ENTRATE TRIBUTARIE E PATRIMONIALI

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COMUNE DI TREVISO
– REGOLAMENTI –

ENTRATE TRIBUTARIE E PATRIMONIALI

Regolamento per le entrate tributarie e patrimoniali

TITOLO I – ACCERTAMENTO DELLE ENTRATE TRIBUTARIE

CAPO 1° – GESTIONE DELLE ENTRATE

Art. 1 – Forma di gestione

Art. 2 – Il funzionario responsabile del tributo

CAPO 2° – DENUNCE E CONTROLLI

Art. 3 – Dichiarazione tributaria

Art. 4 – Attività di controllo

Art. 4 bis – Poteri ispettivi

Art. 5 – Interrelazioni tra servizi ed uffici comunali

Art. 6 – Rapporti con il contribuente

Art. 7 – Diritto di interpello (abrogato)

CAPO 3° – PROCEDIMENTO DI ACCERTAMENTO

Art. 8 – Avviso di accertamento

Art. 9 – Ripetibilità delle spese di notifica

Art. 9 bis – Interessi per la riscossione ed i rimborsi dei tributi comunali

CAPO 4° – STRUMENTI DEFLATTIVI

Art. 10 – L’autotutela

Art. 11 – Accertamento con adesione.

TITOLO II – RISCOSSIONE E VERSAMENTI.

Art. 12 – Sospensione e dilazione del versamento

Art. 13 – Limiti di esenzione per versamenti e rimborsi

Art. 14 – Versamenti dei tributi: modalità integrative

Art. 14 bis – Canali di riscossione

Art. 14 ter – Compensazione.

TITOLO III – ACCERTAMENTO CON ADESIONE

Art. 15 – Accertamento con adesione

TITOLO IV – NORME FINALI E TRANSITORIE

Art. 16 – Norme finali

Art. 17 – Disposizioni transitorie

Art. 18 – Norma di rinvio

NOTE

 

 

 

 

 

TITOLO I – ACCERTAMENTO DELLE ENTRATE TRIBUTARIE

CAPO 1° – GESTIONE DELLE ENTRATE

Art. 1 – Forma di gestione

  1. Con deliberazione del Consiglio comunale è stabilita la forma di gestione del tributo in conformità a quanto disposto dall’articolo 52, comma 5, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.
  2. Non necessita alcuna deliberazione qualora il comune intenda gestire il tributo direttamente.
  3. E’ consentito affidare, mediante convenzione, a soggetti, privati o pubblici, anche diversi da quelli indicati nell’articolo 52, comma 5 lettera b), del decreto legislativo n. 446 del 1997 ovvero non iscritti nell’albo sostituito dall’art.53 del citato decreto legislativo, l’attività istruttoria, di ricerca e di rilevazione. Deve comunque darsi atto della capacità tecnica, finanziaria e morale dell’assegnatario, e la convenzione o capitolato deve indicare i criteri e le modalità di come dovrà essere effettuata l’attività suddetta, nonché i requisiti di capacità ed affidabilità del personale che il contraente intende impiegare.

Art. 2 – Il funzionario responsabile del tributo

  1. Il funzionario responsabile del tributo, individuato ai sensi degli artt. 11 del D. Lgs. 507/93 e 11, comma 4, del D. Lgs. 504/92, provvede alle misure organizzative e gestionali utili all’acquisizione delle entrate, comprese le attività di controllo, verifica, accertamento, liquidazione e riscossione del tributo e sanzionatoria, oltre all’attività di rimborso degli indebiti e di autotutela.
  2. In particolare, il funzionario responsabile del tributo:
    a) cura tutte le operazioni utili all’acquisizione dell’entrata tributaria, comprese le attività di controllo, verifica, accertamento e riscossione e di applicazione delle sanzioni;
    b) sottoscrive le richieste, gli avvisi anche di accertamento, i provvedimenti e ogni altro atto gestionale che impegna il Comune verso l’esterno;
    c) appone il visto di esecutività sui ruoli di riscossione anche coattiva;
    d) dispone i rimborsi;
    e) cura il contenzioso;
    f) all’occorrenza, esercita il potere di autotutela, così come disciplinato dall’art. 10, e provvede a compiere gli atti riguardanti l’accertamento con adesione di cui all’art. 11;
    g) in caso di gestione del tributo affidata a terzi, verifica e controlla periodicamente l’attività svolta dall’affidatario, con particolare riguardo al rispetto dei tempi e delle modalità stabiliti nel capitolato d’appalto;
    h) compie ogni altra attività comunque disposta dalla legge e dai regolamenti relativamente alla gestione del tributo.
  3. Con proprio provvedimento il funzionario responsabile individuato ai sensi dell’art.11, comma 3, del D.Lgs. 546/92, anche di volta in volta, individua il soggetto che lo sostituisce in caso di sua assenza o impedimento;
  4. Il Funzionario responsabile, qualora lo ritenga opportuno, richiede autorizzazione alla Giunta a non costituirsi in giudizio ed agisce in conformità alla determinazione dell’organo collegiale. Il funzionario responsabile, altresì, provvede alla transazione e alla conciliazione giudiziale, senza limite di importo, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.
  5. Qualora venga deliberato di affidare ai soggetti terzi la gestione del tributo i suddetti soggetti debbono intendersi responsabili dell’attività organizzativa e gestionale dei singoli servizi e delle attività connesse secondo quanto precisato nella convenzione di affidamento o di concessione.

