SI RACCOMANDA DI RECARSI PRESSO GLI UFFICI COMUNALI SOLO PER INDEROGABILI URGENZE
ORARIO DEGLI UFFICI COMUNALI

ISEE

(versione stampabile in formato pdf)

COMUNE DI TREVISO
– REGOLAMENTI –

ISEE

Regolamento comunale di applicazione dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate del Comune di Treviso

Art. 1 – Oggetto del Regolamento

Art. 2 – Procedure applicative

Art. 3 – Destinatari

Art. 4 – Ambiti di applicazione

Art. 5 – Accesso e compartecipazione

Art. 6 – ISEE corrente

Art. 7 – Dichiarazione Sostitutiva Unica

Art. 8 – Definizione di nucleo familiare

Art. 9 – Procedimenti di stato di abbandono e di estraneità

Art. 10 – Determinazione delle soglie e clausola di salvaguardia

Art. 11 – Controlli

Art. 12 – Disposizioni transitorie e finali

NOTE

 

Art. 1 – Oggetto del Regolamento

  1. La determinazione e l’applicazione dell’ISEE costituisce livello essenziale delle prestazioni, ai sensi dell’art. 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, fatte salve le competenze regionali e ferme restando le prerogative dei Comuni, che possono prevedere, accanto all’ISEE, criteri ulteriori di selezione volti ad identificare specifiche platee di beneficiari.
  2. Il Comune uniforma l’erogazione delle prestazioni sociali agevolate, ai fini del presente Regolamento, a criteri di equità, di uniformità e di pari opportunità nel rispetto delle disposizioni di Legge e di Regolamento.
  3. Il Comune adotta l’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) – ai sensi del D.P.C.M. 5.12.2013 n. 159 (di seguito DPCM ISEE) nonché del Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 7.11.2014 e tutte le eventuali modifiche e/o integrazioni di legge che dovessero entrare in vigore successivamente all’approvazione del suddetto regolamento – quale strumento di valutazione della situazione economica del nucleo familiare del richiedente la prestazione, in aderenza al disposto di cui all’art. 25 della Legge 8 novembre 2000 n. 328.
  4. Il presente regolamento disciplina i criteri e le modalità generali di accesso agli interventi, alle prestazioni comunali e si applica alle istruttorie per l’ammissione a prestazioni sociali agevolate.
  5. Il presente regolamento integra ogni altra disciplina, relativa ad agevolazioni economiche che prevedano la valutazione della situazione economica del richiedente. La decisione in merito alla concessione dell’agevolazione è di esclusiva competenza dell’Ente erogatore.
  6. Nei casi di prestazioni sociali agevolate per le quali è previsto l’accesso o la misura della compartecipazione al costo del servizio correlato all’ISEE, è fatto salvo il diritto del cittadino a non presentare la dichiarazione ISEE. In tale caso, non sarà concessa alcuna agevolazione e l’accesso sarà precluso per i servizi che prevedono una soglia di ammissione.

Art. 2 – Procedure applicative

  1. Le procedure applicative del presente Regolamento devono essere osservate dai Settori/Uffici che erogano le prestazioni.
  2. L’erogazione delle prestazioni è preceduta da apposita istruttoria curata dal competente Ufficio.
  3. La domanda del richiedente le prestazioni deve essere presentata utilizzando il modulo messo a disposizione dal Settore/Ufficio destinatario della istanza. Il modulo di istanza per l’accesso alle prestazioni viene reso sotto forma di dichiarazione sostitutiva ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, e deve contenere: a) tutte le comunicazioni di cui agli artt. 7 e 8 della Legge 7 agosto 1990 n. 241 e successive modifiche ed integrazioni relative all’avvio del procedimento; b) l’informativa sulla privacy ai sensi dell’art. 13 D.Lgs. 196/2003; c) l’avvertenza che l’ufficio incaricato dell’istruttoria è tenuto ad effettuare controlli sulla domanda e sugli eventuali documenti allegati ai sensi dell’art. 71 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 e dell’art. 11, co. 6 del DPCM ISEE.
  4. La decorrenza dei termini di conclusione del procedimento avviene da quando la domanda è validamente presentata.
  5. La dichiarazione ISEE deve comprendere i redditi e il patrimonio di tutti i componenti la famiglia anagrafica come definita dall’art. 4 del D.P.R. 223/1989, ovvero l’insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune. Nei casi previsti dal DPCM ISEE, il nucleo familiare ISEE può essere integrato da altri soggetti che non fanno parte della famiglia anagrafica ovvero può comprendere solo alcune persone che fanno parte della famiglia anagrafica.
  6. I coniugi con diversa residenza anagrafica fanno parte dello stesso nucleo familiare eccetto i casi previsti all’art. 3, co. 3 del DPCM ISEE.

