SOSTEGNO SOCIO-ECONOMICO

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COMUNE DI TREVISO
– REGOLAMENTI –


SOSTEGNO SOCIO-ECONOMICO

Regolamento
comunale per l’erogazione di interventi di sostegno per cittadini in condizioni
di disagio socio/economico

CAPO I – PRINCIPI GENERALI. 1

Art.   1 – Principi1

Art.   2 – Finalità.. 2

Art.   3 – Destinatari2

Art.  
4 – Presa in carico e piano individualizzato di assistenza.. 3

Art.  
5 – Nucleo familiare.. 4

Art.  
6 – Requisiti di accesso agli interventi di sostegno.. 4

Art.  
7 – Motivi di esclusione dall’accesso agli interventi di sostegno.. 4

Art.  
8 – Decadenza dal beneficio.. 5

Art.  
9 – Determinazione dell’intervento di sostegno.. 5

TABELLA -MODALITA’ DI CALCOLO.. 5

CAPO II –
TIPOLOGIE E REQUISITI DEGLI INTERVENTI DI CARATTERE ECONOMICO E SERVIZI
SOCIO-ASSISTENZIALI. 6

Art. 10 – Tipologie di interventi di
sostegno economico diretto e indiretto.. 6

Art. 11 – Assistenza economica continuativa.. 6

Art. 12 – Assistenza economica
d’inserimento.. 7

Art. 13 – Assistenza economica
straordinaria.. 8

Art. 14 – Intervento economico d’urgenza.. 9

Art. 15 – Priorità di intervento.. 9

Art. 16 – Interventi economici in deroga.. 9

CAPO III –
PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO PER L’AMMISSIONE AGLI INTERVENTI ECONOMICI E/O
INTERVENTI SOCIO-ASSISTENZIALI. 10

Art. 17 – Istruttoria.. 10

Art. 18 – Controlli10

CAPO IV –
DISPOSIZIONI FINALI. 10

Art. 19 – Norme di rinvio.. 10

Art. 20 – Abrogazioni11

Art. 21 – Entrata in vigore.. 11

NOTE.. 11

CAPO I – PRINCIPI GENERALI

Art.   1 – Principi

1. Il presente Regolamento disciplina i criteri d’accesso,
la gestione e l’erogazione degli interventi economici di assistenza sociale del
Comune di Treviso, secondo le norme vigenti, per i cittadini singoli e le
famiglie in situazioni di disagio e bisogno economico nel rispetto della
dignità dei cittadini.
2. Gli interventi economici previsti dal Regolamento sono uno degli strumenti,
tra gli altri, di prevenzione, contrasto, contenimento delle situazioni di
bisogno, grave disagio e indigenza delle persone singole o dei nuclei
familiari. Le situazioni di bisogno sono dei fenomeni complessi e
multidimensionali, per i quali è necessario attivare molteplici misure di
diversa natura.
3. Il Comune tende a promuovere l’iniziativa dei cittadini e delle
organizzazioni di volontariato per valorizzare al contempo le persone e lo
sviluppo solidale della comunità; mira altresì a realizzare un sistema di
servizi integrato tra pubblico e privato sociale e concorre alla realizzazione
di un sistema sociale comunale improntato sulla solidarietà tra i cittadini per
il raggiungimento del benessere della comunità.

Art.   2 – Finalità

1. Gli interventi di cui al presente Regolamento sono
finalizzati alla prevenzione del disagio e mirano a fornire dei mezzi necessari
per soddisfare i bisogni primari, per un’esistenza dignitosa, al fine di
favorire la permanenza nel proprio ambiente familiare e sociale, contrastare
e/o contenere stati di indigenza e di esclusione sociale, laddove
l’insufficienza del reddito delle famiglie o dei singoli determini condizioni
economiche tali da non garantire il soddisfacimento dei bisogni primari;
pertanto, detti mezzi vanno considerati quale 
supporto alle difficoltà temporanee delle famiglie, in una prospettiva
di recupero e di reintegrazione sociale.
2. Gli interventi economici sono finalizzati al miglioramento delle condizioni
individuali con stretta valenza di promozione dell’autonomia secondo le risorse
personali, parentali e sociali di ognuno. Gli interventi economici non dovranno
sostituirsi alle capacità individuali, per evitare forme di dipendenza
assistenziale.
3. Dal momento che gli interventi economici vanno a integrare il più articolato
sistema di provvidenze economiche erogate da altri soggetti istituzionali e non
istituzionali (servizi socio-sanitari, altri enti pubblici, privato sociale,
volontariato) che, a vario titolo, supportano i nuclei familiari e/o i singoli,
essi vanno posti in relazione alle altre risorse assegnate dal sistema
integrato dei servizi in un’ottica di rete e di sussidiarietà, anche ai fini
della loro qualificazione.
4. A tal fine, gli interessati dovranno concordare con il servizio sociale competente
un progetto sociale, secondo le modalità previste nei successivi articoli.
5. Gli interventi di sostegno disciplinati dal presente Regolamento sono
erogati  nel rispetto ed entro i limiti
delle risorse finanziarie disponibili nei capitoli di bilancio a ciò destinati.

