SI RACCOMANDA DI RECARSI PRESSO GLI UFFICI COMUNALI SOLO PER INDEROGABILI URGENZE
ORARIO DEGLI UFFICI COMUNALI

VERDE PUBBLICO E PRIVATO

(versione stampabile, senza allegati, in formato pdf – gli allegati sono scaricabili in fondo alla pagina)

COMUNE DI TREVISO
– REGOLAMENTI –

VERDE PUBBLICO E
PRIVATO


Carta dei diritti del verde

Regolamento per la tutela del verde pubblico e privato

PREMESSA.. 2

TITOLO I – DISPOSIZIONI INTRODUTTIVE.. 2

Art.
1 – Finalità e principi3

Art.
2 – Campo di applicazione.. 3

Art.
3 – Compiti del Comune.. 4

TITOLO II
– NORME GENERALI PER LA TUTELA DEL VERDE.. 5

Art.
4 – Tipologie degli alberi tutelati e ambito di applicazione.. 5

Art.
5 – Abbattimenti degli alberi tutelati6

Art.
6 – Compensazione ambientale e compensazione economica.. 7

Art.
7 – Potature.. 7

Art.
8 – Tutela degli alberi di pregio e monumentali9

Art.
9  – Interventi sugli alberi di
pregio.. 10

Art. 10
– Interventi sugli alberi di monumentali10

Art. 11 – Tutela dell’area di rispetto
delle alberature esistenti10

Art. 12 – Tutela delle alberature e del
verde nei cantieri11

Art. 13 – Danneggiamento delle alberature
private.. 12

Art. 14 – Danneggiamento delle alberature
pubbliche.. 12

Art. 15 – Tutela delle siepi campestri e
macchie arbustive nel verde agricolo.. 13

Art. 16 – Difesa fitosanitaria.. 14

TITOLO III
– Norme generali per la progettazione e riqualificazione del verde pubblico.. 14

Art. 17 – Progettazione delle aree verdi
pubbliche.. 14

TITOLO IV
– Uso e fruizione aree verdi pubbliche.. 15

Art. 18 – Norme di comportamento per l’uso
delle aree verdi pubbliche.. 15

Art. 19 – Comportamenti ed azioni soggetti
ad autorizzazione.. 17

Art. 20 – Orti urbani17

Art. 21 – Affidamento, Adozione e
Sponsorizzazione.. 18

TITOLO V –
Tutela del territorio.. 18

Art. 22 – Gestione e cura del verde
pubblico.. 18

Art. 23 – Manutenzione del verde privato.. 19

TITOLO VI
– Sanzioni e Vigilanza.. 20

Art. 24 – Sanzioni20

Art. 25 – Vigilanza.. 20

TITOLO VII
– Disposizioni finali e transitorie.. 20

Art. 26 – Abrogazione di norme preesistenti20

Art. 27 – Entrata in vigore.. 21

NOTE.. 21

ALLEGATI.. 21



PREMESSA

La vegetazione, in quanto elemento fondamentale del paesaggio, è un valore
tutelato dall’art. 9 della Costituzione della Repubblica e riveste un ruolo di
vitale importanza per l’ambiente, la qualità della vita e il paesaggio. La
città di Treviso riconosce questo valore e si impegna a mantenere ed a
incrementare la propria dotazione di verde, gestendo il patrimonio esistente
così da perpetuarlo a vantaggio delle generazioni future.
E’ oramai ampiamente riconosciuto e confermato da
numerose ricerche scientifiche che gli effetti positivi della vegetazione in
ambito urbano riguardano aspetti ecologici, sociali, estetici ed economici. I
benefici forniti dal verde urbano, però, non si limitano al miglioramento dei
parametri fisici e chimici della città ma rivestono un ruolo importante nella
vivibilità delle città esercitando anche un effetto positivo sul benessere
fisico e psicologico dei cittadini. Nell’ambito del verde urbano una
particolare attenzione va posta al patrimonio arboreo presente che, per le
valenze estetiche, storiche, architettoniche e sanitarie rappresenta un
elemento imprescindibile e fondamentale per ogni agglomerato urbano. Nel
contesto cittadino, gli alberi risentono di numerosi fattori negativi di
origine antropica come l’inquinamento atmosferico, l’impermeabilizzazione e la
carenza nutritiva dei suoli, gli ostacoli allo sviluppo radicale ed epigeo e
soprattutto le lesioni meccaniche di vario tipo originate da scavi e cantieri
in genere, da parcheggi non regolamentati ma anche dalle potature necessarie
per contenerne le dimensioni e non ostacolare o danneggiare traffico,
illuminazione, edifici ed altro.
Per questi motivi la progettazione delle aree verdi, la loro gestione e gli
interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, ma anche tutti gli altri
interventi che fanno capo a Settori diversi dell’Amministrazione, ad Enti
esterni ed ai privati, che incidono in qualche misura su aree verdi o alberate,
devono essere attuati nel rispetto del patrimonio naturale esistente in città e
in conformità alle condizioni ambientali in cui questa si sviluppa.

TITOLO
I – DISPOSIZIONI INTRODUTTIVE

Art.   1 – Finalità e principi

1. L’Amministrazione comunale, con il presente regolamento e
nell’osservanza dei principi ed indirizzi fissati dalle leggi vigenti e in
particolare nell’ambito degli indirizzi espressi dalla L.10/2013 recante norme
per lo sviluppo degli spazi verdi urbani, intende tutelare, attraverso
l’operato dei propri uffici e l’impegno attivo della cittadinanza, il verde
pubblico e privato del proprio territorio, in quanto esso costituisce
importante risorsa naturale e patrimonio storico-ambientale della città.
2. Il presente regolamento riconosce e valorizza le seguenti funzioni svolte
dal verde:
–  ambientale, climatica, ecologica, di sicurezza
idrogeologica;
–  paesaggistica, estetica e decorativa;
–  educativa, culturale e storica;
–  economica;
–  igienica;
–  psicologica e ricreativa.
3. Il presente regolamento indica, inoltre, le linee guida nella tutela delle
aree verdi esistenti, nella formazione di nuove aree verdi e detta disposizioni
di difesa:
–  delle alberature, degli arbusti e
delle siepi;
– 
dei parchi e dei giardini
pubblici e privati;
–  delle aree di pregio ambientale,
quali aree boschive, macchie, siepi, vegetazione ripariale;
–  delle sponde dei fiumi, torrenti e
dei canali.
4. Il presente regolamento indica anche le modalità di coinvolgimento del
cittadino per la promozione della cultura del verde, l’affidamento e la
sponsorizzazione degli spazi verdi al fine della loro gestione e manutenzione.
5. Il presente regolamento si configura come strumento operativo settoriale ed
è redatto in coerenza con le politiche territoriali e ambientali che l’Amministrazione
comunale intende perseguire e contenute negli strumenti di pianificazione
generale comunali.
6. Il presente regolamento si applica fatto salvo quanto previsto dagli
strumenti regolamentari e dalle norme legislative sovraordinate.

