criteri:
a) complessità del procedimento, anche in relazione a procedure concorrenti;
b) potenzialità degli uffici;
c) contenimento dei tempi nei limiti strettamente necessari.
2. Fino a quando non sia effettuata l’individuazione di cui al comma precedente, ciascun procedimento di competenza del Comune e degli enti dallo stesso dipendenti deve essere concluso nel termine di 90 giorni, salvo quanto diversamente disposto da specifiche norme di legge o di regolamento.
3. I procedimenti non inclusi nella delibera della Giunta comunale e per i quali le fonti legislative e regolamentari non prevedono alcun termine, si concluderanno nel termine di 30 giorni, come previsto dall’art. 2, comma 3, della legge 241/1990.
4. I termini di cui ai commi 2 e 3 vengono interrotti nei casi in cui si renda necessaria l’acquisizione di pareri o valutazioni tecniche obbligatorie, nonché di atti di altre amministrazioni ed enti che debbano essere inseriti nel procedimento. L’interruzione opera dal momento della richiesta e la sospensione del termine perdura sino al momento dell’acquisizione degli atti richiesti, nel rispetto di quanto previsto dagli artt. 39 e 40 del presente regolamento.

Art. 24 – Attività amministrativa informale

1. Non rientrano nel campo di applicazione del presente regolamento le certificazioni, gli attestati e ogni altro documento rilasciabile a vista, nonché gli atti amministrativi vincolati ovvero gestiti con mezzi di automazione.
2. Non è soggetta, in particolare, a procedure formali l’attività che si manifesta da parte dei soggetti interessati mediante comunicazioni, registrazioni, dichiarazioni e variazioni relative allo stato civile, all’anagrafe e all’elettorato attivo, nonché quella relativa alla concessione di congedi ordinari brevi e ad altri trattamenti obbligatori dovuti al personale e relativa a tutte le altre situazioni e condizioni che non richiedano un procedimento istruttorio, non comportino decisioni discrezionali e si concludano immediatamente con la formazione di atti, iscrizioni e cancellazioni che hanno luogo contestualmente al manifestarsi dell’iniziativa del soggetto interessato.

CAPO II – PROCEDIMENTI D’UFFICIO

Art. 25 – Iniziativa

1. L’iniziativa dei procedimenti d’ufficio a rilevanza esterna compete ai soggetti dell’Amministrazione comunale elettiva e dell’organizzazione comunale ai quali l’esercizio di tali competenze è attribuito dalla legge, dallo Statuto comunale e dai regolamenti.
2. Resta salva la potestà del Comune di adottare, anche prima della formalizzazione del procedimento e dei relativi adempimenti, motivati provvedimenti cautelari o che hanno comprovato carattere contingibile e urgente, dei quali viene data comunicazione immediata o, comunque, nel più breve tempo possibile, ai diretti interessati.

Art. 26 – Decorrenza del termine iniziale

1. Per i procedimenti d’ufficio il termine iniziale decorre dalla data di adozione dell’atto formale di iniziativa ovvero dalla data in cui l’Amministrazione comunale abbia notizia del fatto da cui sorge l’obbligo di provvedere.
2. Qualora l’atto propulsivo promani da un organo o ufficio di altra Amministrazione, il termine iniziale decorre dalla data di ricevimento della richiesta da parte dell’ufficio protocollo del Comune.

CAPO III – PROCEDIMENTI AD INIZIATIVA DI PARTE

Art. 27 – Soggetti dell’iniziativa

1. In conformità alle disposizioni stabilite dalle leggi e dai regolamenti disciplinanti l’esercizio delle funzioni e dell’attività amministrativa degli enti locali, tutti i soggetti che, per effetto di tali norme, risultano titolari di diritti o interessi legittimi possono presentare istanze per attivare i procedimenti amministrativi da espletarsi e concludersi con l’osservanza delle modalità di cui al presente regolamento.

Art. 28 – Decorrenza del termine iniziale

1. Per i procedimenti ad iniziativa di parte il termine iniziale decorre dalla data di assunzione a protocollo della domanda o dell’istanza.
2. Le domande o istanze rivolte ad organo del Comune diverso da quello competente non possono essere dichiarate inammissibili per tale motivo e sono trasmesse d’ufficio, senza indugio, all’unità operativa competente. In tal caso, il termine iniziale di cui al comma 1 inizierà a decorrere dopo il decimo giorno dal ricevimento della domanda da parte dell’unità operativa competente.

