TRIBUTO SUI RIFIUTI E SUI SERVIZI (TARES)

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COMUNE DI TREVISO
– REGOLAMENTI –

TRIBUTO SUI RIFIUTI E SUI SERVIZI (TARES)

Regolamento per la disciplina del tributo sui rifiuti e sui servizi (T.A.R.E.S.)

Art. 1 – Oggetto del regolamento. 1

Art. 2 – Istituzione del tributo. 2

Art. 3 – Componenti del tributo. 2

Art. 4 – Presupposto. 2

Art. 5 – Soggetti passivi2

Art. 6 – Locali e aree scoperte soggetti al tributo. 2

Art. 7 – Locali ed aree scoperte non soggetti al tributo. 3

Art. 8 – Produzione di rifiuti speciali non assimilati3

Art. 9 – Tariffa del tributo. 4

Art. 10 – Determinazione della base imponibile. 4

Art. 11 – Istituzioni scolastiche statali5

Art. 12 – Copertura dei costi del servizio di gestione dei rifiuti6

Art. 13 – Determinazione delle tariffe del tributo. 6

Art. 14 – Piano finanziario. 7

Art. 15 – Classificazione delle utenze non domestiche. 7

Art. 16 – Determinazione del numero degli occupanti delle utenze domestiche. 8

Art. 17 – Obbligazione tributaria. 8

Art. 18 – Mancato svolgimento del servizio. 8

Art. 19 – Riduzione per la raccolta differenziata da parte delle utenze domestiche. 9

Art. 20 – Riduzione per le utenze non domestiche. 9

Art. 21 – Riduzioni tariffarie. 10

Art. 22 – Tributo giornaliero. 10

Art. 23 – Componente servizi del tributo. 11

Art. 24 – Tributo provinciale. 11

Art. 25 – Dichiarazione di inizio, variazione e cessazione. 11

Art. 26 – Riscossione. 12

Art. 27 – Rimborsi e compensazione. 13

Art. 28 – Importi minimi13

Art. 29 – Funzionario responsabile. 13

Art. 30 – Verifiche ed accertamenti13

Art. 31 – Accertamento con adesione. 15

Art. 32 – Sanzioni ed interessi15

Art. 33 – Riscossione coattiva. 15

Art. 34 – Trattamento dei dati personali15

Art. 35 – Tariffa comunale sui rifiuti e sui servizi15

Art. 36 – Norma di rinvio. 16

Art. 37 – Norme transitorie e finali16

ALLEGATO 1. 16

NOTE:18

 

Art. 1 – Oggetto del regolamento

1. Il presente regolamento disciplina l’applicazione del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi nel Comune di Treviso, in attuazione dell’art. 14 del D.L. 201/2011 convertito in L. 214/2011.

Art. 2 – Istituzione del tributo

1. Nel comune di Treviso è istituito, a decorrere dal 01/01/2013, il tributo sui rifiuti e sui servizi ai sensi dell’art. 14, comma 1, del D.L. 06/12/2011 n.201.
2. Il tributo è destinato alla copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento e dei costi relativi ai servizi comunali indivisibili, come individuati dal regolamento ministeriale previsto dall’art. 14, comma 12, del D.L. 201/2011 convertito in L. 214/2011.

Art. 3 – Componenti del tributo

1. Il tributo si articola in due componenti:
a. componente rifiuti, destinata a finanziare i costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento;
b. componente servizi, destinata a finanziare i costi dei servizi indivisibili del Comune, determinata sotto forma di maggiorazione della tariffa della componente rifiuti del tributo, come disciplinata dall’art. 14, comma 13, del D.L. 201/2011 convertito in L. 214/2011 e dal successivo art. 23 del presente regolamento.

Art. 4 – Presupposto

1. Presupposto del tributo è il possesso, l’occupazione o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o aree scoperte a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani, identificati dal successivo art. 6.

Art. 5 – Soggetti passivi

1. Il tributo è dovuto da coloro che occupano o detengono i locali o le aree scoperte di cui al successivo articolo 6, con vincolo di solidarietà tra i componenti del nucleo familiare o tra coloro che usano in comune i locali o le aree stesse.
2. Nell’ipotesi di utilizzi temporanei di durata non superiore a sei mesi nel corso dello stesso anno solare, il tributo è dovuto soltanto dal possessore dei locali e delle aree a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione, superficie.
3. Per i locali in multiproprietà e per i centri commerciali integrati, il soggetto che gestisce i servizi comuni è responsabile del versamento del tributo dovuto per i locali e per le aree scoperte di uso comune e per i locali e le aree scoperte in uso esclusivo ai singoli occupanti o detentori. Questi ultimi sono invece tenuti a tutti i diritti e gli obblighi derivanti dal rapporto tributario riguardante i locali e le aree scoperte in uso esclusivo.

Art. 6 – Locali e aree scoperte soggetti al tributo

1. Sono soggetti al tributo tutti i locali comunque denominati, esistenti in qualsiasi specie di costruzione stabilmente infissa al suolo o nel suolo suscettibili di produrre rifiuti urbani, insistenti interamente o prevalentemente nel territorio del Comune.
2. Sono altresì soggette al tributo tutte le aree scoperte occupate o detenute, a qualsiasi uso adibite, la cui superficie insiste interamente o prevalentemente nel territorio comunale, suscettibili di produrre rifiuti urbani riferibili alle utenze non domestiche pur aventi destinazione accessoria o pertinenziale di locali a loro volta assoggettati al prelievo.