Art. 3 – Destinatari

  1. I destinatari del presente regolamento sono i cittadini italiani residenti nel Comune, i cittadini di Stati appartenenti all’Unione Europea (UE) residenti nel Comune ed i cittadini di Stati diversi da quelli appartenenti alla UE, in regola con le disposizioni che disciplinano il soggiorno, e residenti nel Comune.
  2. Per le persone temporaneamente presenti, il Comune attiva interventi atti a fronteggiare le situazioni di bisogno emergenziale a favore delle persone medesime, comunicandolo al Comune di residenza, richiedendo a tale Ente l’assunzione del caso e gli oneri di assistenza corrispondenti e riservandosi di promuovere azione di rivalsa per il recupero dei costi sostenuti.

Art. 4 – Ambiti di applicazione

  1. Le disposizioni del presente regolamento si applicano alle prestazioni sociali dell’Ente non destinate alla generalità dei soggetti, ma limitate a coloro in possesso di particolari requisiti di natura economica, come pure alle prestazioni sociali dell’ente non limitate al possesso di tali requisiti, ma comunque collegate nella misura o nel costo a determinate situazioni economiche (= servizi a domanda individuale).
  2. Il presente regolamento si applica, a mero titolo esemplificativo e non esaustivo, ai seguenti interventi/prestazioni:
    • Erogazione di contributi economici ad integrazione del reddito familiare
    • Servizi domiciliari (es. servizio assistenza domiciliare, pasti, lavanderia, ecc.)
    • Servizi residenziali ( es. casa riposo, strutture per minori e adulti, ecc.)
    • Altri servizi di promozione alla persona (es. trasporto anziani, ecc.)
    • Asili Nido e/o Servizi integrativi e innovativi per i minori
    • Trasporto scolastico
    • Mensa scolastica
    • Contributi per acquisto libri di testo e borse di studio e altre agevolazioni a favore di alunni e studenti
    • Altro (es. centri estivi, centri di aggregazione, attività educative extracurricolari)
  3. L’Amministrazione Comunale può valutare il successivo ampliamento dell’ambito oggettivo di applicazione.

Art. 5 – Accesso e compartecipazione

  1. In tutti i casi in cui i richiedenti possono fruire di condizioni agevolate, in base alla condizione economica (compartecipazioni/contribuzioni inferiori a quelle massime, concessione di contributi a parziale o totale copertura delle rette, esenzione dalla contribuzione al costo degli interventi e dei servizi e priorità di accesso per i contributi economici), l’accesso alle condizioni agevolate deve essere valutato utilizzando l’Indicatore della situazione economica equivalente (di seguito ISEE).
  2. La Giunta Comunale definisce a cadenza biennale la misura della compartecipazione, ivi compresi i limiti di accesso alle prestazioni di cui all’art.4.
  3. I regolamenti comunali possono prevedere, in casi specifici e nel rispetto della normativa vigente, forme di accesso alle prestazioni sociali agevolate non vincolate prioritariamente alla valutazione dell’ISEE.
  4. I requisiti che devono essere posseduti dai richiedenti per l’accesso agli interventi ed alle prestazioni di cui all’art.4, nonché i percorsi di valutazione delle condizioni sociali ed eventualmente di quelle sanitarie, sono contenuti nei bandi e nelle disposizioni regolamentari di volta in volta definiti e relativi agli stessi servizi e prestazioni.
  5. Nel caso in cui la fruizione di una prestazione comporti un’agevolazione legata all’ISEE ed il cittadino fruitore non presenti la Dichiarazione Sostitutiva Unica, il Comune provvederà ad applicare la compartecipazione massima prevista per la fruizione medesima. In caso di scadenza della attestazione ISEE verrà applicata la compartecipazione massima dal primo giorno del mese successivo alla data della scadenza fissata.
  6. L’ISEE corrente, corredato dalla relativa Dichiarazione Sostitutiva Unica, può essere accettato dall’ufficio comunale competente entro il quindicesimo giorno di ciascun mese, ai fini della rideterminazione dell’agevolazione, con effetti della nuova agevolazione a partire dal primo giorno del mese successivo dalla presentazione dello stesso.