Art. 29 – Domanda – Modalità di redazione

1. La domanda o l’istanza deve essere redatta nelle forme e nei modi stabiliti dall’Amministrazione comunale, ove preventivamente determinati e portati ad idonea conoscenza degli interessati, e deve essere corredata dalla prevista documentazione dalla quale risulti la sussistenza dei requisiti e delle condizioni richiesti dalla legge o dai regolamenti per l’adozione del provvedimento.
2. Ove la domanda dell’interessato sia ritenuta irregolare o incompleta, il responsabile del procedimento ne dà comunicazione al richiedente nel più breve tempo possibile e, comunque, entro venti giorni, indicando le cause dell’irregolarità o dell’incompletezza. In questi casi il termine iniziale decorre dalla data di ricevimento della domanda regolarizzata o completata.
3. Restano salvi la facoltà di autocertificazione prevista dall’art. 2 della legge 15/1968, nonché il dovere di procedere agli accertamenti d’ufficio previsto dall’art. 18 della legge 241/1990.

CAPO IV – RESPONSABILITA’ DEL PROCEDIMENTO

Art. 30 – Unità operativa responsabile del procedimento

1. Il Comune determina ed individua, con apposita delibera di Giunta, in base alle attribuzioni previste dalla pianta organica, le unità operative di ciascun settore preposte al procedimento.
2. Se nel procedimento amministrativo intervengono più unità operative, ciascuna unità risponde per gli atti di sua competenza e per il tempo alla stessa assegnato per lo svolgimento degli adempimenti di propria spettanza.
3. Fino a quando non sia effettuata l’individuazione di cui al comma 1, le unità operative responsabili del procedimento sono rappresentate dai singoli settori nella cui competenza rientra il procedimento stesso in base alle attribuzioni previste dalla pianta organica.

Art. 31 – Assegnazione dei procedimenti per l’adozione dei provvedimenti

1. Il responsabile di ciascun settore ha la facoltà di attribuire ad un dipendente la responsabilità dell’istruttoria e di ogni altro adempimento inerente i singoli procedimenti nonché, eventualmente, la responsabilità dell’adozione del provvedimento finale, ai sensi dell’art. 5, comma 1, della legge 241/1990, in relazione alle specifiche competenze e alla qualifica posseduta dal dipendente stesso.
2. Fino a quando non sia effettuata l’assegnazione di cui al comma precedente è considerato responsabile del procedimento il dirigente del settore competente, al quale in ogni caso compete la responsabilità della vigilanza.
3. Il Segretario comunale sovrintende e coordina l’attività dei responsabili del procedimento provvedendo a dirimere le controversie ed i conflitti di competenza che dovessero insorgere tra gli stessi.
4. L’unità operativa competente ed il nominativo del responsabile del procedimento sono comunicati ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti ed a quelli che per legge debbano intervenirvi, nonché, a richiesta, a chiunque vi abbia interesse.

Art. 32 – Compiti del responsabile del procedimento

1. Il responsabile del procedimento:
a) valuta, ai fini istruttori, le condizioni di ammissibilità, i requisiti di legittimazione ed i presupposti che siano rilevanti per l’attivazione del procedimento;
b) accerta d’ufficio i fatti, disponendo il compimento degli atti all’uopo necessari ed adotta ogni misura per l’adeguato e sollecito svolgimento dell’istruttoria. Accerta altresì d’ufficio gli stati e le qualità che la stessa amministrazione comunale è tenuta a certificare. Può richiedere il rilascio di dichiarazioni ed autocertificazioni e la rettifica di dichiarazioni o istanze erronee o incomplete, esperire accertamenti tecnici ed ispezioni e richiedere l’esibizione di documenti;
c) provvede d’ufficio all’acquisizione di documenti o di copie di essi relativi a fatti, stati e qualità che l’interessato dichiara essere attestati in atti già in possesso dell’Amministrazione comunale. L’interessato deve precisare gli estremi dei documenti, indicare l’ufficio presso il quale ritiene che siano conservati ed il procedimento per il quale furono presentati;
d) cura le comunicazioni, le pubblicazioni e le notificazioni previste dalle leggi e dai regolamenti;
e) adotta, ove ne abbia la competenza, il provvedimento finale, ovvero trasmette gli atti all’organo competente per l’adozione.