CAPO 2° – DENUNCE E CONTROLLI

Art. 3 – Dichiarazione tributaria

  1. Il soggetto passivo del tributo o chi ne ha la rappresentanza legale o negoziale, se non diversamente disposto, deve presentare la dichiarazione relativa al tributo medesimo entro i termini e nelle modalità stabiliti dalla legge o dal regolamento.
  2. La dichiarazione, anche se non redatta sul modello prescritto, è considerata valida e non costituisce violazione sanzionabile qualora contenga tutti i dati e gli elementi indispensabili per la individuazione del soggetto dichiarante e per determinare l’oggetto imponibile, la decorrenza dell’obbligazione tributaria e l’ammontare del tributo dichiarato.
  3. In caso di presentazione di dichiarazione priva della sottoscrizione, il funzionario responsabile, previo contestuale avviso di contestazione della violazione formale, invita il soggetto interessato a provvedere alla sottoscrizione entro 30 giorni dal ricevimento dell’invito., Il mancato adempimento nel termine predetto rende inesistente la dichiarazione a tutti gli effetti, anche sanzionatori.
  4. Il potere di regolarizzare con la sottoscrizione la dichiarazione di soggetto diverso dalla persona fisica spetta al rappresentante legale o negoziale o, in mancanza, a chi ne ha l’amministrazione anche di fatto, in carica al momento della regolarizzazione.
  5. La dichiarazione può essere integrata per correggere errori ed omissioni mediante successiva dichiarazione, da presentare tuttavia entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa al successivo periodo d’imposta, e purché non sia già iniziata attività di accertamento istruttorio della quale il contribuente sia venuto a conoscenza, ovvero non sia già stata constatata la violazione.

Art. 4 – Attività di controllo

  1. Spetta alla Giunta comunale dettare gli indirizzi per le azioni di controllo annuale relativamente ai singoli tributi.
  2. In ogni caso, il programma annuale dell’attività di controllo deve tenere conto delle scadenze di legge, nonché della capacità operativa dell’ufficio tributario, in relazione alla potenzialità della struttura organizzativa.
  3. Qualora, nel corso dell’espletamento dell’attività di controllo, il funzionario responsabile riscontri inadempimenti o errori ancora rimediabili in base alla disciplina di legge, prima di emettere provvedimento accertativo o sanzionatorio, invita il contribuente a fornire chiarimenti e per informarlo degli istituti correttivi ed agevolativi che egli potrà utilizzare.
  4. Ai fini del potenziamento dell’ufficio tributario del Comune e per incentivarne l’attività, è demandata alla Giunta la facoltà di attribuire una percentuale delle riscossioni tributarie complessivamente effettuate nella misura massima del 1% della quale:
    a) il 40% dovrà essere impiegato per finanziare progetti finalizzati approvati dalla Giunta Comunale, per l’aggiornamento del personale del Servizio, compreso il Dirigente, garantendo l’adeguamento dei programmi formativi per un generale e specifico sviluppo culturale e professionale del personale addetto. Eventuali quote non spese di tale fondo andranno ad incrementare gli stanziamenti di cui al seguente punto b);
    b) il 60% formerà oggetto di compensi speciali al personale addetto all’ufficio medesimo, rapportati ai risultati raggiunti con l’azione di gestione e di controllo, e le cui modalità di distribuzione saranno definite coi competenti uffici e sentite le organizzazioni sindacali.