Art. 7 – Locali ed aree scoperte non soggetti al tributo

1. Non sono soggetti all’applicazione del tributo i seguenti locali e le seguenti aree scoperte:
a) locali ed aree scoperte non suscettibili di produrre rifiuti urbani, quali ad esempio:
Utenze domestiche
– solai e sottotetti non collegati da scale, fisse o retrattili, da ascensori o montacarichi;
– centrali termiche e locali riservati ad impianti tecnologici, quali cabine elettriche, vano ascensori e quei locali dove non è compatibile la presenza di persone o operatori;
– locali privi di tutte le utenze attive di servizi di rete (gas, acqua, energia elettrica) e non arredati;
Utenze non domestiche
– locali dove si producono esclusivamente, di regola, rifiuti speciali non assimilati agli urbani secondo le disposizioni normative vigenti, a condizione che il produttore ne dimostri l’avvenuto trattamento in conformità alle normative vigenti, fatto salvo quanto previsto all’art.8 comma 2 del presente regolamento;
– centrali termiche e locali riservati ad impianti tecnologici quali cabine elettriche, silos e simili, dove non è compatibile o non si abbia di regola la presenza umana;
– aree scoperte destinate all’esercizio dell’agricoltura, silvicoltura, allevamento e le serre a terra;
– aree adibite in via esclusiva al transito dei veicoli destinate all’accesso alla pubblica via ed al movimento veicolare interno;
– aree impraticabili o intercluse da recinzione;
– aree in abbandono o di cui si possa dimostrare il permanente stato di inutilizzo;
– aree non presidiate o adibite a mero deposito di materiali in disuso;
– zone di transito e manovra degli autoveicoli all’interno delle aree degli stabilimenti industriali adibite a magazzini all’aperto;
– aree adibite in via esclusiva all’accesso dei veicoli alle stazioni di servizio dei carburanti;
b) aree scoperte pertinenziali o accessorie a case di civile abitazione quali, a titolo di esempio, parcheggi, aree a verde, giardini, corti, lastrici solari, balconi, verande, terrazze e porticati non chiusi o chiudibili con strutture fisse;
c) aree comuni condominiali ai sensi dell’art. 1117 del codice civile non detenute o occupate in via esclusiva.

Art. 8 – Produzione di rifiuti speciali non assimilati

1. I locali e le aree scoperte o le porzioni degli stessi ove si formano di regola rifiuti speciali non assimilati agli urbani ai sensi delle vigenti disposizioni non sono soggetti al tributo a condizione che il produttore ne dimostri l’avvenuto trattamento in conformità alla normativa vigente.
2. Nell’ipotesi in cui vi siano obiettive difficoltà nel delimitare le superfici ove si formano di regola i rifiuti speciali non assimilati agli urbani, l’individuazione di queste ultime è effettuata in maniera forfettaria applicando all’intera superficie su cui l’attività viene svolta le seguenti percentuali distinte per tipologia di attività economiche:

 

categoria di attività

% di abbattimento della superficie

FALEGNAMERIA

45%

AUTOCARROZZERIA

45%

AUTOFFICINA PER RIPARAZIONE VEICOLI

45%

GOMMISTA

45%

AUTOFFICINA DI ELETTRAUTO

35%

LAVANDERIA

25%

VERNICIATURA

45%

GALVANOTECNICA

45%

FONDERIA

45%

AMBULATORIO MEDICO, DENTISTICO, DI ANALISI

35%

TIPOPGRAFIA

25%

 

3. L’esenzione di cui ai commi precedenti viene riconosciuta solo ai contribuenti che provvedano ad indicare le superfici produttive di rifiuti speciali non assimilati nella dichiarazione di cui al successivo art. 25 ed a fornire idonea documentazione comprovante l’ordinaria produzione dei predetti rifiuti ed il loro trattamento in conformità delle disposizioni vigenti (a titolo di esempio contratti di smaltimento, copie formulari di trasporto dei rifiuti regolarmente firmati a destinazione, ecc.). In caso di mancata indicazione in denuncia delle superfici produttive di rifiuti speciali , la esenzione di cui al comma 2 non potrà avere effetto fino a quando non verrà presentata la relativa indicazione nella dichiarazione.

Art. 9 – Tariffa del tributo

1. Il tributo è corrisposto in base a tariffa commisurata ad anno solare, cui corrisponde un’autonoma obbligazione tributaria.
2. La tariffa del tributo componente rifiuti è determinata sulla base delle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi ed alla tipologia di attività svolte, sulla base dei criteri individuati dal regolamento statale di cui all’art. 14, comma 12, del D.L. 201/2011 convertito in L. 214/2011.
3. In via transitoria, a norma dell’art. 14, comma 12, del D.L. 201/2011 convertito in L. 214/2011, fino all’anno successivo all’entrata in vigore del regolamento statale di individuazione dei criteri per la determinazione della tariffa, si applicano le disposizioni del D.P.R. 158/1999.

Art. 10 – Determinazione della base imponibile

1. La base imponibile del tributo, a cui applicare la tariffa, è data:
a. per le unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano, dall’80% della superficie catastale determinata secondo i criteri stabiliti dal D.P.R. 23/03/1998, n.138.
b. per tutte le altre unità immobiliari e le aree scoperte dalla superficie calpestabile.
2. Per gli immobili ai quali si applica il criterio della superficie catastale già denunciati ai fini della Tassa Smaltimento Rifiuti Solidi Urbani, di cui al capo III del D.Lgs 507/93 (Tarsu), o della Tariffa per la gestione dei rifiuti urbani di cui all’art. 49 del D.Lgs 22/97 o all’art. 238 del D.Lgs 152/2006, la superficie è modificata d’ufficio dal Comune che provvede a darne apposita comunicazione agli interessati a seguito dell’incrocio dei dati comunali, comprensivi della toponomastica, con quelli dell’Agenzia del Territorio, secondo le modalità stabilite dall’apposito provvedimento del Direttore della predetta Agenzia.
2. La comunicazione di cui al comma precedente è inviata al soggetto denunciante l’immobile ai fini dell’applicazione della Tarsu o della Tariffa di igiene ambientale o della Tariffa integrata ambientale.
3. Nell’ipotesi in cui negli atti catastali manchino gli elementi necessari per effettuare la determinazione della superficie catastale, il Comune richiede agli intestatari catastali dell’immobile di provvedere alla presentazione all’ufficio provinciale dell’Agenzia del Territorio della planimetria catastale dell’immobile, secondo le modalità stabilite dal D.M. 19/04/1994, n. 701.
4. Nelle more della presentazione della planimetria catastale, il tributo viene calcolato a titolo di acconto sulla base della superficie convenzionale determinata dall’Agenzia del Territorio con gli elementi in possesso della stessa. Una volta determinata l’effettiva superficie catastale, in seguito alla presentazione della planimetria, il Comune provvederà al conguaglio del tributo dovuto.
5. Il medesimo criterio di cui al precedente comma 5 è utilizzato per la determinazione della superficie imponibile delle unità immobiliari alle quali è stata attribuita la rendita presunta ai sensi dell’art. 19, comma 10, del D.L. 31/05/2010, n. 78, convertito con modificazioni, dalla Legge 30/07/2010, n. 122, come integrato dall’art. 2, comma 5-bis, del D.L. 29/12/2010, n. 225, convertito con modificazioni dalla Legge 26/01/2011, n. 10.
6. La superficie calpestabile di cui al precedente comma 1 lettera b) per i locali è determinata considerando la superficie dell’unità immobiliare al netto dei muri interni, dei pilastri e dei muri perimetrali. Nella determinazione della predetta superficie non si tiene conto dei locali con altezza inferiore a 1,5 mt., delle rientranze o sporgenze realizzate per motivi estetici, salvo che non siano fruibili, dei locali tecnici quali cabine elettriche, vani ascensori, locali contatori ecc. Le scale interne sono considerate solo per la proiezione orizzontale. La superficie dei locali tassabili è desunta dalla planimetria catastale o da altra analoga (ad esempio planimetria sottoscritta da un tecnico abilitato iscritto all’albo professionale), ovvero da misurazione diretta. Per le aree scoperte la superficie viene determinata sul perimetro interno delle stesse al netto di eventuali costruzioni in esse comprese.
7. La misurazione complessiva è arrotondata al metro quadrato per eccesso o per difetto, a seconda che la frazione sia superiore/pari o inferiore al mezzo metro quadrato.