Art.   2 – Campo di
applicazione

1. Il presente
regolamento si applica al verde urbano e verde agricolo così come definito
nella vigente normativa  urbanistica,
sia esso pubblico o privato,  presente
nel territorio comunale.
2. Sono disciplinati dal presente regolamento:
–  le aree destinate a verde pubblico e
privato;
–  le alberature stradali;
–  gli alberi e gli arbusti di parchi e
giardini pubblici o privati;
–  le aree a vocazione orticola con
funzioni sociali;
–  le aree cimiteriali, i giardini
scolastici e di pertinenza di edifici pubblici ed impianti sportivi.
3. Sono esclusi dalla presente normativa:
–  gli alberi, siepi e arbusti
costituenti colture specializzate con finalità produttive, quali alberi da
frutto, alberi da legno in coltivazione intensiva, impianti di origine
esclusivamente artificiale quali disposti su una o più file parallele in pieno
campo, boschi cedui, pioppeti, vivai.
4. Sono altresì escluse dalla presente normativa:
–  le aree che ricadono in zona soggetta
ai vincoli di tutela dei beni culturali ai sensi del D. Lgs. n.42/2004 parte
seconda, soggette al parere e/o nulla-osta rilasciato dal competente ufficio
della Soprintendenza Beni Architettonici e Paesaggistici;
– le aree classificate dal PRG vigente come sottozone E1.S1 – E1.S2 – E2.S1 –
E2.S2 in cui sono vigenti le NTA del Parco Naturale Regionale del Fiume Sile
(PNRS).

Art.   3 – Compiti
del Comune

L’Amministrazione
comunale si impegna a costituire entro il termine di sei mesi dall’approvazione
del presente regolamento la Consulta del Verde, che ne verificherà
l’applicazione ed esprimerà indirizzi sulle problematiche relative al verde
anche in termini programmatori. Tale organo verrà rinnovato periodicamente ogni
tre anni, con successivi ed appositi provvedimenti.
2. La Consulta è composta da:
–  l’assessore pro tempore al Verde (o
suo delegato);
–  il presidente pro tempore della
Commissione consiliare competente (o suo delegato);
– un numero di componenti da un minimo di tre ad un massimo di sette
individuati nelle seguenti categorie:

un rappresentante dei dottori forestali individuato dal relativo ordine
professionale;

un rappresentante dei dottori agronomi individuato dal relativo ordine
professionale;

un rappresentante degli architetti paesaggisti individuato dal relativo
ordine professionale;

rappresentanti di associazioni ed enti aventi competenza nelle tematiche
della tutela e dello sviluppo del verde.
3. Il Dirigente del Settore/Servizio competente si impegna a relazionare
annualmente alla Consulta del Verde i risultati di gestione del presente
regolamento.
4. L’Amministrazione comunale si impegna a fornire ai cittadini indicazioni
utili alla realizzazione ed alla gestione del verde anche attraverso incontri
pubblici e materiale informativo.
5. L’Amministrazione comunale, in coordinamento con la Consulta del Verde, si
impegna a rendere efficace il presente regolamento e a pubblicizzarlo fornendo
occasioni di informazione e formazione ai cittadini e alle ditte che operano
sul verde.
6. L’Amministrazione comunale si impegna ad aggiornare il censimento
georeferenziato del patrimonio arboreo pubblico, già presente nel portale
Platform Gis comunale, e a pubblicare le informazioni relative ai censimenti
effettuati.
7. L’Amministrazione comunale si impegna a pianificare ed eseguire sul verde di
proprietà comunale interventi colturali ed operazioni di manutenzione ordinaria
e straordinaria. La cittadinanza sarà informata, attraverso i mezzi informatici
e di comunicazione nel caso di interventi di particolare rilevanza sul verde
pubblico.
8. L’Amministrazione comunale si impegna nell’attivazione presso le scuole di
eventi informativi ed iniziative per la valorizzazione, il rispetto e la tutela
del verde in coerenza con il presente regolamento.
9. L’Amministrazione comunale si impegna, compatibilmente con il rispetto dei
vincoli di bilancio, ad incrementare ogni anno, quantitativamente e
qualitativamente, il proprio patrimonio pubblico come dagli indirizzi espressi
dalla L.10/2013.

 

TITOLO II – NORME GENERALI PER LA TUTELA DEL VERDE

Art.   4 –
Tipologie degli alberi tutelati e ambito di applicazione

1. In base al
presente regolamento sono oggetto di tutela su tutto il territorio comunale,
ovvero ne è vietato l’abbattimento ed il danneggiamento a qualsiasi titolo, gli
alberi pubblici e privati aventi un diametro del tronco, misurato ad un’altezza
di 130 cm dal suolo, superiore a 70 cm nel caso di specie di prima grandezza,
superiore a 50 cm per le specie di seconda grandezza e superiore a 30 cm per le
specie di terza grandezza.
La suddivisione delle specie per classi di grandezza è riportato nell’Allegato
E al presente regolamento.
2. L’abbattimento degli alberi di cui
al comma 1 è consentito solo nei seguenti casi particolari:
–  alberi morti;
–  alberi deperenti per presenza di
fitopatologie e compromessa architettura arborea tali da ledere
irrimediabilmente la fisiologia e il valore dell’albero medesimo;
–  pericoli per l’incolumità di persone
o cose connessa alla presenza di alberi, anche in relazione alla suscettibilità
dell’area;
–  rischi di danni strutturali e/o di
interferenze funzionali ad opere
esistenti, sia pubbliche che private, (quali edifici, manufatti,
infrastrutture, reti di servizi) oggettivamente documentati e con dimostrazione
di impossibilità economica – esecutiva ad adottare soluzioni alternative
diverse dall’abbattimento;
–  presenza di una sentenza giudiziaria;
–  interventi di riqualificazione
ambientale o di riassetto di un’area verde e/o alberate che comporti il
miglioramento ambientale dell’area stessa;
– interventi di realizzazione di un’opera edilizia pubblica, di un piano
particolareggiato o di opere edili private che comunque impediscano il
legittimo soddisfacimento dei diritti edificatori nel rispetto delle normative
urbanistiche ed edilizie.
3. In ambito di una progettazione e/o riqualificazione è consentita la
sostituzione graduale di un popolamento arboreo coetaneo o para-coetaneo,
maturo o stramaturo, l’eliminazione di specie esotiche, la sostituzione in caso
di errato utilizzo della specie in fase giovanile in considerazione delle note
potenzialità di sviluppo della stessa nella fase adulta o di vecchiaia.
4. Qualora ricorrano i casi di cui ai commi 2 e 3 del presente articolo, la
situazione di fatto che determina la necessità dell’abbattimento dovrà essere
documentata, con apposita perizia tecnica redatta da parte di professionista
abilitato e con effettive competenze in fitoatria, da allegare alle
comunicazioni di cui al successivo articolo 5.
5. Ai fini del presente regolamento per professionista abilitato s’intende il
tecnico iscritto agli albi dei dottori agronomi e dottori forestali, periti
agrari e agrotecnici.