Art.   3 – Destinatari

1. I destinatari del presente regolamento sono i cittadini
italiani residenti nel Comune, i cittadini di stati appartenenti all’Unione
Europea (UE) residenti nel Comune ed i cittadini di Stati diversi da quelli appartenenti
alla UE, in regola con le disposizioni che disciplinano il soggiorno e
residenti nel Comune, che si trovino in condizioni di disagio socio/economico e
di rischio sociale.
2. In analogia con quanto previsto dal Decreto Legislativo 15 settembre 2017,
n. 147 (Reddito di Inclusione), i destinatari del presente Regolamento devono
essere residenti in Italia da almeno due anni al momento della presentazione
della domanda.
3. In pendenza del procedimento di cancellazione anagrafica e fino alla
definizione dello stesso sono sospesi e/o rivalutati tutti gli interventi
economici di cui al presente Regolamento, a seconda che si tratti di
beneficiari-singoli o beneficiari-nuclei familiari, fatti salvi quelli di cui
al comma successivo.
4. Possono essere erogati interventi in favore di persone senza fissa dimora e
temporaneamente presenti nel territorio comunale che si trovano in situazioni
di bisogno tale da esigere interventi inderogabili e necessari. Dette persone
devono dimostrare di trovarsi in grave e contingente situazione di bisogno,
tale da esigere interventi urgenti e non differibili per legge; in ogni caso il
Comune di Treviso comunica al Comune di provenienza (residenza/nascita) gli
interventi erogati, richiedendo a tale Ente l’assunzione del caso e gli oneri
di assistenza corrispondenti e riservandosi di promuovere azioni di rivalsa per
il recupero dei costi sostenuti.
5. Gli stranieri con permesso di soggiorno concessi per studio, cure mediche,
gare sportive, affari, e turismo, visite, inserimento nel mercato del lavoro,
sono esclusi da tutti i contributi del presente Regolamento poiché detti
permessi sono concessi sulla base della garanzia di redditi percepiti.

Art.   4 – Presa in carico e piano individualizzato di assistenza

1. I destinatari degli interventi economici che soddisfano
le condizioni di accesso di cui al presente Regolamento sono coinvolti in un
percorso di aiuto sociale finalizzato a garantire il perseguimento delle
finalità di cui all’art. 2, che si concretizza nella adesione formale ad un cd.
“progetto sociale”.
2. La presa in carico si articola in quattro momenti:
a) valutazione preliminare dell’assistente sociale, attraverso l’ascolto e la
ridefinizione della domanda espressa e dei bisogni che vi sottendono. La
richiesta può avvenire direttamente dall’interessato e/o dai familiari e
parenti, ovvero da proposta diretta del servizio sociale professionale, da
provvedimento dell’autorità giudiziaria, da segnalazione di altri servizi
istituzionali e non istituzionali. In questa fase, vengono esaminate le
possibilità di superamento e/o contenimento del bisogno mediante la messa in
rete delle risorse della persona, della famiglia, del contesto sociale di
appartenenza, dei servizi pubblici e del privato sociale;
b) la predisposizione e la sottoscrizione di un piano individualizzato di
assistenza condiviso, il cd. progetto sociale, rispettando i principi di
appropriatezza e di efficacia, che preveda l’assunzione di precisi compiti,
impegni e responsabilità da parte della persona e/o dei componenti del nucleo
familiare al fine di superare la condizione di bisogno.  Gli interessati devono impegnarsi, in
maniera fattiva, a collaborare al progetto predisposto e finalizzato alla loro
autonomia economica e sociale, salva diversa valutazione da parte del Servizio
Sociale nei casi di persone in grave marginalità; il progetto sociale di presa
in carico definisce anche le modalità di erogazione degli interventi economici.
c) verifica periodica degli impegni assunti dalla persona e/o componenti del
nucleo familiare, rapportata alla durata dell’intervento stesso;
d) la valutazione degli esiti dell’intervento.
3. La mancata adesione al progetto sociale personalizzato oppure  reiterati comportamenti inconciliabili con
gli obiettivi del progetto medesimo, da parte della persona e/o dei componenti
dei nuclei familiari, sono motivi di esclusione o decadenza dagli interventi di
sostegno.