Art. 4 bis – Poteri ispettivi

  1. Ai fini dello svolgimento dell’attività di verifica e controllo di cui all’articolo precedente il Comune si avvale di tutti i poteri, anche ispettivi, previsti dalle norme di legge vigenti per le singole entrate.
  2. Il Comune, con provvedimento adottato dal dirigente dell’ufficio competente, può conferire i poteri di accertamento, di contestazione immediata, nonché di redazione e di sottoscrizione del processo verbale di accertamento per le violazioni relative alle proprie entrate e per quelle che si verificano sul proprio territorio, a dipendenti dell’ente locale o dei soggetti affidatari, anche in maniera disgiunta, delle attività di liquidazione, accertamento e riscossione dei tributi e di riscossione delle altre entrate, ai sensi dell’art. 52, comma 5, lett. b), del D. Lgs. 446/97 e s.m.i.. Si applicano le disposizioni dell’art. 68, comma 1, della L. 488/99 relative all’efficacia del verbale di accertamento.
  3. I poteri di cui al comma precedente non includono, comunque, la contestazione delle violazioni delle disposizioni del D. Lgs. 285/92 e s.m.i..
  4. Le funzioni di cui al comma 2 sono conferite ai dipendenti del Comune e dei soggetti affidatari che siano in possesso almeno di titolo di studio di scuola media superiore di secondo grado, previa frequenza di un apposito corso di preparazione e qualificazione, organizzato a cura del Comune stesso, ed il superamento di un esame di idoneità.
  5. I soggetti prescelti non devono avere precedenti e pendenze penali in corso né essere sottoposti a misure di prevenzione disposte dall’autorità giudiziaria, ai sensi della L. 1423/56 e s.m.i. o della L. 575/65 e s.m.i., salvi gli effetti della riabilitazione.
  6. Per la notifica degli atti di accertamento dei tributi di propria competenza e di quelli afferenti le procedure esecutive di cui al testo unico delle disposizioni di legge relative alla riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato di cui al R.D. 639/10 e s.m.i. nonché degli atti di invito al pagamento delle entrate extratributarie, ferme restando le disposizioni vigenti, il dirigente dell’ufficio competente, con provvedimento formale, può nominare uno o più messi notificatori.
  7. I messi notificatori possono essere nominati tra i dipendenti dell’amministrazione comunale, tra i dipendenti dei soggetti ai quali l’ente locale ha affidato, anche disgiuntamente, la liquidazione, l’accertamento e la riscossione dei tributi e delle altre entrate ai sensi dell’articolo 52, comma 5, lettera b), del D. Lgs. 446/97 e s.m.i., nonché tra soggetti che, per qualifica professionale, esperienza, capacita’ ed affidabilità, forniscono idonea garanzia del corretto svolgimento delle funzioni assegnate, previa, in ogni caso, la partecipazione ad apposito corso di formazione e qualificazione, organizzato a cura dell’Amministrazione, ed il superamento di un esame di idoneità.
  8. Il messo notificatore esercita le sue funzioni nel territorio del Comune, sulla base della direzione e del coordinamento diretto dell’ente ovvero degli affidatari del servizio di liquidazione, accertamento e riscossione dei tributi e delle altre entrate ai sensi dell’art. 52, comma 5, lettera b), del D. Lgs. 446/97 e s.m.i.. Il messo notificatore non può farsi sostituire né rappresentare da altri soggetti.

Art. 5 – Interrelazioni tra servizi ed uffici comunali

  1. I responsabili degli uffici e servizi comunali sono tenuti a fornire, nel rispetto dei tempi e dei modi prestabiliti, copie di atti, informazioni e dati richiesti dal Servizio Tributario e Tariffario nell’esercizio della propria attività di verifica e di controllo tributario. L’ufficio interessato è tenuto a comunicare quanto richiesto in forma scritta e nel termine indicato dall’ufficio richiedente per la conclusione del procedimento tributario.
  2. Dell’eventuale persistente mancato adempimento (più di due volte nel corso dell’anno) il funzionario responsabile informa il dirigente di settore e il direttore generale, i quali adottano i necessari provvedimenti amministrativi e, all’occorrenza, disciplinari.
  3. In particolare, gli uffici incaricati del procedimento di rilascio di concessioni, autorizzazioni, nulla osta o, comunque, di ogni atto che possa avere rilevanza ai fini tributari, sono tenuti a darne comunicazione tempestiva e sistematica al Servizio Tributario mediante trasmissione preferenziale via fax.