Art.   5 –
Abbattimenti degli alberi tutelati

1. Per l’abbattimento di alberi oggetto di tutela
di cui all’articolo 4 il proprietario o l’avente titolo devono presentare, per
il tramite del professionista abilitato, una comunicazione telematica a mezzo
PEC indirizzata al Settore/Servizio comunale competente, almeno 30 giorni prima
dell’abbattimento medesimo.
2.
La comunicazione preventiva dovrà essere
corredata della necessaria documentazione come da modulistica predisposta
dall’Amministrazione comunale riportata nell’Allegato A.
3. Nel caso sia necessaria, ai fini dello svolgimento degli interventi,
l’occupazione temporanea di area pubblica o pubblica via, si rinvia alla
specifica disciplina regolamentare per l’occupazione di suolo pubblico.
4. In caso di pericolo imminente di danni a persone, animali o cose il
proprietario o l’avente titolo possono procedere all’abbattimento, dandone
preventiva comunicazione telematica a mezzo PEC all’autorità preposta (Polizia
Locale) e al Settore/Servizio comunale competente, almeno 48 ore prima.
5. La comunicazione a carattere di urgenza dovrà essere corredata della
necessaria documentazione comprovante l’effettiva presenza di difetti e/o
alterazioni di tipo biomeccanico che compromettono la stabilità della pianta,
redatta da professionista abilitato, come da modulistica predisposta
dall’Amministrazione comunale riportata nell’Allegato B.
6. L’Amministrazione comunale provvede tramite il Responsabile del procedimento
alla verifica della comunicazione pervenuta, alla disamina della documentazione
allegata e si riserva di eseguire verifiche a campione.
7. Il proprietario o l’avente titolo deve provvedere affinché sul luogo, ove si
svolge l’intervento, sia disponibile l’originale o la copia fotostatica della
comunicazione e documentazione presentata all’Amministrazione comunale.
8. Per l’abbattimento di alberi oggetto di tutela di cui ai commi 1 dell’articolo
4, avvenuto in assenza di comunicazione preventiva, sarà applicata la sanzione
prevista nell’Allegato H.
9. Per l’abbattimento di alberi oggetto di tutela di cui al comma 1
dell’articolo 4, per i quali sia accertata l’assenza dei casi previsti al comma
2 e 3 dell’articolo 4 o invalidità delle prove documentali del pericolo
imminente, sarà applicata la sanzione prevista nell’Allegato H.
10. Per le piante abbattute in assenza di comunicazione preventiva o a seguito
di accertamento dell’insussistenza dei casi previsti al comma 2 e 3
dell’articolo 4 o invalidità delle prove documentali del pericolo imminente, il
proprietario o l’avente titolo devono inoltre provvedere alla monetizzazione
degli oneri corrispondenti alla sostituzione dell’albero abbattuto calcolati ai
sensi dell’articolo 6.

Art.   6 –
Compensazione ambientale e compensazione economica

1. La compensazione
ambientale è il reintegro degli individui arborei rimossi o danneggiati a
seguito di presentazione delle comunicazioni di cui all’articolo 5.
2. Ogni albero abbattuto deve essere sostituito all’interno della medesima area
privata o in altra area privata all’interno del territorio comunale con alberi
della stessa specie botanica o di altre specie, secondo un progetto coerente
con obiettivi di miglioramento ambientale, sostenibilità, incremento della
biodiversità, maggiore stabilità biologica e resistenza alle avversità.
Il progettista non dovrà limitarsi al campo delle sole piante autoctone ma
individuare la specie più idonea anche tra quelle naturalizzate o di
consolidato uso.
3. In caso di non disponibilità di aree private per l’impianto degli esemplari
sostitutivi, è possibile eseguire lo stesso su aree di proprietà pubblica,
concordando luogo e specie con il Settore/Servizio comunale competente.
4. Il numero di individui da porre a dimora in sostituzione di ciascun albero
abbattuto non potrà essere inferiore a due individui (rapporto 2:1) e dovrà
essere proporzionato alle dimensioni dell’area di interesse. La sostituzione
dovrà rispettare le distanze dai confine imposte dalla legge, oltre ad
eventuali altre norme applicabili.
5. Le dimensioni degli alberi da porre a dimora in sostituzione di ciascun
albero abbattuto dovranno essere non inferiori a 16 – 18 cm di circonferenza
del tronco misurata ad un metro di altezza.
6. La compensazione economica è la corresponsione all’Amministrazione comunale
di un corrispettivo monetario pari al valore ornamentale degli alberi abbattuti
in assenza della presentazione delle comunicazioni di cui all’articolo 5 o a
seguito di accertamento dell’assenza dei casi previsti al comma 2 e 3  dell’articolo 4 ovvero invalidità delle
prove documentali del pericolo imminente.
7. La stima del valore ornamentale, deve avvenire secondo la metodologia
riportata nell’Allegato F del presente regolamento.
8. Qualora il proprietario o l’avente titolo dichiari di non poter procedere
alla compensazione ambientale ovvero sostituzione degli alberi abbattuti in
area privata o pubblica, secondo quanto indicato nei precedenti, è tenuto alla
compensazione economica di cui al comma 6.
9. Qualora, in caso di abbattimento abusivo di un albero oggetto di
salvaguardia, non sia possibile risalire con certezza alla circonferenza del
tronco dell’albero, per il calcolo del valore ornamentale la circonferenza del
tronco è fissata in 240 cm misurati ad un metro di altezza.
10. I proventi della monetizzazione derivanti dalla compensazione economica
verranno utilizzati dall’Amministrazione comunale per finanziare l’impianto di
nuove aree verdi, di nuove alberature pubbliche e la loro cura e mantenimento.

Art.   7 – Potature

1. La potatura
rappresenta la pratica colturale che maggiormente impatta le condizioni di
vegetazione degli alberi e se eseguita in modo scorretto comporta perdita di
vigoria e salute, della solidità strutturale e del valore ornamentale oltre ad
un aumento dei costi di gestione a fronte di una riduzione delle irrinunciabili
funzioni svolte dagli alberi.
2. La potatura corretta in ambiente urbano deve essere finalizzata alla
promozione di condizioni di salute ed integrità strutturale degli alberi, al
fine della creazione e del mantenimento nel tempo di condizioni di
sostenibilità della gestione.
3. In particolare, per quanto riguarda l’ambiente urbano, la potatura deve
essere finalizzata al conseguimento di alcuni obiettivi come:
–  favorire la longevità della pianta;
–  mantenere il più possibile il
portamento voluto;
–  risolvere i problemi di sicurezza, di
interferenza con la viabilità urbana, con gli edifici, manufatti ed infrastrutture;
–  risolvere i problemi di ingombro.

4. I periodi
dell’anno in cui eseguire la potatura sono i seguenti:
–  dalla fine di novembre a marzo,
durante il massimo riposo vegetativo della pianta, per la potatura delle
latifoglie a foglia caduca e persistente;
–  nel periodo tardo invernale per le
latifoglie sempreverdi e per le conifere;
–  nel periodo estivo per potatura verde
con tagli di piccole dimensioni;
–  tutto l’anno per gli interventi di
rimonda del secco, su branche e rami morti, e per gli interventi cesori su
siepi o arbusti a forma obbligata.
5. E’ vietato il taglio di rami di diametro superiore a 20 cm tranne in caso di
grave ed imminente situazione di pericolo per persone o cose o in caso di
interventi di recupero della chioma eseguiti con tecniche appropriate e
debitamente motivate dal professionista abilitato, responsabile della direzione
lavori. Per l’inosservanza di tale divieto sarà applicata la sanzione prevista
nell’Allegato H.
6. La recisione di radici con diametro maggiore di 2 cm deve essere eseguita
con tagli netti. E’ severamente vietata la recisione a strappo delle radici e
la lesione delle stesse con ferite laceranti, al fine di evitare l’insorgenza e
la successiva propagazione di patologie radicali. Per l’inosservanza di tale divieto
sarà applicata la sanzione prevista nell’Allegato H.
7. E’ vietato l’uso di attrezzi meccanici rotanti (sfrangiatori) per potare
alberi, cespugli e siepi, in quanto producono lesioni fortemente lacerate,
sfilacciamenti, tagli multipli nei fusti e favoriscono la propagazione di
fitopatogeni da ferita. Per l’inosservanza di tale divieto sarà applicata la
sanzione prevista nell’Allegato H.
8. E’ vietata la capitozzatura degli esemplari arborei ornamentali, poiché tale
tipologia di intervento danneggia gravemente e irrimediabilmente gli alberi,
favorendo l’insorgenza di patologie del legno e rendendo più instabile e
pericolosa la pianta. La capitozzatura inoltre accorcia la vita dell’albero e
ne snatura la forma della chioma. Per l’inosservanza di tale divieto sarà
applicata la sanzione prevista nell’Allegato H.
9. Non rientrano negli interventi di capitozzatura i tagli eseguiti per:
–  mitigazione di una condizione di
oggettiva pericolosità dell’albero, debitamente documentata da perizia tecnica
redatta da professionista abilitato;
–  necessità di conservazione di
alberature coltivate nella forma “a testa di salice”;
–  riduzione di branche o di
ramificazioni che interferiscono pericolosamente con linee e impianti aerei
(linee elettriche, filoviarie, ferroviarie ecc.), con edifici, manufatti o
infrastrutture aeree.
10. Qualora la capitozzatura abusiva determini un pregiudizio per la
sopravvivenza dell’albero, con la necessità di ricorrere all’abbattimento dello
stesso entro 24 mesi, oltre alla prevista sanzione amministrativa i
responsabili devono provvedere alla monetizzazione degli oneri corrispondenti
alla sostituzione dell’albero abbattuto, calcolata ai sensi dell’articolo 6.
11. Nel caso sia necessaria, ai fini dello svolgimento degli interventi,
l’occupazione temporanea di area pubblica o pubblica via, si rinvia alla
specifica disciplina regolamentare per l’occupazione di suolo pubblico.