Art. 6 – ISEE corrente

  1. E’ facoltà dei destinatari di prestazioni sociali agevolate, qualora ricorrano le condizioni previste nell’art. 9 del D.P.C.M., presentare un ISEE corrente, in base al quale le agevolazioni sono rideterminate anche in corso d’anno. In ogni caso, l’ISEE corrente non può essere utilizzato per rideterminare agevolazioni già fruite.
  2. L’ISEE corrente consente di aggiornare i dati reddituali di una DSU già presentata in presenza di rilevanti variazioni al reddito, a seguito di eventi avversi, che hanno determinato una variazione nella situazione reddituale complessiva del nucleo.
  3. In questo caso, come previsto dalla normativa vigente, è data la possibilità di calcolare un ISEE corrente basato sul reddito degli ultimi dodici mesi (anche solo degli ultimi due mesi in caso di lavoratore dipendente a tempo indeterminato per cui sia intervenuta la perdita, sospensione o riduzione dell’attività lavorativa).
    L’ISEE corrente, nell’ambito di applicazione del presente regolamento, ha validità di quattro mesi dalla data di presentazione. Nell’applicazione dell’ISEE corrente non deve essere tenuta in considerazione la scadenza ordinaria del 15 gennaio di ogni anno.

Art. 7 – Dichiarazione Sostitutiva Unica

  1. La Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) è un documento che contiene le informazioni di carattere anagrafico, reddituale e patrimoniale necessarie a descrivere la situazione economica del nucleo familiare per la richiesta di prestazioni sociali agevolate. Le prestazioni sociali agevolate sono prestazioni o servizi sociali assistenziali la cui erogazione dipende dalla situazione economica del nucleo richiedente. Le informazioni contenute nella DSU sono in parte autodichiarate (a titolo esemplificativo, le informazioni anagrafiche, i dati sulle persone con disabilità) ed in parte acquisite direttamente dagli archivi amministrativi dell’agenzia delle Entrate (a titolo esemplificativo il reddito complessivo ai fini IRPEF) e dall’INPS (trattamenti assistenziali, previdenziali ed indennitari erogati dall’INPS).
  2. Per la parte autodichiarata un solo soggetto, definito Dichiarante, compila la DSU e si assume la responsabilità anche penale di quanto in essa dichiarato.
  3. La DSU serve a fornire le informazioni utili al calcolo dell’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente).
  4. L’ISEE è l’indicatore che valuta la situazione economica delle famiglie e tiene conto del reddito di tutti i componenti, del loro patrimonio e di una scala di equivalenza in base alla composizione del nucleo familiare e delle sue caratteristiche. L’ISEE inoltre tiene conto di particolari situazioni di bisogno prevedendo trattamenti di favore ad esempio per i nuclei con tre o più figli o per i nuclei con persone con disabilità e/o non autosufficienti.
  5. L’indicatore della situazione reddituale è determinato sulla base dei redditi, delle entrate e delle spese e franchigie di cui all’art.4 del D.P.C.M. 159/2013, riferite a ciascun componente ovvero al nucleo familiare.
  6. L’indicatore della situazione patrimoniale è determinato sommando, per ciascun componente del nucleo familiare, il valore del patrimonio immobiliare di cui all’art.5 commi 2 e 3, nonché del patrimonio mobiliare di cui al comma 4 del D.P.C.M. 159/2013.
  7. All’ammontare del reddito complessivo deve essere sottratto, fino a concorrenza, l’importo delle franchigie di cui all’art.4 commi 3 e 4 del D.P.C.M. 159/2013.
  8. A norma dell’art. 10, comma 2, del DPCM 159/2013 qualora il cittadino presenti una nuova dichiarazione sostitutiva unica al fine di rilevare i mutamenti delle condizioni economiche e familiari, gli effetti della nuovo ISEE generato decorreranno dal primo giorno del mese successivo dalla presentazione della nuova dichiarazione sostitutiva unica.
  9. A norma dell’art. 10, comma 2, del DPCM 159/2013 qualora il comune richieda una dichiarazione sostitutiva Unica aggiornata nel caso di variazione del nucleo familiare e l’utente non proceda a presentare la nuova attestazione ISEE entro il termine fissato, sarà applicata la tariffa massima a partire dal mese successivo a quello di scadenza del suddetto termine.
  10. La DSU ed il relativo ISEE, salvo quanto indicato nell’art.6, hanno validità dal momento di presentazione al 15 gennaio dell’anno successivo; solo per le agevolazioni riguardanti i servizi scolastici ed i servizi educativi 0-3 anni l’attestazione ha validità per l’intero anno scolastico o anno educativo cui si riferisce la richiesta di iscrizione.