Art.   5 – Nucleo familiare

1. Il nucleo familiare del richiedente è costituito dai
soggetti componenti della famiglia anagrafica alla data di presentazione della
DSU, fatto salvo quanto previsto dal DPCM 159/2013 e sue eventuali modifiche ed
integrazioni; si applicano altresì le disposizioni previste dal vigente
regolamento Comunale di Applicazione dell’indicatore della situazione economica
equivalente (ISEE) per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate.
Altre tipologie di nuclei familiari:
– nel caso di due nuclei familiari residenti nella stessa abitazione o in
co-abitazione, con stati di famiglia distinti, a prescindere che siano legati o
meno da vincoli di parentela, di affinità o affettivi, si considerano le
situazioni economiche del singolo nucleo familiare, attraverso la presentazione
dell’I.S.E.E. unita ad un’autocertificazione riportante ogni altra entrata
percepita a qualsiasi titolo e non compresa nella certificazione stessa. In
questo caso le spese sostenute per l’alloggio saranno ripartite al 50% tra i
due nuclei familiari conviventi.

Art.   6 – Requisiti di accesso agli interventi di sostegno

1. Hanno accesso agli interventi di sostegno di cui al
presente Regolamento, secondo le modalità descritte in seguito per le diverse
tipologie di contributo, i cittadini che al momento della domanda e per tutta
la durata dell’erogazione del beneficio, sono in possesso dei requisiti di cui
ai precedenti artt.1, 3 e 5 ed in possesso dell’indicatore della situazione
economica equivalente (ISEE) di cui al DPCM 159/2013 e sue eventuali modifiche
ed integrazioni.
2. L’ISEE del nucleo familiare dovrà essere uguale o inferiore ad euro 6.000,00=.

Art.   7 – Motivi di esclusione dall’accesso agli interventi di
sostegno

1. Salvo gli aggiornamenti biennali, di cui all’art. 6,
comma 3, costituiscono motivo di esclusione dall’accesso agli interventi di
sostegno:
– ISEE superiore alla soglia di accesso di cui cui all’art. 6 comma 2;
– avere un patrimonio mobiliare (calcolato ai sensi del D.P.C.M. n. 159/13 ) di
valore pari o superiore ad euro 5.000,00=;
– avere un patrimonio immobiliare (calcolato ai sensi del D.P.C.M. n. 159/13)
di valore superiore ad euro 20.000,00=, con esclusione dell’unità immobiliare
adibita ad abitazione principale, se posseduta a titolo di proprietà e non
appartenente alla categoria catastale A1;
– il possesso dei seguenti beni mobili registrati:
  – uno o più autoveicoli di nuova
immatricolazione nei 36 mesi precedenti la richiesta di intervento con
cilindrata pari o superiore a 1300;
  – uno o più motocicli di nuova
immatricolazione nei 36 mesi precedenti la richiesta di intervento con
cilindrata pari o superiore a 250;
  – camper e unità mobili, ad eccezione di quelli adibiti ad uso
abitativo;
  – uno o più natanti o barche da
diporto.

Art.   8 – Decadenza dal beneficio

1. Fatto salvo quanto previsto dall’art. 18, i destinatari
degli interventi di sostegno decadono dal beneficio qualora si verifichi anche
una sola delle seguenti fattispecie:
a) manifesta incongruenza fra quanto dichiarato ed il tenore di vita del
richiedente;
b) violazione degli impegni assunti con l’adesione al progetto sociale;
c) modifica delle condizioni reddituali che hanno determinato il beneficio.