Art. 6 – Rapporti con il contribuente

  1. Nell’esercizio dell’attività tributaria, il Comune tende ad instaurare rapporti di collaborazione con il contribuente, al fine di facilitarlo negli adempimenti di legge.
  2. L’ufficio comunale, se richiesto, presta collaborazione al contribuente nella compilazione delle dichiarazioni, ferma ogni responsabilità del contribuente in ordine all’esattezza dei dati a base delle dichiarazioni.
  3. Se non diversamente disposto, non può essere richiesta al contribuente la presentazione di documentazione già in possesso degli uffici del Comune.

Art. 7 – Diritto di interpello (abrogato)

Articolo abrogato dal Regolamento sul Diritto di Interpello approvato dalla deliberazione consiliare n. 30 in data 29.6.2016.

CAPO 3° – PROCEDIMENTO DI ACCERTAMENTO

Art. 8 – Avviso di accertamento

  1. Mediante motivato avviso di accertamento, il Comune, con atti a firma del funzionario responsabile del tributo:
    a) provvede a correggere gli errori materiali e di calcolo incidenti sulla determinazione del tributo, commessi dal contribuente in sede di dichiarazione o di versamento;
    b) procede alla rettifica della dichiarazione nel caso di infedeltà, incompletezza o inesattezza;
    c) provvede all’accertamento d’ufficio nel caso di omessa presentazione della dichiarazione;
    d) recupera l’omesso o parziale versamento del tributo;
    e) applica le sanzioni collegate al tributo in accertamento.
  2. Salvo deroghe previste da leggi specifiche, l’avviso di accertamento deve essere notificato al contribuente, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello cui si riferisce il tributo.
  3. Qualora la compilazione dell’avviso di accertamento o di altri atti da comunicare al contribuente sia effettuata mediante strumenti informatici o automatizzati, la firma autografa o la sottoscrizione comunque prevista è sostituita dal nominativo del funzionario responsabile stampato sull’atto medesimo. Ciò integra e sostituisce, ad ogni effetto di legge, anche l’apposizione di sigilli, timbri e simili comunque previsti.

Art. 9 – Ripetibilità delle spese di notifica

  1. Le spese di notifica degli atti di accertamento, anche in rettifica, contestazione ed irrogazione di sanzioni sono ripetibili nei limiti fissati dalla legge per la notificazione degli atti dell’Amministrazione finanziaria dello Stato e precisamente:
    – € 5,16 per le notifiche effettuate mediante messi comunali (D.M. 3.10.2006);
    – € 3,10 per le notifiche effettuate mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento (D.M. 8.1.2001).
  2. Le spese di cui sopra sono recuperate unitamente al tributo o maggior tributo dovuto, alle sanzioni amministrative ed agli interessi.
  3. Gli atti di imposizione devono espressamente indicare le spese di notifica in conformità ai dettami del presente articolo.
  4. Eventuali e successive modifiche in materia di ripetibilità delle spese di notifica, con particolare riferimento al loro ammontare, dovranno intendersi automaticamente recepite dal presente regolamento.

Art. 9 bis – Interessi per la riscossione ed i rimborsi dei tributi comunali

  1. Con decorrenza 1.1.2008, sulle somme dovute a seguito di inadempimento ovvero di dilazione di pagamento si applicano gli interessi al tasso legale come determinato con decreto del 12.12.2007 dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
  2. Gli stessi interessi si applicano in caso di rimborso degli importi versati e non dovuti.
  3. Gli interessi sono calcolati con maturazione giorno per giorno.

