Il Consiglio Comunale ha adottato la VARIANTE GENERALE al PIANO degli INTERVENTI con deliberazione n°12 del 14.03.2018 ad oggetto:

ADOZIONE VARIANTE GENERALE AL PIANO DEGLI INTERVENTI (PI) DI ADEGUAMENTO AL PAT, AI SENSI DELL’ART. 18 DELLA LEGGE REGIONALE DEL 23 APRILE 2004, N. 11 “NORME PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO”

PRESENTAZIONE (in formato pdf)

Testo delibera (in formato pdf)

Allegati delibera di adozione VARIANTE GENERALE AL PIANO DEGLI INTERVENTI

Avviso di deposito (in formato pdf)

Norme tecniche operative (in formato pdf)

 

Mappa della divisione in tavole

Tavola 54 Tavola 01 Tavola 02 Tavola 03 Tavola 04 Tavola 05 Tavola 06 Tavola 07 Tavola 08 Tavola 09 Tavola 10 Tavola 11 Tavola 12 Tavola 13 Tavola 14 Tavola 15 Tavola 16 Tavola 17 Tavola 18 Tavola 19 Tavola 20 Tavola 21 Tavola 22 Tavola 23 Tavola 24 Tavola 25 Tavola 26 Tavola 27 Tavola 28 Tavola 29 Tavola 30 Tavola 31 Tavola 32 Tavola 33 Tavola 34 Tavola 35 Tavola 36 Tavola 37 Tavola 38 Tavola 39 Tavola 40 Tavola 41 Tavola 42 Tavola 43 Tavola 44 Tavola 45 Tavola 46 Tavola 47 Tavola 48 Tavola 49 Tavola 50 Tavola 51 Tavola 52 Tavola 53

IL PIANO DEGLI INTERVENTI

Il 14 marzo è stato adottato il Piano degli Interventi.

Piano degli Interventi che, insieme al PAT –  piano di assetto del territorio – costituisce lo strumento di pianificazione del territorio comunale, il PRG.

Il PAT è un piano dai contenuti prettamente strutturali e strategici.

Il Piano degli interventi ha invece connotati fortemente operativi, traduce in opere e vincoli sul territorio le scelte del PAT. Tali opere dovranno trovare realizzazione nell’arco di un quinquennio.

Il PI è strettamente correlato al programma triennale delle opere pubbliche, al bilancio pluriennale del Comune ed agli altri strumenti settoriali di programmazione.

Il procedimento di formazione del P.I. è iniziato formalmente con l’illustrazione del documento del Sindaco al Consiglio Comunale il 28 luglio 2016. Documento che ha indicato gli obiettivi del P.I, delineando le principali azioni da porre in essere nella pianificazione operativa quinquennale.

La costruzione del PI è proseguita con l’emanazione di avvisi pubblici finalizzati al perfezionamento di accordi pubblico – privati (art. 6 L.R. 11/2004) riguardanti la riqualificazione dei quartieri e delle periferie e la realizzazione di programmi complessi; ha visto svolgersi un importante momento partecipativo con enti, associazioni e singoli cittadini, fasi che hanno portato alla elaborazione del documento di Piano vero e proprio da parte dell’equipe di professionisti coordinata dall’arch. Cappochin.

Il tutto in coerenza con gli indirizzi dell’Amministrazione Comunale e con i disposti di legge, con particolare riferimento a quelli sul contenimento del consumo del suolo.

Per il piano degli interventi è stato coniato lo slogan “Piano delle 4 R”, le 4R per la qualità e la sostenibilità, ossia    Recupero,Riutilizzo,Riqualificazione,Rigenerazione

non solo del costruito ma dell’intero territorio nelle sue componenti sistemiche:

  • urbana;
  • territoriale – ambientale;

Un piano la cui peculiarità sta nel contenimento dell’espansione urbana favorendo interventi di trasformazione, nella prefigurazione di una centralità diffusa collegata da una rete di percorsi destinati alla mobilità lenta (ciclo-pedonale), nel potenziamento del verde e nella creazione di nuove aree boscate, nel superamento della rigidità funzionale e sociale.

Coerentemente con gli obiettivi dell’Amministrazione, il Piano degli Interventi prevede un ridimensionamento della capacità edificatoria di 1 milione di mc..