Art.   9 – Determinazione dell’intervento di sostegno

1. Fatto salvo quanto
previsto dall’art.2, comma 5, per quantificare l’importo degli interventi
di  sostegno si tiene conto del
confronto tra la soglia di accesso indicata all’art. 6 e l’ISEE del
richiedente.
2. Se il nucleo familiare del richiedente percepisce provvidenze economiche
escluse dal calcolo delle prestazioni agevolate previste dal DPCM 159/2013 e
sue eventuali modifiche ed integrazioni,
l’ammontare complessivo annuo
di queste entrate, percepite nell’anno in corso, deve essere sottratto
dall’intervento di sostegno massimo erogabile nell’anno. Non si computano, ai
fini delle detrazioni, i trattamenti assistenziali erogati in ragione della
disabilità.
3. Il costo dei seguenti servizi non concorre alla quantificazione dell’importo
degli interventi di sostegno: servizi per minori e servizi per adulti erogati a
totale carico del Comune.
4. La determinazione del fabbisogno economico del nucleo familiare viene
effettuata utilizzando i valori indicati nella tabella sotto riportata, valida
per ciascuna tipologia di intervento.

TABELLA -MODALITA’ DI CALCOLO

Calcolo dell’importo erogabile sottraendo dal valore del
fabbisogno economico di cui alla colonna B) il valore ISR (in corso di
validità) del richiedente.
L’importo massimo mensile erogabile, fino a concorrenza della somma massima
erogabile, può essere suddivisa in dodicesimi ai fini della liquidazione.
La somma massima annua erogabile è pari ad euro 3.000,00= per utenti over 65 ed
euro 2.100,00= per utenti adulti.

 

COLONNA A

Componenti il nucleo

COLONNA B

Importo mensile con aumento fisso del 10%

1 componente

500,00 euro

2 componente

550,00 euro

3 componenti

605,00 euro

4 componenti

665,50 euro

5 componenti

732,05 euro

6 componenti

805,25 euro

7 componenti

885,77 euro

8 componenti

974,34 euro

9 componenti

1.071,77 euro

10 componenti

1.080,72 euro

CAPO II – TIPOLOGIE E REQUISITI DEGLI
INTERVENTI DI CARATTERE ECONOMICO E SERVIZI SOCIO-ASSISTENZIALI

Art. 10 – Tipologie di interventi
di sostegno economico diretto e indiretto

1. Gli interventi economici erogati dal Comune di Treviso,
consistono in apporti di risorse finanziarie per il raggiungimento delle
finalità di cui all’art. 2 in concorso con altre tipologie e prestazioni di
aiuto e/o servizi socio-assistenziali che, come indicato all’art 9, concorrono
alla determinazione dell’aiuto economico.
2. Le azioni di intervento assistenziale economico sono riconducibili alle
seguenti tipologie:
– assistenza economica continuativa;
– assistenza economica d’inserimento;
– assistenza economica straordinaria;
– interventi economici d’urgenza .