CAPO 4° – STRUMENTI DEFLATTIVI

Art. 10 – L’autotutela

  1. Il funzionario responsabile nel rispetto dei limiti e delle modalità indicati nei commi seguenti, anche senza istanza di parte, può procedere:
    a) all’annullamento, totale o parziale, dei propri atti, riconosciuti illegittimi o errati;
    b) alla revoca d’ufficio di provvedimenti che, per ragioni di opportunità o di convenienza, richiedano un nuovo apprezzamento delle condizioni di fatto o di diritto, che danno luogo alla emanazione del provvedimento medesimo.
  2. In caso di ingiustificata inerzia, il potere di annullamento o di revoca spetta al responsabile della struttura della quale fa parte l’ufficio tributario.
  3. Per quanto riguarda l’I.C.I.A.P., il potere suddetto spetta al responsabile dell’ufficio che gestisce l’imposta medesima.
  4. Il provvedimento di annullamento o di revoca deve essere adeguatamente motivato per iscritto e va comunicato al destinatario dell’atto.
  5. In pendenza di giudizio, l’annullamento del provvedimento è possibile previo esame della giurisprudenza formatasi in materia e del grado di probabilità di soccombenza del Comune, ponendo a raffronto la pretesa tributaria in contestazione con l’ammontare delle spese di giudizio da rimborsare in caso di condanna. Qualora da tale esame emerga la inopportunità di coltivare la lite, il funzionario responsabile, dimostrata la sussistenza dell’interesse del Comune ad attivarsi mediante l’autotutela, può annullare, in tutto o nella sola parte contestata, il provvedimento, dandone comunicazione al contribuente per la eventuale desistenza dal contenzioso, nonché all’organo giurisdizionale davanti al quale pende la controversia.
  6. In ogni caso ed anche qualora il provvedimento sia divenuto definitivo, il funzionario responsabile può procedere all’annullamento in presenza di palesi illegittimità dell’atto, quali, tra le altre:
    a) errore di persona o di soggetto passivo;
    b) evidente errore logico;
    c) errore sul presupposto del tributo;
    d) doppia imposizione soggettiva per lo stesso oggetto impositivo;
    e)prova di pagamenti regolarmente eseguiti;
    f) mancanza di documentazione, successivamente sanata entro i termini di decadenza;
    g) errore di calcolo nella liquidazione del tributo;
    h) sussistenza dei requisiti, per la fruizione di deduzioni, detrazioni o regimi agevolativi, precedentemente negati.
  7. Non è consentito l’annullamento o la revoca d’ufficio per i motivi sui quali sia intervenuta sentenza, passata in giudicato, favorevole al Comune.

Art. 11 – Accertamento con adesione

  1. Al fine di instaurare un rapporto con il contribuente, improntato a principi di collaborazione e trasparenza e quale elemento deflattivo del contenzioso, è introdotto nell’ordinamento comunale l’istituto dell’accertamento con adesione, sulla base dei criteri stabiliti dal D. Lgs. 19.6.1997, n. 218, in quanto compatibili con il tributo e con le sanzioni applicate, e regolato dal seguente art.15.

TITOLO II – RISCOSSIONE E VERSAMENTI

Art. 12 – Sospensione e dilazione del versamento

  1. Con deliberazione della Giunta comunale, i termini ordinari di versamento delle entrate tributarie e patrimoniali possono essere sospesi o differiti per tutti o per determinate categorie di contribuenti, interessati da gravi calamità naturali o da particolari situazioni di disagio economico e individuale con criteri precisati nella deliberazione medesima.
  2. Il Sindaco, o suo delegato, può eccezionalmente consentire, su richiesta dell’interessato in comprovate difficoltà di ordine economico e qualora si tratti di entrate tributarie o patrimoniali arretrate, il pagamento delle medesime in rate mensili, di pari importo, fino ad un massimo di 30, come riportato nello schema sottostante, previa applicazione, a partire dalla seconda rata, degli interessi legali.
    a) Per debiti inferiori al 5% del reddito lordo familiare dell’anno precedente a quello nel corso del quale è notificata la richiesta di pagamento……………..5 rate;
    b) Per debiti compresi tra il 5% e il 10% del reddito lordo familiare dell’anno precedente a quello nel corso del quale è notificata la richiesta di pagamento………………………………………………………………………………………………..10 rate;
    c) Per debiti compresi tra il 10% e il 20% del reddito lordo familiare dell’anno precedente a quello nel corso del quale è notificata la richiesta di pagamento………………………………………………………………………………………………..20 rate;
    d) Per debiti superiori al 20% del reddito lordo familiare dell’anno precedente a quello nel corso del quale è notificata la richiesta di pagamento…………..30 rate;
    e)Numero massimo di rate concedibili qualora non venga dichiarato alcun reddito, a prescindere dall’importo da pagare…………………………………………..5 rate.
  3. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni di cui al comma 2, il contribuente, in allegato all’istanza di rateizzazione, dovrà presentare copia della documentazione attestante i redditi conseguiti da tutti i componenti del proprio nucleo familiare riferiti all’anno precedente a quello nel corso del quale è stata notificata la richiesta di pagamento.
  4. Nel caso di mancato pagamento, anche di una sola rata, il debitore decade dal beneficio e deve provvedere al pagamento del debito residuo entro 30 giorni dalla scadenza della rata non adempiuta.
  5. Per le somme di ammontare superiore a € 2.500,00, ai fini della concessione della rateizzazione il Sindaco, o suo delegato, valutate le condizioni oggettive e soggettive nonché l’entità della somma dovuta, può richiedere la prestazione di idonea garanzia fidejussoria bancaria o assicurativa pari all’importo da rateizzare.
  6. Le dilazioni di pagamento di cui al presente articolo possono essere concesse solo nel caso in cui non siano già iniziate le procedure esecutive a seguito della notifica del ruolo coattivo ovvero dell’ingiunzione di pagamento.