Art. 11 – Istituzioni scolastiche statali

1. Alle istituzioni scolastiche statali continuano ad applicarsi le norme dell’art. 33-bis del D.L. 31/12/2007, n. 248, convertito con modificazioni dalla Legge 28/02/2008, n. 31.

Art. 12 – Copertura dei costi del servizio di gestione dei rifiuti

1. Le tariffe sono determinate in modo da garantire la copertura integrale dei costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani ed assimilati.
2. In particolare il tributo deve garantire la copertura di tutti i costi relativi agli investimenti per le opere ed ai relativi ammortamenti, nonché di tutti i costi d’esercizio del servizio di gestione dei rifiuti, inclusi i costi di cui all’articolo 15 del D.Lgs 13/01/2003, n. 36, individuati in base ai criteri definiti dal regolamento statale di cui all’art. 14, comma 12, del D.L. 201/2011 convertito in L. 214/2011 ed in via transitoria dal D.P.R. 158/1999.
3. Ai sensi del D.P.R. 158/1999, nelle more dell’emanazione del regolamento statale di cui all’art. 14, comma 12, del D.L. 201/2011 convertito in L. 214/2011, i costi da coprire con il tributo includono anche i costi per il servizio di spazzamento e lavaggio delle strade pubbliche.
4. A norma dell’art. 14, comma 14, del D.L. 201/2011 convertito in L. 214/2011 il costo relativo alla gestione dei rifiuti delle istituzioni scolastiche statali è sottratto dal costo che deve essere coperto con il tributo.
5. I costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani ed assimilati sono determinati annualmente dal piano finanziario di cui all’art. 14, comma 23, del D.L. 201/2011 convertito in L. 214/2011.

Art. 13 – Determinazione delle tariffe del tributo

1. Le tariffe del tributo, commisurate ad anno solare, sono determinate annualmente dal Consiglio Comunale entro il termine fissato da norme statali per l’approvazione del bilancio di previsione.
2. Le tariffe sono articolate per le utenze domestiche e per quelle non domestiche, queste ultime a loro volta suddivise in categorie di attività con omogenea potenzialità di produzione di rifiuti, riportate nell’allegato 1 al presente regolamento.
3. Le tariffe si compongono di una quota determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio di gestione dei rifiuti, riferite in particolare agli investimenti per le opere ed ai relativi ammortamenti (quota fissa), e da una quota rapportata alle quantità di rifiuti conferiti, al servizio fornito ed all’entità dei costi di gestione (quota variabile).
4. Fino all’anno successivo all’entrata in vigore del regolamento di cui all’art. 14, comma 12, del D.L. 201/2011 convertito in L. 214/2011, in virtù delle norme del D.P.R. 158/1999:
a. la determinazione delle tariffe del tributo deve garantire la copertura integrale dei costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani ed assimilati, anche in relazione al piano finanziario degli interventi relativi al servizio e tenuto conto degli obiettivi di miglioramento della produttività e della qualità del servizio fornito e del tasso di inflazione programmato e deve rispettare l’equivalenza di cui al punto 1 dell’allegato 1 al D.P.R. 158/99;
b. la quota fissa e quella variabile delle tariffe del tributo per le utenze domestiche e per quelle non domestiche vengono determinate in base a quanto stabilito dagli allegati 1 e 2 al DPR 158/1999.
5. Fino all’anno successivo all’entrata in vigore del regolamento di cui all’art. 14, comma 12, del D.L. 201/2011 convertito in L. 214/2011, in virtù delle norme del D.P.R. 158/1999, il provvedimento di determinazione delle tariffe del tributo stabilisce altresì:
a. la ripartizione dei costi del servizio tra le utenze domestiche e quelle non domestiche, indicando il criterio adottato;
b. i coefficienti Ka, Kb, Kc e Kd previsti dall’allegato 1 al D.P.R. 158/99, fornendo idonea motivazione dei valori scelti qualora divergenti dai valori minimi.

Art. 14 – Piano finanziario

1. La determinazione delle tariffa del tributo avviene sulla base del piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti urbani, ai sensi dell’art. 14, comma 23, del D.L. 201/2011 convertito in L. 214/2011. Il piano finanziario è redatto dal soggetto gestore del servizio.
2. Il piano finanziario comprende:
a. il programma degli investimenti necessari;
b. il piano finanziario degli investimenti;
c. la specifica dei beni, delle strutture e dei servizi disponibili, nonché il ricorso eventuale all’utilizzo di beni e strutture di terzi, o all’affidamento di servizi a terzi;
d. le risorse finanziarie necessarie.
3. Al piano finanziario deve essere allegata una relazione nella quale sono indicati:
a. il modello gestionale ed organizzativo;
b. i livelli di qualità del servizio;
c. la ricognizione degli impianti esistenti;
d. indicazione degli scostamenti che si sono eventualmente verificati rispetto all’anno precedente e le relative motivazioni;
e. ulteriori eventuali altri elementi richiesti dall’autorità competente all’approvazione.