Art.   8 – Tutela
degli alberi di pregio e monumentali

1.
L’Amministrazione comunale promuove la tutela e la
valorizzazione degli alberi riconosciuti di pregio e monumentali a livello
comunale. Gli alberi di pregio e monumentali, sia pubblici che privati,
tutelati dal presente regolamento si suddividono in:
– 
alberi monumentali tutelati
con apposito decreto regionale;
–  alberature definite “meritevoli di
tutela” in base alla vigente normativa
urbanistica;
–  alberature di pregio individuate
secondo i criteri specificati nel successivo comma 2.
2. Il Settore/Servizio comunale competente valuta preventivamente gli alberi segnalati
dai cittadini per l’eventuale inserimento
nell’elenco degli alberi di pregio del territorio comunale secondo i seguenti
criteri:
a. 
gli alberi per essere di
pregio devono avere un diametro del tronco, misurato ad un’altezza di 130 cm
dal suolo, superiore a 80 cm nel caso di specie di prima grandezza, superiore a
60 cm per le specie di seconda grandezza e superiore a 40 cm per le specie di
terza grandezza.
La suddivisione delle specie per classi di grandezza è riportato nell’Allegato
E al presente regolamento.
b.  significativo pregio paesaggistico,
storico, culturale, botanico;
c.  essere un riferimento tradizionale
per la cittadinanza.
3. Le segnalazioni pervenute dal proprietario o l’avente titolo di alberi di
pregio, tramite la modulistica predisposta dall’Amministrazione comunale
riportata nell’Allegato D al presente regolamento, al fine di inserirle
nell’elenco degli alberi di pregio, saranno rese note alla Consulta del Verde
di cui all’art. 3 nell’ambito della relazione annuale.
4. Per le segnalazioni di alberi monumentali del territorio comunale, di cui
alla Legge 10/2013 e al Decreto del Ministero delle Politiche Agricole
Alimentari e Forestali del 23/10/2014, il Settore/Servizio comunale competente
avvia ogni procedura necessaria presso gli Enti preposti e sovraordinati per il
riconoscimento del pregio monumentale secondo la procedura approvata dal
Amministrazione comunale con DGC n. 124 del 29/04/2015.

Art.   9  – Interventi sugli alberi di pregio

1. Il proprietario
o l’avente titolo di alberi di pregio deve adottare tutti gli accorgimenti
utili per non danneggiare e comunque modificare la struttura dell’albero, deve
inoltre proteggere gli alberi da eventuali agenti nocivi, eliminando le cause
di danno alla vitalità degli stessi.
2. Per gli interventi di abbattimento degli alberi di pregio di cui
all’articolo 8 si rinvia alle modalità e alle prescrizioni di cui agli articoli
4 e 5 del presente regolamento.
3. Per l’abbattimento di alberi di pregio di cui all’articolo 8, avvenuto in
assenza di comunicazione preventiva sarà applicata la sanzione prevista
nell’Allegato H.
4. Per l’abbattimento di alberi di pregio di cui all’articolo 8, per i quali
sia accertata l’assenza dei casi previsti ai commi 2 e 3 dell’articolo 4 ovvero
invalidità delle prove documentali del pericolo imminente sarà applicata la
sanzione prevista nell’Allegato H.

Art. 10  –
Interventi sugli alberi di monumentali

Il proprietario o
l’avente titolo di alberi monumentali deve adottare tutti gli accorgimenti
utili per non danneggiare e comunque modificare la struttura dell’albero come
disposto dalla normativa nazionale e regionale vigente.

Gli interventi di
abbattimento, manutenzione e conservazione di alberi monumentali devono
avvenire previa autorizzazione presso gli Enti preposti come disposto
dalla normativa nazionale e regionale vigente.

Per gli interventi
di cui al comma 2 non autorizzati e per i danneggiamenti di alberi monumentali
si applicano le sanzioni amministrative dell’articolo 5 della Legge regionale
n. 78 del 13/08/2002, come riportate nell’Allegato H al presente regolamento.

Art. 11 – Tutela dell’area di rispetto delle alberature
esistenti

1. L’area di
rispetto degli alberi è la superficie necessaria a garantire la vita delle
piante in condizioni soddisfacenti e varia in base alle dimensioni
dell’individuo arboreo.
2. Gli alberi in base alle dimensioni (altezza) che raggiungono alla maturità,
si dividono in tre classi:

Classi di altezza

Altezza (metri)

Prima classe di
altezza

> 16 metri

Seconda classe di
altezza

> 10  < 16 metri

Terza classe di
altezza

< 10 metri

3. L’area di rispetto degli alberi, basata sullo sviluppo dell’apparato aereo e
di quello radicale, è definita dalla circonferenza a terra avente come centro
il fusto dell’albero secondo il seguente schema:

Classi di altezza

Raggio (metri)

Prima classe di altezza

4 metri

Seconda classe di altezza

3 metri

Terza classe di altezza

2 metri

Esemplari monumentali o di
pregio

Proiezione a terra della
chioma

4. All’interno dell’area di rispetto sono vietati tutti gli interventi che
possono causare danno, deperimento o morte della pianta o che possono in
qualche modo metterne a rischio il normale sviluppo quali:
–  impermeabilizzazione del suolo
all’aria e all’acqua, anche per costipamento;
–  posa di basamenti ed installazione di
pali per l’illuminazione o di cartelli pubblicitari.
5. Qualora attorno agli alberi si realizzino pavimentazioni impermeabili,
quali, ad esempio in asfalto o in calcestruzzo, si dovrà lasciare permeabile
l’intera superficie dell’area di rispetto.
6. Per i piccoli interventi, quali, a titolo esemplificativo, la posa di
cordonate, la posa di basamenti per panchine, eccetera (e comunque per opere
che non intacchino l’apparato radicale) è possibile derogare fino alla distanza
minima dalla base del tronco di 2 metri, ad eccezione delle alberature di
pregio e monumentali.
7. All’interno dell’area di rispetto sono altresì vietati i comportamenti  di cui al successivo articolo 15.
8. Per la violazione dell’area di rispetto sarà applicata la sanzione prevista
nell’Allegato H, oltre che all’eventuale indennizzo dei danni causati al
patrimonio arboreo tenendo conto sia del valore ornamentale che del danno
fisiologico riportato nell’Allegato F al presente regolamento.