Art. 13 – Limiti di esenzione per versamenti e rimborsi

  1. In considerazione delle attività istruttorie e di accertamento, che l’ufficio comunale dovrebbe effettuare per pervenire alla riscossione del tributo nonché degli oneri di riscossione, il versamento del tributo o dell’entrata patrimoniale e delle relative sanzioni tributarie non è dovuto qualora l’ammontare non superi euro 12,00 come previsto all’art. 1, comma 168, della legge 296/2007.
  2. Il limite di esenzione di cui al comma 1 si intende riferito per ogni annualità d’imposta complessivamente al tributo o entrata patrimoniale comprensiva di sanzione.
  3. Il limite di cui al comma 1 si applica anche nell’attività di rimborso.
  4. Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti, l’ufficio comunale è esonerato dal compiere i relativi adempimenti e, pertanto, non procede alla notificazione di avvisi di accertamento o alla riscossione anche coattiva e non da’ seguito alle istanze di rimborso sia per le entrate ordinarie che per le entrate derivanti da attività di recupero dell’evasione.

Art. 14 – Versamenti dei tributi: modalità integrative

  1. La riscossione delle entrate tributarie può essere effettuata in forma diretta o mediante affidamento in concessione a soggetti terzi abilitati ai sensi delle vigenti disposizioni.
  2. L’affidamento in concessione a terzi può comprendere tutte od alcune delle fasi dell’attività di riscossione, quali:
    – la riscossione ordinaria, sia essa volontaria o a mezzo ruolo,
    – l’attività di liquidazione, di accertamento, di applicazione delle sanzioni,
    – di recupero crediti,
    – la riscossione coattiva,
    – il contenzioso.
  3. L’Agente della Riscossione eventualmente affidatario della riscossione provvede alla riscossione e anche alla rendicontazione nei modi previsti dalla legge e dagli accordi contenuti nella convenzione di affidamento dell’attività.

Art. 14 bis – Canali di riscossione

La riscossione diretta avviene, di norma, con le seguenti modalità:
1. Versamento diretto in tesoreria comunale;
2. Versamento nei conti correnti postali aperti per ciascuna entrata dal Comune di Treviso;
3. Mediante strumenti elettronici di istituti convenzionati con il Tesoriere comunale, pagamento con bancomat, pagamento con bonifico bancario e simili;
4. Mediante strumenti telematici di uso comune. Pagamento via internet con sistema home banking o altro sistema similare.
L’ordine di versamento dell’imposta e/o canone mediante strumenti telematici e/o elettronici effettuato dopo la scadenza fissata dai regolamenti e disposizioni per singolo tributo e canone concessorio è sottoposto a sanzione amministrativa nella misura indicata nella normativa di imposizione.
5. Il pagamento delle entrate tributarie e patrimoniali il cui termine cade di sabato o di giorno festivo è considerato tempestivo se effettuato il primo giorno lavorativo successivo.

Art. 14 ter – Compensazione

E’ ammessa la compensazione verticale nell’ambito di ciascuna entrata comunale, previa autorizzazione dell’ufficio competente, anche su istanza del contribuente.