Art. 11 – Assistenza economica
continuativa

1. L’assistenza economica continuativa è un sussidio mensile
erogato a nuclei familiari o a persone sole, finalizzato a contrastare
l’indigenza economica e materiale degli stessi, comprovata da idonea
documentazione o situazioni accertate di fatto, che non si prevede risolvibile
a breve termine.
2. Il versare in una situazione economica al di sotto del minimo vitale di
riferimento, non costituisce una condizione esclusiva e sufficiente per un
intervento economico mensile continuativo da parte del Comune. L’erogazione
dell’intervento è subordinata alla condivisione di un progetto sociale.
3. Possono fruire dell’assistenza economica ad integrazione del minimo vitale
le persone individuate all’art. 3, in possesso dei requisiti reddituali
previsti dal presente regolamento che si trovino in una delle seguenti
condizioni:
– persone di età uguale o superiore ai 65 anni, in assenza di familiari o in
presenza di familiari con precarie condizioni di salute e/o svantaggio
socio-economico, idoneamente documentate;
– persone affette da invalidità permanente formalmente certificata, con
impossibilità fisica a svolgere alcuna attività lavorativa e che si trovino
nella condizione di disagio economico;
– persone in carico ai servizi socio-sanitari con rete familiare assente o
fragile;
– persone con modalità di vita marginali o a rischio di marginalità, in
presenza di un progetto di reinserimento e/o di contenimento sociale;
– nuclei familiari con figli minori a rischio e/o con elevato disagio familiare
e sociale, con rete familiare fragile o inesistente.
4. Ove ci sia la sussistenza di familiari non conviventi, questi saranno
coinvolti se possibile, anche al fine di un’assunzione diretta di
responsabilità nel far fronte alla condizione di disagio socio-economico
manifestata dal richiedente l’intervento economico. Al riguardo, il servizio
sociale provvede a informare il richiedente circa il suo diritto a ottenere un
sostegno economico da parte di parenti tenuti all’obbligo alimentare, ai sensi
dell’art. 433 del Codice Civile.
5. Il contributo economico continuativo, determinato ai sensi dell’art.9, potrà
essere erogato per un massimo di dodici (12) mesi, rinnovabili con verifica del
progetto di intervento. Potrà, inoltre, essere interrotto in qualunque momento,
qualora venisse accertato in qualsiasi modo 
un cambiamento delle condizioni che hanno determinato lo stato di
bisogno.
6. Qualora si verifichi che l’utente non sia in grado di gestire autonomamente
i propri redditi in funzione delle reali necessità di vita propria e dei
familiari a carico, l’assegno mensile può essere sostituito, parzialmente o totalmente,
da:
a) erogazione, anche in forma di esonero totale o parziale, di “buoni” per la
fruizione di servizi comunali;
b) erogazione di “buoni” per altre spese necessarie al sostentamento (es.
latte, pannolini per neonati);
c) pagamento di utenze (quali ad esempio gas, acqua, energia elettrica,
smaltimento e raccolta rifiuti solidi urbani ecc.) o altre spese legate alla
gestione della casa.
7. L’erogazione del contributo economico continuativo esclude l’intervento
economico concernente l’Assistenza economica di inserimento; non è
incompatibile con altri interventi economici di carattere temporaneo o
straordinario intesi a soddisfare situazioni particolari di bisogni atipici
derivanti da eventi di varia natura, la cui consistenza non è possibile
standardizzare e determinare a priori in via assoluta.

Art. 12 – Assistenza economica
d’inserimento

1. E’ l’intervento
economico, determinato ai sensi dell’art.9, previsto per persone sole o per le
famiglie in cui vi sia almeno un soggetto, in grado di svolgere attività
lavorativa, potenziale percettore di reddito e che, a causa di avvenimenti
temporanei e/o imprevisti, di cui sia resa idonea documentazione, si trovino
temporaneamente privi di redditi da lavoro o con redditi insufficienti al
soddisfacimento dei bisogni primari.
2. Possono usufruire dell’assistenza economica d’inserimento gli
abituali percettori di reddito che si trovino in una o più delle seguenti
condizioni, idoneamente documentate:
a) perdita dell’occupazione per fatti estranei alla volontà del soggetto da
parte dell’unico componente percettore di reddito del nucleo familiare,
soprattutto in presenza di minori, anche ad eventuale integrazione degli
ammortizzatori sociali previsti dalla normativa vigente;
b) nuclei monogenitoriali nel quale l’unico componente occupato perda il
lavoro, con rete familiare assente o fragile per condizioni di salute e/o in
situazioni di svantaggio socio-economico;
c) stato di gravidanza o puerperio della donna unico percettore di reddito del
nucleo familiare, fatta salva la verifica della capacità lavorativa degli altri
componenti il nucleo familiare.
3. La durata dell’intervento di inserimento è di massimo sei (6) mesi ed
eventualmente potrà essere rinnovato al massimo per altre due volte, nel caso
in cui si siano verificati degli eventi, che hanno compromesso il
raggiungimento degli obiettivi concordati, per motivi indipendenti dalla
volontà delle persone coinvolte.
4. L’intervento può essere reiterato solo qualora si verifichino, per ragioni
indipendenti dalla volontà delle persone coinvolte, eventi che, documentati
anche dal servizio sociale professionale, compromettano il percorso di
inserimento lavorativo previsto dal progetto di assistenza individuale.
5. Si considerano inadempienti i componenti del nucleo familiare che abbiano:
a) rifiutato offerte di lavoro;
b) cessato volontariamente un’attività lavorativa;
c) tenuto comportamenti incompatibili con la ricerca di lavoro;
d) non rispettato gli impegni assunti nell’ambito del progetto di assistenza
individuale.       
6. L’erogazione dell’intervento economico d’inserimento è incompatibile con
l’erogazione dei contributi previsti dall’art. 11.
7. L’importo massimo effettivamente erogabile è determinato in base a quanto
previsto dall’art. 9 e può anche prevedere l’erogazione di “buoni” per altre
spese necessarie al sostentamento (es. latte, pannolini per neonati).