Art. 15 – Classificazione delle utenze non domestiche

1. Per le utenze non domestiche, sino a che non siano messi a punto e resi operativi sistemi di misurazione delle quantità di rifiuti effettivamente prodotti dalle singole utenze, i locali e le aree con diversa destinazione d’uso vengono accorpati in classi di attività omogenee, per l’attribuzione rispettivamente della quota fissa e della quota variabile della tariffa, come riportato nell’allegato 1 del presente regolamento.
2. Nel caso di attività distintamente classificate svolte nell’ambito degli stessi locali o aree scoperte, per le quali non sia possibile distinguere quale parte sia occupata dall’una o dall’altra si applicheranno i parametri relativi all’attività prevalente. Le attività economiche non incluse esplicitamente nell’elenco saranno inserite nella categoria tariffaria con più similare produttività potenziale di rifiuti.
3. La tariffa applicabile per ogni attività economica, determinata in base alla classificazione operata secondo i commi precedenti, è unica anche se le superfici che servono per l’esercizio dell’attività stessa presentano diversa destinazione d’uso. (es. superficie di vendita, esposizione, deposito, ufficio, ecc.) e sono ubicate in luoghi diversi.
4. Per i locali adibiti ad utenze domestiche ove parte della superficie sia destinata allo svolgimento di una attività il tributo dovuto per quest’ultima superficie dovrà essere ridotto dell’importo già versato come utenza domestica.

Art. 16 – Determinazione del numero degli occupanti delle utenze domestiche

1. Fino all’anno successivo a quello di entrata in vigore del regolamento statale di cui all’art. 14, comma 12, del D.L. 201/2011 convertito in L. 214/2011, la tariffa del tributo per le utenze domestiche è commisurata, oltre che alla superficie, anche al numero dei componenti, secondo quanto previsto dal D.P.R. 158/1999.
2. Per le utenze domestiche occupate da nuclei familiari che vi hanno stabilito la loro residenza, ai fini dell’applicazione del tributo, si fa riferimento alla composizione del nucleo familiare risultante dai registri anagrafici comunali. Nel numero dei componenti devono essere altresì considerati i soggetti che, pur non avendo la residenza nell’unità abitativa, risultano ivi dimoranti. Le variazioni del numero dei componenti devono essere denunciate.
3. I soggetti che risultano iscritti negli elenchi anagrafici del Comune risultanti residenti in una determinata unità abitativa possono non essere considerati previa presentazione di idonea comunicazione ai fini della determinazione del numero dei componenti nel caso in cui si tratti di:
a. anziano collocato in casa di riposo;
b. soggetto che svolge attività di studio o di lavoro all’estero per un periodo superiore a 6 mesi.
4. Per le abitazioni diverse da quelle di residenza anagrafica, effettivamente utilizzabili, in quanto allacciate ai pubblici servizi, tenute sfitte e/o disposizione dei proprietari o possessori, comunque residenti nel comune di Treviso, sono assoggettate al tributo calcolato con arrotondamento per eccesso per un nucleo familiare equivalente alla media risultante fra gli abitanti residenti e la superficie totale delle relative abitazioni civili presenti sul territorio comunale, tale valore, alla data di approvazione del presente regolamento, è stabilito in un componente ogni mq. 52.
5. Per le utenze domestiche occupate e/o a disposizione di persone non fisiche, il numero degli occupanti si presume pari al nucleo familiare medio risultante nel comune, salvo diversa specifica indicazione nella dichiarazione dei soggetti fisici che occupano l’immobile. In caso di utilizzi superiori a mesi 6 nel corso del medesimo anno, soggetto passivo sarà l’occupante.

Art. 17 – Obbligazione tributaria

1. L’obbligazione tributaria decorre dal primo giorno del mese successivo alla data in cui inizia l’occupazione, la detenzione o, nell’ipotesi di cui all’art. 5, comma 2, il possesso.
2. L’obbligazione tributaria cessa dal primo giorno del mese successivo alla data di presentazione della relativa denuncia di cessazione dell’occupazione, la detenzione o il possesso, a condizione che il contribuente presenti la dichiarazione di cessata occupazione.
3. La cessazione dà diritto al rimborso del tributo secondo quanto stabilito dal successivo articolo 25.

Art. 18 – Mancato svolgimento del servizio

1. In caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti o di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento, nonché di interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall’autorità sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o all’ambiente, il tributo è dovuto dai contribuenti coinvolti nella sola quota fissa.

Art. 19 – Riduzione per la raccolta differenziata da parte delle utenze domestiche

1. Per le utenze domestiche che provvedono a smaltire in proprio gli scarti compostabili mediante compostaggio domestico è prevista una riduzione del 20% della quota variabile della tariffa del tributo, con effetto dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di presentazione di apposita istanza nella quale si attesta che verrà praticato il compostaggio domestico per l’anno successivo in modo continuativo. Suddetta istanza sarà valida anche per gli anni successivi, purché non siano mutate le condizioni, con obbligo per il soggetto passivo di comunicare al Comune/soggetto gestore la cessazione dello svolgimento dell’attività di compostaggio. Con la presentazione della sopra citata istanza il medesimo autorizza altresì il Comune/soggetto gestore a provvedere a verifiche, anche periodiche, al fine di accertare la reale pratica di compostaggio.
2. L’agevolazione indicata nel precedente comma verrà calcolata a consuntivo con compensazione con il tributo dovuto per l’anno successivo o rimborso dell’eventuale eccedenza pagata nel caso di incapienza.