TITOLO III – ACCERTAMENTO CON ADESIONE

Art. 15 – Accertamento con adesione

  1. Tutti i contribuenti, siano essi persone fisiche, società di persone e soggetti assimilati, società di capitali ed enti commerciali o non commerciali, possono definire la propria posizione tributaria. La definizione può riguardare qualsiasi aspetto dell’accertamento.
  2. L’accertamento definito con adesione non è soggetto ad impugnazione, non è integrabile o modificabile da parte dell’ufficio.
  3. A seguito della definizione, le sanzioni sia per le violazioni concernenti le entrate tributarie o patrimoniali oggetto dell’adesione commesse nel periodo d’imposta, sia per le violazioni concernenti il contenuto delle dichiarazioni relative allo stesso periodo, si applicano nella misura di 1/4 del minimo previsto dalla legge.
  4. Impulso d’Ufficio
    L’Ufficio a mezzo raccomandata A.R. oppure con notifica di cui all’art. 137 e seguenti del Codice di Procedura Civile, invia al contribuente un invito a comparire nel quale sono indicati:
    – i periodi d’imposta suscettibili di accertamento;
    – il giorno ed il luogo della comparizione per definire l’accertamento con adesione.
    Il contribuente potrà accettare l’invito, rifiutarlo oppure non rispondere senza che da tale condotta derivi alcuna sanzione.
  5. Impulso del Contribuente
    Nel caso in cui sia stato notificato avviso di accertamento, non preceduto dall’invito di cui al precedente comma, il contribuente, anteriormente all’impugnazione dell’atto innanzi la Commissione Tributaria Provinciale, può avviare il procedimento presentando apposita istanza in carta libera a mezzo Raccomandata A.R. o consegnata direttamente all’ufficio, che ne rilascia ricevuta, indicando il proprio recapito, anche telefonico.
    L’iniziativa del contribuente è esclusa quando l’ufficio abbia in precedenza invitato lo stesso a concordare con successivo esito negativo.
    La presentazione dell’istanza da parte del contribuente a seguito di notifica di avviso di accertamento o di rettifica non preceduta dall’invito a comparire, determina la sospensione per 90 giorni, a decorrere dalla data di presentazione, dei termini per l’impugnazione dell’atto impositivo.
    L’impugnazione dell’atto da parte del soggetto che abbia richiesto l’accertamento con adesione comporta la rinuncia all’istanza.
    Nel caso di istanza del contribuente a seguito di impositivi atti notificati, l’ufficio, a mezzo raccomandata A.R. e, possibilmente entro 30 giorni dal ricevimento della stessa, anche telefonicamente o telematicamente, invita il contribuente a presentarsi per una possibile adesione al proprio accertamento.
  6. Modalità delle definizione e forma del provvedimento
    La definizione dell’accertamento con adesione potrà avvenire in sede di contraddittorio tra il contribuente o un suo procuratore generale o speciale ed il capo dell’ufficio competente od un suo delegato. Dell’incontro verrà, se necessario, redatto verbale da cui dovranno risultare le motivazioni addotte e la documentazione prodotta dal contribuente.
    In caso di accordo tra le parti si procede alla stesura dell’atto di adesione, in duplice copia sottoscritto dal contribuente o un suo procuratore generale o speciale ed il capo dell’ufficio competente o un suo delegato.
    L’atto di adesione dovrà indicare, eventualmente richiamando il contenuto del verbale di cui sopra, separatamente per ciascun tributo, gli elementi e la motivazione su cui la definizione è fondata, nonché la liquidazione delle maggiori imposte  dovute per effetto della definizione, complete delle sanzioni applicate e degli eventuali interessi calcolati, anche in forma rateale.
    Il contribuente può farsi rappresentare da un procuratore munito di procura speciale nelle forme previste dall’art. 63 del D.P.R. 600/73 e s.m.i. ovvero, quando la procura è rilasciata ad un funzionario di un centro di assistenza fiscale, essa deve essere autenticata dal responsabile del predetto centro.
  7. Pagamento
    Il versamento delle somme dovute per effetto dell’accertamento con adesione è eseguito entro 20 giorni dalla redazione e sottoscrizione del relativo atto, mediante versamento a mezzo c/c postale intestato al Comune o direttamente presso la Tesoreria Comunale mediante delega ad una banca autorizzata o tramite l’agente della riscossione affidatario del servizio comunale.
  8. Le somme dovute possono essere versate anche ratealmente in un massimo di otto rate trimestrali di pari importo o in un massimo di 12 rate trimestrali se le somme dovute superano l’importo di € 51.646,00, come da prospetto sottoriportato:
    a) Per debiti inferiori al 5% del reddito lordo familiare dell’anno precedente a quello nel corso del quale è notificata la richiesta di pagamento………….….2 rate;
    b) Per debiti compresi tra il 5% e il 10% del reddito lordo familiare dell’anno precedente a quello nel corso del quale è notificata la richiesta di pagamento……………………………………………………………………………………………..…..4 rate;
    c) Per debiti compresi tra il 10% e il 20% del reddito lordo familiare dell’anno precedente a quello nel corso del quale è notificata la richiesta di pagamento………………………………………………………………………………………………..6 rate;
    d) Per debiti superiori al 20% del reddito lordo famigliare dell’anno precedente a quello nel corso del quale è notificata la richiesta di pagamento…….…..8 rate;
    e) Per debiti superiori a € 51.646,00……………………………………………….……..12 rate;
    f) Numero massimo di rate concedibili qualora non venga dichiarato alcun reddito, a prescindere dall’importo da pagare…………………………………………..2 rate.
  9. L’importo della prima rata è versato entro il termine di cui al precedente capoverso e sulle rate successive sono dovuti gli interessi al saggio legale, calcolati dal giorno successivo a quello di pagamento della prima rata e fino a quello di scadenza di ogni rata.
  10. In caso di rateazione il contribuente, per l’ammontare del debito residuo, è tenuto a prestare garanzia in titoli dello Stato o garantiti dallo Stato oppure mediante fidejussione rilasciata da azienda o istituto di credito ovvero mediante polizza assicurativa o fidejussoria, per tutto il periodo di durata della rateazione aumentato di un anno.
  11. Entro 10 giorni dal versamento dell’intero importo o di quello della prima rata il contribuente deve far pervenire all’ufficio la quietanza dell’avvenuto pagamento e la documentazione relativa alla prestazione della garanzia. L’ufficio, a fronte di questa, rilascerà copia dell’atto di accertamento con adesione.
  12. In caso di mancato pagamento, anche di una sola delle rate successive, se il garante non versa l’importo garantito entro 30 giorni dalla notificazione di apposito invito, contenente l’indicazione delle somme dovute e dei presupposti di fatto e di diritto della pretesa, il competente ufficio comunale provvede all’iscrizione a ruolo delle predette somme a carico del contribuente e dello stesso garante.
    Con decreto del Ministero delle Finanze possono essere stabilite ulteriori modalità per il versamento di cui al presente articolo.
  13. Perfezionamento
    La definizione della vertenza si perfeziona con il versamento di cui al comma 7, ovvero con il versamento della prima rata e con la prestazione della garanzia previsti dallo stesso comma.
  14. All’atto del perfezionamento della definizione, eventuali avvisi di accertamento o di rettifica perdono efficacia.