Art. 13 – Assistenza economica
straordinaria

1. Possono fruire dell’assistenza economica straordinaria le
persone individuate all’art. 3, in possesso dei requisiti reddituali previsti
dal presente regolamento che si trovino affrontare un’improvvisa e
straordinaria situazione che richiede un onere economico cui non possano far
fronte con le risorse proprie.
2. L’intervento economico straordinario può essere erogato per un massimo di
tre (3) volte all’anno, per un importo massimo complessivo come indicato
all’art. 9 e può prevedere anche l’erogazione di “buoni” per altre spese
necessarie al sostentamento (es. latte, pannolini per neonati).
3. Per ogni erogazione il servizio sociale verifica la compatibilità tra
l’entità dell’intervento economico finalizzato e gli interventi economici
comunali già concessi, nonché l’assenza di inadempienze del singolo e/o del
nucleo rispetto al progetto sociale. In caso contrario, l’eventuale contributo
non verrà concesso.
4. E’ di norma ammesso a contributo (entro i valori massimi di cui sopra) il
pagamento di:
– utenze (quali ad esempio gas, acqua, energia elettrica, smaltimento e
raccolta rifiuti solidi urbani ecc.) o altre spese legate alla gestione della
casa;
– spese per trasloco;
– arretrati affitto e spese condominiali di importo elevato, qualora non
erogabili da altri Enti;
– spese per interventi urgenti di ripristino 
dell’alloggio non ricadenti nella competenza di altri soggetti, qualora
finalizzati a garantire condizioni elementari di igiene e di sicurezza;
– spese sanitarie qualora non già coperti dal SSN (con presentazione di
prescrizione medica);
– spese diverse secondo specifiche progettualità dei Servizi competenti.
Ogni spesa deve essere debitamente documentata.

Art. 14 – Intervento economico
d’urgenza

1. Il intervento economico d’urgenza è un intervento
economico per far fronte, in maniera celere, a necessità improrogabili per la
persona e/o il nucleo familiare in condizioni di grave ed eccezionale bisogno e
disagio temporaneo, anche in attesa dell’istruttoria della domanda “ordinaria”
di aiuto economico.
2. Questo intervento economico si attiva solo su proposta motivata
dell’assistente sociale ed in presenza di specifiche e documentate/documentabili
condizioni di eccezionalità ed urgenza dell’intervento assistenziale.
3. In fase di prima applicazione, e fino alla prima revisione del presente
regolamento, come previsto nell’art.21, l’importo massimo mensile erogabile è
fissato in euro 250,00 e l’importo complessivo annuo erogabile non può superare
euro 1500,00.

Art. 15 – Priorità di intervento

1. Con le risorse destinate dall’Amministrazione, avranno
priorità di intervento assistenziale economico, secondo l’accertata condizione di
grave difficoltà socio-economica, abitativa, lavorativa prevista dal presente
Regolamento e con reddito insufficiente da soddisfare i bisogni essenziali:
– persone dichiarate inabili al lavoro come da certificazione della competente
commissione medica della Az.Ulss senza familiari civilmente obbligati;
– nuclei familiari con figli minori con progetti di tutela dei servizi
socio-sanitari;
– nuclei mono-parentali con figli minori senza familiari civilmente obbligati o
rete familiare fragile, in accertate difficoltà;
– anziani ultrassentacinquenni con reddito insufficiente e privi di familiari
civilmente obbligati;
– persone fragili in grave marginalità in carico al Servizio sociale comunale;
– persone in carico ai servizi specialistici, con un progetto di riabilitazione
e/o reinserimento sociale.