Art. 20 – Riduzione per le utenze non domestiche

1. Le utenze non domestiche che dimostrino di aver avviato al recupero rifiuti speciali assimilati agli urbani hanno diritto ad una riduzione del tributo nella quota variabile.
2. La riduzione del comma precedente viene calcolata in base al rapporto tra il quantitativo di rifiuti assimilati agli urbani avviati al recupero nel corso dell’anno solare e la produzione complessiva di rifiuti assimilati agli urbani prodotti dall’utenza nel corso del medesimo anno. La riduzione così determinata non può essere, comunque, superiore al 30% della quota variabile del tributo.
3. Al fine del calcolo della precedente riduzione, i titolari delle utenze non domestiche sono tenuti a presentare apposita dichiarazione attestante la quantità di rifiuti avviati al recupero nel corso dell’anno solare precedente ed, in via sostitutiva, ai sensi del DPR 445/2000, la quantità complessiva di rifiuti assimilati agli urbani prodotti dall’unità locale. A tale dichiarazione dovranno altresì allegare copia di tutti i formulari di trasporto, di cui all’art. 193 del D. Lgs. 152/2006, relativi ai rifiuti recuperati, debitamente controfirmati dal destinatario, o adeguata documentazione comprovante la quantità dei rifiuti assimilati avviati al recupero, in conformità delle normative vigenti. E’ facoltà del Comune, comunque, richiedere ai predetti soggetti copia del modello unico di denuncia (MUD) per l’anno di riferimento o altra documentazione equivalente. Qualora si dovessero rilevare delle difformità tra quanto dichiarato e quanto risultante nel MUD/altra documentazione, tali da comportare una minore riduzione spettante, si provvederà a recuperare la quota di riduzione indebitamente applicata. Se l’interessato non è in grado di indicare la quantità complessiva di rifiuti prodotti o la stessa non viene dichiarata, per il calcolo dell’incentivo si considera come quantità totale di rifiuti prodotti il risultato della moltiplicazione tra la superficie assoggettata al tributo dell’attività ed il coefficiente di produzione annuo per l’attribuzione della quota variabile della tariffa (coefficiente Kd) della categoria corrispondente, indicato nel provvedimento di determinazione annuale delle tariffe.
4. Le agevolazioni indicate nei precedenti commi verranno calcolate a consuntivo con compensazione con il tributo tariffa dovuta per l’anno successivo o rimborso dell’eventuale eccedenza pagata nel caso di incapienza.

Art. 21 – Riduzioni tariffarie

1. Ai sensi dell’art. 14, comma 15, del D.L. 201/2011 convertito in L. 214/2011, la tariffa del tributo è ridotta nelle seguenti ipotesi:
a. abitazioni con unico occupante: riduzione del 10%.
2. Le riduzioni tariffarie sopra indicate competono a richiesta dell’interessato e decorrono dall’anno successivo a quello della richiesta, salvo che non siano domandate contestualmente alla dichiarazione di inizio occupazione/detenzione o possesso o di variazione, nel cui caso hanno la stessa decorrenza della dichiarazione. Il contribuente è tenuto a dichiarare il venir meno delle condizioni che danno diritto alla loro applicazione entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione di variazione.

Art. 22 – Tributo giornaliero

1. Per il servizio di gestione dei rifiuti assimilati prodotti dai soggetti che occupano o detengono temporaneamente, con o senza autorizzazione, locali o aree pubbliche o di uso pubblico, è dovuto il tributo giornaliero.
2. L’occupazione o la detenzione è temporanea quando si protrae per periodi inferiori a 183 giorni nel corso dello stesso anno solare.
3. La tariffa del tributo giornaliero è commisurata per ciascun metro quadrato di superficie occupata, per giorno o frazione di giorno di occupazione.
4. La tariffa giornaliera è fissata, per ogni categoria, nella misura di 1/365 della tariffa annuale del tributo (quota fissa e quota variabile) maggiorata del 100 %. E’ facoltà del soggetto passivo chiedere il pagamento della tariffa annuale del tributo.
5. Nel caso di svolgimento dell’attività o di durata dell’occupazione superiore o pari a 183 giorni dell’anno solare è dovuta comunque la tariffa annuale del tributo.
6. L’obbligo della dichiarazione dell’uso temporaneo è assolto con il pagamento del tributo da effettuarsi con le modalità ed i termini previsti per la tassa per l’occupazione temporanea di spazi ed aree pubbliche e, a partire dall’entrata in vigore dell’imposta municipale secondaria di cui all’art. 11 del D. Lgs. 23/2011, secondo i termini e le modalità di pagamento della stessa.
7. Alla tariffa del tributo giornaliero si applica la maggiorazione di cui all’art. 23.
8. Al tributo giornaliero si applicano, in quanto compatibili, tutte le disposizioni del tributo annuale.
9. L’ufficio comunale addetto al rilascio delle concessioni per l’occupazione del suolo pubblico e quello addetto alla vigilanza sono tenuti a comunicare all’ufficio tributi ed al soggetto gestore tutte le concessioni rilasciate, nonché eventuali occupazioni abusive riscontrate.

Art. 23 – Componente servizi del tributo

1. Alla tariffa della componente rifiuti del tributo, determinata secondo le disposizioni precedenti, si applica una maggiorazione di 0,30 euro per metro quadrato di superficie soggetta allo stesso.
2. Il gettito della maggiorazione è destinato a copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili del comune.
3. Il Consiglio comunale, con la deliberazione di fissazione annuale delle tariffe della componente rifiuti del servizio, può incrementare la maggiorazione del comma 1 fino a 0,40 € /mq, anche graduandola in base alla tipologia degli immobili e della zona di ubicazione degli stessi.
4. Alla maggiorazione di cui al presente articolo si applicano le riduzioni tariffarie previste dal vigente regolamento.
5. Non si applica alla maggiorazione il tributo provinciale di cui all’art. 19 del D. Lgs. 504/92.

Art. 24 – Tributo provinciale

1. E’ fatta salva l’applicazione del tributo provinciale per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione ed igiene ambientale di cui all’art. 19 del D. Lgs. 504/92.
2. Il tributo è commisurato alla superficie dei locali e delle aree assoggettabili al tributo ed è applicato nelle misura percentuale deliberata dalla Provincia, con esclusione della maggiorazione di cui all’art. 23.