Art. 8 – Definizione di nucleo familiare

  1. Il nucleo familiare del richiedente è costituito dai soggetti componenti la famiglia anagrafica alla data di presentazione della DSU fatto salvo quanto previsto dal D.P.C.M. 159/2013.
  2. Per le prestazioni agevolate di natura sociosanitaria il nucleo familiare del beneficiario, se maggiorenne, è composto dal coniuge e dai figli minorenni e maggiorenni non conviventi a carico del nucleo stesso secondo quanto previsto dal comma 2 dell’art.6 del D.P.C.M. 159/2013.
  3. Per le sole prestazioni agevolate di natura sociosanitaria, il nucleo familiare di persona maggiorenne con disabilità, non coniugata e senza figli, è costituito dalla sola persona disabile, fatta salva la possibilità per il beneficiario di costituire il nucleo familiare secondo le regole ordinarie di cui all’art. 3 del D.P.C.M. 159/2013.
  4. Per le sole prestazioni erogate in ambito residenziale a ciclo continuativo, il nucleo familiare in caso di presenza di figli del beneficiario non inclusi nel nucleo familiare, è integrato di una componente aggiuntiva per ciascun figlio ai sensi del comma 3 dell’art.6 del D.P.C.M. 159/2013.
  5. Relativamente alle prestazioni agevolate rivolte a minorenni, il genitore non convivente nel nucleo familiare, non coniugato con l’altro genitore, che abbia riconosciuto il figlio, fa parte del nucleo familiare ai fini ISEE tranne che ricorra uno dei seguenti casi:
    • a) il genitore non convivente risulti coniugato con persona diversa dall’altro genitore;
    • b) il genitore non convivente risulti avere figli con persona diversa dall’altro genitore;
    • c) sia stato stabilito con provvedimento dell’autorità giudiziaria il versamento di assegni periodici da parte del genitore non convivente destinato al mantenimento dei figli;
    • d) a carico del genitore non convivente sussista esclusione dalla potestà sui figli o sia stato adottato, ai sensi dell’art 333 del codice civile il provvedimento di allontanamento dalla residenza familiare;
    • e) risulti accertata l’estraneità in termini di rapporti affettivi ed economici in sede giurisdizionale o dalla pubblica autorità competente in materia di servizi sociali.

Art. 9 – Procedimenti di stato di abbandono e di estraneità

  1. Lo stato di abbandono e di estraneità al nucleo familiare come previsto dal DPCM 159/2013 è accertato dal servizio sociale comunale, su richiesta dell’interessato e a seguito di apposita istruttoria.
  2. I procedimenti regolati dal presente articolo sono relativi all’accertamento amministrativo, da parte del servizio sociale comunale, delle seguenti fattispecie:
    • a) abbandono del coniuge ai fini della costituzione di nuclei familiari distinti per coniugi con diversa residenza;
    • b) estraneità in termini di rapporti affettivi ed economici del figlio per le prestazioni erogate in ambiente residenziale a ciclo continuativo;
    • c) estraneità in termini di rapporti affettivi ed economici del genitore per le prestazioni agevolate rivolte ai minorenni in presenza di genitori non conviventi.
  3. Per il procedimento di cui alla lettera a) il richiedente presenta apposita dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà e copia della querela di parte ai sensi del Codice Penale o equipollente motivazione giustificativa.
  4. Per il procedimento di cui alla lettera b) e c) il soggetto che chiede l’estraneità in termini di rapporti affettivi ed economici, deve produrre apposita dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà e copia di querela di parte ai sensi del Codice Penale o equipollente documentazione giustificativa allegando idonea documentazione atta a dimostrare tale condizione.
  5. Qualora non fosse possibile procedere alla querela di parte, ferma restando la produzione della dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, il servizio sociale comunale, su richiesta dell’interessato, accerterà mediante indagine sociale con l’ausilio della Polizia Locale, l’assenza di rapporti affettivi ed economici. La dichiarazione di stato di abbandono o estraneità ha la durata di un anno.