Art. 12 – Tutela delle alberature e del verde nei cantieri

1. Nelle aree di
cantiere è fatto obbligo di adottare tutti gli accorgimenti necessari ad
evitare qualsiasi danneggiamento ovvero qualsiasi attività che possa
compromettere in modo diretto o indiretto la salute, lo sviluppo e la stabilità
delle piante.
2. Tutti gli alberi presenti nell’ambito del cantiere vanno muniti di un solido
dispositivo di protezione, costituito da una robusta recinzione rigida che
consenta di evitare danni a fusto, chioma e apparato radicale con distanza dal
tronco pari all’area di rispetto.
3. Nell’area di rispetto è vietato la posa di pavimentazione impermeabili,
anche se temporanee, l’accatastamento di attrezzature e materiali alla base o
contro le piante, arredi ecc., l’infissione di chiodi o appoggi,
l’installazione di corpi illuminanti e di cavi elettrici sugli alberi,
l’imbragamento dei tronchi, ecc. Particolare attenzione dovrà essere posta
nello smaltimento delle acque di lavaggio, nella manipolazione e accumulo in
cantiere di altre sostanze inquinanti (carburanti, lubrificanti, leganti, ecc.)
nonché nel governo delle fonti di calore e di fuoco. Nel caso di esemplari
arborei di particolare pregio o conformazione, potrà essere richiesta
l’interdizione del cantiere della superficie corrispondente alla proiezione
della chioma sul terreno per mezzo di opportuna recinzione.
4. Il Direttore dei lavori dovrà inoltre accertarsi dell’eventuale  presenza di reti tecnologiche, manufatti,
tubazioni, cavidotti, pozzetti, irrigatori, ali gocciolanti, ecc. o qualsiasi
altro elemento interrato presente all’interno dell’area d’intervento,
individuarne la posizione e verificarne l’interferenza con le operazioni
previste dal progetto o necessarie alla realizzazione dello stesso. In caso di
verificata interferenza, e prima di procedere con le operazioni, è fatto
obbligo alla Direzione Lavori chiedere un sopralluogo congiunto con gli uffici
tecnici competenti.
5. Nel caso di interventi che coinvolgono alberature e spazi verdi pubblici
l’esecutore deve, in ogni caso, nominare un professionista abilitato il quale
provvederà a redigere preventivamente una dettagliata relazione degli
interventi e/o interferenze previste a carico del patrimonio pubblico, a
vigilare sulla corretta esecuzione degli interventi ed infine a rilasciare una
dichiarazione che attesti la corretta esecuzione dell’intervento e l’assenza di
danni a carico delle alberature.
6. La documentazione di cui al comma 5 dovrà essere trasmessa al
Settore/Servizio competente tramite la modulistica di cui all’Allegato C.

Art. 13 – Danneggiamento delle alberature private

1. Il
comportamento, colposo o doloso, che provochi un qualsiasi danneggiamento alle
alberature private sottoposte a tutela dal presente regolamento è soggetto alle
sanzioni previste nell’Allegato H, fatti salvi i diritti di terzi.
2. Sono considerati danneggiamenti alle alberature i seguenti comportamenti:
–  provocare lesioni e/o scortecciature,
alle ramificazioni, al fusto, al colletto, agli apparati radicali,
intenzionalmente o per inosservanza delle norme di tutela delle alberature nei
lavori edili e in qualsiasi altra attività svolta sugli alberi o nelle loro
vicinanze;
–  spargimento o versamento accidentale
e/o volontario di qualsiasi sostanza nociva e/o fitotossica, quali ad esempio
sali, olii minerali, acidi, basi, carburanti, vernici e altre sostanze aventi
effetto consolidante del suolo;
–  accendere fuochi ai piedi dell’albero
o all’interno dell’area di rispetto dell’albero;
–  affiggere chiodi, cavi, filo di ferro
o altro materiale lesivo dell’albero.
3. Qualora il danneggiamento determini un pregiudizio per la sopravvivenza
delle alberature, con la necessità di ricorrere al loro abbattimento, sarà
applicata la sanzione prevista nell’Allegato H, oltre che alla monetizzazione
degli oneri corrispondenti alla sostituzione dell’albero abbattuto, calcolata
ai sensi dell’articolo 6.
4. In caso di danneggiamento di alberi privati di pregio di cui all’art. 8,
sarà applicata la sanzione prevista nell’Allegato H, oltre che all’eventuale
indennizzo dei danni causati al patrimonio arboreo tenendo conto sia del valore
ornamentale che del danno fisiologico di cui all’Allegato F.

Art. 14 – Danneggiamento delle alberature pubbliche

1. Fatta salva
l’applicazione delle sanzioni eventualmente previste da norme di legge, è
vietato qualsiasi comportamento, doloso o colposo, che provochi il
danneggiamento del patrimonio arboreo pubblico.
2. In particolare, nelle aree di rispetto delle alberature pubbliche così come
definite nell’articolo 11, o sulle piante stesse sono vietati i seguenti
comportamenti:
–  spargimento o versamento accidentale
e/o volontario di qualsiasi sostanza nociva e/o fitotossica, quali ad esempio
sali, olii minerali, acidi, basi, carburanti, vernici e altre sostanze aventi
effetto consolidante del suolo;
–  deposito permanente e/o temporaneo di
fusti o bidoni di prodotti chimici;
–  deposito permanente e/o temporaneo di
materiale di costruzione e lavorazione di qualsiasi genere;
–  combustione di sostanze di qualunque
natura;
–  installazione di attrezzature ed
elementi di cottura, o comunque di fonti dicalore, nelle
immediate vicinanze delle alberature;
–  impermeabilizzazione del terreno con
materiali di qualsiasi natura;
–  realizzazione di scarichi o
discariche, non autorizzati;
–  riporto ovvero asporto di terreno o
di qualsiasi altro materiali nella zona basale a ridosso del colletto e degli
apparati radicali, con variazione del piano di campagna originario;
–  interramento di inerti o di materiali
di risulta;
–  lavori di scavo di qualsiasi natura
con mezzi meccanici che possano compromettere gli apparati radicali;
–  causare ferite, abrasioni,
lacerazioni, lesioni e rotture di qualsiasi parte della pianta;
–  affissione diretta con chiodi, cavi,
filo di ferro, o materiale in estensibile di cartelli, manifesti e simili;
– utilizzare le alberature quali elementi di controventamento e fissaggio di
tende, gazebi e similari anche temporanei.
3. Qualora sussistano le condizioni dovranno essere ripristinate le condizioni
orginarie presenti prima dei danneggiamenti.
4. Il mancato rispetto di tali divieti comporterà una sanzione amministrativa
come prevista nell’Allegato H oltre che all’eventuale indennizzo dei danni
causati al patrimonio arboreo tenendo conto sia del valore ornamentale che del
danno fisiologico di cui all’Allegato F.