Art. 25 – Dichiarazione di inizio, variazione e cessazione

1. Il verificarsi del presupposto per l’assoggettamento al tributo determina l’obbligo per il soggetto passivo di presentare apposita dichiarazione di inizio occupazione/detenzione o possesso dei locali o delle aree soggette.
2. Nell’ipotesi di più soggetti obbligati in solido, la dichiarazione può essere presentata anche da uno solo degli occupanti/detentori o possessori.
3. I soggetti obbligati provvedono a consegnare al soggetto gestore la dichiarazione, redatta sui moduli appositamente predisposti dallo stesso, entro il termine di 15 giorni dalla data dell’inizio dell’occupazione, della detenzione o del possesso. La dichiarazione può essere consegnata o direttamente o a mezzo posta con raccomandata a/r o a mezzo fax, allegando fotocopia del documento d’identità, o tramite PEC. La denuncia si intende consegnata all’atto del ricevimento da parte del soggetto gestore nel caso di consegna diretta, alla data di spedizione risultante dal timbro postale nel caso di invio postale, o alla data del rapporto di ricevimento nel caso di invio a mezzo fax o di ricezione informatica nel caso della PEC.
4. Ai fini dell’applicazione del tributo la dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi, sempre che non si verifichino modificazioni dei dati dichiarati da cui consegua un diverso ammontare del tributo. In quest’ultimo caso il contribuente è obbligato a presentare apposita dichiarazione di variazione entro il termine di 15 giorni dalla data del verificarsi della variazione.
5. La dichiarazione sia originaria che di variazione deve contenere i seguenti elementi:
Utenze domestiche
a. Generalità dell’occupante/detentore/possessore, il codice fiscale, la residenza;
b. Generalità del soggetto denunciante se diverso dal contribuente, con indicazione della qualifica;
c. Estremi catastali, indirizzo di ubicazione, superficie calpestabile (solo per i locali e le aree non soggette al criterio della superficie catastale) e destinazione d’uso dei singoli locali;
d. Numero degli occupanti i locali;
e. Generalità e codice fiscale dei soggetti non residenti nei medesimi;
f. Data in cui ha avuto inizio l’occupazione/detenzione o il possesso dei locali o in cui è intervenuta la variazione;
Utenze non domestiche
a. Denominazione della ditta o ragione sociale della società, relativo scopo sociale o istituzionale della persona giuridica, sede principale o legale, codice fiscale e partita IVA, codice ATECO dell’attività;
b. Generalità del soggetto denunciante, con indicazione della qualifica;
c. Persone fisiche che hanno la rappresentanza e l’amministrazione della società;
d. Estremi catastali, indirizzo di ubicazione, superficie tassabile (solo per i locali e le aree non soggette al criterio della superficie catastale) e destinazione d’uso dei singoli locali ed aree denunciati e loro partizioni interne;
e. Data di inizio dell’occupazione o della conduzione o di variazione degli elementi denunciati.
La denuncia deve essere regolarmente sottoscritta. Nell’ipotesi di invia per PEC la dichiarazione deve essere comunque sottoscritta, anche con firma digitale.
6. La dichiarazione di cessata occupazione/detenzione o possesso dei locali o delle aree deve essere presentata dal dichiarante originario o dai soggetti conviventi entro 15 giorni dalla cessazione, con l’indicazione di tutti gli elementi atti a comprovare la stessa. In tale ipotesi il contribuente ha diritto al rimborso del tributo relativo alla restante parte dell’anno dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si è verificata la cessazione.
7. In caso di mancata presentazione della dichiarazione nel corso dell’anno di cessazione il tributo non è dovuto per le annualità successive se il contribuente dimostra di non aver continuato l’occupazione, la detenzione o il possesso dei locali e delle aree ovvero se il tributo è stato assolto dal soggetto subentrante a seguito di dichiarazione o in sede di recupero d’ufficio.
8. Nel caso di decesso del contribuente, i familiari conviventi o gli eredi dello stesso, dovranno provvedere alla presentazione della dichiarazione di cessazione entro 30 giorni dalla data del decesso.

Art. 26 – Riscossione

1. Il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi è versato direttamente al Comune, mediante bollettino di conto corrente postale o modello di pagamento unificato o tramite tesoriere.
2. Il soggetto gestore provvede all’invio ai contribuenti di un apposito avviso di pagamento, contenente l’importo dovuto distintamente per la componente rifiuti, la componente servizi ed il tributo provinciale, l’ubicazione e la superficie dei locali e delle aree su cui è applicata la tariffa, la destinazione d’uso dichiarata o accertata, le tariffe applicate, l’importo di ogni singola rata e le scadenze. L’avviso di pagamento deve contenere altresì tutti gli elementi previsto dall’art. 7 della L. 212/2000.
3. Il pagamento degli importi dovuti deve essere effettuato in almeno quattro rate trimestrali, scadenti alla fine del mese di gennaio, aprile, luglio e ottobre di ogni anno, o in unica soluzione entro il mese di giugno. Eventuali conguagli di anni precedenti o dell’anno in corso possono essere riscossi anche in unica soluzione. L’importo complessivo del tributo annuo dovuto da versare è arrotondato all’euro superiore o inferiore a seconda che le cifre decimali siano superiori o inferiori/pari a 49 centesimi, in base a quanto previsto dal comma 166, art. 1, della L. 296/2006.
4. Il Comune provvede al riversamento alla Provincia del tributo provinciale di cui all’art. 19 del D. Lgs. 504/92 riscosso, secondo la periodicità e le modalità che saranno concordate con il medesimo Ente o secondo quanto stabilito da specifiche disposizioni. Per la riscossione il soggetto gestore ha diritto a trattenere il compenso previsto dal citato art. 19.
5. In fase di prima applicazione per l’anno 2013 il pagamento degli importi dovuti deve essere effettuato in quattro rate, scadenti alla fine del mese di aprile, giugno, settembre e novembre o in unica soluzione entro il mese di giugno.

Art. 27 – Rimborsi e compensazione

1. Il soggetto passivo deve richiedere il rimborso delle somme versate e non dovute, entro il termine di 5 anni dalla data del pagamento ovvero dal giorno in cui è stato definitivamente accertato il diritto alla restituzione.
2. Il Comune provvederà al rimborso entro 180 giorni dalla presentazione della richiesta.
3. Sulle somme da rimborsare sono corrisposti gli interessi calcolati nella misura indicata nel regolamento comunale delle entrate, secondo il criterio dettato dal comma 165 dell’art. 1 della L. 296/06, con decorrenza dalla data dell’eseguito versamento.

Art. 28 – Importi minimi

1. Il contribuente non è tenuto al versamento del tributo qualora l’importo annuale dovuto, comprensivo della maggiorazione e del tributo provinciale è inferiore ad € 12.
2. Non si procede alla notifica di avvisi di accertamento qualora l’importo complessivamente dovuto, inclusivo di tariffa, interessi e sanzioni è inferiore ad € 30,00, esclusa l’ipotesi di ripetuta violazione degli obblighi di versamento del tributo.
3. Non sono eseguiti rimborsi di importo annuale dovuto inferiore al medesimo limite di cui al comma 1.