Il PRG del 2001 prevedeva una volumetria aggiuntiva  di  2.100.000 mc.: nel PI questa volumetria aggiuntiva passa a  1.100.000 mc., con la minore urbanizzazione di 61 ettari.

Questo corrisponde ad un incremento degli abitanti teorici pari a 5.800 unità in luogo degli 11.000 previsti dal PRG 2001.

La componente più importante – ma non esclusiva – della riduzione volumetrica, riguarda il contenimento dell’espansione residenziale.

La partita della riqualificazione urbana e della rigenerazione si gioca prevalentemente:

  • negli ambiti dei programmi complessi – APC;
  • negli ambiti di riqualificazione urbana del centro storico – AUR;
  • negli ambiti di riqualificazione del sistema del commercio – ARC.

Si tratta complessivamente di 19 ambiti nei quali il ruolo del privato diviene determinante nella progettualità, nell’attuazione, nella realizzazione di opere e infrastrutture di pubblico interesse.

’obiettivo della rivitalizzazione del centro storico viene perseguito:

  1. promuovendo pratiche di edilizia sociale:

– stabilendo l’obbligo di riservare una quota di edilizia convenzionata negli interventi di ristrutturazione realizzati mediante demolizione e ricostruzione,

– premiando con il credito edilizio interventi che prevedano il convenzionamento unito all’efficientamento energetico;

  1. favorendo le attività economiche:

– con una maggiore flessibilità delle destinazioni d’uso,

– eliminando l’obbligo della monetizzazione (degli standard a parcheggio) per i cambi d’uso sino a 250 mq., al fine di incentivare l’insediamento di attività economiche e professionali, per nuovi esercizi di vicinato o per l’ampliamento di quelli esistenti,

– mettendo in gioco i parcheggi pubblici in struttura esistenti per soddisfare, mediante convenzionamento, il fabbisogno di parcheggi derivanti da nuove strutture di vendita di più ampie dimensioni;

  1. rendendo più facile la vita di chi il centro città già lo abita, in particolare

– prevedendo la possibilità di riconvertire ad autorimesse multipiano private i contenitori edilizi privi di grado di protezione.

 

Coerentemente con l’obiettivo della riduzione del consumo del suolo, il Piano degli Interventi prevede una significativa riduzione delle aree di espansione residenziale per le quali non sia stato approvato il necessario piano attuativo, ed anche assegnando un termine per il convenzionamento dei piani attuativi già approvati.

Una riconsiderazione delle zone già edificate – quelle definite di completamento – vede l’introduzione di un sistema di indici differenziati, con il ricorso all’istituto del credito edilizio, e di un meccanismo premiante che incentivi interventi di efficientamento energetico. L’attenuazione dell’impatto, dovuto anche alla novità del nuovo istituto del credito edilizio, è perseguita mediante un’applicazione temporalmente differita.

Il sistema diffuso dei beni culturali e i nuclei residenziali in ambito agricolo sono stati analizzati e oggetto di apposite schedature che ne puntualizzano le caratteristiche e ne definiscono le indicazioni progettuali.

La riorganizzazione e la riqualificazione dei quartieri costituisce  obiettivo qualificante del PI.

La creazione di nuove centralità urbane prende avvio dall’ esistenza di specifici servizi e infrastrutture, prevedendone la riqualificazione (di spazi e contenitori), il miglioramento della qualità urbana e della vita, la creazione di una rete di connessioni viabilistiche per la sicurezza delle utenze deboli, tra i quartieri, tra questi e il cuore della città.

Oltre a favorire l’insediamento e il rafforzamento della presenza delle attività economiche in centro storico, il Piano degli Interventi contiene una proposta di riordino del sistema produttivo, in particolare commerciale, che si attesta lungo viale della Repubblica, individuando gli Ambiti di Riqualificazione del Commercio (ARC); una riqualificazione che passa necessariamente per un riordino funzionale della viabilità e dell’accessibilità, da attuarsi in termini, ambiti e comparti distinti.

Le operazioni più interessanti di riqualificazione e rigenerazione – nell’accezione più ampia di questi termini – riguardano i 12 ambiti dei programmi complessi, già individuati dal PAT e ridefiniti dal PI.