Art. 15 – Tutela delle siepi campestri e macchie arbustive
nel verde agricolo

1. E’ vietato
qualsiasi comportamento, doloso o colposo, che provochi il danneggiamento delle
siepi campestri e delle macchie arbustive che presentano  funzioni ecologiche ed ambientali in base
alla vigente normativa  urbanistica.
2. È consentita la loro manutenzione con interventi atti a preservarne
l’esistenza e la capacità rigenerativa.
3. L’estirpazione delle siepi campestri e delle macchie arbustive è consentita
solo per esigenze di pubblica utilità, per esigenze fitosanitarie, per pericolo
d’incolumità a persone o cose e comunque dopo aver accertato l’impossibilità ad
adottare soluzioni alternative.
4. Per l’estirpazione delle siepi campestri e delle macchie arbustive il
proprietario o l’avente titolo devono presentare, per il tramite del
professionista abilitato, una comunicazione telematica a mezzo PEC indirizzata
al Settore/Servizio comunale competente, almeno 30 giorni prima dell’estirpazione
stessa.
5. La comunicazione preventiva dovrà essere corredata della necessaria
documentazione come da modulistica predisposta dal Amministrazione comunale
riportata nell’Allegato A.
6. Nei casi di abbattimenti o di estirpazioni non comunicati si applicheranno
le sanzioni previste nell’Allegato H, per ogni metro lineare di siepe o metro
quadrato di macchia arbustiva.
7. Nei casi di cui al comma 6, se l’estirpazione di siepi e macchie arbustivi
non rientra tra i casi consentiti al comma 3, è obbligatoria la sostituzione
delle siepi e delle macchie arbustive eliminate o in alternativa l’adozione di
idonei interventi che permettano di ripristinare la stessa massa vegetale anche
in zone adiacenti.
8. Quanto sopra non si applica agli interventi realizzati dal Consorzio di
bonifica e da altri enti competenti, volti a garantire il regolare deflusso
delle acque, degli scoli e dei fossi irrigui.
9. Sui sedimi dove sono state eliminate le siepi riparali e le macchie
arbustive, i proprietari o i conduttori dei fondi devono astenersi, per una
fascia di 2 m. dall’unghia del fosso, dall’utilizzo di frese al fine di
permettere la rigenerazione della vegetazione ripariale e delle macchie
arbustive.
10. Le operazioni agricole di aratura dovranno essere eseguite lasciando uno spazio
di almeno 2 m. dal ciglio del fosso allo scopo di permettere la rigenerazione
delle siepi.

Art. 16 – Difesa fitosanitaria

1. Allo scopo di
salvaguardare il patrimonio vegetale è obbligatorio, ai sensi della normativa
vigente in materia, prevenire la diffusione delle principali malattie e dei
parassiti animali e vegetali che possano diffondersi nell’ambiente e creare
danni al verde pubblico e/o privato.
2. Non si possono eseguire trattamenti fitosanitari durante la fioritura delle
piante. Il trattamento chimico è consentito soltanto qualora altri mezzi di
lotta si siano rivelati inefficaci. In tal caso, si dovranno utilizzare
prodotti a minor impatto ambientale, non dannosi per l’uomo, gli animali e
l’ambiente, nelle dosi, nei tempi e con le modalità di distribuzione più
idonee; ossia solo prodotti fitosanitari registrati.
3. I trattamenti fitosanitari dovranno comunque essere effettuati secondo la
normativa fitosanitaria vigente.
4. Si richiama l’osservanza puntuale di quanto disposto dalla normativa vigente
in materia di lotta obbligatoria contro il cancro colorato del Platano (Ceratocystis fimbriata) e contro la
processionaria del Pino (Thaumetopoea
pityocampa
).

TITOLO III – Norme
generali per la progettazione e riqualificazione del verde pubblico

Art. 17 – Progettazione delle aree verdi pubbliche

1. Ogni progetto
edilizio, che preveda modificazioni all’interno di un’area verde esistente,
deve contenere uno o più elaborati redatti da professionista abilitato e
competente da cui emergano chiaramente lo stato dei luoghi prima
dell’intervento e le eventuali modifiche apportate al sito a seguito
dell’esecuzione del progetto.
2. Per ogni intervento che insiste su un’area verde, è necessaria la
presentazione in aggiunta a quanto previsto dalla normativa vigente per la
richiesta del titolo abilitativo, della comunicazione di inizio attività o
della segnalazione certificata di inizio attività, delle seguente
documentazione minima:
a.  elaborato cartografico di rilievo
dello stato di fatto del verde,
corredato dalle caratteristiche botaniche (misure circonferenza o
diametro, genere e specie) e fitosanitarie delle alberature e
dell’individuazione dell’area di rispetto di ogni pianta, così come definita
all’articolo 11;
b.  elaborato cartografico di progetto
nel quale sia sviluppato il progetto del verde con indicazione delle superfici
permeabili, delle alberature da mantenere, delle specie arboree ed arbustive
previste, delle dimensioni delle piante da mettere in opera e relative aree di
rispetto. Nell’elaborato dovranno essere individuate le pavimentazioni di
progetto e le opere previste che possano interferire con le chiome o con
l’apparato radicale; nel caso di giardini storici, dovrà essere esposta una
corretta ricostruzione filologica degli assetti;
c.  elaborato cartografico comparativo
di sovrapposizione del verde esistente e di progetto, con l’indicazione di
piante, arbusti e siepi da conservare e di quelle da abbattere (giallo-rosso);
d.  relazione tecnica, che descriva
compiutamente l’intervento nel suo insieme, le analisi ambientali, le scelte
progettuali e le specifiche tecnico-agronomiche che s’intendono adottare;
dovranno inoltre essere fornite informazioni in merito all’inquadramento, alle
eventuali servitù aeree e sotterranee, alla valutazione delle eventuali
preesistenze arboree, ai soggetti arborei eventualmente da sottoporre a
trapianto;
e.  piano di manutenzione del verde di
progetto;
f. documentazione fotografica, che certifichi sia lo stato di fatto delle aree,
che le eventuali preesistenze arboree presenti.

TITOLO IV – Uso e
fruizione aree verdi pubbliche

Art. 18 – Norme di comportamento per l’uso delle aree
verdi pubbliche

1. La salvaguardia
delle aree verdi pubbliche è affidata al senso di responsabilità dei cittadini,
che sono tenuti ad osservare le norme del presente regolamento. In particolare,
le norme del presente articolo perseguono il fine di promuovere la funzione
culturale, sociale e ricreativa che il verde assolve, garantendone a tutti il
godimento senza turbative e salvaguardando l’ambiente da danni che potrebbero
derivare da un cattivo uso del verde medesimo.
2. All’interno delle aree a verde urbano, caratterizzate dalla variabile
dinamica della componente biotica (suolo, vegetazione, microfauna, ecc.) e
abiotica (attrezzature ludiche, arredi urbani, ecc.) è obbligatorio per la
popolazione tenere una condotta attiva dal punto di vista della sicurezza e
della sua verifica.
3. All’interno delle aree a verde pubblico è vietato:

–  adottare comportanti e/o attività che
costituiscano un pericolo per la sicurezza, che ostacolino lo svago e/o che
impediscano la normale fruizione a chiunque utilizzi le aree a verde pubblico;
–  eliminare, distruggere, danneggiare,
tagliare e minacciare in altro modo alberi e arbusti o parte di essi, nonché
danneggiare i prati, attaccare e/o appendere qualsiasi cosa sui rami;
–  raccogliere e asportare fiori, bulbi,
radici, semi, frutti, funghi, terriccio, muschio, strato superficiale di
terreno, minerali e reperti archeologici;

messa a dimora di
piante non regolarmente autorizzate.
–  abbandonare, catturare, molestare o
ferire intenzionalmente animali, nonché sottrarre uova e nidi, ad eccezione di
azioni regolarmente autorizzate per fini igienico sanitari;
–  provocare danni a strutture e
infrastrutture, e nello specifico imbrattare, deturpare, rimuovere, rendere
inutilizzati la segnaletica, gli arredi, i manufatti presenti negli spazi
verdi;
–  inquinare il terreno, le fontane,
corsi e raccolte d’acqua;