Art. 29 – Funzionario responsabile

1. A norma dell’art. 14, comma 36, del D.L. 201/2011 convertito in L. 214/2011, la Giunta Comunale, nel caso di gestione diretta ed interna del Comune, designa il funzionario responsabile del tributo a cui sono attribuiti tutti i poteri per l’esercizio di ogni attività organizzativa e gestionale, compreso quello di sottoscrivere i provvedimenti afferenti a tali attività, nonché la rappresentanza in giudizio per le controversie relative allo stesso tributo.

Art. 30 – Verifiche ed accertamenti

1. Il Funzionario Responsabile del tributo, nel caso di gestione diretta ed interna del Comune, svolge le attività necessarie al controllo dei dati contenuti nella denuncia T.A.R.E.S., e le attività di controllo per la corretta applicazione del tributo. A tal fine può:
a. inviare al contribuente questionari, da restituire debitamente compilati entro il termine di 60 giorni dalla notifica;
b. utilizzare, nel rispetto delle vigenti disposizioni di tutela del trattamento dei dati personali, dati presentati per altri fini, ovvero richiedere ad uffici pubblici o ad enti di gestione di servizi pubblici, dati e notizie rilevanti nei confronti delle singole contribuenti, in esenzione di spese e diritti;
c. accedere ai locali ed alle aree assoggettabili al tributo, mediante personale debitamente autorizzato, dando preavviso al contribuente di almeno 7 giorni. In caso di mancata collaborazione del contribuente od altro impedimento alla diretta rilevazione l’ente procede all’accertamento sulla base di presunzioni semplici di cui all’art. 2729 del codice civile. Per le operazioni di cui sopra, il Comune ha facoltà di avvalersi:
– degli accertatori di cui ai commi 179-182, art. 1, della L. 296/2006, ove nominati;
– del proprio personale dipendente;
– di soggetti privati o pubblici di provata affidabilità e competenza, con il quale medesimo può stipulare apposite convenzioni.
Per accedere agli immobili il personale di cui sopra dovrà essere appositamente autorizzato ed esibire apposito documento di riconoscimento.
d. utilizzare tutte le banche dati messe a disposizione dall’Agenzia delle Entrate e dall’Agenzia del Territorio.
2. Per le finalità del presente articolo, tutti gli uffici comunali sono obbligati a trasmettere all’ufficio tributi, nel rispetto delle vigenti normative in materia di trattamento dei dati personali, periodicamente copia o elenchi:
– delle concessioni per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche;
– dei provvedimenti di abitabilità/agibilità rilasciati per l’uso dei locali ed aree;
– dei provvedimenti relativi all’esercizio di attività artigianali, commerciali fisse o itineranti;
– di ogni variazione anagrafica relativa alla nascita, decesso, variazione di residenza e domicilio della popolazione residente.
3. Nei casi di in cui dalle verifiche condotte sui versamenti eseguiti dai contribuenti e dai riscontri operati in base ai precedenti commi, venga riscontrata la mancanza, l’insufficienza o la tardività del versamento ovvero l’infedeltà, l’incompletezza o l’omissione della dichiarazione originaria o di variazione, il Comune provvederà alla notifica di apposito avviso di accertamento motivato in rettifica o d’ufficio, a norma dei commi 161 e 162 dell’art. 1 della L. 296/2006, comprensivo del tributo o del maggiore tributo dovuto, oltre che degli interessi e delle sanzioni e delle spese. L’avviso di accertamento deve essere sottoscritto dal funzionario responsabile del tributo.
4. Il versamento delle somme dovute a seguito della notifica degli avvisi di accertamento avviene mediante bollettino postale o modello di pagamento unificato.
5. L’attività di accertamento e successiva riscossione del tributo possono essere affidate, in virtù delle norme vigenti anche all’esterno, ai soggetti indicati nell’art. 52, comma 5, del D. Lgs. 446/97.

Art. 31 – Accertamento con adesione

1. Ai sensi dell’art. 50 della L. 27/12/1997, n. 449 si applica al tributo comunale sui rifiuti e sui servizi l’istituto dell’accertamento con adesione, così come disciplinato dal vigente regolamento comunale delle Entrate Tributarie, approvato dal Consiglio Comunale con atto n. 9 del 26.02.2008.

Art. 32 – Sanzioni ed interessi

1. In caso di omesso, insufficiente o tardivo versamento del tributo risultante dalla dichiarazione alle prescritte scadenze viene irrogata la sanzione del 30% dell’importo omesso o tardivamente versato, stabilita dall’art. 13 del D. Lgs. 472/97. Per la predetta sanzione non è ammessa la definizione agevolata ai sensi dell’art. 17, comma 3, del D. Lgs. 472/97.
2. In caso di omessa presentazione della dichiarazione, si applica la sanzione dal 100% al 200% del tributo non versato, con un minimo di € 50,00.
3. In caso di infedele dichiarazione, si applica la sanzione dal 50% al 100% del tributo non versato, con un minimo di € 50,00.
4. In caso di mancata, incompleta o infedele risposta al questionario entro il termine di 60 giorni dalla notifica dello stesso, si applica la sanzione da € 100 a € 500.
5. Le sanzioni di cui ai precedenti commi 2 e 3 sono ridotte di un terzo se, entro il termine per la proposizione del ricorso, interviene acquiescenza del contribuente, con pagamento del tributo, se dovuto, della sanzione ridotta e degli interessi.
6. Sulle somme dovute a titolo di tariffa si applicano gli interessi nella misura prevista dal vigente regolamento comunale delle entrate, secondo le modalità ivi stabilite. I suddetti interessi sono calcolati dalla data di esigibilità del tributo.

Art. 33 – Riscossione coattiva

1. In mancanza di adempimento dell’avviso di cui al precedente articolo, entro il termine di 60 giorni dalla notificazione, sarà effettuata la riscossione coattiva secondo le modalità consentite dalle normative vigenti.