CAPO V – PARTECIPAZIONE AL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO

Art. 33 – Inizio dell’attività procedimentale

1. Qualora non sussistano specifiche ragioni di impedimento derivanti da particolari esigenze di celerità del procedimento, il responsabile dello stesso comunica, con le modalità previste dal successivo articolo, l’inizio del procedimento:
a) ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti;
b) ai soggetti il cui intervento nel procedimento sia previsto da legge o regolamento;
c) ai soggetti individuati o facilmente individuabili nel corso dell’istruttoria, diversi dai diretti destinatari, ai quali si ritiene che il provvedimento finale possa recare un pregiudizio.
2. Qualora sussistano particolari esigenze di celerità o la comunicazione personale non sia possibile o risulti gravosa, l’Amministrazione comunale provvede a comunicare l’inizio dell’attività procedimentale a mezzo di pubblicazione all’albo pretorio o con le forme di pubblicità più efficaci in relazione al caso.
3. Resta salva, comunque, la facoltà dell’Amministrazione comunale di adottare gli opportuni provvedimenti cautelativi anche prima dell’effettuazione delle comunicazioni.

Art. 34 – Comunicazione dell’inizio del procedimento

1. Nella comunicazione di cui al precedente articolo sono indicati:
a) l’oggetto del procedimento;
b) l’unità operativa competente e il nominativo del responsabile del procedimento;
c) la sede dell’unità operativa presso la quale si può prendere visione degli atti, l’orario di accesso, il numero di telefono e quello eventuale di telefax;
d) il termine per la presentazione di osservazioni e per la richiesta di apertura di un eventuale contraddittorio;
e) la data di inizio del procedimento ed il termine previsto per la sua conclusione.
2. Nella comunicazione può essere altresì indicato se il contenuto o taluni aspetti del provvedimento possono essere concordabili fra le parti.
3. L’omissione di talune delle indicazioni prescritte può essere fatta valere solo dal soggetto nel cui interesse la comunicazione è prevista.

Art. 35 – Facoltà di intervento nel procedimento

1. Qualunque soggetto portatore di interessi pubblici o interessi privati e le associazioni e i comitati che rappresentano soggetti portatori di interessi diffusi, cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento, hanno facoltà di intervenire nel singolo procedimento mediante semplice comunicazione, motivata in ordine al pregiudizio temuto, da presentarsi, con eventuali memorie e documenti, entro il termine di cui al successivo articolo.

Art. 36 – Criteri e modalità di intervento

1. Ai sensi dell’art. 10, lettera a), della legge 241/1990, i soggetti interessati di cui all’art. 33 possono prendere visione degli atti del procedimento e richiedere copia degli stessi.
2. Ai sensi dell’art. 10, lettera b), della predetta legge 241/1990, coloro che hanno titolo a prendere parte al procedimento possono presentare memorie e documenti entro un termine pari a due terzi di quello fissato per la durata della fase istruttoria del procedimento, sempre che il procedimento stesso non sia già concluso. La presentazione di memorie e documenti presentati oltre il detto termine non può comunque determinare lo spostamento del termine finale.

Art. 37 – Assistenza del Difensore civico

1. Il Difensore civico, secondo le modalità ed i criteri stabiliti dallo Statuto comunale e/o dall’apposito regolamento, può intervenire, su istanza dei soggetti, delle associazioni o dei comitati, direttamente o indirettamente interessati, nel procedimento, al fine di rafforzare le garanzie d’imparzialità e di celerità dell’azione.
2. Il Difensore civico può intervenire anche di propria iniziativa per prevenire e rimuovere situazioni di abuso, disfunzione e ritardo dell’Amministrazione comunale nei confronti del cittadini.

CAPO VI – ISTRUTTORIA DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO

Art. 38 – Acquisizione di pareri da organi del Comune

1. I pareri necessari per l’istruttoria del procedimento devono essere espressi dalle unità operative competenti entro dieci giorni e dalle commissioni comunali entro trenta giorni dalla richiesta avanzata dal responsabile del procedimento. Tali termini sono dimezzati nei casi di urgenza da comprovare contestualmente alla richiesta del parere.
2. Decorso il termine senza che i soggetti richiesti abbiano comunicato il parere o abbiano rappresentato esigenze istruttorie che ne giustifichino la proroga per un tempo precisato e non superiore a quello stabilito dal comma 1, il parere si intende rilasciato favorevolmente e il responsabile del procedimento procede nell’istruttoria indipendentemente dall’acquisizione del parere.