Art. 10 – Determinazione delle soglie e clausola di salvaguardia

  1. Fermo quanto previsto dall’art. 5, commi 2 e 3, in tutti gli interventi e prestazioni del Comune in cui è prevista una contribuzione da parte dei beneficiari, si stabilisce che, di norma, gli utenti che hanno una situazione economica al di sotto del valore ISEE di indigenza, corrispondente all’importo dell’assegno sociale INPS per l’anno precedente a quello di riferimento, arrotondato a 10 euro superiori, sono ammessi alla compartecipazione minima di ogni contribuzione, in relazione alla tipologia del servizio richiesto.
  2. Ai fini della determinazione della quota di compartecipazione alla spesa degli interventi e dei servizi da parte del cittadino, tenuto conto che l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente differisce sulla base della tipologia di prestazione sociale agevolata richiesta, come previsto dagli artt. 6, 7 e 8 del citato DPCM 159/2013, il Comune definisce per ogni tipologia di intervento e/o di servizio, specifiche tipologie di calcolo, tenuto conto della necessità di salvaguardare gli equilibri di bilancio.

Art. 11 – Controlli

  1. Le DSU presentate per la richiesta di prestazioni sociali agevolate sono soggette alle procedure di controllo automatico previste dall’INPS e dalle banche dati dell’Agenzia delle Entrate.
  2. Per le prestazioni sociali agevolate erogate dall’ente, verranno effettuati i controlli sulla veridicità delle DSU presentate o in forma generalizzata su tutti i richiedenti o in forma puntuale o a campione, ai sensi e per gli effetti degli artt. 71-76 D.P.R. 445/2000.
  3. Il controllo verrà effettuato qualora sussistano ragionevoli dubbi sulla veridicità dei contenuti della DSU. E’ considerato indicatore di rischio in ordine alla veridicità delle dichiarazioni la precedente falsa o mendace dichiarazione.
  4. L’attività di controllo e verifica può avvenire attraverso:
    • a) l’acquisizione diretta dei dati, qualora gli stessi siano già in possesso dell’amministrazione procedente o mediante la consultazione degli archivi dell’amministrazione certificante, anche tramite collegamento telematico alle banche dati o sulla base di apposite convenzioni;
    • b) la richiesta al dichiarante di documentazione e/o dichiarazioni integrative, atte a dimostrare o sostenere logicamente gli elementi auto dichiarati come pure idonea documentazione atta a dimostrare la completezza e la veridicità dei dati dichiarati, anche al fine della correzione di errori materiali e di modesta entità;
    • c) l’attivazione di procedure di accertamento e verifica anche attraverso gli organi preposti.
  5. Qualora dai controlli emergano abusi o false dichiarazioni, fatta salva l’attivazione delle necessarie procedure di legge, sarà adottata ogni misura utile a sospendere, revocare o richiedere la restituzione dei benefici concessi.
  6. Qualora le dichiarazioni presentino irregolarità, imprecisioni e/o omissioni, non costituenti falsità, i soggetti interessati saranno invitati ad integrare le dichiarazioni entro il termine assegnato e il procedimento resterà sospeso fino alla regolarizzazione.
  7. Nella seguente tabella sono indicati alcuni riferimenti per le modalità di esecuzione dei controlli, salva in ogni caso l’attivazione di qualsiasi ulteriore modalità di esecuzione degli stessi su iniziativa degli uffici comunali, anche derivante dal miglioramento delle procedure amministrative ed informatiche.