Art. 16 – Interventi economici in
deroga

1. La Giunta comunale
per eventi di natura calamitosa o eventi a carattere eccezionale potrà
deliberare degli interventi economici a singoli e/o a nuclei in difficoltà in
deroga alle disposizioni presenti nel Regolamento e ai limiti di reddito
stabiliti periodicamente dall’Amministrazione per l’accesso ordinario alle
prestazioni assistenziali.

CAPO III – PROCEDIMENTO
AMMINISTRATIVO PER L’AMMISSIONE AGLI INTERVENTI ECONOMICI E/O INTERVENTI
SOCIO-ASSISTENZIALI

Art. 17 – Istruttoria

1. Per accedere agli interventi del presente regolamento i
cittadini interessati devono:
– presentare domanda agli uffici dei servizi sociali e sottoscrivere l’apposito
modulo avente valore di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà,
attestante la posizione socio-economica, abitativa, lavorativa e patrimoniale,
propria e del nucleo familiare di appartenenza;
– manifestare il proprio consenso, sottoscrivendo apposita autorizzazione,
all’accesso delle informazioni sulle condizioni al punto precedente, al
trattamento dei dati personali e sensibili per le finalità inerenti al presente
regolamento, nonché alla loro comunicazione-trasmissione ad altri enti e/o
associazioni di volontariato per finalità connesse al presente regolamento;
– produrre eventuale documentazione richiesta.

Art. 18 – Controlli

1. Le persone e i nuclei familiari beneficiari degli
interventi disciplinati nel Regolamento, sono tenuti a comunicare, entro
massimo trenta (30) giorni, tutte le variazioni delle situazioni di fatto che
hanno determinato la concessione del beneficio economico, ai fini e per gli
effetti di cui all’art. 8 del presente regolamento.
2. Il Servizio Sociale del Comune, nell’ambito delle proprie competenze ed attribuzioni,
provvede già in via ordinaria ad ogni opportuna verifica della situazione
economica del richiedente e del nucleo familiare, contestualmente alla presa in
carico.
3. Le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà ed ogni altra
documentazione prodotta ai fini del presente regolamento sono soggette ai
controlli di cui all’art. 11 del vigente regolamento comunale di applicazione
dell’ISEE.
4. Abusi e/o false dichiarazioni accertate a seguito dei controlli di cui al
comma precedente, comportano la revoca immediata del beneficio concesso, la
denuncia all’Autorità giudiziaria ai sensi e per gli effetti degli art. 71-76
del D.P.R. N. 445/200 e s.m.i., nonché il recupero dei benefici indebitamente
percepiti, oltre gli interessi ed eventuali maggiorazioni previste per legge.

CAPO IV – DISPOSIZIONI FINALI

Art. 19 – Norme di rinvio

1. Per quanto non previsto dal presente Regolamento si fa
rinvio alle norme vigenti in materia, nonché a quanto previsto dal vigente
regolamento comunale di Applicazione dell’ISEE per l’accesso alle prestazioni
sociali agevolate del Comune di Treviso e agli altri regolamenti comunali.

Art. 20 – Abrogazioni

1. Con l’entrata in vigore del presente Regolamento viene
abrogato il precedente di cui alla deliberazione di Consiglio comunale n.
22890/474 del 17.06.1982 e ss. modifiche e integrazioni.

Art. 21 – Entrata in vigore

1. Il Regolamento entra in vigore ad esecutività della
deliberazione di approvazione da parte del Consiglio comunale.
2. La Giunta comunale determina, almeno a cadenza biennale, l’eventuale
aggiornamento del valore dell’indicatore della situazione economica equivalente
(ISEE) rilevante ai fini dell’accesso agli interventi di sostegno, di cui
all’art.6; l’eventuale aggiornamento del valore del fabbisogno economico ed l’eventuale
aggiornamento del valore dell’intervento economico massimo annuo erogabile, di
cui all’art.9, nonchè il valore dell’intervento economico d’urgenza previsto
dall’art.14.

NOTE

Settore / Servizio responsabile: Settore Servizi Sociali e
demografici, scuola e cultura
Approvazione: Deliberazione di Consiglio comunale n. 1 del 24.01.2018.


Data ultima modifica: 26/03/2019