Art. 39 – Pareri obbligatori di organi ed enti esterni

1. In tutti i casi nei quali la legge prescrive che per l’emanazione di un provvedimento di competenza degli organi comunali è necessario il parere, il nullaosta, l’autorizzazione, l’approvazione, l’assenso, la valutazione tecnica od altra determinazione, comunque denominata, di altre pubbliche Amministrazioni, che può essere richiesta ed ottenuta direttamente dall’interessato, tale acquisizione deve avvenire prima della presentazione della domanda che attiva il procedimento presso il Comune e gli atti rilasciati, vistati od approvati dalle Amministrazioni adite, devono essere allegati all’istanza, fermo restando quanto previsto dall’art. 29, comma 3, del presente regolamento.
2. Negli altri casi nei quali sia prescritto da legge o regolamento che gli organi del Comune, nel corso del procedimento, devono obbligatoriamente e direttamente sentire il parere di un organo consultivo di altra Amministrazione pubblica, lo stesso dev’essere richiesto dal responsabile del procedimento nel più breve tempo e con tutti gli elementi e documentazioni necessarie, prodotte in copia dallo stesso autenticata. La richiesta è inviata dal Comune a mezzo lettera con avviso di ricevimento. Dalla data risultante dal predetto avviso decorre il termine entro il quale l’Amministrazione adita deve emettere il proprio parere. Il termine è prefissato da disposizioni di legge o di regolamento; in mancanza, il parere è espresso e fatto pervenire al Comune entro quarantacinque giorni dal ricevimento della richiesta. Quando il parere è favorevole, senza osservazioni, il dispositivo è comunicato telegraficamente o con mezzi telematici, in conformità a quanto previsto dall’art. 16, comma 5, della legge 241/1990.
3. Decorso il termine senza che l’Amministrazione adita abbia comunicato il parere o abbia rappresentato esigenze istruttorie che ne giustifichino la proroga per un tempo precisato e non superiore a quello stabilito dal successivo comma, è in facoltà dell’Amministrazione comunale, e per essa del responsabile del procedimento, di procedere nell’istruttoria indipendentemente dall’acquisizione del parere.
4. Nel caso in cui l’Amministrazione adita abbia rappresentato esigenze istruttorie oppure l’impossibilità, dovuta alla natura dell’affare, di rispettare il termine generale di cui al secondo comma, deve precisare l’ulteriore tempo necessario, non superiore a quindici giorni, che ricominciano a decorrere, per una sola volta, dalla precedente scadenza o, nel caso che siano state richieste notizie o documenti integrativi, dalla data in cui gli stessi sono fatti pervenire all’Amministrazione adita.
5. Il responsabile del procedimento comunica agli interessati la necessità di attendere il parere per l’ulteriore periodo di tempo, che non viene computato ai fini del termine finale del procedimento, ma che non può essere comunque superiore a quindici giorni.
6. Le disposizioni di cui al comma 3 non si applicano nel caso di pareri che debbano essere rilasciati da Amministrazioni preposte alla tutela ambientale, monumentale, paesaggistico-territoriale e della salute dei cittadini e che non possono, per espresso divieto stabilito dalla legge, essere preventivamente acquisiti dagli interessati presso le predette Amministrazioni, secondo quanto previsto dal primo comma. Quando, trascorsi 45 giorni dalla richiesta, le Amministrazioni adite non si siano espresse, il responsabile del procedimento richiede alle stesse di precisare il termine entro il quale provvederanno e lo comunica agli interessati, precisando agli stessi i conseguenti effetti di cui al precedente comma.
7. Nel caso in cui le Amministrazioni adite non rispondano alla richiesta di cui al precedente comma o differiscano l’emissione del parere di loro competenza senza motivazione e comunque oltre i limiti fissati dal loro ordinamento o, in mancanza, dalla legge, il Sindaco, su proposta del responsabile del procedimento, segnala l’accaduto all’Amministrazione centrale dalla quale dipende quella periferica inadempiente, richiedendone l’intervento per superare il ritardo verificatosi. Della segnalazione viene inviata copia al soggetti interessati.

