Faq interventi edilizi

 

  1. Quali interventi sono qualificabili come manutenzione straordinaria?
    Sono qualificabili come manutenzione straordinaria:
  • – le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, come ad esempio modifiche alla copertura, sostituzione di infissi con modifica delle caratteristiche esistenti;
  • – le opere e le modifiche necessarie per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, come ad esempio la realizzazione o modifica di un impianto fognario, o di smaltimento delle acque meteoriche, elettrico o idraulico.
  • – interventi di frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere ad esempio di riorganizzazione della distribuzione interna dei locali o modifiche alla forometria) anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico.

Le tipologie di intervento sopra riportate non devono però prevedere modifiche alla volumetria complessiva degli edifici o modifiche delle destinazioni di uso.

  1. Tra gli interventi di manutenzione straordinaria, quali possono essere eseguiti previa comunicazione dell’inizio dei lavori da parte dell’interessato, corredata da asseverazione di un progettista abilitato (CILA)?
    Con comunicazione di inizio lavori corredata da asseverazione di un progettista abilitato possono essere eseguiti tutti gli interventi di manutenzione straordinaria riportati alla FAQ n. 1, a condizione che non incidano sulle parti strutturali e non prevedano modifiche alla volumetria e alle destinazioni d’uso dell’edificio.
    I lavori possono essere eseguiti a partire dal giorno stesso di presentazione della CILA in Comune.
  1. Cosa si intende per lavori “che incidono sulle parti strutturali” degli edifici?
    Per lavori “che incidono sulle parti strutturali” degli edifici si intendono, a titolo puramente esemplificativo, interventi che prevedano la rimozione della copertura, oppure di demolizione o modifica di muri portanti o solai interni.
  1. Ci sono dei limiti di tempo entro cui realizzare i lavori comunicati con CILA?
    La normativa non fornisce limiti di tempo entro cui realizzare i lavori comunicati con CILA, stabilisce però che il privato può, su sua iniziativa, presentare la dichiarazione di fine lavori una volta ultimato l’intervento.
  1. Gli interventi di manutenzione straordinaria realizzabili con CILA, sono onerosi?
    Gli interventi di manutenzione straordinaria realizzabili con CILA sono onerosi solo se comportano aumento di superficie.
  1. Cosa bisogna presentare per realizzare interventi di manutenzione straordinaria che incidano sulle parti strutturali degli edifici?
    E’ necessario presentare una Segnalazione Certificata di inizio attività (SCIA). Ancora una volta però gli interventi non devono prevedere modifiche alla volumetria e alle destinazioni d’uso dell’edificio. I lavori possono essere eseguiti a partire dal giorno stesso della presentazione della SCIA in Comune, che ha la possibilità di sospendere o vietare i lavori nel caso riscontri la violazione di norme entro 30 gg.
  1. Ci sono dei limiti di tempo entro cui realizzare i lavori segnalati con SCIA?
    La normativa stabilisce tre anni di tempo entro cui realizzare i lavori segnalati con SCIA. Stabilisce anche che una volta ultimato l’intervento il privato deve presentare la dichiarazione di fine lavori accompagnata da una dichiarazione di conformità dell’intervento realizzato a quello presentato e dall’accatastamento, a pena di essere sanzionato.
  1. Gli interventi di manutenzione straordinaria realizzabili con SCIA, sono onerosi?
    Gli interventi di manutenzione straordinaria realizzabili con SCIA sono onerosi solo se comportano la realizzazione di nuova superficie.
  1. La realizzazione di lavori edilizi comporta sempre la necessità di acquisire il certificato di agibilità?
    Non sempre. Bisogna acquisire il certificato di agibilità nel caso in cui siano stati eseguiti interventi di nuova costruzione, ricostruzione o sopraelevazione totale o parziale di edifici, interventi sugli edifici esistenti che possano influire sulle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico e degli impianti installati negli edifici.
  1. Cosa bisogna fare per cambiare la destinazione d’uso di un edificio o di una unità immobiliare?
    Per cambiare la destinazione d’uso di un edificio o di una unità immobiliare è necessario presentare una Denuncia inizio attività (DIA), però prima bisogna verificare che il cambio d’uso sia ammesso dalle norme comunali.
  1. Ci sono lavori che possono essere eseguiti senza presentare nulla in Comune?
    Si, si tratta dei lavori classificabili come di ordinaria manutenzione, ovvero le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti (come ad esempio riparazione di tubature, sostituzione di infissi senza modifica delle caratteristiche esistenti, interventi sulla copertura quali la sostituzione e riparazione di tegole).

 

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