Tabella

Elementi auto dichiarati nella DSU (per ogni componente il nucleo familiare ai fini ISEE) Modalità di esecuzione
La composizione del nucleo familiare e le informazioni necessarie ai fini della determinazione del valore della scala di equivalenza e/o l’indicazione di eventuali soggetti rilevanti ai fini del calcolo delle componenti aggiuntive Consultazione telematica dell’anagrafe per il controllo della famiglia anagrafica.
La eventuale condizione di disabilità e non autosufficienza dei componenti il nucleo. Integrazione documentale a cura del dichiarante per l’individuazione dell’ente certificante.
L’identificazione della casa di abitazione del nucleo familiare. Consultazione telematica dell’anagrafe per il controllo delle residenze e riscontro attraverso la consultazione del collegamento telematico dell’Agenzia delle Entrate “Punto Fisco”.
Il reddito complessivo ai fini IRPEF, limitatamente ai casi esclusi dal controllo automatico previsto dall’Inps tramite l’Agenzia delle Entrate. Consultazione del collegamento telematico dell’Agenzia delle Entrate “Punto Fisco”.
Redditi esenti da imposta. Richiesta riscontro all’INPS, INAIL, e agli altri Enti competenti. Per l’acquisizione di ulteriori informazioni è possibile richiedere al soggetto (che ha presentato la richiesta di prestazione sociale agevolata) ulteriore documentazione.
I redditi da lavoro dipendente prestato all’estero tassati esclusivamente nello stato estero in base alle vigenti convenzioni contro le doppie imposizioni. Richiesta di riscontro all’Ente e/o richiesta al soggetto (che ha presentato la richiesta di prestazione sociale agevolata) di ulteriore documentazione.
I proventi derivanti da attività agricole, svolte anche in forma associata, per le quali sussiste l’obbligo alla presentazione della dichiarazione IVA. Richiesta di riscontro all’Ente e/o richiesta al soggetto (che ha presentato la richiesta di prestazione sociale agevolata) di ulteriore documentazione
Redditi fondiari relativi ai beni non locati soggetti alla disciplina dell’IMU. Consultazione del collegamento telematico dell’Agenzia delle Entrate “Punto Fisco” e del catasto on line.
Il reddito lordo dichiarato ai fini fiscali nel paese di residenza da parte degli iscritti AIRE. Richiesta di riscontro all’Ente e/o richiesta al soggetto (che ha presentato la richiesta di prestazione sociale agevolata) di ulteriore documentazione.
Trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari non erogati dall’INPS. Richiesta di riscontro all’Ente e/o richiesta al soggetto (che ha presentato la richiesta di prestazione sociale agevolata) di ulteriore documentazione
Assegni per il mantenimento di figli effettivamente percepiti. Richiesta di esibizione dell’atto di separazione/divorzio e in caso di mancata corresponsione dal parte del genitore tenuto, dimostrazione di eventuali azioni intraprese a tutela dei figli.
L’importo degli assegni periodici effettivamente corrisposti. Richiesta di esibizione dell’atto di separazione/divorzio e ricevute di versamento degli assegni.
Il valore del canone di locazione annuo. Richiesta di esibizione del contratto di locazione in originale.
Le spese per assistenza personale e la retta versata per l’ospitalità alberghiera. Richiesta di esibizione in originale della documentazione giustificativa delle spese.
Le componenti del patrimonio immobiliare. Richiesta di riscontro all’Agenzia delle Entrate;

Certificazione rilasciata dalla competente autorità dello stato estero corredata di traduzione italiana legalizzata dall’autorità consolare italiana che ne attesti la conformità all’originale;

Esibizione documentale in base alle informazioni sul soggetto oggetto del controllo in possesso dell’Amministrazione;

Esibizione del Bilancio per i soggetti che risultano titolari di attività di impresa anche in forma societaria.

Per ciascun cespite l’ammontare dell’eventuale debito residuo. Richiesta di esibizione in originale della documentazione giustificativa delle detrazioni.
Le donazioni di cespiti. Consultazione del collegamento telematico dell’Agenzia delle Entrate “Punto Fisco” e del catasto on line.

 

  1. Nei casi in cui sia inadempiuto l’obbligo di compartecipazione, il Comune, previa formale messa in mora, attiva l’eventuale interruzione delle prestazioni erogate, nel rispetto delle disposizioni vigenti e nel rispetto dei diritti costituzionalmente riconosciuti e agisce nei modi più idonei ed opportuni per il recupero del credito, eventualmente prevedendo forme di rateizzazione.

Art. 12 – Disposizioni transitorie e finali

  1. Le agevolazioni concesse per le prestazioni che seguono un calendario scolastico e/o educativo, restano confermate fino alla fine dell’anno scolastico o educativo.
  2. Le agevolazioni concesse per le altre prestazioni restano confermate sino alla scadenza prevista per il beneficio stesso e comunque non oltre il 15 gennaio dell’anno successivo.
  3. Per quanto non espressamente previsto dal presente regolamento, si applica il DPCM 159/2013 e s.m.i. e il DPR 28.12.2000, n. 445 e s.m.i., fatto salvo quanto previsto da specifiche leggi.
  4. Le disposizioni di legge emanate successivamente all’approvazione e all’entrata in vigore del presente regolamento, integrano e sostituiscono automaticamente le parti dello stesso eventualmente in contrasto o superate, in attesa del suo formale aggiornamento.

NOTE

Settore / Servizio responsabile: Settore Servizi Sociali e Demografici, Scuola e Cultura

Approvazione: Deliberazione di Consiglio comunale n. 9 del 28.4.2017.

Ultima modifica: ===


Data ultima modifica: 26/03/2019