uso, sosta,
introduzione di qualsiasi mezzo a motore non autorizzato dal competente
ufficio;
–  spreco dell’acqua, servirsene per il
lavaggio di autoveicoli o quant’altro, danneggiamento delle fontane nonché il
gettare nelle medesime e nei laghetti oggetti solidi o liquidi;
–  accampamento di roulotte,
attendamenti e il campeggio in genere;
–  anticipare o protrarre la presenza
nell’area verde oltre gli orari di apertura e chiusura ove stabilito e
indicato;
–  usare impropriamente, ove presenti,
le strutture ludiche;
–  accendere fuochi se non sono presenti
apposite strutture;
–  installare attrezzature ed elementi
di cottura, o comunque di fonti di calore, nelle immediate vicinanze delle
alberature;
–  soddisfare le necessità fisiologiche
al di fuori delle strutture a ciò adibite;
–  occupare in qualsiasi modo il suolo o
svolgere qualsiasi attività commerciale, incluso l’apposizione di tabelloni o
cartellonistica di vario genere, senza l’acquisizione di autorizzazione o nulla
osta dal competente ufficio;
–  permettere ad un animale, in proprio
affidamento, di cacciare, molestare o ferire un altro animale o persone; a tale
scopo i cani devono essere condotti al guinzaglio e muniti di museruola;
–  permettere ad un animale, in proprio
affidamento, di imbrattare i viali e i giardini; il proprietario è tenuto a
raccogliere le deiezioni.
4. Tutte le attività consentite all’interno della aree verdi pubbliche si
possono svolgere ma nel rispetto dell’emissione di suoni che devono avere
intensità non superiore a quella stabilita dalle norme generali e specifiche in
materia a cui si rinvia (Piano di classificazione acustica, approvato con DCC
n. 28 del 29/06/2016).
5. Per quanto non previsto dal presente regolamento si rinvia al Regolamento
comunale di Polizia Urbana.
6. Il mancato rispetto di tali divieti comporterà una sanzione amministrativa
come definita nell’Allegato H, fatto salvi gli indennizzi dovuti per i danni
causati al patrimonio verde pubblico e alle alberature secondo la metodologia
di cui all’Allegato F.

Art. 19 – Comportamenti ed azioni soggetti ad
autorizzazione

1. Nelle aree
adibite a verde pubblico, ad esclusione del parco di Villa Margherita per il
quale si rimanda al successivo comma 3, l’Amministrazione comunale, previa
apposita richiesta dei singoli cittadini, enti pubblici o privati, società,
gruppi o associazioni, può autorizzare le seguenti attività condizionandole, se
necessario, all’adozione di specifici accorgimenti e modalità attuative volte
alla salvaguardia dell’area verde e delle installazioni ivi presenti:
–  organizzare assemblee, esposizioni,
rappresentazioni, parate, sfilate, spettacoli, manifestazioni culturali e
sportive;
–  installare attrezzature mobili;
–  introdurre veicoli a motore solo per
particolari e motivate esigenze e comunque al di fuori dei manti erbosi;
–  campeggiare o installare tende o
attrezzature da campeggio;
–  mettere a dimora piante ed introdurre
animali selvatici raccogliere semi, frutti ed erbe selvatiche;
–  esercitare forme di commercio o altre
attività;
–  utilizzare immagini delle aree a
verde pubblico per scopi pubblicitari;
–  affiggere e distribuire avvisi,
manifesti pubblicitari e qualsiasi altra stampa;
–  entrare a cavallo o introdurre altri
animali di grossa taglia.
2. Nel caso in cui le precedenti attività vengano svolte senza autorizzazione è
prevista la sanzione amministrativa riportata nell’Allegato H.
3. Nel Parco di Villa Margherita, fermi restando i divieti di cui all’art. 18
possono essere autorizzate unicamente attività compatibili con la tutela e la
storicità del parco, alle condizioni che saranno specificatamente previste di
volta in volta nell’atto autorizzativo rilasciato dall’Amministrazione comunale
e dalla Soprintendenza per i BB.AA. qualora dovuto. L’Amministrazione comunale
si riserva la facoltà di chiedere apposita polizza fideiussoria a garanzia di
copertura di eventuali danni al parco da quantificarsi in relazione all’entità
ed alla tipologia dell’evento.

Art. 20 – Orti urbani

1. Per orto urbano
si intende un appezzamento di superficie variabile da 20 a 40 mq, all’interno
di un terreno di proprietà comunale allestito e messo a disposizione agli
aventi titolo affinché sia utilizzato, con valenza sociale, di aggregazione e
didattica senza scopo di lucro, per la sola coltivazione di ortaggi, fiori e
piccoli frutti ad uso del concessionario, nel rispetto delle regole stabilite
dalla convenzione.
2. L’Amministrazione comunale realizza orti urbani su aree di proprietà
pubblica, con le finalità definite al comma 1 e in osservanza delle norme
stabilite dagli strumenti urbanistici vigenti.
3. L’Amministrazione comunale realizza gli orti urbani in funzione delle
richieste che perverranno in seguito ad avviso pubblico di manifestazione
d’interesse da parte dei cittadini.
4. Gli assegnatari dovranno costituirsi in forma associata, nominando un
referente delegato ai rapporti con l’Amministrazione comunale.
5. Le modalità ed i requisiti di assegnazione saranno definiti da apposito atto
di deliberazione comunale.
6. La gestione degli orti deve essere regolata da apposita convenzione e
regolamento approvati dall’Amministrazione comunale.

Art. 21 – Affidamento, Adozione e Sponsorizzazione

1. Nell’intento di
permettere e di regolamentare la partecipazione diretta di privati alle opere
di manutenzione delle aree a verde pubblico e alla gestione di servizi ad esse
collegati, l’Amministrazione comunale ha la facoltà di affidare a persone
fisiche o giuridiche, previa specifica richiesta formale ed accertata capacità,
la manutenzione di aree di verde pubblico, la gestione di servizi ad esse
collegati, nonché la realizzazione di interventi di sistemazione a verde, di
arredo urbano e di strutture finalizzate all’utilizzo del verde in generale.
2. Con il termine “affidamento” o “adozione” si intende la conduzione di opere
di manutenzione di aree verdi comunali, generalmente di piccola estensione, e/o
la gestione di servizi ad esse inerenti, svolta/e da privati in forma di
volontariato.
3. L’affidamento o adozione è regolato da apposite convenzioni e da un
disciplinare predisposto dall’Amministrazione comunale secondo le modalità
approvate con DGC n. 315 del 3 dicembre 2013.
4. Con il termine “sponsorizzazione” si intende la conduzione di opere di
manutenzione di aree verdi comunali, generalmente di piccola estensione, e/o la
gestione di servizi ad esse inerenti e/o la
realizzazione di interventi di sistemazione a verde o in materia di
arredo urbano, svolte da soggetti privati a titolo gratuito, in cambio
dell’installazione di una o più targhe informative realizzate e collocate
secondo le modalità di cui a successivo comma 6.
5. Nei casi di sponsorizzazione, è consentito allo sponsor di installare
nell’area verde una o più targhe informative (in numero da concordare con
l’ufficio tecnico) indicanti il nome ed, eventualmente, il logo del soggetto
esecutore delle opere, oltre al logo ed al nome del Comune. Tipologia, quantità
e durata di permanenza di tali targhe, saranno concordati tra l’Amministrazione
comunale e lo sponsor per ogni singolo caso.
6. La sponsorizzazione è regolata da apposito contratto e da un disciplinare
predisposto dall’Amministrazione comunale per ogni singolo caso nel rispetto
delle norme che regolano la procedura di sponsorizzazione di cui al D. Lgs. n.
50 del 18 aprile 2016, Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi
e forniture.

