Verifica della legittimità della consistenza dei fabbricati esistenti

Condizione necessaria per l’esecuzione di opere edilizie sui fabbricati esistenti è che la consistenza dello stato di fatto dell’immobile oggetto di intervento corrisponda a quella legittimata agli atti del Comune.

Pertanto, prima di procedere alla progettazione dell’intervento, bisogna verificare la legittimità della loro consistenza e, qualora ricorrano i presupposti previsti dalla normativa vigente, procedere a alla sanatoria eventuali difformità riscontrate.

In particolare, ai sensi dell’art. 36 del D.P.R. n. 380/2001, le difformità rispetto ad uno stato regolarmente autorizzato, possono essere sanate esclusivamente se sono conformi sia alla disciplina urbanistico/edilizia vigente al momento della loro esecuzione, sia a quella vigente al momento della richiesta di sanatoria (cosiddetto requisito della doppia conformità)

Per agevolare gli operatori sulle verifiche in merito a quanto sopra descritto, si riporta di seguito la cronologia della strumentazione urbanistico/edilizia vigente nel Comune di Treviso, a partire dal 1905.

Il primo strumento adottato dal  Comune di Treviso per la disciplina edilizia è il regolamento edilizio, approvato nel 1905. Lo strumento fornisce prevalentemente disposizioni di decoro, ma stabilisce che la costruzione o l’abbellimento di un’opera necessita di “nulla osta nei riguardi edilizi”, se visibile dagli spazi pubblici. A tale disposto normativo si aggiunge, nel 1912, il regolamento d’igiene, con il quale è previsto l’obbligo di permesso di costruire per nuove costruzioni o ampliamenti, e l’acquisizione della relativa abitabilità.

A livello nazionale invece, disposizioni normative in materia d’igiene sono istituite nel 1934 con il R.D. 1265: “testo unico delle leggi sanitarie”.

Nel 1942 entra in vigore la “Legge urbanistica” n.1150, con la quale diventa obbligatorio ottenere la licenza edilizia per interventi di nuova costruzione, ampliamento o modificazione della struttura o dell’aspetto dei fabbricati nei centri abitati ed ove esista il piano regolatore comunale.

Il Comune di Treviso si dota di una prima strumentazione urbanistica con il Piano di ricostruzione, nel 1948, il quale prevede l’obbligo di ottenere la licenza per opere edilizie (nuove costruzioni e ricostruzioni, modificazioni e demolizioni o varianti ad opere già approvate) da eseguire nella zona del Comune di Treviso compresa nel Piano stesso.

Nel 1967 entra in vigore la legge n. 765, cosiddetta “legge Ponte”, che apporta alcune modifiche alla legge urbanistica estendendo l’obbligo di ottenere la licenza edilizia per l’esecuzione di interventi su tutto il territorio comunale.

Nel 1968 il comune si dota del primo piano regolatore, il cosiddetto PRG “Amati”, adottato nel1968 e approvato nel 1973, che rimarrà in vigore fino al 23.10.2003, anno di approvazione della variante generale al PRG (precedentemente adottato il 25.07.2001).

Dal 2015 è in vigore il PAT (piano di assetto del territorio), mentre è in corso la procedura di approvazione del Piano degli Interventi.

Particolare è la situazione di alcune tipologie di fabbricati ricadenti nelle fattispecie previste dall’art. 19.5 lettera a) del Regolamento Edilizio Comunale.

Il quadro normativo sopra descritto è riassunto nella  allegata tabella.


Data ultima modifica: 14/05/2018