In tali ambiti, caratterizzati attualmente dalla presenza di complessi produttivi o militari dismessi, o connessi ad importanti infrastrutture di trasporto, è prevista una organica operazione di trasformazione nella quale il concorso del privato diviene fondamentale. Schede di progetto con valenza normativa definiscono obiettivi, interventi operativi e modalità di realizzazione.

Il recepimento di alcune proposte avanzate da privati, riguardanti accordi da stipulare con l’Amministrazione per realizzare iniziative di pubblico interesse (art. 6 LR 11/2004), potrà portare  ad interessanti realizzazioni – seppur dimensionalmente contenute -, quali un parco agricolo e interventi riguardanti la viabilità, la mobilità e la sosta.

La nuova infrastrutturazione viabilistica prevista dal piano persegue il duplice obiettivo di realizzare necessarie connessioni territoriali e di affrancare interi quartieri dal traffico di attraversamento.

Una importante novità  riguarda il tracciato stradale che, partendo dalle Stiore e recuperando tratti viabilistici esistenti nel quadrante di Treviso Servizi, si congiunge alla Noalese e alla Castellana, alleggerendo l’attuale critica situazione del centro del quartiere di San Giuseppe, articolando l’organizzazione dell’accessibilità all’aeroporto e agli insediamenti lungo la Noalese.

A questo si aggiunge l’indicazione di una bretella di collegamento tra la strada di S. Angelo  e gli svincoli della tangenziale sud, permettendo così di diminuire il traffico di attraversamento del quartiere di S. Maria del Sile diretto a questa arteria.

L’organizzazione viabilistica più interessante riguarda la consistente e diffusa rete dei percorsi ciclopedonali, di connessione tra quartieri e con il centro città, del sistema dei parchi, dei boschi urbani e degli ambiti naturalistici, e dei servizi.

Il piano degli interventi introduce due importanti ed interessanti istituti: il credito edilizio e il riuso temporaneo.

Il primo, il credito edilizio, già presente nella legge urbanistica regionale del 2004, è la moneta con la quale vengono ricompensati gli interventi di riqualificazione ambientale, di miglioramento della qualità urbana, paesaggistica, architettonica, energetica, idraulica, ambientale e di riordino delle zone agricole. Fattispecie tutte che trovano  casa nel piano degli interventi; insieme a queste è previsto che altro credito edilizio si formi con la cessione al demanio comunale di aree destinate alla realizzazione di servizi o alla creazione di parchi e boschi urbani, alla formazione e al ripristino di particolari zone umide.

L’altro istituto, il riuso temporaneo, è una novità, introdotta dalla recente normativa regionale sul contenimento del consumo del suolo. Il riuso temporaneo mira ad attivare un processo di rigenerazione urbana, con il recupero e la valorizzazione di edifici dismessi, dando loro una nuova vita con interventi leggeri di riqualificazione edilizia, per destinarli ad iniziative economiche, sociali e culturali, in un ottica di ri-circolo del patrimonio edilizio abbandonato o inutilizzato, in attesa di una più consistente e definitiva operazione di ristrutturazione.

Plafond di tutte le scelte operative del Piano, è l’incremento e il rafforzamento del sistema del verde costituito dai parchi urbani (quelli esistenti del Sile e dello Storga e quello nuovo delle risorgive diffuse), dai boschi urbani (per la ricostruzione di ambienti boscati di pianura), dai parchi monumentali, dai corridoi ecologici di connessione, dal verde agricolo vero e proprio e da quello periurbano, ambito di transizione e interconnessione tra le aree agricole e quelle urbanizzate.

Una particolare attenzione è riservata alla sostenibilità ambientale; oltre agli studi per la Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA) e per la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) – entrambe di competenza regionale – il piano contiene l’aggiornamento della Valutazione di Compatibilità Idraulica, associata a disposizioni normative volte alla salvaguardia del territorio da possibili dissesti idraulici, nonché alla tutela, alla valorizzazione e al ripristino del sistema delle risorgive e dei corsi d’acqua che da queste originano, e che rendono così unica e bella la nostra città.

 

Marina Tazzer

Assessore Rigenerazione urbana e riqualificazione quartieri