TITOLO V – Tutela
del territorio

Art. 22 – Gestione e cura del verde pubblico

1.
L’Amministrazione comunale intende gestire, attraverso l’operato dei propri
uffici e l’impegno attivo della cittadinanza, il proprio patrimonio verde
orientando il processo di cura e manutenzione verso criteri di sostenibilità
ambientale, sociale ed economica.
2. Il criterio ottimale per indirizzare la gestione verso la sostenibilità
ambientale è creare un modello di intervento ecologico basato sulla
differenziazione del trattamento degli spazi verdi in base alla loro
collocazione entro il tessuto urbano, all’intensità della loro fruizione da
parte della cittadinanza e alla loro funzione.
3. La cura delle aree e spazi verdi deve assicurarne sempre il mantenimento
nelle migliori condizioni, garantendone la pulizia e la sicurezza, la
conservazione in uno stato ottimale degli alberi, della vegetazione arbustiva
ed erbacea e delle superfici in genere, nonché la conservazione della loro
valenza ornamentale, secondo i criteri contenuti nel presente regolamento e nel
rispetto di norme sovraordinate.
4. Gli interventi colturali di manutenzione ordinaria e straordinaria sul verde
pubblico devono essere eseguiti a regola d’arte e sono sempre sottoposti al
controllo del Settore /Servizio competente. Gli stessi possono essere eseguiti
senza le comunicazioni previste nel presente regolamento, ma nel rispetto dei
suoi principi.
5. Nell’ambito dell’affidamento dei servizi di cura e manutenzione del verde
pubblico, dovrà essere garantita dall’impresa appaltante la presenza, in
qualità di responsabile tecnico, di un professionista abilitato con competenze
in fitoatria, iscritto agli albi dei dottori agronomi e dottori forestali,
periti agrari e agrotecnici. Gli incaricati della manutenzione dovranno
dimostrare un’adeguata preparazione professionale e la conoscenza delle
principali regole dell’arboricoltura ornamentale.
6. Qualora, Enti o Società erogatori di pubblici servizi debbano eseguire i
loro interventi in ambiti interessati da verde pubblico, sono tenuti a comunicarlo
preventivamente al Settore/Servizio competente, nonché a seguire le
prescrizioni che lo stesso detterà in relazione alla tipologia dell’opera  e alle caratteristiche del verde coinvolto.
7. Se, nel corso dei lavori di cui al comma precedente, sarà arrecato danno
alla vegetazione pubblica insistente sull’area, ad opere ultimate, saranno
posti a carico degli Enti esecutori tutti gli oneri relativi al ripristino del
patrimonio verde, oltre che all’eventuale indennizzo dei danni causati al
patrimonio arboreo tenendo conto sia del valore ornamentale che del danno
fisiologico di cui all’Allegato F.

Art. 23 – Manutenzione del verde privato

1. Al fine di
garantire il decoro e la salubrità dell’ambiente, di prevenire maleodoranze e
infestazioni animali, e per contrastare la diffusione degli incendi, è fatto
obbligo ai rispettivi conduttori, amministratori o proprietari di terreni ed
aree a verde o luoghi di uso comune di pertinenza dei fabbricati  di provvedere alla costante e periodica
manutenzione del sito, impedendo situazioni che possano essere causa
d’inconvenienti igienico-sanitari.
2. I proprietari di terreni, qualunque ne sia la destinazione o l’uso, devono
conservare i terreni stessi costantemente liberi da ristagni d’acqua, liquami
od impaludamenti, mantenendo i canali di scolo, fossati, ecc. in costante stato
di buon funzionamento, provvedendo al taglio delle erbe nel letto e sulle
scarpate, alla sistemazione delle rive, all’espurgo dei fossi esistenti e, ove
occorre, all’escavo di nuovi; i terreni medesimi devono altresì essere tenuti
sgombri da depositi di materiale di rifiuto.
Sui terreni non adibiti a coltura, le erbacce, gli sterpi, gli arbusti, i
cannetti, ecc. devono essere tagliati prima che raggiungano l’altezza di 60 cm.
Le siepi vive ed i rami degli alberi che si protendono oltre i limiti dei
recinti della proprietà verso l’altrui proprietà, le strade, viali e spazi
pubblici o aperti al pubblico devono essere opportunamente tagliati, nel
rispetto ed in ottemperanza delle vigenti norme e regolamenti.
3. E’ fatto obbligo ai rispettivi conduttori, amministratori o proprietari di
terreni ed aree a verde o luoghi di uso comune di pertinenza dei fabbricati
aventi il fronte sulle strade pubbliche o aperte al pubblico transito, di
provvedere all’eliminazione della vegetazione infestante almeno 2 volte l’anno,
effettuando idonei interventi entro il 30 giugno ed entro il 30 settembre, su
una fascia della profondità di almeno 5 metri dal bordo strada.
4. I proprietari e/o i conduttori degli immobili e dei terreni sono tenuti a
rispettare le distanze previste dal Codice Civile, ovvero dal vigente
regolamento edilizio qualora maggiormente tutelante, per la messa a dimora di
nuove alberature.
5. L’Amministrazione comunale può imporre con ordinanza il taglio di alberi ed
arbusti che non rispettano le condizioni di cui ai commi precedenti.
6. Ai trasgressori sarà comminata la sanzione amministrativa riportate
nell’Allegato H.

TITOLO VI – Sanzioni
e Vigilanza

Art. 24 – Sanzioni

1. Ogni violazione
ed inosservanza delle norme e prescrizioni del presente regolamento, fermo
restando l’applicazione delle più gravi sanzioni penali e/o amministrative
previste dalle leggi vigenti in materia, è punita con la sanzione
amministrativa pecuniaria da un minimo di euro 50,00 a un massimo di euro
500,00 in conformità della disciplina generale di cui al Capo I della L. 24
novembre 1981 n. 689; secondo quanto previsto dall’art. 7 bis del D.Lgs.18
agosto 2000 n. 267 (Testo Unico delle Leggi sull’Ordinamento degli Enti
Locali).
2. Le sanzioni di cui al comma precedente non escludono l’applicazione di
eventuali altre misure sanzionatorie previste dalle leggi e dalle normative
vigenti.
3. Per il procedimento di applicazione delle sanzioni pecuniarie, per la
definizione dei soggetti accertatori e per ogni altra disposizione si fa
riferimento al “Regolamento per l’applicazione delle sanzioni amministrative
per la violazione ai regolamenti e alle ordinanze comunali” già adottato
dall’Amministrazione comunale.
4. Le sanzioni amministrative al presente regolamento sono riportate
nell’Allegato H.

Art. 25 – Vigilanza

1. L’attività di vigilanza è esercitata
dall’Amministrazione comunale che si avvale del personale della Polizia Locale
o altri pubblici ufficiali appositamente autorizzati.

TITOLO VII – Disposizioni
finali e transitorie

Art. 26 – Abrogazione di norme preesistenti

1. Il presente
regolamento abroga ogni altra disposizione regolamentare comunale contraria o
incompatibile con la presente normativa.

Art. 27 – Entrata in vigore

1. Il presente
regolamento entra in vigore a partire dalla data di esecutività della
deliberazione di approvazione.

NOTE

Settore / Servizio responsabile: Settore lavori pubblici,
infrastrutture, sport
Approvazione: Deliberazione di Consiglio comunale n. 3 del 24.1.2018.

ALLEGATI



Allegato A
Allegato B
Allegato C
Allegato D
Allegato E
Allegato F
Allegato G
Allegato G-01
Allegato G-02
Allegato H

Data ultima modifica: 26/03/2019