Art. 40 – Valutazioni tecniche

1. Ove, per disposizione espressa di legge o regolamento, l’adozione di un provvedimento debba essere preceduta dall’acquisizione diretta di valutazioni tecniche di organi di altre Amministrazioni od enti appositi, la relativa richiesta viene inoltrata dal responsabile del procedimento nella fase iniziale dell’istruttoria. Nel caso che i soggetti aditi non provvedano ai sensi e nei termini di cui all’art. 17, commi 1 e 3, della legge 241/1990, il responsabile del procedimento richiede le suddette valutazioni ad organi tecnici del Comune o, se non esistono presso lo stesso le necessarie competenze, promuove i provvedimenti per la richiesta ad altro ente idoneo, con le modalità sopra stabilite, e comunica agli interessati l’intervenuta richiesta ed il tempo previsto per la risposta, che non viene computato nel termine stabilito per l’emissione del provvedimento. Se per effetto della richiesta da avanzare a soggetto diverso da quello tenuto per legge ed estraneo all’ente il Comune debba sostenere una spesa, il responsabile del procedimento promuove i provvedimenti per l’impegno a carico del bilancio.
2. Quando le valutazioni debbono essere prodotte da Amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale e della salute dei cittadini non è consentita la richiesta delle stesse a soggetto diverso. Si applicano, in questi casi, le norme previste dal precedente articolo.
3. L’acquisizione in via facoltativa di pareri e valutazioni tecniche di organi di altre Amministrazioni non comporta modifica del termine finale del procedimento.

CAPO VII – CONCLUSIONE DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO

Art. 41 – Accordi con gli interessati – Condizioni e modalità

1. Le osservazioni e le proposte presentate secondo quanto previsto dall’articolo, quando non sono di pregiudizio ai diritti di terzi ed in ogni caso al perseguimento del pubblico interesse, possono essere accolte e costituire oggetto di accordi con gli interessati.
2. Gli accordi possono determinare, integralmente o parzialmente, soltanto l’eventuale contenuto discrezionale del provvedimento.
3. Accordi integralmente sostitutivi del provvedimento finale possono essere consentiti solo nei casi espressamente previsti da disposizioni di legge.
4. Gli accordi devono essere stipulati, a pena di nullità, mediante atto scritto, salvo che la legge disponga altrimenti. Ad essi si applicano, ove non sia diversamente previsto, i principi del Codice civile in materia di obbligazioni e contratti, in quanto compatibili.
5. Per l’Amministrazione comunale le ipotesi di accordo sono sottoscritte dal dirigente di Settore e assumono definitivo impegno ed efficacia dopo l’approvazione da parte dell’organo competente.
6. Per sopravvenuti motivi di pubblico interesse l’Amministrazione comunale ha facoltà di recedere unilateralmente dagli accordi, salvo l’obbligo di provvedere alla liquidazione di un indennizzo in relazione agli eventuali pregiudizi verificatisi in danno della controparte interessata.
7. Le controversie in materia di formazione, conclusione ed esecuzione degli accordi di cui al presente articolo sono riservate alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.

Art. 42 – Adozione del provvedimento conclusivo – Motivazione

1. Ogni procedimento amministrativo deve concludersi mediante l’adozione di un provvedimento espresso, adottato dal competente soggetto dell’Amministrazione comunale.
2. Ogni provvedimento amministrativo deve essere motivato, compresi quelli concernenti l’organizzazione amministrativa, lo svolgimento dei concorsi pubblici ed il personale. La motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione in relazione alle risultanze dell’istruttoria.
3. La motivazione non è richiesta per gli atti normativi e per quelli a contenuto generale.