TITOLO IV – NORME FINALI E TRANSITORIE

Art. 16 – Norme finali

  1. Per quanto non previsto dal presente regolamento, si applicano le disposizioni di legge vigenti.
  2. E’ abrogata ogni altra norma regolamentare non compatibile con quelle del presente regolamento.

Art. 17 – Disposizioni transitorie

  1. Il presente regolamento entra in vigore il 1° gennaio 2008.
  2. Al fine di instaurare un rapporto con il contribuente, improntato a principi di collaborazione e trasparenza, è istituita ed operativa fino al 31.12.1999, una ulteriore forma di ravvedimento operoso rispetto a quelle previste dalle normative vigenti.
    In ipotesi di omissione di dichiarazione e versamenti relativi a tributi comunali e ad annualità pregresse, al contribuente è data facoltà di sanare la posizione producendo nei termini di cui sopra la dichiarazione di cui si è omessa la presentazione unitamente alla prova dell’avvenuto pagamento.
    In tale ipotesi la sanzione prevista verrà ridotta ad 1/6 del minimo edittale, ferma l’applicazione degli interessi moratori vigenti.
    Qualora l’omissione del versamento derivante dalla precedente omissione di dichiarazione riguardi più annualità distinte, il versamento delle somme a regolarizzazione dovrà essere effettuata distinta per anni di competenza.
    Condizione per l’ammissibilità del Contribuente a tale forma di agevolazione è che la violazione non sia già stata contestata e comunque non siano iniziate attività amministrative connesse all’attività accertativa da parte del competente Ufficio.
  3. A fronte di particolari esigenze oggettive e soggettive, la Giunta, nello spirito di maggior favore verso il Contribuente, con proprio provvedimento potrà differire il termine previsto per pagamento dei singoli tributi.

Art. 18 – Norma di rinvio

  1. Per tutto quanto non disposto dal presente Regolamento, si applicano le disposizioni generali previste dalle vigenti leggi e regolamenti applicabili al tributo e alle altre entrate tributarie.

NOTE:

Settore / Servizio responsabile: Servizio tributario e tariffario
Approvazione / Ultima modifica: Deliberazione di Consiglio comunale n. 30 del 29.6.2016
Contenuto ultima modifica: abrogazione articolo 7.


Data ultima modifica: 26/03/2019