Il sindaco e la giunta ricevono a Ca’ Sugana i rappresentanti della comunità islamica di Treviso.

 Manildo: “Oltre ai diritti anche i doveri: così è possibile andare verso una vera integrazione”.
Kounti: “”Piena condanna dei fatti orribili di Parigi”.

Il sindaco di Treviso Giovanni Manildo, il presidente del consiglio Franco Rosi e tutti i componenti della giunta comunale hanno incontrato questa mattina una delegazione della comunità islamica di Treviso guidata dal mediatore culturale Kounti Abderrahmane.
“L’incontro di questa mattina, richiesto da un referente della comunità islamica di Treviso, di poter incontrare i rappresentanti della giunta comunale parte dalla base condivisa di condanna e presa di distanza dai fatti orribili accaduti a Parigi – ha dichiarato il sindaco di Treviso Giovanni Manildo che ha invitato i rappresentanti a isolare e segnalare chi spinge o incita alla violenza – Certo un sistema di integrazione si può costituire se si parte dal presupposto che oltre ai diritti esistono anche dei doveri. Principio condiviso da Kounti e dalla delegazione che abbiamo ricevuto a Ca’ sugana. Favorire il processo di integrazione significa prima di tutto mantenere e preservare le identità –  chiarisce Manildo – Ed è a partire da questa idea che è possibile costruire delle iniziative. Mi piace poi la proposta lanciata dall’assessore Manfio che nel periodo del Ramadan i fedeli musulmani possano fare delle offerte e che queste offerte possano andare a favore delle comunità di Treviso. Giudico poi positivamente la partecipazione da parte di tanti trevigiani, confermata dalla stesso presidente Kountì,  al corso di arabo organizzato l’anno scorso. Al tempo stesso è necessario che chi arriva in Italia conosca bene la nostra lingua, anche questo è necessario perché possa avvenire un vero processo di integrazione”.   
“Abbiamo chiesto un incontro alle istituzioni Comune e  Provincia che rappresentano tutti i cittadini di Treviso per condannare i fatti orribili di Parigi – ha dichiarato Kounti Abderrahmane – che ha sottolineato come sia necessario lavorare con i giovani musulmani, in particolare di seconda generazione, per sottrarli ai pericoli della rete, dove secondo Kounti corrono il rischio di incontrare le persone sbagliate.” Per questo vogliamo dare vita a nucleo operativo fatto di mediatori culturali, esperti in cultura araba e uno psicologo dell’Ulss che sia rivolto a genitori e studenti della seconda generazione”. Infine Kounti ha proposto anche la creazione di un corso di convivenza civile rivolto ai musulmani, ma aperto a tutti, a cui prenderanno parte oltre a un rappresentante del mondo musulmano anche da un ebreo, un rappresentante del mondo cattolico e un laico.


Data ultima modifica: 11/03/2015