Art. 43 – Termine complessivo e finale del procedimento

1. Il termine per la conclusione del procedimento si riferisce alla data di adozione del provvedimento.
2. Nel caso di procedimenti complessi che si articolano in più fasi autonome da affidarsi a distinti responsabili, i termini sono stabiliti con riferimento a ciascuna fase. Per ciascuna fase del procedimento, individuata con deliberazione della Giunta, la responsabilità del soggetto preposto ha inizio con l’affidamento dell’istruttoria della stessa e termina con la predisposizione della comunicazione intermedia o del provvedimento finale.
3. Con deliberazione della Giunta comunale è stabilito per ciascun procedimento il termine complessivo finale entro il quale dovrà essere emanato il provvedimento e distintamente:
a) il tempo massimo per l’istruttoria da parte del responsabile del procedimento, salve le proroghe nei casi previsti dal presente regolamento;
b) il tempo massimo per l’emissione del provvedimento da parte del soggetto previsto da legge, statuto o regolamento. Quando l’emissione del provvedimento è di competenza di un organo collegiale, il tempo massimo dev’essere valutato tenendo conto delle modalità di funzionamento di tale organo.
4. La responsabilità relativa alla completezza ed esattezza degli adempimenti prescritti ed al rispetto del tempi stabiliti per l’istruttoria fa carico al responsabile del procedimento.
5. La responsabilità relativa al provvedimento conclusivo ed al rispetto dei termini per la sua adozione fa carico al soggetto o all’organo competente ad assumerlo.
6. Ove non sia diversamente disposto, per i procedimenti di modifica di provvedimenti già emanati si applicano gli stessi termini finali indicati per il procedimento principale.

Art. 44 – Comunicazione del provvedimento al destinatario

1. Al destinatario dev’essere comunicato, nei modi previsti dalla legge e dal presente regolamento, il provvedimento conclusivo del procedimento.
2. Se le motivazioni del provvedimento risultano da altro atto del Comune nello stesso richiamato, insieme alla comunicazione del provvedimento stesso dev’essere indicato e reso disponibile anche l’atto cui esso si richiama.
3. In ogni atto comunicato al destinatario devono essere indicati il termine e l’autorità a cui è possibile ricorrere.

TITOLO VII – DISPOSIZIONI FINALI

Art. 45 – Attività non soggette al presente regolamento

1. Le disposizioni relative alla partecipazione al procedimento amministrativo contenute nel presente regolamento non si applicano nei confronti dell’attività degli organi del Comune diretta all’emanazione di atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e programmazione, per i quali restano ferme le particolari norme che ne disciplinano la formazione.
2. Dette disposizioni non si applicano altresì ai procedimenti tributari per i quali restano parimenti ferme le particolari norme che li regolano.
3. La concessione di sovvenzioni e di altri benefici economici di cui all’art. 12 della legge 241/90 è disciplinata da apposito regolamento comunale di attuazione della predetta norma.

Art. 46 – Rinvio alla normativa vigente

1. Per quanto non espressamente previsto nel presente regolamento, si applicano le norme vigenti in materia.

Art. 47 – Applicazione, pubblicità ed entrata in vigore

1. Il presente regolamento, approvato in conformità a quanto previsto dallo statuto comunale, è pubblicato all’albo pretorio del Comune per quindici giorni e la pubblicazione è reiterata, per la stessa durata, a seguito dell’esame senza rilievi da parte dell’organo regionale di controllo. Scaduto il termine della seconda pubblicazione il regolamento entra in vigore.
2. Il presente regolamento dev’essere messo a disposizione del pubblico presso tutti gli uffici comunali.
3. La Giunta comunale promuove ogni altra forma di pubblicità idonea ad assicurare la conoscenza da parte dei cittadini dei contenuti del regolamento e dei diritti che lo stesso garantisce.

Art. 48 – Comunicazione alla Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi

1. Copia del presente regolamento, divenuto esecutivo, viene trasmessa dal Sindaco alla Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi di cui all’art. 27 della legge 241/1990, in conformità a quanto stabilito dall’art. 22 della medesima legge.

AVVERTENZA:

Con deliberazione n. 35 del 26.5.2010 il Consiglio comunale ha stabilito che i termini dei procedimenti di competenza degli uffici e servizi comunali (vedi sopra art. 23) sono quelli indicati nelle allegate schede e ha precisato che il presente regolamento è integrato, per le parti compatibili, con i principi e gli istituti contenuti nella legge 241/90 e successive modifiche e integrazioni per effetto delle leggi 15/2005, 80/2005 e 69/2008.

NOTE:

Settore / Servizio responsabile: Settore Affari istituzionali, contratti e appalti
Approvazione / Ultima modifica: Deliberazione di Consiglio comunale n. 35 del 26.5.2010


Data ultima modifica: 22/06/2010