Art. 34 – Trattamento dei dati personali

1. I dati acquisiti al fine dell’applicazione della tributo sono trattati nel rispetto del D. Lgs. 196/2003.

Art. 35 – Tariffa comunale sui rifiuti e sui servizi

1. Il Comune può prevedere l’applicazione di una tariffa avente natura corrispettiva, in luogo del tributo nel caso in cui il soggetto affidatario del servizio di gestione dei rifiuti urbani realizzi sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico o realizzi sistemi di gestione caratterizzati dall’utilizzo di correttivi ai criteri di ripartizione del servizio finalizzati ad attuare un effettivo modello di tariffa commisurata al servizio reso.
2. Il costo del servizio da coprire con la tariffa è determinato sulla base dei criteri stabiliti nel regolamento ministeriale di cui all’art. 14, comma 12, D.L. 201/2011 convertito in L. 214/2011.
3. La tariffa viene applicata e riscossa dal soggetto affidatario del servizio di gestione dei rifiuti urbani.
4. Il Comune può affidare, anche disgiuntamente, le fasi di gestione, riscossione ed accertamento della maggiorazione di cui al comma 13 dell’art.14 del D.L 201/2011 convertito in L. 214/2011 ai soggetti di cui al comma 5 dell’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997 n. 446 nonché al soggetto affidatario del servizio gestione dei rifiuti urbani.
5. Per quanto non previsto in questo articolo si applicano le altre norme del presente regolamento in quanto compatibili con la natura di corrispettivo della tariffa.

Art. 36 – Norma di rinvio

1. Per quanto non espressamente previsto dal presente regolamento si rinvia alle disposizioni contenute nell’art. 14 del D.L. 201/2011 convertito in L. 214/2011, nel regolamento statale previsto dall’art. 14, comma 12, dello stesso D.L. 201/2011 e, in via transitoria fino all’anno successivo a quello di entrata in vigore del citato regolamento statale, nel DPR 27/04/1999, n. 158 e successive modificazioni ed integrazioni nonché alle altre norme legislative e regolamentari vigenti in materia.

Art. 37 – Norme transitorie e finali

1. Le disposizioni del presente regolamento hanno effetto a decorrere dal 01/01/2013.
2. Alla data di entrata in vigore del tributo disciplinato dal presente regolamento, a norma dell’art. 14, comma 46, del D.L. 201/2011 convertito in L. 214/2011 è soppressa l’applicazione della Tariffa integrata ambientale. Rimane ferma l’applicazione di tutte le relative norme legislative e regolamentari per lo svolgimento dell’attività di accertamento del tributo relativo alle annualità pregresse.
3. Per la prima applicazione del tributo si considereranno valide tutte le denunce prodotte in precedenza ai fini della Tarsu o della Tariffa di igiene ambientale o della Tariffa integrata ambientale, opportunamente integrate con gli elementi in esse non contenuti, necessari per l’applicazione della tributo comunale sui rifiuti e sui servizi. Suddetti elementi saranno ottenuti ricorrendo alle informazioni già presenti sulle banche dati a disposizione dell’ente, ove queste non siano sufficienti, per mezzo di apposite richieste presentate agli utenti.

ALLEGATO 1

1) TABELLA UTENZE DOMESTICHE

 

01

ABITAZIONE-COMPONENTI NUCLEO N. 1

02

ABITAZIONE-COMPONENTI NUCLEO N. 2

03

ABITAZIONE-COMPONENTI NUCLEO N. 3

04

ABITAZIONE-COMPONENTI NUCLEO N. 4

05

ABITAZIONE-COMPONENTI NUCLEO N. 5

06

ABITAZIONE-COMPONENTI NUCLEO > 5

 

2) TABELLA UTENZE NON DOMESTICHE

 

Numero categoria

Attività con omogenea potenzialità di produzione dei rifiuti

01

MUSEI, BIBLIOTECHE, SCUOLE, ASSOCIAZIONI E LUOGHI DI CULTO

02

CINEMATOGRAFI E TEATRI

03

AUTORIMESSE E MAGAZZINI SENZA ALCUNA VENDITA DIRETTA

04

CAMPEGGI, DISTRIBUTORI CARBURANTI E IMPIANTI SPORTIVI

05

STABILIMENTI BALNEARI

06

ESPOSIZIONI E AUTOSALONI

07

ALBERGHI CON RISTORANTE

08

ALBERGHI SENZA RISTORANTE

09

CASE DI CURA E RIPOSO

10

OSPEDALI

11

UFFICI, AGENZIE E STUDI PROFESSIONALI

12

BANCHE ED ISTITUTI DI CREDITO

13

NEGOZI ABBIGLIAMENTO, CALZATURE, LIBRERIA, CARTOLERIA, FERRAMENTA E ALTRI BENI DUREVOLI

14

EDICOLA, FARMACIA, TABACCAIO E PLURILICENZE

15

NEGOZI PARTICOLARI QUALI FILATERIA, TENDE E TESSUTI, TAPPETI, CAPPELLI E OMBRELLI

16

BANCHI DI MERCATO BENI DUREVOLI

17

ATTIVITA’ ARTIGIANALI TIPO BOTTEGHE: PARRUCCHIERE, BARBIERE E ESTETISTA

18

ATTIVITA’ ARTIGIANALI TIPO BOTTEGHE: FALEGNAME, IDRAULICO, FABBRO E ELETTRICISTA

19

CARROZZERIA, AUTOFFICINA E ELETTRAUTO

20

ATTIVITA’ INDUSTRIALI CON CAPANNONI DI PRODUZIONE

21

ATTIVITA’ ARTIGIANALI DI PRODUZIONE BENI SPECIFICI

22

RISTORANTI, TRATTORIE, OSTERIE, PIZZERIE, PUB, BIRRERIE

23

MENSE, BIRRERIE E AMBURGHERIE

24

BAR, CAFFE’ E PASTICCERIA

25

SUPERMERCATO, PANE E PASTA, MACELLERIA, SALUMI E FORMAGGI E GENERI ALIMENTARI

26

PLURILICENZE ALIMENTARI E/O MISTE

27

ORTOFRUTTA, PESCHERIE, FIORI E PIANTE E PIZZA AL TAGLIO

28

IPERMERCATI DI GENERI MISTI

29

BANCHI DI MERCATO GENERI ALIMENTARI

30

DISCOTECHE E NIGHT CLUB

31

EDIFICI COMUNALI

 

NOTE:

Settore / Servizio responsabile: Settore Ragioneria e finanze / Servizio Tributario e tariffario
Approvazione / Ultima modifica: Deliberazione di Consiglio comunale n. 71 del 9.12.2012
Contenuto ultima modifica: – – –


Data ultima modifica: 26/08/2013